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Today: Ago 20, 2017
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IO ACCOLGO TE…

Il sacramento del Matrimonio

Una delle difficoltà maggiori è quella di far comprendere ai giovani, che chiedono il matrimonio cristiano, il significato ed il contenuto della realtà sacramentale. Il sacramento, infatti, resta qualcosa di misterioso, un “rito” che, nella mentalità corrente, esaurisce i suoi effetti non appena si esce dalla chiesa per far ritorno a casa. Viene spesso anche ignorato lo stretto legame che c’è tra fede e sacramento e tra sacramento e vita.

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SPOSARSI IN CHIESA: PERCHÉ?

DSCN2752 Nel nostro ambiente sociale, il matrimonio in chiesa sembra reggere ancora. Ma se domandiamo a chi si sposa in chiesa perché lo fa, percepiamo forse dei sentimenti “religiosi” latenti, ma troppo spesso non ancora la fede. Si sposano in chiesa perché avvertono la “grandezza” del matrimonio, come momento importante della loro vita e per questo vogliono affrontarlo con la benedizione del Signore. Si tratta, certo, di sentimenti molto nobili, ma come cristiani ci dovrebbe essere una consapevolezza  maggiore sul “sacramento” del Matrimonio o, meglio, sul matrimonio come Sacramento. Sposarsi in chiesa non è l’unico modo di sposarsi: non si può negare che anche nel matrimonio civile possono essere presenti valori altamente umani quali l’amore, la fedeltà, l’impegno di apertura alla vita. Il matrimonio cristiano, non è un matrimonio in un posto piuttosto che in un altro. Sposarsi in chiesa è una scelta che solo dei battezzati possono fare: è una scelta di fede.

Lunedì 16 dicembre, i giovani di Racalmuto, che partecipano al cammino di fede in preparazione al sacramento del matrimonio hanno vissuto un momento di spiritualità, durante il quale ogni coppia ha ricevuto una copia del vangelo. La cerimonia si è svolta nella chiesa del Carmelo, presieduta da don Diego Martorana, che si è soffermato sul concetto di verità: C'E' UNA SOLA VERITA' ed è contenuta nella parola di Dio a cui nessuno può aggiungere o togliere nulla.

Gli incontri riprenderanno dopo le festività natalizie.

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Vi Trasmetto quello che ho ricevuto

Gruppo Gesù di Nazaret: lettura della Lumen Fidei

“Chi si è aperto all’amore di Dio non può tenerlo per sé”; “Chi crede non è mai solo, sperimenta l’amore, partecipa dei sacramenti, forma una comunità viva e feconda”.

gesu Il terzo capitolo dal titolo Vi trasmetto quello che ho ricevuto è incentrato sull’importanza dell’evangelizzazione: chi si è aperto all’amore di Dio, non può tenere questo dono per sé, scrive il Papa. La luce di Gesù brilla sul volto dei cristiani e così si diffonde, si trasmette nella forma del contatto, come una fiamma che si accende dall’altra, e passa di generazione in generazione, attraverso la catena ininterrotta dei testimoni della fede. Ciò comporta il legame tra fede e memoria perché l’amore di Dio mantiene uniti tutti i tempi e ci rende contemporanei a Gesù.  Inoltre, diventa impossibile credere da soli, perché la fede non è un’opzione individuale, ma apre l’io al noi ed avviene sempre all’interno della comunione della Chiesa. C’è, però, un mezzo speciale con cui la fede può trasmettersi: sono i Sacramenti, in cui si comunica “una memoria incarnata”.

Il Papa cita innanzitutto il Battesimo – sia dei bambini sia degli adulti, - che ci ricorda che la fede non è opera dell’individuo isolato, un atto che si può compiere da soli, bensì deve essere ricevuta, in comunione ecclesiale. Nessuno battezza se stesso, spiega la Lumen Fidei. Inoltre, poiché il bambino battezzando non può confessare la fede da solo, ma deve essere sostenuto dai genitori e dai padrini, ne deriva l’importanza della sinergia tra la Chiesa e la famiglia nella trasmissione della fede.

In secondo luogo, l’Enciclica cita l’Eucaristia, nutrimento prezioso della fede, atto di memoria, attualizzazione del mistero e che conduce dal mondo visibile verso l’invisibile, insegnandoci a vedere la profondità del reale.

Il Papa ricorda poi la confessione della fede, il Credo, in cui il credente non solo confessa la fede, ma si vede coinvolto nella verità che confessa; la preghiera, il Padre Nostro, con cui il cristiano incomincia a vedere con gli occhi di Cristo; il Decalogo, inteso non come un insieme di precetti negativi, ma come insieme di indicazioni concrete per entrare in dialogo con Dio, lasciandosi abbracciare dalla sua misericordia  verso la pienezza della comunione con Dio.

Infine, il Papa sottolinea che la fede è una perché uno è il Dio conosciuto e confessato, perché si rivolge all’unico Signore, ci dona l’unità di visione, ed è condivisa da tutta la Chiesa, che è un solo corpo e un solo Spirito. Dato, dunque, che la fede è una sola, allora deve essere confessata in tutta la sua purezza e integrità: l’unità della fede è l’unità della Chiesa. Inoltre, poiché l’unità della fede è quella di un organismo vivente, essa può assimilare in sé tutto ciò che trova, dimostrando di essere universale, cattolica, capace di illuminare e portare alla sua migliore espressione tutto il cosmo e tutta la storia. Tale unità è garantita dalla successione apostolica.

 

Gruppo Gesù di NAZARET: lettura della Lumen Fidei

Se non crederete, non comprenderete

Dio è luminoso e può essere trovato da coloro che lo cercano con cuore sincero

papa_bergoglioNel secondo capitolo della Lumen Fidei,  dal titolo “Se non crederete, non comprenderete” il Papa dimostra lo stretto legame tra fede e verità, la verità affidabile di Dio, la sua presenza fedele nella storia.

