incontri Gruppo Gesù di Nazareth

Due discepoli sulla strada di Emmaus

Apriamo la porta del cuore,
Egli dimorerà in noi e noi in Lui e non sarà più sera.

discepoli_di_emmaus Nell’incontro conclusivo di domenica 10 Aprile, il gruppo Gesù di Nazaret ha approfondito la lettura di un brano molto significativo del Vangelo di Luca, “Due discepoli sulla strada di Emmaus”. Un misto di passioni, forti e contrastanti, si fondono armoniosamente in questo passo del Vangelo, da molti studiosi interpretato sotto diversi punti di vista.

“In quello stesso giorno” con cui si apre il brano racchiude, in realtà, un lasso temporale più lungo, riferendosi al periodo che andava dalla Resurrezione, all’incontro di Gesù con i discepoli di Emmaus,  all’incontro con gli apostoli riuniti nel cenacolo sino al momento in cui affida loro la missione e infine alla sua Ascensione. Ma Gesù Risorto è eternamente presente ed il tempo non assume più significato alcuno.

I due discepoli di Emmaus, Cleopa l’uno e sconosciuto l’altro, possibile riflesso di ciascuno di noi, lasciano la città santa per tornare alla loro vita quotidiana.

Sono amareggiati e delusi e discutono animosamente degli avvenimenti accaduti nei giorni precedenti quando vengono interrotti da Gesù in persona. Ma “impadroniti” dalle proprie emozioni ed “impediti” nella vista non lo riconoscono, anzi si meravigliano della domanda di questo forestiero, l’unico in quel momento a non conoscere i fatti avvenuti.

Ancora una volta, come fece anche con la Samaritana, Gesù prende l’iniziativa e si fa avanti nei momenti in cui più ne abbiamo bisogno: i discepoli sono disorientati, oltre che delusi, e si stanno allontanando da Gerusalemme per tornare alla vita di sempre, ma ecco Gesù intervenire per riportarli sulla giusta strada. Spiega loro le scritture passo passo ed il loro volto, prima scuro, pian piano comincia ad illuminarsi così come il cuore riprende ad ardere.

Giunti in prossimità del villaggio, Gesù fa come per andare avanti , ma i discepoli lo pregano di restare. Finalmente a tavola, nella frazione del pane, lo riconoscono: Gesù sparisce dalla loro vista, ma stavolta senza indugio decidono di tornare a Gerusalemme per testimoniare che è risorto!

Anche noi, presi dalla nostra quotidianità e diretti verso i nostri tantii “Emmaus”, spesso non riconosciamo Gesù nelle diverse sembianze con cui si presenta. Per questo dobbiamo far nostra la parola del Vangelo ed imparare a metterla in pratica, avendo sempre la consapevolezza che Gesù ci viene in aiuto proprio quando ci smarriamo. Se apriamo la porta del cuore, Egli dimorerà in noi e noi in Lui e non sarà più sera.

Lucia Cino

 
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