Scelte per Voi

Don Puglisi: martire "da morte di Mafia"

Scritto da Michelangelo Nasca   www.korazym.org

don_puglisiSono trascorsi diciotto anni dall’uccisione di Padre Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio eliminato dalla mafia a Palermo la sera del 15 settembre 1993, nel giorno del suo 56° compleanno. Sono anche trascorsi tredici anni  dal giorno in cui (1998) la Chiesa palermitana diede inizio al processo canonico per il riconoscimento del martirio di don Puglisi, e già dal 2006 gli atti che contengono i documenti e le testimonianze sul parroco di Brancaccio è all'esame della Congregazione per le cause dei santi in Vaticano. Pare, però, ci sia un particolare nodo da sciogliere relativo all’inedita tipologia di martirio proposta. Il martirio "da morte di mafia", infatti, sembra non abbia precedenti in tutta la storia della fede cristiana.

Padre Puglisi era stato nominato parroco della chiesa di San Gaetano, a Brancaccio (borgata palermitana tristemente nota per la forte presenza mafiosa), il 29 settembre 1990. Nel gennaio del 1993 aveva inaugurato il centro “Padre Nostro” nel tentativo di offrire ai giovani e alle famiglie del quartiere un luogo di condivisione ecclesiale e sociale. Chi ha conosciuto 3P (Padre Pino Puglisi) in ambito scolastico, come insegnante di Religione, lo ricorda sempre sereno e contento di essere un sacerdote o meglio, come amava ripetere, un “presbitero”. “Entrava in classe – racconta uno dei suoi alunni – con un grosso scatolo di cartone, sapendo di essere osservato con inevitabile curiosità da tutti gli alunni. Poi, sorridente, raggiungeva la cattedra, posava per terra il curioso plico e, constatata l’attenzione di tutti, vi saltava sopra presentandosi: «Buon giorno ragazzi, sono il vostro insegnante di Religione… e sono un rompiscatole!»”. Il movente dell’omicidio di don Puglisi è da rintracciare (come si evince dai documenti delle inchieste giudiziarie) nella sua attività pastorale, testimoniata nel territorio palermitano e in modo particolare nel quartiere di Brancaccio. Gli esecutori e i mandanti responsabili dell’omicidio erano legati alla cosca mafiosa di Filippo e Giuseppe Graviano. Puglisi era consapevole dei rischi che correva, e per questo motivo aveva deciso (negli ultimi tempi) di non rientrare a casa in compagnia dei suoi giovani collaboratori per non esporli ad ulteriori pericoli.

I killer, la sera del 15 settembre, attendevano don Pino proprio sotto casa sua. Davanti alla pistola puntata da Giuseppe Grigoli ebbe solo il tempo di dire, con la mansuetudine che lo aveva sempre contraddistinto, "Me l'aspettavo"! Ormai da tempo la Chiesa palermitana attende un ulteriore passo in avanti nel processo di canonizzazione del "servo di Dio" Pino Puglisi. Un gruppo di associazioni cattoliche della città di Palermo, lo scorso anno, ha deciso di scrivere una lettera al Papa per sollecitare il riconoscimento del martirio del presbitero palermitano. Nella lettera, inviata al segretario di Stato Tarcisio Bertone, le associazioni scrivono: ‘In questa nostra terra di Sicilia il riconoscimento ecclesiale di questo martirio ha valore di segno e costituisce una svolta verso una pietà popolare orientata alla esemplarità evangelica’. ‘Raccontare della morte di un uomo che non ha piegato la testa al potere mafioso – continuano – per fedeltà a Cristo e ai fratelli annunzia con linguaggio ecclesiale che l'unica signoria nella storia è quella del Signore Gesù Crocifisso, da cui hanno inizio la libertà del cristiano e la liberazione da ogni sistema di potere che opprime l'uomo e, nel nostro caso, dal potere mafioso, pericolosamente intriso di ambiguo ateismo devoto’.