Inizia con le parole di Isaia al re Acaz dove egli esorta a comprendere le vie del Signore, trovando nella fedeltà di Dio il piano di saggezza che governa i secoli. Il testo di Isaia porta a una conclusione l’uomo ha bisogno di conoscenza, di verità. La fede senza verità non salva , scrive il Papa,  non rende sicuri i nostri passi. Ed oggi, data la crisi di verità in cui viviamo è più che mai necessario richiamare questo legame, perché la cultura contemporanea tende ad accettare solo la verità della tecnologia, ciò che l’uomo riesce a costruire e misurare con la scienza e che è vero perché funziona. Oggi si guarda con sospetto alla verità grande, la verità che spiega l’insieme della vita personale e sociale, perché la si associa erroneamente alle verità pretese dai totalitarismi del XX secolo. Ciò comporta però il grande oblio del mondo contemporaneo che,  a vantaggio del relativismo, dimentica la domanda sulla verità, sull’origine di tutto, la domanda su Dio.

La Lumen Fidei  sottolinea, poi, il legame tra fede e amore, inteso non come “un sentimento che va e viene”, ma come il grande amore di Dio che ci trasforma interiormente e ci dona occhi nuovi per vedere la realtà. Se, quindi, la fede è legata alla verità e all’amore, allora amore e verità non si possono separare, perché solo l’amore vero supera la prova del tempo e diventa fonte di conoscenza. E poiché la conoscenza della fede nasce dall’amore fedele di Dio, verità e fedeltà vanno insieme. La verità che ci dischiude la fede è una verità incentrata sull’incontro con Cristo incarnato, il quale, venendo tra noi, ci ha toccato e donato la sua grazia, trasformando il nostro cuore.

fedeA questo punto, il Papa apre un’ampia riflessione sul dialogo tra fede e ragione, sulla verità nel mondo di oggi, in cui essa viene spesso ridotta ad “autenticità soggettiva”. Invece, se la verità è quella dell’amore di Dio, allora non si impone con la violenza, non schiaccia il singolo. Per questo, la fede non è intransigente, il credente non è arrogante. Al contrario, la verità rende umili e porta alla convivenza ed al rispetto dell’altro. Ne deriva che la fede porta al dialogo in tutti i campi: in quello della scienza, perché risveglia il senso critico e allarga gli orizzonti della ragione, invitando a guardare con meraviglia il Creato; nel confronto interreligioso, in cui il cristianesimo offre il proprio contributo; nel dialogo con i non credenti che non cessano di cercare,  perché Dio è luminoso e può essere trovato anche da coloro che lo cercano con cuore sincero. Chi si mette in cammino per praticare il bene, sottolinea il Papa, si avvicina già a Dio.

Infine, la Lumen Fidei  parla della teologia ed afferma che essa è impossibile senza la fede, poiché Dio non  è un semplice “oggetto”, ma è Soggetto che si fa conoscere. La teologia è partecipazione alla conoscenza che Dio ha di se stesso; ne consegue che essa deve porsi al servizio della fede dei cristiani e che il Magistero ecclesiale non è un limite alla libertà teologica, bensì un suo elemento costitutivo perché esso assicura il contatto con la fonte originaria, con la Parola di Cristo.

 

Il gruppo “Gesù di Nazaret” anima la veglia in onore di San Giovanni Bosco

“Essere cristiani aperti, autentici e fedeli allo spirito della Chiesa.”

Il gruppo Gesù di Nazaret l’8 novembre scorso, in occasione dell’arrivo delle reliquie di San Giovanni Bosco ha sperimentato la gioia di accogliere nella Chiesa  Maria Ausiliatrice di Canicattì il “Santo dei giovani” animando la Veglia, andata avanti tutta la notte con la staffetta  di gruppi e movimenti che si sono alternati a custodire l’Urna, con canti e preghiere.

donbosco4 Non sono mancate le riflessioni sulla Parola alla luce del vissuto di San Giovanni Bosco, quel Santo che :

“…decise di scendere per le strade della sua città e osservare in quale stato di degrado fossero i giovani del tempo. Incontrò così i ragazzi che, sulla piazza di Porta Palazzo, cercavano in tutte le maniere di procurarsi un lavoro. Di questi giovani molti erano scartati perché poco robusti e in poco tempo costretti a finire presto sottoterra. Le statistiche confermano che in quel tempo ben 7184 fanciulli sotto i dieci anni erano impiegati nelle fabbriche. In piazza San Carlo, Don Bosco poteva conversare con i piccoli spazzacamini, di circa sette o otto anni, che gli raccontavano il loro mestiere e i problemi da esso generati. Erano molto rispettosi nei confronti del sacerdote che li difendeva molto spesso contro i soprusi dei lavoratori più grandi che tentavano di derubarli del misero stipendio. Insieme a Don Cafasso cominciò a visitare anche le carceri e inorridì di fronte al degrado nel quale vivevano giovani dai 12 ai 18 anni, rosicchiati dagli insetti e desiderosi di mangiare anche un misero tozzo di pane. Dopo diversi giorni di antagonismo, i carcerati decisero di avvicinarsi al sacerdote, raccontandogli le loro vite e i loro tormenti. Don Bosco sapeva che quei ragazzi sarebbero andati alla rovina senza una guida e quindi si fece promettere che, non appena essi fossero usciti di galera, lo avrebbero raggiunto alla chiesa di San Francesco ...”.

donbosco1 L’esperienza di quella notte in preghiera, alla presenza di Gesù Sacramentato e nel ricordo del Santo, ha reso ancor più vivo in ciascuno dei componenti del gruppo “Gesù di Nazaret” il desiderio di poter vivere  ed operare in unità di intenti e di preghiera con San Giovanni Bosco, per essere ogni giorno, con l'aiuto dell'Ausiliatrice, cristiani aperti , autentici e fedeli allo spirito della Chiesa.

La tappa a Canicattì è stata una delle tappe previste dal tour mondiale in preparazione al bicentenario della nascita di Don Bosco, iniziato il 25 aprile 2009 e che si concluderà il 31 gennaio 2015.

 

 

Il Vescovo incontra il gruppo Gesù di Nazaret

Don Franco ha esortato a vedere Cristo nel fratello che ha bisogno.

incontro_vescovo Sabato 9 novembre 2013 il gruppo “Gesù di Nazaret” ha vissuto un momento di grande emozione grazie all’incontro con il vescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, tenutosi al centro Padre Arrigo di Racalmuto.

