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Gennaio 2010

Le Quarantore nella Chiesa di San Pasquale

Sabato 30 Gennaio 2010 15:01

Eucarestia Durante le celebrazione delle Quarantore nella Chiesa di San Pasquale, che si completano oggi, in questo anno dedicato al sacerdozio ministeriale è stata ricordata la figura del Sacerdote defunto, Luigi Chiarelli, che vi operò con dedizione per diversi anni.

Padre Luigi Chiarelli: una guida per tanti ragazzi

don_luigi_chiarelli Padre Luigi Chiarelli è ricordato oggi, da chi l’ha conosciuto, come guida spirituale per tanti giovani. E’ nato a Racalmuto il 14 dicembre 1879 in una casa di via Teatro Vecchio, da Giovanni e da Rosalia Mendolia. Lieto e dinamico già da ragazzo, diviene sacerdote popolare soprattutto nel periodo che va dal 1917 al 1935, fu animatore instancabile del circolo “Virtus”, dopo diventata Azione cattolica. Aveva 31 anni, infatti, quando nel 1910 fu fondato il Circolo giovanile. Fu infatti educatore e per i giovani aveva il particolare dono di saper esprimere i loro sentimenti attraverso la “buona azione”. Un modo originale di svolgere la sua attività sacerdotale, infatti, gli veniva dalla passione che aveva per la musica. Fu lui infatti a formare addirittura una banda musicale composta da giovani che suonavano strumenti a fiato, ottoni e tamburi. I concerti si svolgevano, come per ogni banda che si rispetti, per le vie del paese e al teatro comunale.

Ma prima ancora il giovane Padre Chiarelli dirigeva, intorno al 1909, nella chiesa del Purgatorio (oggi non più esistente) la Congregazione dei Luigini, istituita nel 1885.

Divenne Rettore della Chiesa di San Pasquale. Fu per lui motivo di gioia svolgere l’apostolato al servizio di tanti giovani. E per  sostenere le sue attività Padre Chiarelli raccoglieva beneficenza e una volta si recò tra i concittadini emigrati oltreoceano. Anche lì, tra Canada e Stati Uniti, ebbe occasione di cantare e suonare canzoni della tradizione siciliana, che lui stesso spesso componeva.

Molto legato al gesuita Francesco Di Paola Nalbone (che fu assistente del Generale dei Gesuiti e per questo chiamato a Racalmuto il Papanero, amato e venerato dai padri della Chiesa e dalla gente comune, precursone di tante vocazioni), Padre Chiarelli trascorreva i pomeriggi estivi nella villa della famiglia Nalbone, al Serrone, dove il Padre Nalbone veniva in vacanza un mese l’anno. E così cantava assieme ai suoi ragazzi:

“Vossia già parti, caru Patruzzu,
e nui ristammu afflitti:
senza carizzi, senza surrisu
di lu beddru visu”

Grazie a Padre Chiarelli si ebbero a Racalmuto molte vocazioni al sacerdozio. Tra queste quella di Monsignor Giovanni Casuccio che rispondendo alle domande del gesuita racalmutese Angelo Sferrazza Papa, raccolte nel libro Sette dialoghi con l’arciprete, ricorda: “Il sacerdote di Santa memoria Don Luigi Chiarelli che ha reso più sicura, costante ed entusiastica la mia vocazione… Veramente nato apostolo dei giovani. La sua vita fu tutta dedicata principalmente a questa educazione, a questa formazione religiosa dei ragazzi con l’oratorio”. E la figura di Padre Casuccio, che fu Arciprete di Racalmuto, è stata importante per la chiesetta di San Pasquale. Monsignor Casuccio, infatti, operò nella piccola Chiesa agli inizi del suo sacerdozio e alla fine, quando lasciò l’arcipretura, nel 1966. E infatti fu lui a ripristinare la struttura, agli inizi degli anni ‘70. Casuccio morì il 27 maggio 1982 all’età di 97 anni.

Muore il 6 luglio 1948. Un mezzobusto di Padre Luigi Chiarelli era conservato nella sacrestia della Matrice, fino agli anni in cui la chiesa fu chiusa per i restauri. L’opera riproduce quella marmorea della tomba di famiglia al cimitero, dove il Sacerdote è sepolto. Il centenario della nascita del Circolo “Virtus”, che ricorre proprio quest’anno, potrebbe essere l’occasione per far ritornare il mezzobusto di Padre Chiarelli, che tanto amava la “Virtus” e i suoi ragazzi, nei locali dove attualmente svolge attività la secolare Associazione cattolica.