 

In aiuto alle famiglie

Scelta per Voi dall'Amico del Popolo

Intervista con don Stefano Casà

aiuto_famiglie Sempre più spesso si sente parlare di situazioni familiari difficili: coniugi in crisi, conviventi, separati, matrimoni civili, divorziati, divorziati risposati. Il fenomeno sembra oggi assumere dimensioni elevate se si pensa che, in alcune città circa il 50% delle famiglie vive tra le macerie dell’unità familiare, con veri e propri drammi esistenziali e morali.

La Chiesa agrigentina vuole porre attenzione verso queste problematiche, costituendo all’interno della pastorale familiare diocesana un settore specializzato per le situazioni matrimoniali più difficili o irregolari. Questa equipe, formata da e consacrati è guidata da p. Stefano Casà sacerdote dell’Opus Matris Verbi Dei, consulente ecclesiastico per la Pastorale familiare diocesana. A lui rivolgiamo alcune domande.

Come mai la Chiesa ha tanto a cuore le situazioni familiari difficili e irregolari?

Il Magistero della Chiesa non ha mai avuto incertezze circa la sua posizione verso questi fratelli, ribadendo il dovere di servire la verità ricevuta circa il valore fontale e perenne del sacramento del matrimonio, e l’atteggiamento di accoglienza e di amorevolezza verso queste persone in difficoltà.

Ma se questi sono gli orientamenti magisteriali, perché i separati e i divorziati accusano la Chiesa di escluderli?

In verità i criteri che la Chiesa indica, per un’azione pastorale unitaria, talvolta non sono attuati diffusamente soprattutto nell’aspetto dell’accoglienza e del recupero spirituale e morale di questi battezzati. La sensazione di non avere molto in comune, che provano reciprocamente, i divorziati e molti fedeli che frequentano le parrocchie va superato con la retta conoscenza del problema dal punto di vista ecclesiale.
Ma come si può operare, praticamente, nei riguardi di questi nostri fratelli?
Mettendo da parte, innanzi tutto, ogni atteggiamento di chiusura, rigidezza e intransigenza giuridica, che ha connotato, in passato, l’agire di alcuni sacerdoti i quali, così facendo, hanno allontanato e emarginato tante persone in situazione di sofferenza.

Come intende muoversi la vostra equipe pastorale in favore di queste persone?

In sintonia con l’Ufficio di pastorale familiare diocesana, con la disponibilità dei parroci e il contributo di coniugi, intendiamo promuovere la cultura dell’accoglienza e del sostegno verso coloro che vivono situazioni matrimoniali difficili o irregolari, con la formazione di centri di ascolto (il primo già esiste al Villaggio Mosè in Via Lucrezio, presso la sede dell’Opus Matris Verbi Dei. Tel. 0922 608010), la visita alle parrocchie e alle foranie, con un itinerario spirituale (già in atto) per l’accompagnamento religioso di quanti ne avvertono l’esigenza.
 

Scelta per Voi dall'Amico del Popolo

Anno Pastorale 2010-11: L'Arcivescovo consegna il Piano Pastorale


Celebrata il 3 novembre l'Assemblea Ecclesiale

piano_pastorale Mercoledì 3 novembre, festa di san Libertino, protovescovo di Agrigento, nella Chiesa cattedrale, ha avuto luogo l’Assemblea diocesana.

Presente una delegazione dei Consigli Pastorali della Nostra Comunità.

È stato un ritrovarsi insieme all’Arcivescovo. Tutti, presbiteri e diaconi, insieme ai religiosi e alle religiose, insieme a tutti i laici che impreziosiscono le nostre comunità con i loro servizi e ministeri (lettori, accoliti, catechisti, coordinatori consigli pastorali [...] e affari economici, operatori caritas, animatori gruppi liturgici…), insieme a tutti colori che si impegnano all’interno di gruppi, movimenti e associazioni. La chiesa è l’assemblea dei credenti e ogni assemblea è sempre esperienza di Chiesa.