Invitato dal gruppo già nel 2010, in occasione di una visita al Seminario di Agrigento, il Vescovo è riuscito, tra i numerosi impegni che gravano su di lui, ad essere presente nel giorno in cui il gruppo ha festeggiato il suo sesto anno di vita, per parlare di missione, sacerdozio e valori di cui deve essere portatore il vero cristiano.

Con parole veramente toccanti e con un tono ora autorevole ora amichevole, ha invitato i membri del gruppo a vivere la propria esistenza nel mondo del lavoro, nella famiglia, nella società da veri cristiani, cioè con una maggiore apertura verso gli altri che sia da esempio per tutti. Spesso, dopo il segno della pace in Chiesa, non salutiamo neanche chi era seduto accanto a noi durante la celebrazione liturgica. Perché non rivolgere un saluto da cristiano a chi prima non si conosceva? Un semplice “ciao” potrebbe cambiare la vita o quantomeno i rapporti sociali tra persone di diverse origini ed etnie. La messa, poi, è un momento focale nella vita di un buon cristiano: la domenica un amico di nome Gesù ci invita a pranzo, prepara la tavola, il pane e il vino e poi noi non ci presentiamo. Al momento della Consacrazione, poi, il Vescovo ha notato che molti non alzano lo sguardo, invece ci invita ad alzare gli occhi per essere testimoni dell’avvenuto spezzare del pane. L’invito è di vedere Cristo nel fratello che ha bisogno, essere caritatevoli e aprire il nostro cuore.

Abbiamo vissuto un momento di alta commozione quando don Franco, come gradisce essere chiamato, ci ha raccontato l’esperienza di Lampedusa: uomini, donne e bambini riemersi grazie ai sommozzatori, chiusi dentro sacchi di plastica senza un nome né un affetto vicino. Sono momenti in cui vien da pensare: “ma Dio, dov’è?  E’ possibile che si sia distratto?” Poi, guardando bene, lo troviamo nelle lacrime dei poliziotti e dei vigili del fuoco, negli abitanti di quella piccola isola del Mediterraneo che hanno aperto le porte delle loro case per offrire cibo, coperte, riparo ai sopravvissuti, dando un grandissimo esempio di umanità, nobiltà d’animo e cristianità.

L’incontro, che, per lo spessore e l’autorevolezza delle parole e per la capacità del nostro ospite di sentirsi uno di noi, è sembrato durare solo un attimo, si è concluso con un momento di convivialità che don Franco ha condiviso con il gruppo con il suo modo di essere ora serio ora gioviale.

Grazie Vescovo! Questa esperienza resterà sempre viva nei nostri cuori.

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Abbiamo creduto all’Amore

Gruppo Gesù di Nazaret: Continua la lettura della Lumen Fidei

“Abbiamo creduto all’Amore

- Fede non è solo guardare a Gesù ma guardare dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi -

SGUARDO_DI_gESuL’incontro del Gruppo Gesù di Nazaret del 3 novembre 2013, a prosecuzione e sviluppo di quello precedente, ha avuto come tema di approfondimento il primo capitolo dell’Enciclica Lumen Fidei dal titolo Abbiamo creduto all’Amore”. In esso viene ripercorsa la storia della Fede, dalla chiamata di Abramo e del popolo di Israele fino ad arrivare alla Risurrezione di Cristo e al mandato della Chiesa.

Se l’intera Lumen Fidei dà importanza a quel legame tra Fede e Amore inteso come il grande Amore di Dio che ci trasforma interiormente e ci dona occhi nuovi con cui vedere e vivere la realtà, nondimeno anche il capitolo in oggetto sottolinea e rimarca l’asserzione fondamentale dell’Enciclica secondo cui <<non c’è fede senza amore e  non c’è amore senza fede>>.

La figura biblica che campeggia in questo primo capitolo è quella di Abramo, che diviene testimonianza luminosa e spiegazione vivente che la Fede è ascolto della Parola di Dio ed è al contempo chiamata ad uscire dal proprio “io isolato” per aprirsi ad una vita nuova e promessa del futuro, che rende possibile la continuità del nostro cammino nel tempo.

La fede è legata all’ascolto; Abramo non vede Dio, ma sente la sua voce. La fede è la risposta di Abramo a una Parola che interpella personalmente, la risposta ad un Dio che lo chiama per nome. La fede è affidamento all’Amore misericordioso di Dio, che sempre accoglie e perdona; è disponibilità a lasciarsi trasformare dalla chiamata di Dio, è <<un dono gratuito di Dio che chiede l’umiltà e il coraggio di fidarsi e affidarsi a Lui per vedere il luminoso cammino dell’incontro fra Dio e gli uomini, la storia della salvezza>>.

La fede è connotata anche dalla paternità, perché il Dio che ci chiama non è un Dio estraneo, ma è Dio Padre, la sorgente di bontà che è all’origine di tutto e che sostiene tutto. Ed è a questo punto che il discorso sulla Fede di Abramo si sposta naturalmente al popolo di Israele: la Fede, come prende la singola persona, così coinvolge l’intero popolo di Israele, è una grande sfida per tutti e per ciascuno che pone nella condizione di scelta tra l’affidarsi a Dio o l’affidarsi  agli idoli.

Il capitolo si sofferma, poi, sulla figura di Gesù, mediatore che ci apre ad una verità più grande di noi, manifestazione di quell’amore di Dio che è il fondamento della fede: “nella contemplazione della morte di Gesù, infatti, la fede si rafforza”, perché Egli vi rivela il suo amore incrollabile per l’uomo. In quanto risorto, inoltre, Cristo è “testimone affidabile e degno di Fede”, attraverso il quale Dio opera veramente nella storia e ne determina il destino finale. Ma c’è “un aspetto decisivo” della fede in Gesù: “la partecipazione al suo modo di vedere”. La fede, infatti, non solo guarda a Gesù, ma guarda anche dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi. Usando una similitudine, il Papa spiega che come nella vita quotidiana ci affidiamo a “persone che conoscono le cose meglio di noi”, così per la fede necessitiamo di qualcuno che sia affidabile ed esperto nelle cose di Dio e Gesù è colui che ci spiega Dio. Per questo, crediamo a Gesù quando accettiamo la sua Parola, e crediamo in Gesù quando Lo accogliamo nella nostra vita e ci affidiamo a Lui. La sua incarnazione, infatti, fa sì che la fede non ci separi dalla realtà, ma ci aiuti a coglierne il significato più profondo.

