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Today: Ago 20, 2017
I più letti del mese
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Consulta di Pastorale Giovanile

 

A C Racalmuto ripartono le attività

“VIAGGIANDO VERSO TE”
L'Azione Cattolica della Chiesa Madre
e della Chiesa Madonna del Carmelo

sono “Ready to go”, pronte a partire, e riprendono le loro attività all'insegna della
testimonianza e della missione.


Rimanere, Andare, Gioire.
Nel corso del Triennio 2014-2017, l'Azione Cattolica italiana è chiamata ad accogliere i tre inviti  che Papa Francesco, durante l'ultima Assemblea Nazionale, ha rivolto all'Associazione, richiamandola all'importanza della scelta laicale. L'anno associativo che ha appena preso avvio ci vuole, dunque, impegnati ad “Andare” e a riflettere su quanto l'Evangelista Luca, nel passo del Vangelo relativo alla Visitazione (Lc 1,39-56), ci dice in merito alla figura che ci guiderà in questo cammino, la figura di Maria. Come Maria che “si alzò e andò in fretta” dalla cugina Elisabetta per annunciarle la nascita di Gesù, così anche noi ragazzi, giovani e adulti di AC vogliamo intraprendere un “Viaggio” per andare e testimoniare la gioia di avere incontrato Cristo nella nostra vita.


È dunque il “Viaggio”, emblema dell'Andare, il tema che i ragazzi dovranno approfondire durante questo nuovo anno e che hanno già avuto modo di scoprire nel corso del primo incontro ACR. A partire dal 10 ottobre, infatti, la Associazioni Parrocchiali della Chiesa Madre e della Chiesa Madonna del Carmelo, hanno aperto i battenti a questa nuova avventura che si prospetta già ricca di  sorprese e meravigliose esperienze. I ragazzi, a secondo delle fasce di età, sono stati coinvolti in diversi Viaggi alla scoperta delle caratteristiche peculiari della Vergine Maria e in alcuni giochi incentrati, in particolar modo, sullo stupore e la testimonianza.
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I giochi, la biglietteria, i binari, la Stazione, le mete, che gli educatori hanno riprodotto e pensato per l'occasione, erano volti proprio ad esplicitare l'idea del viaggio in tutte le sue sfaccettature, ponendo l'attenzione ora sulla meraviglia ora sulle difficoltà che un cammino può comportare.
Ogni attività,quindi, ha avuto modo di manifestare l'entusiasmo e l'attesa della partenza, la scoperta di nuovi posti,la voglia di raccontare l'esperienza vissuta, una volta rientrati a casa. È proprio questo lo spirito con cui ci proponiamo di vivere il nuovo anno associativo, quello di un “treno in partenza”, di un viaggio che potrà a volte stancarci ma sempre meravigliarci, di un cammino che non ci chiama più e solo a “Rimanere” ma ad “Andare” per essere missionari, ad “Andare” per “Gioire”.

Siamo veramente pronti a partire (#ready to go, ci dice la guida per i giovanissimi) e a scommettere sulle sfide che affronteremo, sulle relazioni che continueremo a coltivare o che intesseremo, sulla crescita spirituale che da questo viaggio potrà scaturire, consapevoli di essere membra vive della Chiesa, laici contenti di aderire alla scelta missionaria cui l'Azione Cattolica quotidianamente ci richiama.

 

Laudato si Presentata da Mons. Ferraro

 

Inizio attività Gruppo Scout Racalmuto


Domenica 18 Ottobre con la Messa delle ore 11:15
presso la Chiesa del Carmelo, il Gruppo Scout AGESCI Racalmuto 1,
darà inizio al nuovo anno Scout.

La Comunità Capi augura a tutti i ragazzi di vivere un nuovo anno ricco di sentieri da scoprire e mete da raggiungere.
Per tutti quelli che hanno un'età compresa tra gli 8 e gli 11 anni, e voglio vivere il gioco dello scoutismo, l'appuntamento è Martedì 20 Ottobre ore 19:15 presso saloncino Chiesa del Carmelo, Vi Aspettiamo!
 

Gruppo Gesù di Nazaret: Ripreso il Cammino 2015

Il Giubileo della Misericordia

“donare amore e perdono senza misura”

giubileoDomenica 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, è ripreso il cammino del gruppo Gesù di Nazaret. Dopo la presentazione delle tematiche che saranno affrontate in questo anno pastorale ci si è soffermati a riflettere sul Giubileo in vista di quello straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco.

Il Giubileo ha origine dalla tradizione ebraica che fissava ogni 50 anni un anno di riposo della terra, la restituzione delle terre confiscate e la liberazione degli schiavi; il Giubileo ebraico aveva inizio con il suono del corno di un ariete, jobel da cui deriva il termine Giubileo.

Il Giubileo della Chiesa Cattolica, chiamato anche anno Santo, è destinato a promuovere la santità della vita; la vocazione alla santità è una vocazione comune a tutti i battezzati. Il rischio che corriamo è quello di essere cristiani part-time o cosiddetti cristiani solo dei giorni festivi, quando invece, siamo chiamati a esserlo anche nei giorni feriali; se siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio e se Dio è Santo, anche noi possiamo e dobbiamo esserlo testimoniando e vivendo la nostra fede lì dove abitiamo il tempo.