Salvatore Picone

Gruppo Famiglie Incontri di Formazione

Giovedì 28 Gennaio 2010 22:17

Sacra FamigliaIl dipartimento per la pastorale familiare della comunità ecclesiale di Racalmuto, nell’ambito degli incontri mensili del gruppo famiglie, ha organizzato un incontro con i coniugi Ruvolo.
Margherita e Giovanni Ruvolo vivono e svolgono la loro attività professionale a Palermo e periodicamente svolgono a Favara un apostolato a favore dei fratelli più svantaggiati.
In occasione dei loro soggiorni a Favara, li abbiamo invitati a rivolgere al nostro gruppo una loro riflessione sul tema "Il Dialogo nella coppia".
Ricordiamo che gli incontri del gruppo famiglia sono aperti a tutti, essi vogliono essere un’occasione di crescita nel campo spirituale e sociale, perché la famiglia si riappropri del ruolo che le compete e le spetta nell’educazione morale dei figli e nel contempo svolga un’azione di salvaguardia di quei valori sociali che caratterizzano una società evoluta.
Gli incontri si svolgono nel salone della “casa di riposo” e hanno cadenza mensile.
Il Prossimo incontro avrà luogo, Domenica 07 Febbraio nel Salone della Casa di Riposo.

Gino Mantione

Il Gruppo Gesù di Nazareth riflette sul valore della Liturgia

Giovedì 28 Gennaio 2010 07:00

Gesù di Nazareth Domenica 24 Gennaio 2010 alle ore 19:00 si è riunito il gruppo Gesù di Nazareth per riflettere sulla LITURGIA.

Partendo dall’etimologia della parola che deriva dal greco e significa letteralmente opera, azione del popolo che in senso cristiano intendiamo come popolo di Dio, definiamo la LITURGIA come scienza che tratta delle cerimonie e dei riti sacri della Chiesa.

Abbiamo cercato, nel corso della discussione, di dare delle risposte ad alcune domande, per esempio ”a che serve la liturgia?” oppure “chi è il vero liturgo?” “cosa sono i riti e i segni?”.

Con il valido supporto dei preti presenti, Don Diego e Don Michele, siamo riusciti a sciogliere i nostri interrogativi sottolineando che la LITURGIA serve alla SANTIFICAZIONE degli UOMINI e alla GLORIFICAZIONE DI DIO; che il vero LITURGO è CRISTO che offre al Padre il sacrificio perfetto e che RITI E SEGNI RENDONO LA CELEBRAZIONE GIOIOSA, RICHIAMANO L’ATTENZIONE E AIUTANO A RIGENERARSI.

La partecipazione alla Liturgia deve essere consapevole, piena, attiva infatti attraverso la LITURGIA dobbiamo illuminare, rigenerare e trasformare in Cristo tutta la nostra esistenza  per poi viverla  nel quotidiano, nella dedizione alle persone e alla società, nel lavoro per la crescita del regno di DIO nel mondo.

Lucia Scimè

Continuano le Quarantore nelle Chiese di Racalmuto

Martedì 26 Gennaio 2010 23:26

Chiesa San Giuseppe Come ogni Mercoledì, le quarantore oggi si svolgeranno nella Chiesa di San Giuseppe secondo la regolare programmazione.
Nell’anno dedicato al Sacerdozio ministeriale, ricordiamo oggi la figura del Sacerdote Gerlando Di Falco, che operò in questa Chiesa per parecchi anni.

Rev. Sac. Gerlando Di Falco
Racalmuto
* 6 - 11 -1882 + 24 - 3 - 1961
Rettore beneamato, per un quarantennio,
di questa Venerabile Chiesa “San Giuseppe”.
Operò con zelo e rettitudine. Tutto dedicò rendendo bella la sua Chiesa.