Grazie alla Fede, l’uomo si salva, perché si apre a un Amore che lo precede e lo trasforma dall’interno. lo costituisce  “una creatura nuova”, gli dona “un nuovo essere filiale” che lo rende “figlio nel Figlio”. È questo il dono meraviglioso e umanamente impensabile che la fede regala al credente; è questa l’azione propria dello Spirito Santo! “Il cristiano può avere gli occhi di Gesù, i suoi sentimenti, la sua disposizione filiale, perché viene reso partecipe del suo Amore, che è lo Spirito”. Fuori dalla presenza dello Spirito, è impossibile riconoscere il Signore per questo motivo l’esistenza credente diventa esistenza ecclesiale e la fede si confessa all’interno del corpo della Chiesa, come comunione concreta dei credenti. I cristiani sono “uno” senza perdere la loro individualità e nel servizio agli altri ognuno guadagna il proprio essere. Perciò la fede non è un fatto privato, una concezione individualistica, un’opinione soggettiva, ma nasce dall’ascolto ed è destinata a pronunciarsi e a diventare annuncio, un annuncio di salvezza.

 

Festa Madonna delle Grazie 2013

 

Festa Madonna della Rocca 2013

 

Missione GAM "Tre giorni di grazia con Maria"

Il Popolo racalmutese ha potuto constatare
la grazia del SIgnore
di Don Diego Martorana

La presenza della statua della Madonna di Fatima, la presenza di don Biagio e di don Gaetano e dei giovani del GAM (gioventù ardente mariana) hanno messo in movimento il popolo racalmutese e ancora una volta abbiamo potuto constatare che la grazia del Signore opera.
E’ stato bello ed emozionante accogliere la statua presso l’atrio della casa di Riposo e accompagnarla al Santuario Maria SS. Del Monte. La presenza del Vicario generale Mons. Vutera ha messo in evidenza l’ecclesialità dell’avvenimento. Con la benedizione della nuova vetrata voluta fortemente dal rettore Don Luigi Mattina hanno avuto inizio le manifestazioni di fede che speriamo possano avere continuità. Sabato 26 è stata una giornata e anche una notte indimenticabile.
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Duecento coppie di sposi hanno rinnovato le promesse matrimoniali in un clima di preghiera e di forti emozioni. Che dire della Adorazione notturna… si è rimasti svegli per tutta la notte… si sono succeduti  vari gruppi, persone singole,  persone che solitamente non frequentino la chiesa… in quella penombra lo sguardo era fisso su quell’ostia bianca da cui proveniva una luce generatrice di pace... La processione conclusiva ha visto una folla che ha attraversato corso Garibaldi come se fosse un fiume immagine visibile della Grazia Divina, i canti, la preghiera del Rosario, infine il saluto con i fazzoletti, il tripudio della gente, le lacrime di gioia. Anche queste manifestazioni indicano il coinvolgimento totale della persona. Noi non siamo solo testa, ragione fredda, abbiamo un corpo, un cuore.
La devozione cosiddetta popolare ha questo fascino non è fredda, toccare la statua, baciarla così come io bacio le foto di papà e mamma defunti vogliamo esprimere la vicinanza anzi la presenza di una persona. Gesù e i santi sono presenti in un modo misterioso, ma reale certamente non possiamo fermarci a questi momenti ma non possiamo nascondere che tante persone si sono accostate al sacramento della Riconciliazione dentro e fuori dalla chiesa.

Tanti giovani anche della nostra comunità con l’entusiasmo proprio dell’ età hanno visitato quasi tutte le famiglie e potere sentire dire da loro è stato bello, esaltante da ripetere ci conforta  e ci stimola ad avere fiducia nella presenza del Signore che si serve anche della sua Madre a Cana di Galilea.

Viva Maria!!!!

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Scoutismo a Racalmuto. Un serio impegno da 20 anni

I Nostri primi 20 anni!

Sabato 19 e Domenica 20 Ottobre si è svolta l’apertura dell’anno scautistico del Gruppo Scout di Racalmuto.

Per le strade del paese era possibile incontrare tanti Scout in attività, con cappellini colorati, in un’atmosfera di festa, poiché l’anno che sta per iniziare segna il ventesimo anno dalla nascita del gruppo.

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Solo l’inizio di una grande festa che coinvolgerà non solo gli scout presenti, ma tutti coloro che hanno fatto parte del gruppo anche in passato.

Importante è stato il momento vissuto la domenica mattina con i genitori, i quali si sono messi in gioco, partecipando attivamente alle attività proposte, contribuendo, così,  a vivere un costruttivo momento di comunione.

Un’apertura che si è conclusa con la Santa Messa presso la Chiesa del Carmelo, per lodare Dio per tutto ciò che ci ha donato e per affidare a Maria il nostro sentiero.

B.P. diceva “Qualcuno ha detto che ciò che manca ai giovani è ambiente. Ebbene, noi abbiamo un ambiente da proporre loro nello scautismo e nel guidismo, ed è quello che Dio ha messo a disposizione di tutti: l’aria aperta, la felicità, l’essere utili agli altri”.

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Neocatecumenato

 

Riprese le attività formative del Gruppo Gesù di Nazaret

Lumen Fidei

“La fede è la luce che illumina l’esistenza”

Domenica 20 ottobre 2013 il gruppo Gesù di Nazareth si è riunito nei locali della casa di riposo per avviare i lavori del nuovo anno,  che prevedono lo studio e l’approfondimento della prima Enciclica di Papa Francesco, dal titolo “Lumen fidei”.

L’Enciclica è stata pubblicata il 29 giugno, data che ricorda i santi Pietro e Paolo, e risulta scritta per la prima volta a quattro mani, perché Papa Francesco ha creato una sorta di continuità intellettuale e spirituale con Benedetto XVI, Papa emerito.