Il Giubileo straordinario della Misericordia, che avrà inizio l’8 dicembre e si concluderà il 20 novembre 2016, è un Giubileo tematico: “La Chiesa è richiamata a riscoprire la Sua missione prioritaria di essere segno e testimonianza della misericordia di Dio in tutti gli aspetti della sua vita pastorale.”. Il motto dell’anno giubilare, tratto dal Vangelo di Luca al cap 6. vers. 36, ci propone di vivere la misericordia sull’esempio del Padre che ci chiede di non giudicare, di non condannare ma di donare amore e perdono senza misura.

Una vera e propria summa teologica ci è offerta dal logo; l’immagine è quella del Buon Pastore che carica sulle sue spalle l’uomo smarrito (e quindi tutta l’umanità) che viene redento e portato in vita. L’uomo smarrito, allora, inizia a guardare Gesù riacquistando la dignità di uomo e il senso della vita; in Gesù, l’uomo redento contempla il volto misericordioso del Padre che tutto perdona.

In questo anno giubilare, scrive Papa Francesco, siamo chiamati a contemplare la Misericordia che è fonte di pace, di gioia e serenità; essa diventa, allora, la condizione essenziale della nostra salvezza.

Giuseppe Cacciato

 

Gruppo Gesù di Nazaret Gita 2015

Gita a Petralia Sottana e Ganci

A conclusione degli incontri dell’anno formativo 2014/2015,  il gruppo Gesù di Nazareth ha voluto realizzare un’uscita per visitare i luoghi di Petralia Sottana e Ganci. La giornata, perfettamente organizzata da Giuseppe Cacciato, fondatore, leader e promotore del gruppo, ha visto vari momenti che hanno permesso, ancora una volta, ai partecipanti di arricchirsi culturalmente e spiritualmente. Esemplare e puntiglioso è stato anche il lavoro dei due accompagnatori autoctoni che hanno guidato il gruppo alla scoperta di territori, monumenti,  tradizioni, usi e costumi tipici dei luoghi visitati.

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La prima tappa della giornata è stata Petralia Sottana; qui il gruppo, prima di assistere alla Santa Messa presso la chiesa di Maria SS.ma Assunta, ha avuto modo di visitare una antica chiesa e ammirare l’antica meridiana che si staglia lungo il corso principale.

Durante la mattinata, altri momenti e altre visite a chiese e monumenti che all’interno conservano ancora tesori di bellezza e di sacralità.

Dopo la pausa per il pranzo il gruppo si è indirizzato alla volta di Ganci, splendida realtà siciliana eletta “Borgo più bello d’Italia”. Anche qui il gruppo è stato assistito da una guida che ha l’ho ha indirizzato alla scoperta del territorio. Non è mancata la passeggiata al corso, la visita al palazzo comunale, al museo civico, luoghi questi pieni di fascino e espressioni artistiche e pittoriche. Particolare attenzione ha destato la visita alla chiesa Madre di Ganci dove è stata data al gruppo la possibilità di visitare la cripta sotterranea nominata “A fossa di parrini”; in questa cripta riposano, dopo una particolare sepoltura, preti e arcipreti che dal 1735 al 1879 circa aveva svolto le loro funzioni religiose a Ganci.

A conclusione della giornata il gruppo si è recato presso il Santuario dello Spirito Santo, realtà religiosa quasi unica in tutta Europa, luogo di fede e di tradizioni spettacolari che attirato molti visitatori. Nella chiesa dello Spirito Santo, il gruppo ha fatto riflessioni e preghiere di ringraziamento per l’anno formativo appena concluso, elevandole ad un’immagine di Cristo pantocratore particolare presente nel santuario, quel Cristo che ormai da diversi anni accompagna e guida  il cammino  del gruppo Gesù di Nazareth.

Patrizia Melone

 

Gruppo Gesù di Nazareth chiusura anno Pastorale

Gruppo Gesù di Nazaret

LA CARITÀ E LA TESTIMONIANZA DI ALESSIA

La Carità: la virtù piu grande di tutte

L’ultimo incontro di quest’anno del gruppo Gesù di Nazaret si è tenuto giorno 05 giugno 2015 presso la villa Grisafi di Racalmuto. Giuseppe Cacciato, mente e guida del gruppo, ha egregiamente sviluppato una catechesi sulla terza virtù teologale, la carità, sottolineando che questa è la prima; è superiore; non avrà mai fine; è più grande di tutte; è la sorgente e il termine della pratica delle altre virtù. Nell’inno alla Carità si legge: “La carità è paziente, è benigna la carità…” La pazienza fa sì che ciascuno sappia sopportare le ingiustizie senza lasciarsi prendere dall’ira e dallo scoramento; la benignità, spesso associata alla pazienza, indica, invece, la bontà e la delicatezza di animo e di tratto. L’amore si distingue, dunque, principalmente per il rifiuto della violenza, anche verbale, propria di chi è preoccupato anzitutto dei suoi diritti.

