Mercoledì 22 febbraio - S. Messa ed imposizione delle Ceneri
LE FUNZIONI NELLE NOSTRE CHIESE
- Madonna del Carmelo ore 8,30 Casa di Riposo

- Madonna della Rocca ore 9,00
- San Giuseppe ore 10,00
- San Giuliano ore 10,00
- San Giuseppe ore 17,00
- Maria SS. del Monte ore 17,30
- Madonna del Carmelo ore 19,00
IL DIGIUNO E L'ASTINENZA
Senso e scopo del digiuno quaresimale
Il digiuno rituale della quaresima
Il digiuno è segno del nostro vivere la Parola di Dio. Non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio, sull'esempio di Cristo, che disse: "Mio cibo è fare la volontà del Padre"; Nutrirsi vuol dire poi viverla….
Esso è segno della nostra volontà di espiazione: "Non digiuniamo per la Pasqua, né per la croce, ma per i nostri peccati, ... " afferma san Giovanni Crisostomo; Espiare vuol dire rimediare al nostro male con il bene.
È anche segno della nostra astinenza dal peccato: come dice il vescovo sant'Agostino: "Il digiuno veramente grande, quello che impegna tutti gli uomini, è l'astinenza dalle iniquità, dai peccati e dai piaceri illeciti del mondo, ...".
In sintesi: la mortificazione del corpo (“mortificare” vuol dire dominare il corpo) è segno della conversione dello spirito.
Indicazioni pratiche del digiuno e dell'astinenza
il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo sono giorni di digiuno dal cibo e di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi.
i venerdì di Quaresima sono giorni di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi.
negli altri venerdì dell’anno, i fedeli possono sostituire l'astinenza dalla carne con altre opere (cioè azioni) di carattere penitenziale.
al digiuno sono tenuti i fedeli dai diciotto anni compiuti ai sessanta incominciati; all'astinenza dalla carne i fedeli che hanno compiuto i quattordicianni.
anche coloro che non sono tenuti all'osservanza del digiuno, i bambini e i ragazzi, vanno formati al genuino senso della penitenza cristiana.
"Convertiti dall'Amore misericordioso di Dio"
Deposto tutto ciò che è di peso ed il peccato che ci assedia, corriamo … tenendo lo sguardo fisso su Gesu” (Eb 12,12)
Carissimi,
Dio è un grande guastafeste, perché le sue vie non sono le nostre vie.
Però, se uno gli dice di “Sì” Egli porta molto lontano, anche a piccoli passi.
Chi vive in autenticità la propria vocazione può darne testimonianza.
La Grazia del Signore non può dare frutti quando trova cuori induriti dalla negligenza, dall’odio, occupati dalle cose vane che intasano la vita di oggi.
Solo l’incontro vero con Gesù ricostruisce l’uomo!
Indossiamo dunque le armi della luce!” (Rm 13,13)
I vostri sacerdoti
“Se non ami il fratello che vedi, certo non puoi amare Dio che non si vede.” (1Gv 4,20)
Amare significa sapere di essere responsabile dei fratelli, sentirsi mandato a ciascuno di loro.
Penitenza, elemosina, digiuno, che caratterizzano la Quaresima, hanno valore solo se ti conducono ad amare di più Dio e in Lui tutti, specie quelli più in difficoltà.
Lasciatevi riconciliare con Cristo. (2Cor 5,20)
Durante la Quaresima accostati al Sacramento della Confessione” Non perdere quest’occasione preziosa vincendo tutte le resistenze!
I missionari si preparano. “Riflessioni sul Credo”
Dopo il sussidio sul “Padre nostro” consegnato ai missionari e alle comunità durante il periodo di Avvento L’Ufficio Diocesano per la Pastorale, sta incontrando tutti i missionari delle foranie per diffondere il documento che contiene alcune riflessioni sul “Credo”.
Nella Forania di Racalmuto, che comprende pure i comuni di Grotte e Castrofilippo, la presentazione è stata curata dal Direttore della Caritas Diocesana Valerio Landri che ha sottolineato ai numerosi, missionari presenti: “Il presente sussidio non vuole essere un sunto del Credo, ma semplicemente uno strumento destinato a suscitare interesse nei confronti del tesoro della nostra fede e desiderio che altri, a seguito del nostro annuncio, conoscano, celebrino e agiscano”.
Il documento diviso, in modo semplice (e speriamo utile) in tre parti:
- nella prima il Credo è spiegato da un punto di vista catechetico riprendendo alcuni passaggi concettuali necessari alla conoscenza delle singole espressioni;
- la seconda è un aiuto liturgico che cerca di coniugare la liturgia della Parola di ogni domenica di Quaresima (con spunti omiletici), l’invito a valorizzare qualche momento o segno della celebrazione e qualche suggerimento per la testimonianza;
- la terza ed ultima parte continua la proposta che stiamo facendo sui nuovi stili di vita e, in particolare, il rapporto con le persone. Conoscere, celebrare, agire diventano, così, i verbi di questo sussidio e, speriamo, del nostro agire cristiano.
Dichiarazioni di mons. Domenico Sigalini, assistente generale Ac, all'agenzia Ansa:
"Celentano lo conosco bene, a lui piace fare le prediche ed è un buon predicatore: ma sappiamo come è fatto, è solito a uscite di questo tipo. Non deve credere però di essere Gesù: lui è libero di parlare e noi di rispondere". Così mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente generale dell'Azione cattolica, su Celentano a Sanremo, che tra l'altro ha accusato i preti di non parlare del paradiso. "Abbiamo solo aggiornato il linguaggio e parliamo di piena vita altrimenti i giovani non capirebbero".
"Celentano è libero di parlare, ma senza offenderci e senza pretendere di far diventare il Vangelo ciò che lui dice, come se fosse il depositario della verità", aggiunge Sigalini, che tra l'altro da assistente generale dell'Azione cattolica è a contatto con i giovani. "Cos'è il paradiso? Se mi rivolgessi ai ragazzi di oggi parlando di paradiso, non capirebbero. Se parlo a un gruppo di signore di 60 anni, parlo del paradiso e sono subito compreso. Ma i più giovani, che vivono in una cultura materialista - osserva il presule - tendono a pensare al paradiso non come la vita eterna, ma come un luogo divertente o l'insieme delle cose che ci sono negate in terra. Non è così. Per questo spesso sostituiamo a questo termine quello di vita, di pienezza della vita, di vita piena in comunione assoluta con Dio, nell'abbraccio: altrimenti non se ne percepirebbe la realtà. Quindi al catechismo, dai pulpiti nelle omelie noi sacerdoti parliamo sempre del paradiso, in questa forma. Forse anche Celentano, che ha oltre 70 anni, la cui formazione religiosa risale a oltre 50 anni fa, ha in testa un linguaggio un pò datato, su questo fronte. Noi lo abbiamo aggiornato".
 Parola - Prima lettura Is 43, 18-19.21-22.24-25
Così dice il Signore: "... Ecco, faccio una cosa nuova... Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa... Tu mi hai dato molestia con i peccati, mi hai stancato con le tue iniquità. Io, io cancello i tuoi misfatti, per riguardo [ … ]
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