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“Lumen fidei” significa la luce della fede e rappresenta la continuazione delle encicliche di Benedetto XVI sulla carità (Deus caritas est) e sulla speranza (Spe salvi). E’ costituita da una introduzione, quattro capitoli e una conclusione.

Nell’introduzione il Papa illustra il senso dell’Enciclica: La fede è la luce che illumina l’esistenza, la capacità di guardare con occhi nuovi e sperimentare la pienezza dell’esistenza: “Chi crede, vede”.

Nel primo capitolo, “Abbiamo creduto all’amore”, il Pontefice, ripercorrendo la storia della fede dalla chiamata di Abramo alla Resurrezione e alla diffusione della Chiesa, si sofferma sulla figura di Gesù, testimone affidabile e degno di fede. Come nella vita quotidiana ci affidiamo a persone che conoscono le cose meglio di noi (farmacista, avvocato,..) così, spiega il Papa, per la fede necessitiamo di qualcuno che sia affidabile ed esperto “nelle cose di Dio”e Gesù è il mediatore che ci apre a una verità più grande di noi.

Il secondo capitolo, “Se non crederete, non comprenderete”, tratta il rapporto tra fede e ragione, tra fede e amore. Dio con il suo amore ci trasforma interiormente e ci dona occhi nuovi per vedere la realtà. La verità rende umili e porta alla convivenza e al rispetto dell’altro, ne deriva che la fede porta al dialogo in tutti i campi.

Nel terzo capitolo, “Vi trasmetto quello che ho ricevuto”, il Papa affronta il ruolo della Chiesa e dei cristiani nella diffusione della fede: “Chi si è aperto all’amore di Dio non può tenerlo per sé”; “Chi crede non è mai solo, sperimenta l’amore, partecipa dei sacramenti, forma una comunità viva e feconda”.

Il quarto capitolo, “Dio prepara loro una città” affronta la portata sociale della fede; spiega il legame tra la fede e il bene comune. “La fede”, scrive il Papa, “rende saldi i vincoli fra gli uomini e si pone al servizio concreto della giustizia, del diritto e della pace”.

L’Enciclica si conclude con l’invito da parte del Pontefice a guardare a Maria, “icona perfetta della fede”, “beata perché ha creduto”( Lc 1.45).

di Lucia Scimè

 

Una poesia per la pace a Racalmuto

Premio Poesia

C’è ancora tempo per partecipare alla sesta edizione del premio: “Una poesia per la pace” che si terrà a Racalmuto durante le festività in onore della Madonna della Rocca. Un premio di poesie, che nasce dalla volontà di alcuni animatori dell’oratorio San Luigi Gonzaga, tra cui il responsabile Nicola Macaluso, nonché organizzatore del premio assieme a Giuseppe Grizzanti, il quale è stato e continua ad essere anche presentatore delle diverse edizioni, e Luciano Carrubba membro attivo all’interno delle attività della parrocchia. Occorre ricordare il sostegno continuo non solo del premio di poesie ma anche di tutte le attività che vengono svolte all’interno della parrocchia da parte del parroco Don Luigi Mattina, il quale con il suo carisma e la sua sensibilità è riuscito nel corso degli anni a trasmettere la forza necessaria per riuscire a coinvolgere giovani e non verso un percorso di ricerca di quei valori necessari a vivere ogni momento della nostra vita attraverso: fede, speranza, carità. Attraverso il premio di poesie, si è cercato di far confluire la comunità, non solo locale, ma che si estende verso l’intero territorio nazionale, alla partecipazione di un premio di poesie avente come tematica il concetto di pace.

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Il nucleo fondativo del premio risiede in una celebre, nonché significativa frase di Madre Teresa di Calcutta: “Sono una piccola matita nelle mani di un Dio scrittore che sta mandando una lettera d’amore al mondo”. Da quest’anno a concorrere per il premio vi sarà anche la categoria giovani, in cui saranno coinvolte le scuole secondarie di secondo grado di Racalmuto, Grotte e Castrofilippo. La segreteria del premio comunica che per partecipare si dovrà inviare n°5 copie di ogni poesia inedita e dattiloscritta, per un massimo di 3 poesie, non firmate, allegando scheda identificativa con nome, cognome, indirizzo dell’autore e titolo della poesia. Tutto deve essere inviato a: Parrocchia Madonna della Rocca, premio di poesia: “Una poesia per la Pace”, via Madonna della Rocca, 92020 Racalmuto (Ag) entro il 27 ottobre 2013.

Luciano Carrubba

 

Primo ottobre festa di S.Teresina del Bambino Gesù

Anche a Racalmuto da qualche anno viene venerata l'immagine di S. Teresina del B.Gesù in una edicola costruita presso la piazzetta di via Soldato G.Buscarino. L'immagine è stata inaugurata il primo Giugno 2012 scorso e da allora ogni primo di mese alcuni fedeli si riuniscono in preghiera per la recita del s. rosario.

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Il primo ottobre prossimo ci uniremo alla comunità intera per festeggiarla anche noi con questo programma:
  • Ore 17:00 s. rosario
  • Ore 17:30 Celebrazione della S. Messa
  • seguirà un breve filmato
  • Testimonianze
  • Canto finale

Ogni primo di mese ci riuniremo, presso le famiglie che lo desiderano, per la recita del s. rosario.

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Campo Scout

Questa estate il gruppo scout Racalmuto 1 sta vivendo una settimana di attività in mezzo alla natura nei pressi di Prizzi. Piu di ottanta i partecipanti che divisi in tre differenti fasce di età, e accompagnati da un folto gruppo di Capi, stanno vivendo un’esperienza di crescita morale e spirituale ispirata alla storia di un cartone Disney: “UP”.

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La comunità tutta, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo, vuole salutare e augurare all’intero gruppo un buon proseguimento delle attività.

BUONA STRADA…

Preghiera alla Madonna:

Madonna degli Scouts, ascolta ti invochiam

concedi un forte cuore a noi che ora partiam.

La strada è tanto lunga e il freddo già ci assal.

Respingi tu, Regina lo spirito del mal.

 

E il ritmo dei passi ci accompagnerà

la verso gli orizzonti lontani si va.

E il ritmo dei passi ci accompagnerà

la verso gli orizzonti lontani si va.