Tre sono le forme concrete della carità: 1. L’Amore di Dio per noi; 2. L’Amore di noi per Dio;  3. L’ Amore di ciascuno di noi per il prossimo.

“A chi gli domandava qual è il primo di tutti i comandamenti, Gesù rispose:

Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza” Mc.12,30; continuando aggiunse: “e il secondo comandamento è questo ” Mc.12,31.

Tutte le forme dell’amore umano assomigliano a quanto espresso con il termine Carità, nel senso di amore verso il prossimo. L’Amore divino corregge e smaschera tutte le deviazioni dell’amore umano che contrabbandano egoismo e ricerca chiusa di sé stessi.

La Testimonianza di Alessia

Alla fine dell’incontro i partecipanti hanno avuto la possibilità di ascoltare la testimonianza di Alessia, una missionaria che oggi si prodiga per gli immigrati e viaggia in tutto il mondo mettendosi a servizio del prossimo. Come lei ha raccontato, fa parte di una congregazione “Scalabriniani” fondata, appunto, dal vescovo Scalabrini che ha ormai raggiunto una tradizione secolare e che tuttora comprende persone libere, con una vita normale, e impegnate in attività lavorative.

Alessia ha esposto la storia della sua vita, narrando in breve come anche per lei sia accaduto che nell’età universitaria la sua fede ha vacillato perché si è ritrovata lontana dall’ambiente sano e dedito alla vita cattolica in cui era cresciuta. Ha raccontato, inoltre, l’episodio  che le ha cambiato la vita: stava partecipando ad un ritiro spirituale, e, mentre era inginocchiata davanti al crocifisso, ha pregato ed è arrivata anche a piangere capendo quanto potesse essere doloroso dover patire tanta sofferenza per il bene degli altri.

Ed è da quel momento che ha intrapreso la strada di missionaria, dopo aver seguito a Stoccarda il corso di formazione, ha iniziato a viaggiare e a conoscere tante realtà come Città del Messico, in cui si occupava di un carcere per migranti che dovevano poi essere rimpatriati. La donna ha coinvolto emotivamente il gruppo facendo comprendere quanto siano importanti i valori come la carità o l’amore, come un piccolo gesto possa significare tanto per le persone che ci stanno accanto e il modo in cui ognuno di noi può ridare speranza e sollievo ad una vita ricca di tenebre con l’aiuto del Signore. Questa donna forte continua a donare la sua vita per gli altri, ad esempio collabora con la Caritas e cerca di portare alle orecchie di tutti la sua testimonianza di amore e di carità verso gli altri così da ampliare la collaborazione per l’aiuto di persone meno fortunate. Ogni membro del gruppo parrocchiale è rimasto colpito dalla forza con cui Alessia ha scelto una vita a contatto con gente povera e in difficoltà e sicuramente ha fatto tesoro di tutti i suoi  saggi insegnamenti.

Lucia Scimè

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Festeggiato 40° di sacerdozio di Don Angelo

40° Sacerdotale di don Angelo Martorana

festa_Don_Angelo Lunedì 13 luglio 2015 si è festeggiato il 40° anniversario di sacerdozio del nostro carissimo parroco don Angelo Martorana. La Santa Messa è stata concelebrata da don Diego Martorana e da Don Giuseppe Costanza (accompagnato quest’ultimo da una nutrita rappresentanza della comunità di Castrofilippo)  assistiti dal diacono Vincenzo Alaimo e dall’accolito Gaetano Chiarelli.

Don Angelo ha iniziato la sua missione a Linosa, isola di pochi abitanti; dopo due anni è stato chiamato a svolgere il suo ministero nella città di Cattolica Eraclea dove è rimasto per ben 20 anni conquistando l’affetto e l’ammirazione di tutti gli abitanti.

Successivamente è stato trasferito a Castrofilippo per altri 14 anni per poi arrivare a Racalmuto e continuare la sua missione a servizio dell’Unità Pastorale.

Leonardo Picone a nome della comunità gli ha rivolto gli auguri e lo ha ringraziato per il servizio sacerdotale che svolge in mezzo a noi.

Dopo la Santa Messa ci siamo riuniti nell’atrio della casa di Riposo per un momento di condivisione fraterna.

Per me è stata un’esperienza bellissima anche perché come ministrante ho potuto vivere ogni momento della celebrazione in prima persona.

Giuseppe Pio Mattina

 

40° anniversario Ordinazione Don Angelo

 

Fine anno AC Madonna del Carmelo

“SIATE CRISTIANI FELICI DI ESSERE CRISTIANI”

Acerrini, giovanissimi, giovani e adulti dell'azione cattolica
parrocchia Madonna del Carmelo hanno concluso l'anno di attività
appena trascorso con un momento unitario all'insegna della
condivisione e del coraggio di essere testimoni di Cristo.

Papa Francesco, in prossimità della Pentecoste, invitandoci a pregare per i martiri e i perseguitati a causa della fede, ha ricordato che esiste un legame forte che ci unisce aldilà di ogni diversità e divisione: la testimonianza dei fedeli appartenenti a Chiese e tradizioni differenti, vittime di persecuzione e violenza solo a causa della religione che professano.