Con questo spirito è stata vissuta l’assemblea diocesana in preparazione all’inizio dell’Anno Pastorale che, secondo una prassi che si sta cercando di instaurare porterà a far coincidere l’anno liturgico con l’anno pastorale. In questo modo, come ha sottolineato il vicario per la Pastorale, don Baldo Reina, “mentre celebriamo i misteri di Cristo cerchiamo di camminare insieme come Chiesa attraverso l’attuazione del Piano Pastorale Diocesano”. Il nuovo anno liturgico, infatti, inizierà il 28 Novembre, I domenica di Avvento ed entro quella data tutte le comunità parrocchiali saranno messe nelle condizioni di sperimentare un comune sentire con le linee-guida della diocesi. La dinamica dell’assemblea è stata semplice e lineare: alle 16,00 i convenuti sono stati accolti, come si fa in una famiglia, privilegiando la pedagogia degli sguardi e degli incontri.

Piano_Pastorale2 È stato, il vicario generale, mons. Melchiorre Vutera, a porgere ai convenuti il saluto, il ringraziamento e l’augurio di vivere l’Anno che ci apprestiamo ad iniziare all’insegna della comunione e nello stile della condivisione. A seguire il momento di preghiera iniziale animato dai Seminaristi e dal Coro del Seminario e subito dopo la parola all’Arcivescovo che ha dato lettura della lettera pastorale (riportata in basso) invitando i presenti a continuare il cammino fatto e a proiettarsi in avanti con il coraggio dei profeti e con la semplicità dei bambini.

Ha concluso questo primo momento l’intervento di don Baldo Reina, vicario per la pastorale che ha presentato le linee guida del piano pastorale 2010-11. Ha concluso il momento assembleare la celebrazione Eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo, al termine della quale i presenti hanno fatto ritorno alle loro comunità di orgine.

Per tutti è stata una bella esperienza di Chiesa da tradurre nelle nostre comunità.

Per scaricare il piano pastorale clicca qui

 

Convegno "Povertà e Volontariato"

Notizie dalla Diocesi

Sabato 16 ottobre 2010 dalle ore 16.30 presso l'auditorium della parrocchia Ss. Pietro e Paolo di Favara, si svolgerà il convegno-dibattito su "Povertà e Volontariato", di seguito pubblichiamo la locandina.

convegno_poverta

 

Conferenza Episcopale Siciliana

Aspettando il Papa
Lo sguardo del coraggio ...per una educazione alla speranza


si_fida_di_te La Consulta Regionale di Pastorale Giovanile e la Consulta Regionale di Pastorale Familiare propongono un Convegno, per le equipes diocesane, i responsabili di Movimenti, Associazioni, gruppi ecclesiali ecc. presenti nelle Chiese di Sicilia, per la riflessione, il confronto e l’arricchimento reciproco. Il tema della riflessione sarà: “LO SGUARDO DEL CORAGGIO.. per una educazione alla speranza”.

Ci prefiggiamo allora di ritornare allo sguardo di Gesù Cristo, per sentirci amati profondamente da Lui e con questo amore essere coraggioso seme di trasfigurazione della nostra società.

Il Santo Padre Benedetto XVI concluderà il Convegno. incontrerà tutti i giovani e le famiglie e darà la Sua sapiente e autorevole parola, affinché i siciliani possano ritrovare sempre più il coraggio di testimoniare la fede e vivere nella speranza la realizzazione di un futuro migliore.

L’incontro con i Vescovi di Sicilia per le “Fontane di Luce”, in venti chiesedel centro di Palermo, i laboratori e le riflessioni degli esperti saranno motivo di riflessione e di programmazione dell’azione pastorale nella nostra Isola.
I relatori e gli esperti invitati al Convegno sono persone che vivono ed operano nella nostra regione e sono di grande spessoreculturale, sociale e religioso.

Lo slogan del convegno sarà:
Si FIDA di TE...
“LO SGUARDO DEL CORAGGIO
...per una educazione alla Speranza”

Programma

+ Mario Russotto
Vescovo Delegato
per la Pastorale
Familiare e giovanile

 
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