 

E lungo quella strada non ci lasciare Tu,

nel volto di chi soffre facci trovar Gesù.

Allor ci fermeremo le piaghe a medicar

E il pianto di chi è solo sapremo consolar

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Grest 2013 6° e 7° giorno

grest1 I nostri amici pellirosse hanno vissuto la loro vita con intensità; alla fine ci hanno detto che ora ognuno ha un futuro grandioso davanti che lo aspetta.

Anche per noi il cammino di crescita ha le sue tappe, ogni tappa ci permette di raggiungere degli obiettivi che diventano un nuovo punto di partenza per raggiungere nuovi traguardi.

Sono stati giorni intensi  e ognuno porterà nel proprio cuore l’esperienza vissuta. Arancione, Azzurro, Blu, Giallo, Rosso, Verde non sono solo colori di squadre, ma sono i colori con i quali ragazzi e animatori hanno dipinto il pezzo di strada percorso insieme.

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Festa Madonna del Carmelo 2013

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Grest 2013 5° giorno


Continua l’avventura, i nostri indiani sono carichi e la sfida si fa sempre più avvincente.

 

La domanda è: chi vincerà questo  GrEst 2013?

Oggi abbiamo vissuto un giorno all’insegna della testimonianza, nonna Nuna alla fine dei suoi giorni terreni dice ai suoi nipoti “Io ho molta fede nel Grande Spirito e l’ho pregato ogni giorno perché aiutasse me e il mio popolo…lottavamo assieme a qualcuno di più grande di noi. L’Uomo bianco non è riuscito a distruggerci perché si è sempre basato solo sulle sue forze. Noi, invece, abbiamo il Grande Spirito dalla nostra parte!”

Attraverso la metafora della strada, intesa come la vita vissuta, ragazzi e animatori hanno ringraziato il Signore per le cose belle e chiesto scusa per ciò che non hanno fatto di bene.

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Festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo

 

Grest 2013 4° giorno

Una serata sotto le stelle
in collegamento streaming con Rio, con la GMG

Questo giorno di GrEst è stato caratterizzato dalla condivisione della cena e dal “GrEst sotto le stelle”.

Bambini ed animatori, uniti sotto il nome della propria squadra, hanno partecipato ad una serata all’insegna dei giochi della gioventù, sotto gli sguardi contenti dei genitori. Una serata ricca di divertimento e di gioia che si è conclusa in comunione con la GMG di Rio, attraverso una piccola processione per elevare a Dio il nostro grazie per i bei momenti che stiamo vivendo.

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..... intanto il viaggio dei nostri protagonisti prosegue nella foresta dei pericoli e adesso devono affrontare il sentiero delle lacrime, luogo misterioso dove piove con il sole e che i pellirosse ricordano quando danzano con gli strumenti musicali.

Tutte le squadre sono state impegnate nella costruzione del bastone della pioggia e, dopo l’attività di laboratorio, ha avuto inizio una giornata ricca di giochi, infatti

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Grest 2013 3° Giorno

Due popoli, due villaggi,due gruppi,due fratelli che hanno una missione.

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Wapi, Maneta e Nuna sono in viaggio. Dietro i cespugli si nascondono i soldati che hanno intenzione di seguirli convinti di essere condotti presso un’altra tribù. Ma questo è un giorno importante i nostri amici scoprono che Wakanda e Leyati si sono salvati e sono al villaggio dove tutto è pronto per la nascita di Hashalé: il popolo Munsee ha un nuovo membro, si chiama Hashalé che significa “viaggiatore del sole”.

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Chi prepara il Grest lo vede come un momento di crescita personale e soprattutto un modo per mettersi al servizio del prossimo. è questo il nostro scopo e speriamo con tutto il cuore che venga colta come un’occasione per crescere insieme e non come un “parcheggio”.

è un’occasione da non perdere.. è un modo per mostrare ai ragazzi quanto è bello stare insieme. Non dimentichiamo che educare significa tirare fuori, fare uscire il meglio che c’è in ognuno di noi per donarlo agli altri.

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Gruppo “Gesù di Nazareth” a Cefalù

Il 6 luglio 2013 il gruppo “Gesù di Nazareth” di Racalmuto si è recato in pellegrinaggio nel Duomo di Cefalù.

Immagine Il 6 luglio 2013 il gruppo “Gesù di Nazareth” di Racalmuto ha realizzato un pellegrinaggio a Cefalù durante il quale ha visitato diversi monumenti: il famoso Duomo e l’annesso chiostro, il santuario di Gibilmanna  e il museo limitrofo. Il Duomo di Cefalù è dedicato alla trasfigurazione di Nostro Signore e l’immagine dell’altare centrale rappresenta Cristo Pantocratore, cioè che ha potere su ogni cosa.

La frase oggetto di riflessione del gruppo che racchiude un significato profondo è quella che troviamo nell’inno dell’abate di Cluny “Quicumque Christum quaeritis, oculos in altum tollite” (chiunque tra voi cerca Cristo, alzi in alto lo sguardo) e spiega l’inusuale posizione dell’immagine nel punto più alto dell’abside. Cristo qui è rappresentato durante la trasfigurazione: le vesti ne indicano la sua natura umana e divina e il suo compito di sacerdote del Padre con i diversi colori blu, rosso e la fascia verde; la rappresentazione è ricca di simboli dal punto di vista teologico ed ha un alto valore anche per l’arte, poiché è uno dei mosaici bizantini più belli della Sicilia e il primo a rappresentare Cristo Pantocratore.

Egli nell’immagine chiede agli uomini di fare silenzio poiché devono ascoltare la sua parola; è infatti la luce del mondo e per questo lo sfondo in cui si trova è di colore oro: simbolo della luce. Altri mosaici rappresentano la Madonna, i quattro evangelisti, gli apostoli e i profeti Elia e Mosè.

Durante il pellegrinaggio oltre ai momenti di preghiera, il gruppo ha fatto una veloce passeggiata per le strade della cittadina e alcuni membri si sono fermati anche nell’antico lavatoio. Nel pomeriggio in attesa della celebrazione della Santa Messa nel santuario di Gibilmanna che ha concluso la giornata, alcuni si sono recati nel museo adiacente al monastero, in cui sono conservati dei reperti religiosi raccolti dai frati provenienti da tutta la provincia di Palermo.