Accogliendo le parole del Santo Padre, a conclusione delle attività invernali e in procinto di quelle che ci terranno impegnati durante il periodo estivo, noi bambini, giovani e adulti di azione cattolica abbiamo voluto vivere un momento di condivisione, preghiera e sano divertimento per riflettere sulla bellezza di essere cristiani e quindi testimoni di Gesù.

In Mt 10,16-20, Cristo ci esorta a non essere timorosi, a non avere paura di come e di cosa diremo nel suo nome perchè sarà lo Spirito Santo a guidarci e ad illuminarci.

É stata la storia di Aicha, una bambina Nigeriana di 9 anni scampata alla strage di Boko Harami nel Gennaio scorso ad aiutarci a comprendere la gioia, ma soprattutto la difficoltà, di essere tetimoni di Cristo nel mondo.

La sua storia, colma di sofferenza ma anche di speranza, ci ha insegnato cosa voglia dire soffrire per il Vangelo e quanto si è fortunati a poter professare liberamente il proprio credo.

Proprio in virtù di questa riflessione, la mattinata ci ha visti impegnati in una caccia al più prezioso di tutti i tesori, la parola di Dio. Gli acerrini, infatti, al termine della caccia, hanno riportato ai loro animatori il vangelo di Matteo che ci ha accompagnati per l'intera giornata.

Durante il pomeriggio, invece, si è voluto attenzionare il momento del “passaggio”, per tirare le somme del cammino fatto finora ed augurare di continuare al meglio il percorso intrapreso con nuove persone al proprio fianco e la voglia di crescere e maturare non solo in età ma anche in sapienza e grazia.

Se Matteo ci esorta ad avere coraggio nelle persecuzioni, Marco, che con il suo “Coraggio, sono io” ci ha accompagnato durante tutto quest'anno, ci rassicura della presenza di Cristo:egli, infatti, ci sta sempre accanto anche quando con riusciamo a riconoscerlo.

Ringraziandolo,dunque, per l'anno trascorso nella consapevolezza della sua presenza in mezzo a noi, vogliamo augurarci di ritrovarci nuovamente insieme a settembre perchè c'è ancora “Tanto da scoprire”.

 

Momento comunitario

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Effusione RNS 2015

EFFUSIONE AL GRUPPO
“Gesù è la Gioia”

Racalmuto

Martedì 2 Giugno, nello splendido scenario della residenza estiva delle Suore Collegine nella Contrada Roveto in Racalmuto, si è concluso il Seminario di Vita Nuova, itinerario di riscoperta dei doni dello Spirito Santo, a partire dal battesimo, che ha visto coinvolti 28 giovani e adulti aderenti al gruppo.

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Momento centrale della giornata è stata la preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito che essi hanno ricevuto da parte di sorelle e fratelli, anche di altri gruppi della provincia, accorsi numerosi per condividere questo gioioso momento di fede carismatica. Particolarmente lieta e commossa per la larga partecipazione è stata la giovane coordinatrice del gruppo Marianna Gueli insieme alle altre quattro sorelle, componenti del pastorale di servizio, che hanno voluto ringraziare il Signore per aver fatto rincontrare tanti fratelli della prima ora con i quali condividono il cammino del RnS.

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Le Tappe fondamentali del seminario sono state tenute da relatori che si sono succeduti da tutta la provincia e che hanno dato il loro prezioso contributo alla “Semina”:

Salvino Bono, Giovanni Bellanca, Franca Priolo, Don Luigi Lo Mascolo, Marcello Costantino, Giuseppina Miceli, Pietro Campo, Gaetano Lo Iacono.

Ha presieduto tutti i lavori del ritiro del giorno dell’effusione, Salvo Paratore componente del Comitato Regionale, nonché consigliere nazionale del RNS.

Dopo l’insegnamento del relatore Salvo Paratore e la pausa pranzo, nel pomeriggio il gruppo è stato raggiunto da tantissimi fratelli dei gruppi della diocesi. Mentre l’assemblea rimaneva in preghiera, Il coordinatore provinciale ha costituito 7 gruppi di preghiera per le effusioni.

- i gruppi - hanno pregato per gli effusionandi, presentandoli al Signore con grande semplicità ma con la ferma certezza che Egli avrebbe rinnovato in loro la grazia dello Spirito Santo con i suoi doni carismatici. E così è stato: a tutti e a ciascuno il Signore ha donato parole ora incoraggiamento e di sostegno nella prova, ora di discernimento, ora di un chiaro ed impegnativo mandato per l’evangelizzazione e la costruzione del Regno. Un semplice, piccolo gesto di amore, quello dell’imposizione delle mani da parte degli anziani che, con rinnovato stupore ed immensa gioia, assistevano ancora una volta alle meraviglie di Dio. DSC_0119

Il primo effetto visibile dell’abbondante effusione dello Spirito Santo è stata una nuova luce nello sguardo degli effusionati, accompagnata da una gioia incontenibile del cuore insieme all’insopprimibile desiderio di condividerla con gli altri, a partire dai propri familiari. L’esperienza dell’Amore di Dio, accolto e vissuto autenticamente nella fede, non può che suscitare gioia e insieme urgenza di proclamare, specie ai lontani, la scoperta di un Gesù vivo e vero, Signore della vita e nostro Salvatore.