È stato un giorno di avvicinamento a Dio in una maniera differente e non solo è servito per pregare il nostro Signore, ma anche per accrescere l’armonia tra i componenti del gruppo che hanno trascorso insieme piacevoli momenti.

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Grest 2013 2° Giorno

Continua la storia del popolo pellerossa chiamato Munsee

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Dopo l’incendio i nostri personaggi si disperdono, scappano via verso il nord inseguiti dal capitano Andros e il viaggio si rivela insidioso a causa dell’ingresso nella foresta.

Pur nella difficoltà della fuga abbiamo visto gesti di stima,amicizia e amore tra i nostri amici.

Abbiamo vissuto quell’amorevolezza che ha IL SUO FONDAMENTO NELL’AMORE DI Dio; i ragazzi hanno scoperto quanto sia importante voler bene al proprio fratello e farsi voler bene da lui


Perché andare al Grest?

L'estate si annuncia sempre come un periodo felice e spensierato, pronto ad allontanarci dal ritmo della scuola che spesso ci fa sentire in gabbia! Partecipare al Grest vuol dire sentirsi parte di una realtà libera e bella nella quale ci si può divertire ma senza interrompere il nostro cammino che ci porta a diventare grandi!
E non c'è modo più bello di farlo se non stando insieme a Cristo che è negli altri e vivere con tutti nella gioia, nell'amore e soprattutto nel divertimento

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Grest 2013

Primo giorno di Grest

È iniziata oggi l’avventura del popolo pellerossa chiamato Munsee e delle gloriose gesta dei suoi componenti.

IMG_2720 Ragazzi e animatori sono stati catapultati nell’anno 1675 dopo Cristo, anno in cui gli inglesi sono sbarcati nel Nuovo Mondo; il compito del capitano Edmund Andros è quello di invadere tutte le terre scoperte e distruggere o rendere schiava ogni forma di vita umana. In quelle terre di conquista vivono i pellirosse nativi d’America: i Munsee, nell’isola di Mahan Atin (l’attuale isola di New York chiamata Manhattan); i Mohegan, al nord, e gli Accomac, nella città di Plymouth e lungo tutta la costa. Questi popoli, che prima della venuta dell’Uomo Bianco erano in guerra tra loro, devono ora fronteggiare questo nuovo attacco.

Tutto ha inizio con l’incendio e la distruzione del  villaggio dei Munsee avvenuta misteriosamente.

Il pezzo di storia vissuto oggi ha portato tutti i ragazzi a scoprire l’importanza di conoscere se stessi, ogni squadra ha realizzato delle carte di identità che indicano l’appartenenza alla nuova tribù.

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fotogallery primo giorno

 

Inizia il Grest 2013

Racalmuto 22 Luglio ore 17.00 "Centro Giovanni Arrigo"
La comunità Ecclesiale di Racalmuto
con la Consulta di Pastorale Giovanile da inizio al 16°
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Racalmuto, poco meno di 9000 anime, 4 parrocchie, 4 parrocci (età media 72 anni) giovanissimi nello spirito, 180 animatori, 220 ragazzi e bambini, 400 le famiglie coinvolte. La Chiesa, con i giovani cattolici,  ancora una volta in prima linea a Racalmuto per restituire momenti di serenità e gioia tanto attesi da tutti. Un carosello di magliette colorate, dopo i momenti di inagurazione e di apertura dei lavori del Grest, si vedevano in giro per il paese, una meraviglia agli occhi di tutti.

Allora!!!! Che cos'è il Grest?

Il Grest è una occasione che viene offerta ai ragazzi e ai bambini: si da loro la possibilità di vivere da cristiani le vacanze estive e di non sprecarle. Perché i nostri ragazzi e bambini vivano una esperienza di Chiesa che li porti a conoscere e seguire Gesù che non disdegna di giocare e divertirsi con loro.
Cominciamoci a rendere conto che i ragazzi sono i primi annunciatori del Vangelo tra i loro coetanei!
Il Grest, che letteralmente significa gruppo estivo, è un'attività estiva della durata di circa 10 giorni che coinvolge ragazzi dai 7 ai dodici anni in un'esperienza di gruppo, collaborazione, gioco, sana competizione, preghiera, divertimento, attività artistico-sportive, escursioni, gite e chi più ne ha più ne metta, sulla scia di una storia che fa da filo conduttore per l'intera durata e sotto la guida di ragazzi più grandi, solitamente di consolidata esperienza, che decidono di dedicare parte delle loro vacanze ai più piccoli vivendo questa esperienza di volontariato e dono di se, diventando animatori. Ma ci sono anche gli animatori, cioè i ragazzi dai 17 anni in poi che spesso non hanno esperienze precedenti di animazione e che dopo la cresima decidono di affiancare i più grandi in questa avventura estiva. Insomma, la parola chiave del Grest è proprio animazione.
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La redazione del sito, dedicherà ampiO spazio alle attività del Grest. seguiteci. BUON GREST A TUTTI
 

Inizia il Grest 2013

GREST 2013

START SI PARTE

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Lunedì 22 luglio ore 17:00 presso il centro Padre Arrigo 
incontro per tutti i ragazzi e animatori del Grest 2013 
per divisione in squadre e distribuzione magliette. Vi aspettiamo.

 

Festa Maria SS. del Monte 2013

 

La Cresima

LA SANTA CRESIMA
18 - 20 giugno 2013

CELEBRAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE

L’Unità Pastorale Chiesa Madre – Madonna del Carmelo è lieta di annunciare che martedì 18 e giovedì 20 giugno alle ore 18:00 celebrerà la liturgia dell'amministrazione del sacramento della cresima a 74 ragazzi

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Piccolo vademecum del sacramento della cresima

Che cosa è il sacramento della Cresima?

La Cresima è il sacramento che ci dona lo Spirito Santo, imprime nell'anima il carattere di soldato di Gesù Cristo e ci fa perfetti cristiani.

In qual maniera il sacramento della Cresima ci fa perfetti cristiani?

Ci conferma nella fede e perfeziona le altre virtù e i doni che abbiamo ricevuti nel santo Battesimo; e perciò si chiama Confermazione.

Quanti e quali sono i doni dello Spirito Santo?

I doni dello Spirito Santo, che si ricevono nella Cresima sono  sette:

Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio.

Qual è la materia del sacramento della Cresima?

E' il sacro Crisma con cui il vescovo dopo l'imposizione delle mani ungerà la fronte del cresimando.

Che cosa è il sacro Crisma?

Il sacro Crisma è olio misto con balsamo, che il Vescovo ha consacrato il Giovedì Santo.

Che cosa significano l' olio e il balsamo in questo sacramento?

L'olio, che si espande e fortifica, significa la grazia abbondante, che impregna

l' anima del cristiano per confermarlo nella fede; il balsamo, che è odoroso e difende dalla corruzione, significa che il cristiano fortificato da questa grazia, deve espandere buon odore di virtù cristiane e preservarsi dalla corruzione dei vizi.

Qual è la forma del sacramento della Cresima?

La forma del sacramento della Cresima è questa: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”. Il cresimando risponde “Amen”.

Chi è il ministro del sacramento della Cresima?

Il ministro ordinario del sacramento della Cresima è il Vescovo; straordinaro è il sacerdote autorizzato dal vescovo.

Con quale rito il Vescovo amministra la Cresima?

Il Vescovo per amministrare il sacramento della Cresima, stende le mani sopra i cresimandi, invocando sopra di loro lo Spirito Santo; poi con il sacro Crisma  unge in forma di croce la fronte del cresimando, pronunciando le parole della forma; quindi gli dà un leggero schiaffo sulla guancia dicendogli: la pace sia con te; il cresimato risponde “E con il tuo spirito”.

Alla fine benedice solennemente tutti i cresimati.

Quale è il significato dell'unzione sulla fronte?

Il cresimato deve portare alta la fronte, non arrossire del nome e della professione di cristiano, né aver paura dei nemici della fede.

Quale è il significato del leggero schiaffo al cresimato?

Il  cresimato deve esser pronto a soffrire ogni affronto e ogni pena per la fede in Gesù Cristo.

Quali sono le disposizioni per ricevere degnamente il sacramento della Cresima?

Essere in grazia di Dio, conoscere i misteri principali della fede e accostarsi al sacramento con riverenza e devozione.

Si può ricevere la Cresima una seconda volta?

No. Perché la Cresima è uno di quei sacramenti, che imprimono il carattere nell'anima, e che perciò si possono ricevere una volta sola.

Quale è il ruolo dei padrini e delle madrine?

Essi devono assistere spiritualmente i cresimati, con le parole e principalmente  con l'esempio della loro vita.

Quali condizioni si richiedono ai padrini?

Il padrino deve essere di età conveniente, cattolico, cresimato, istruito nelle cose più necessarie della religione, e di buoni costumi.

 

Lumen Gentium

“Gesù di Nazaret”

Il nuovo volto della Chiesa nella Costituzione dogmatica

Lumen Gentium

cristo_pantocratoreSi è concluso domenica 26 maggio il cammino intrapreso dal gruppo Gesù di Nazaret con la catechesi dedicata alla costituzione dogmatica Lumen Gentium (dal latino: “Luce delle Genti”).

Nell’anno della Fede, a cinquant’anni del Concilio Vaticano II, infatti, si è voluto meditare sulla visione della Chiesa proposta dal Concilio e la novità del suo insegnamento: la Chiesa, alimentata continuamente dalla “Parola” è espressione dell’unico popolo di Dio, nel quale tutti partecipando del sacerdozio di Cristo, siamo veramente uguali per dignità e chiamati alla santità.

logo_anno_della_fedeIn una visione di Chiesa “pensata e presentata” anzitutto come comunione di fedeli ognuno è corresponsabile della sua vita e della sua missione in forma differenziata: Pastori e fedeli, animati da reciproco amore nella diversità, danno testimonianza della mirabile unità nel corpo di Cristo, e i laici che condividono attivamente la missione dell’intera comunità ecclesiale, per effetto del battesimo e della confermazione, ognuno per la sua parte devono nutrire il mondo con i frutti spirituali - afferma al n.38 - e in esso diffondere lo spirito che anima i poveri, i miti e i pacifici, che il Signore nel Vangelo proclamò beati.

Così, di fronte ad una Chiesa che si fa serva e discepola il Concilio conclude il documento con un capitolo dedicato alla Vergine Maria, Colei che costituisce l'immagine e l'inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura.

 

Convegno sul Concilio Vaticano II

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, papa Benedetto XVI ha indetto l’anno della fede. Le due associazioni di Azione Cattolica di Racalmuto (Madonna del Carmelo e Maria SS. Annunziata ) hanno voluto ricordare questo evento, organizzando un convegno dal titolo “IL CONCILIO VATICANO II: LA PENTECOSTE DEL XX SECOLO”, che si è svolto lo scorso sabato 8 giugno, presso la sala convegni del castello Chiaramontano.

Durante la manifestazione, è stato proiettato un video, attraverso il quale sono stati ripercorsi alcuni dei momenti più salienti del Concilio, ponendo l’attenzione sui diversi documenti emanati, e degli eventi storici nazionali ed internazionali di quel periodo.

Ciò ha permesso di evidenziare i cambiamenti che si sono verificati all’interno della Chiesa, ad iniziare dal modo di comprendersi, dalla liturgia, dall’atteggiamento davanti al Vangelo,fino al rapporto con le altre religioni ed al ruolo dei laici cattolici e non nel progetto di salvezza di Dio. Ma sono state anche messe in rilievo le trasformazioni avvenute in ambito sociale, politico, culturale e musicale. In questo senso, alcuni giovani dell’Azione Cattolica hanno interpretato diversi brani musicali di Mina, Etta James, Caterina Caselli, James Brown ed altri cantanti degli anni 60. Alla manifestazione era presente, tra gli altri, il presidente diocesano di AC, Massimo Muratore, che ha concluso con un intervento, attraverso il quale ha messo in risalto il potenziale creativo e costruttivo dei giovani racalmutesi.

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