E’ vero, l’esperienza ci dice che l’effusione dello Spirito non è solo un fatto privato, ma un evento di Chiesa. Questa dimensione pubblica dell’effusione dello Spirito Santo - che è per la Chiesa e per l’annuncio - è stata ben messa in evidenza da Don Luigi che, durante l’omelia, ha ripreso, in maniera sintetica e magistrale, il tema dell’effusione dello Spirito a partire dalle parole dei Padri della Chiesa e del Magistero per giungere alle indicazioni pratiche su questa esperienza di fede e di cammino: perché chiederla, come chiederla, quali le condizioni d’animo per riceverla, quali i frutti. La gioia e l’esultanza sono state la giusta conclusione dell’incontro che ha visto una rinnovata effusione su tutta l’assemblea, la quale ha ricambiato con un forte momento di ringraziamento e lode per i doni ricevuti.

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Fotogallery

 

Incontri gruppo Gesù di nazareth

LA SPERANZA: seconda virtù teologale

 

Domenica 3 Maggio 2015, nel Salone della casa di Riposo Maria SS. Del Carmelo di Racalmuto, il gruppo Gesù di Nazaret  si è riunito per riflettere sulle virtù teologali, in particolare sulla Speranza.

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La catechesi ascoltata ci ha fatto riflettere su quale sia la vera speranza, cioè quella cristiana. Essa è la virtù attraverso la quale desideriamo la vita eterna riponendo la nostra fiducia totale nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, bensì sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo.

Premesso che, come tutti sappiamo, nessuno può sfuggire alla morte, è necessario porsi degli interrogativi su ciò che sarà di noi, sull’idea di speranza che ci siamo creati. E’ veramente speranza cristiana? Molti nel mondo sono coloro che interpretano male il concetto di speranza, perdendola facilmente in quanto se la vita non è protesa verso Dio, noi uomini siamo portati a vivere nella tristezza, nella spossatezza, nella nevrosi e andiamo alla ricerca continua di nuove sensazioni. La vera Speranza è fondata sulla fedeltà totale di Dio per noi; non si sviluppa dalla nostra vita, dai nostri calcoli, dalle nostre previsioni; la sua origine non è terrena, può solo venire da Dio.

Alla fine dei nostri giorni terreni tutto ciò che era nascosto nelle profondità delle coscienze, che era stato rimosso di fronte agli altri e anche a noi stessi, sarà rivelato e consegnato al tribunale inappellabile della decisione divina e da lì scaturirà un giudizio definitivo, imparziale, vero, sicuro.Gesù è la nostra vera e unica speranza e ci giudicherà come Salvatore misericordioso, ricordando che abbiamo ricevuto e rispettato i sacramenti.

 

Veglia di Pentecoste 2015

 

LE VIRTU’ TEOLOGALI

LA FEDE: abbandonarsi nelle mani di Dio senza riserve e con infinita fiducia

immagineNell’incontro tenutosi domenica 19 Aprile, il gruppo Gesù di Nazareth, avendo precedentemente affrontato il tema delle virtù cardinali, ha intrapreso lo studio delle virtù teologali.

A differenza della Prudenza, della Giustizia, della Fortezza e della Temperanza, che sono proprie di ogni uomo onesto, e quindi anche pagano, le virtù teologali (Fede Speranza e Carità) vengono infuse direttamente da Dio nell’animo umano e caratterizzano l’agire morale del cristiano.

In particolare, tra le virtù teologali, oggetto di studio del nostro incontro è stata la fede.

Sono diversi gli interrogativi che ci poniamo circa la fede:

  • Cos’è la fede nella nostra vita?
  • Perché credere?
  • Quali difficoltà incontriamo nel nostro cammino di fede?
  • Come vincere tali difficoltà?

Ebbene, la fede consiste nell’abbandonarsi nelle mani di Dio senza riserve e con infinita fiducia; è il nostro “sì” a Dio che si rivela, ci parla, si presenta a noi.

La fede è la sostanza che pervade tutte le cellule della nostra esistenza; senza di essa rimarremmo immersi nel peccato, nell’incredulità, nella non conoscenza di Dio.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci propone di credere in Dio perché Egli è la stessa Verità, una verità infallibile perché basata su segni certi: tutta la vita di Gesù e la storia della salvezza. Noi accogliendo tale invito compiamo un atto di fede che ci fa entrare in comunione con il Signore Gesù e ci apre alla vita divina.

Abbiamo, inoltre, appurato come le difficoltà che incontriamo nel nostro cammino di fede siano e di ordine intellettuale e di ordine sentimentale. Le prime scaturiscono da un processo intellettuale che ci porta a chiedersi se sia davvero ragionevole credere e dire sì a realtà più grandi della nostra capacità di comprensione. In tal caso, leggere la Parola di Dio e approfondire la Scrittura sono gli unici modi per superare e contrastare i nostri turbamenti.

Le seconde, invece, riguardano il nostro “silenzio di Dio” in determinate circostanze, il deserto interiore che ci porta a credere di non sentire più niente. In realtà di fronte a queste difficoltà la fede non diminuisce, anzi si purifica perché comprendiamo che Dio è sempre al di là dell’esperienza sensibile,  non possiamo identificarlo con i nostri sentimenti e i nostri gusti. Allora la nostra fede diventa più autentica e perseverando nel deserto arriveremo a scoprire il vero volto di Dio.

In definitiva, il buon cristiano deve pregare insistentemente per nutrire la propria fede e condurre una vita quanto più conforme al Vangelo.

Lilly e Lucia Cino

 

Calendario Rosario 2015

Calendario_Rosario-2015

 

Seminario per la preghiera di Effusione

 

La Pasqua dei Giovani

 

Buona Pasqua

Buona Pasqua 2015

cristo_risorto Buona Pasqua a voi ragazzi, in modo particolare a quanti si preparano a ricevere per la prima volta il Corpo e il sangue di Cristo, abbiate sempre fame e sete di Lui.

Buona Pasqua a voi adolescenti, che vi preparate a ricevere il Sacramento della Cresima, scommettete su Cristo il vostro futuro, sotto la potente azione dello Spirito Santo.

Buona Pasqua a voi giovani, che guardate al vostro futuro con ansia e  preoccupazione, non lasciatevi rubare la speranza il Risorto è il Dio con noi.

Buona Pasqua a voi genitori, che avete il compito di essere guide illuminate e sagge, non rinunciate al vostro ruolo.

Buona Pasqua ai nonni e alle persone anzine, non rinunciate ad essere testimoni dei veri valori umani e cristiani.

Buona Pasqua a voi amministratori, che avete iniziato la difficile missione di guidare le sorti del nostro paese, non dimenticatevi delle promesse e degli impegni presi, non deludete i cittadini anche se i tempi sono difficili.

Buona Pasqua a quanti sono afflitti da varie prove e tribolazioni, il Risorto dice: “Non abbiate paura, il vostro pianto sarà cambiato in gioia”. don_diego

Buona Pasqua ai nostri fratelli e sorelle di altre nazionalità e religioni, anche se non tutti l’accettano, siamo figli dello stesso Padre che ha mandato Gesù e ha versato il suo sangue anche per loro, meritano rispetto ed accoglienza.

Buona Pasqua al nostro Vescovo ora Cardinale, al clero di Racalmuto, a tutti i gruppi, movimenti ed associazioni laicali ed ecclesiali, perché tutti possiamo  essere costruttori di  un mondo dove ci sia più giustizia amore e pace.

Buona Pasqua alle forze dell’ordine perché possano garantire sicurezza per una civile convivenza.

 

Buona Pasqua a tutti

Don Diego

 

Festa della Divina Misericordia

 

Programma settimana Santa 2015

 

Convegno Gesù di Nazareth

“Identità e Globalizzazione”

la_rocca Domenica 22 marzo 2015 il gruppo “Gesù di Nazaret”  ha nuovamente coinvolto la comunità ecclesiale racalmutese in un incontro di riflessione sul tema “Identità e Globalizzazione”. Per approfondire l’argomento, è intervenuta la prof.ssa Margherita La Rocca, psicologa, docente di Antropologia culturale presso l’Università del Sacro Cuore, ma anche donna attiva nella politica regionale siciliana. Il suo esauriente intervento è stato uno spunto di riflessione per tutti i presenti senza esclusione dei giovani che, invece, sono stati argomento di discussione per il gruppo, essi infatti, rappresentano il simbolo più evidente dell’impatto della globalizzazione sulla società attuale. Il titolo dell’incontro “identità e globalizzazione” contiene due parole chiave che, a detta della prof.ssa La Rocca, sono in netta contrapposizione tra di loro, infatti, comunicando con l’esterno attraverso mezzi di tecnologia, viene a mancare la totalità nella relazione tra gli esseri umani, ovvero il contatto diretto che ci porta a conoscere l’individuo che abbiamo accanto in tutte le sue sfaccettature.

Perdendo questo, il relazionarsi degli uomini diventa vuoto, la persona non ricerca più l’identità del singolo, ma si limita alla folla, comunica con una massa di gente di cui, a stento, conosce il nome. Tutto ciò è molto negativo per gli uomini perché porta loro stessi a divenire “senza identità”, quest’ultima infatti, è frutto di una ricerca all’interno di noi stessi per  trovare e raggiungere delle mete,  talvolta,  si ha bisogno di essere supportati non solo dalla fede religiosa, ma anche da altre persone che ci circondano, ma, venendo a mancare la presenza di singole identità, diventa difficile riuscire a superare tutte le frustrazioni che questo cammino comporta, anzi, la presenza di folla confonde gli obiettivi dell’uomo che proprio in questo periodo sta attraversando un periodo di sbandamento definito  anche “Anomia” , cioè assenza di legge.

Al termine dell’intervento, si è aperto un dibattito durante il quale molti sono intervenuti  ponendo alla relatrice delle domande che sono state, a loro volta, utili per sciogliere dubbi sui comportamenti corretti da attuare per il miglioramento della nostra società. Questo incontro è stato un modo per tutti i presenti per approfondire la conoscenza del proprio io interiore; è questo, infatti, l’obiettivo del gruppo Gesù di Nazaret: favorire una formazione globale della persona, non solo dal punto di vista teologico, ma nella sua totalità.

Aurora Cino

 

RNS Nuovo Pastorale di Servizio

Eletti i nuovi membri del Pastorale di servizio del gruppo RnS

“Gesù è la Gioia” di Racalmuto

Carissimi fratelli e sorelle,

giovedì 26 marzo 2015 nella sala della Casa di Riposo “Maria SS. Del Carmelo”, si è svolta la preghiera comunitaria seguita dalle votazioni per il rinnovo dei membri del Pastorale di servizio del gruppo del  rinnovamento nello Spirito Santo.

Alle ore 17.00 é iniziata la preghiera. Le votazioni si sono svolti alla presenza dei Responsabili della Pastorale di servizio Provinciale. Le votazioni si sono svolte in un clima di preghiera, canti e Giubilo. A fine serata alle 19,30 è stato eletto il nuovo Pastorale ed il nuovo Coordinatore .

I MEMBRI DEL NUOVO PASTORALE DI SERVIZIO SONO :

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la sorella   → Giovanna Cacciatore

la sorella → Carmela Penzillo

la sorella  → Ilenia Romano

la sorella → Ezia Rizzo

Il Coordinatore del gruppo è Marianna Gueli


Il Pastorale di servizio è eletto dall’Assemblea degli aderenti.

Spetta al Pastorale di servizio:

a) guidare gli aderenti nel perseguire le finalità dell’Associazione in armonica collaborazione con la Chiesa locale;

b) verificare l’adesione e ammettere i nuovi aderenti, redigendo l’elenco annuale;

c) discernere e guidare il cammino comunitario dell’organismo locale per la crescita umana, spirituale ed ecclesiale
degli aderenti;

d) favorire l’esercizio dei carismi e la promozione dei ministeri di fatto.


Il Coordinatore locale è eletto dall’Assemblea degli aderenti fra i componenti il Pastorale di servizio.

Spetta al Coordinatore locale:

a) convocare e presiedere il Pastorale di servizio;

b) promuovere l’attuazione degli indirizzi e delle decisioni degli organi dell’Associazione;

c) svolgere una costante azione di comunione all’interno della realtà locale dell’Associazione al fine di rafforzarne la     chiara identità ecclesiale e la forte testimonianza della vita carismatica.

 

Via Crucis Cittadina

 

Pasqua2015

 

Identità e Globalizzazione

 

Coraggio! Alzati, ti chiama!

GRUPPO GESU' DI NAZARET

“…essere chiesa in uscita che annuncia Cristo e si prende cura del fratello

ovunque ed in qualunque situazione si trovi…”

(2° parte. Incontro del 8 marzo 2015)

images-1 La folla è infastidita dalle grida di Bartimeo e lo zittisce.

La diversità, la sofferenza, l'altro è sempre un ostacolo al nostro interesse, preferiremmo che non si affacciasse ai nostri occhi, che non ci venisse davanti a offuscare con la sua presenza la nostra visione effimera del bene.

Ma Gesù si ferma, lo ascolta, lo fa sentire vivo, si interessa a lui lo considera una persona alla stregua di tutti gli altri. Gesù distingue la persona dalla folla; la folla è una massa indistinta, la persona, invece,  ha un volto, un nome, una storia con una sua identità.

Questo è il primo miracolo che Gesù compie nei confronti di Bartimeo, lo fa sentire vivo.

A questo punto la situazione si capovolge: è Gesù che zittisce la folla e ordina di chiamarlo. La folla ascolta la sua parola e si trasforma da ostacolo a mezzo per l'incontro con Gesù. La folla che non si era accorta di quel fratello che soffriva è guarita anch'essa dalle parole di Gesù e diventa veicolo del suo incontro con il salvatore.

Coraggio! Alzati, ti chiama! Gesù mette sulle loro labbra queste parole, li trasforma in missionari del suo messaggio di amore.

Ecco il compito al quale siamo chiamati come chiesa: favorire l'incontro di Gesù risorto con tutti i fratelli che attraversano la nostra strada. Siamo chiamati ad evangelizzare, non ci possiamo rinchiudere nelle nostre comunità a crogiolarci nella nostre pratiche devozionali. Dobbiamo uscire fuori nelle strade per fare arrivare il messaggio di Cristo risorto a tutti gli uomini,soprattutto ai più lontani.

L'episodio continua dicendo che il cieco subito gettò via il suo mantello, scattò in piedi e andò da Gesù.

Il mantello sino a quel momento delimitava il suo spazio vitale ma egli lo getta via per intraprendere una nuova vita. Egli si fida della parola di Cristo e per questo è guarito e da quel momento si mette alla sua sequela.

A questo siamo chiamati anche noi, a metterci in piedi per guardare oltre la nostra quotidianità, scoprire Gesù nella nostra vita, abbandonare le nostre comodità e metterci in gioco per testimoniare Cristo.

Questo è l'invito del nostro Vescovo: essere chiesa in uscita che annuncia Cristo e si prende cura del fratello ovunque ed in qualunque situazione si trovi.

Gino Mantione

 

24 ore con Gesù

ADORAZIONE EUCARISTICA

Racalmuto 13 – 14 Marzo 2015

La Quaresima, “tempo favorevole” per la nostra conversione al Signore, è un invito alla preghiera fervente, al digiuno sincero e alla carità fattiva. Il Santo Padre Francesco ci ha esortati ad esprimere questi intenti anche con l’iniziativa

“24ore per il Signore”.

adorazione-eucaristica

Programma

Inizio – Parrocchia Madonna Rocca Venerdì 13 Marzo

ore 09.00 S. Messa ed Esposizione Adorazione

ore 12.00 Angelus

Turni di Adorazione Comunitaria

Ore 12.00 – 13.00 libera

Ore 13.00 – 14.00 libera

Ore 14.00 – 15.00 Oratorio Madonna della Rocca

Ore 15.00 – 16.00 Gruppo Preghiera Padre Pio

Ore 16.00 – 17.00 Adorazione Comunitaria

Ore 17.00 VESPRO SOLENNE

Ore 17.30 – 18.30 Ragazzi Catechismo prima Comunione

Ore 18.30 – 19.30 Ragazzi Catechismo Scuola Media

Ore 19.30 Solenne Processione Eucaristica

dalla Chiesa Madonna Rocca a San Giuseppe

ore 20.30 – 21.30 Cresimandi con i Genitori e Padrini

ore 21.30 – 22.30 Gruppo Catechisti

ore 22.30 – 23.30 Azione Cattolica

ore 23.30 – 00.30 Gruppo Rinnovamento nello Spirito Santo

ore 00.30 – 02.00 Gruppo Gesù di Nazareth

ore 02.00 – 03.30 Gruppo Scout

ore 03.30 – 05.00 Gruppo Cammino Neocatecumenale

ore 05.00 – 06.30 Gruppo di Preghiera Rosario

ore 06.30 – 08.00 Ministri Straordinari – Caritas – Gruppo Missionario

ore 08.00 Raduno di tutti i gruppi

ore 08.45 Conclusione Lodi Comunitarie
 

Coraggio! Alzati, ti Chiama!

“Coraggio! Alzati, Ti Chiama!”

Prosegue l'attività di approfondimento del gruppo Gesù di Nazaret.

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Nell'incontro di domenica 22 u.s. è stata presentata la lettera pastorale del neo cardinale mons. Francesco Montenegro, per la presentazione del Piano Pastorale Diocesano.

Dopo avere definito che cosa è una lettera pastorale, si è passati ad approfondirne i contenuti.

Abbiamo visto con quale animo il nostro Vescovo ha  scritto questa lettera, scorgendovi sin dalle prime battute lo zelo che lo contraddistingue nell'annunciare la parola di Dio.

A chi è indirizzata? A tutti quelli che in questo particolare momento di crisi soffrono: per il lavoro che non c'è, a chi vive la solitudine, a chi tra gli immigrati fatica ad inserirsi, a chi ha subito un trauma affettivo e anche a coloro che non si riconoscono nella nostra comunità di fede.

Il Vescovo ha quindi ripercorso le tappe del cammino pastorale della diocesi, sottolineando alcuni passaggi fondamentali: la necessità di crescere nel valore della comunione, il desiderio di una nuova spinta missionaria, la necessità di una formazione personale e comunitaria e l'impegno a vivere una nuova fase evangelizzatrice.

L'icona biblica scelta per illustrare il nuovo piano pastorale è l'episodio tratto dal Vangelo di Marco della guarigione del cieco di Gerico.

In questo episodio incontriamo Gesù che si dirige a Gerusalemme e proprio lungo la strada nei pressi di Gerico avviene l'incontro con il cieco. 20150214_105352

Il Vescovo ci invita a seguire l'indicazione di Sant'Ignazio di Loyola a comporre il luogo, cioè a immergerci nella scena descritta e sentirci parte attiva in quello che accade. Vedremo, allora, la confusione che caratterizza la città di Gerico,  posizionata sulla strada che conduce a Gerusalemme, Gesù che è attorniato dai suoi, la folla che preme per ascoltare ciò che dice e in mezzo a questa baraonda un uomo che grida: “Gesù figlio di Davide Guariscimi!”.

L'evangelista ci presenta Bartimeo, un cieco che viveva lungo la strada chiedendo l'elemosina.

La strada che agli altri serviva per “andare” a lui serviva per “stare”.

Da qui l'invito del Vescovo a considerare le nostre strade, a conoscere coloro che vi vivono per conoscere i loro bisogni e i loro drammi, la necessità della lettura del territorio spesso richiesta ma che non siamo stati in grado di fare. Consideriamo la strada una cattedrale a cielo aperto dove da dove le preghiere urlate per la disperazione salgono a Dio Padre.

Bartimeo non è un nome proprio, letteralmente significa Figlio(Bar) di Timeo, come se questa persona avesse perso la sua identità. Eppure Gesù lo sente e si ferma ad ascoltarlo.

La seconda parte dell'episodio sarà approfondito nel prossimo incontro del gruppo.

 

Testimoni credibili del XXI secolo: "Il servo di Dio Rosario Angelo Livatino"

 
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