Don Gerlando Di Falco Questo recita la didascalia sulla grande foto che ancor oggi campeggia nella sacrestia della “sua” chiesa di san Giuseppe: poche semplici parole che bene illustrano il suo operato.
A 50 anni dalla morte, chi lo conobbe lo ricorda benevolmente per la sua operosa dedizione pastorale e per i restauri che ci consentono ancora di ammirare questo nostro sacro edificio.
Ripristinò le coperture e i pavimenti, decorò gli interni e gli esterni, dotò la chiesa degli impianti elettrici, dell’acqua e fognanti, costruì la casa canonica, fece erigere gli altari in muratura e la cantoria ed infine le statue laterali e l’organo a canne.
Non so come si industriasse a trovare i finanziamenti per realizzare tutto ciò, ma posso testimoniare (ho trovato le sue note di conto) che vendette il proprio radiogrammofono e la sua casa, pur di completare qualche opera iniziata. Uomo dal carattere talvolta collerico, ma capace di grande umanità e bontà.
Per avvicinare i ragazzi, oggi nonni o giù di lì, li chiamava per suonare le tre campane del nuovo campanile che aveva fatto erigere negli anni 30, ma questi, felici di poter ammirare il panorama, non ne volevano sapere di smettere di suonare e scendere.
Così dopo averli bruscamente rimproverati dalla piazza e attesi al “passo” alla porta della sacrestia minacciando qualche scappellotto, li accoglieva nuovamente il giorno dopo offrendo loro delle caramelle (siamo in tempo di guerra e anche una caramella per un bimbo era un piccolo tesoro).
E’ lui che ha coniato l’amorevole termine “nipù” (poi ripreso da padre Puma) per chiamare proprio questi ragazzi o chi andava a trovarlo. Sacerdote di imprenditoriale praticità quindi, ma anche cosciente del suo ruolo spirituale.
Nella sua chiesa, oltre alla messa giornaliera, tre erano i momenti di preghiera comunitaria:al mattino, al Vespro e “all’Ave serotina” (per usare le sue parole). C’era sempre da recitare una novena o un triduo per questo o quel santo, o per particolari ricorrenze liturgiche, oltre all’abituale rosario a Maria, al SS. Sacramento o la via crucis (molti dei rosari che ancor oggi cantiamo nelle nostre chiese ci sono stati tramandati dal suo zelo pastorale).
C’è ancora un “Quadro delle Preghiere quotidiane e dell’Orario Annuale” scritto di suo pugno: leggetelo! riusciremo a comprendere cosa significa pregare … davvero!
Fu anche direttore spirituale della “confraternita di San Giuseppe degli Agonizzanti” per tutto il periodo del suo rettorato.
Morì a 79 anni di un male incurabile, che però non riuscì ad impedirgli di celebrare, con grande difficoltà e sacrificio, la sua ultima S. Messa per la festa di san Giuseppe del 1961, a poche ore dalla sua dipartita.
Riposa nella casa della Maestranza del cimitero di Racalmuto.

Fabio Petrotto.

Scelta per Voi da Arcidiocesi di Agrigento

Lunedì 25 Gennaio 2010 23:29

L'Arcivescovo
Mons. Montenegro: "Per i funerali il mio posto sarà tra la mia gente"

vescovo «Chiedo anche al Signore che non arrivi mai il momento di dovermi rifiutare di celebrare funerali ‘previsti’ o ‘preannunciati’, perché quel giorno, se mai dovesse arrivare, il mio posto - da agrigentino - sarà tra la nostra gente a pregare, ma non me la sentirò di parlare, come sarebbe successo se fossi stato a Messina». 
Sono parole che scrissi in una lettera pubblica inviata al capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e alle autorità della nostra provincia in occasione della frana che colpì Giampilieri riferendomi al Centro Storico di Agrigento.
Parole che riconfermo e nella loro interezza.
Domani mattina, per i funerali, il mio posto sarà  tra la gente di Favara, con loro pregherò per Marianna, la piccola Chiara e per i loro genitori Giuseppe e Giuseppina e per il piccolo Giovanni.
Non è un sottrarmi al mio ruolo di vescovo, di pastore della porzione di Popolo che il Signore mi ha affidato, ma un farmi solidale e vicino alla famiglia Bellavia in questo giorno che è giorno di preghiera e silenzio. 
Condivido e faccio mie le parole che sono state lette domenica, 24 Gennaio, nelle parrocchie di Favara ed esprimo la mia vicinanza al clero e alla comunità ecclesiale tutta. 
Invito tutti a guardare al Crocifisso, nell’estremo grido di Gesù sulla croce sono contenuti e riecheggiano tutti i gridi dell’umanità intera e tutti sono bagnati dalle lacrime del Padre.

+ Francesco Montenegro
Arcivescovo

Continuano le Quarantore a Racalmuto

Domenica 24 Gennaio 2010 20:27

Padre Curto Domenica 24, Lunedì 25 e Martedì 26 Gennaio, Cari fedeli, la Comunità di San Giuliano, anzi la Comunità ecclesiale di Racalmuto, ci invita ad alzare lo sguardo e fissare gli occhi su Gesù, che come nella Sinagoga di Nazaret si rende presente per dirci che Lui è l’Emmanuele il Dio con noi, per farci capire che siamo amati da Lui e vuole che ci amiamo come Lui ci Gesù Eucarestia ama.
In questo anno dedicato al sacerdozio ministeriale, sull’esempio del curato d’Ars vi invito a realizzare la fraternità che avrà come frutto la comunione tanto raccomandata da Gesù e dal nostro Vescovo nella lettera pastorale fatta all’inizio dell’anno liturgico.
Vi invito pertanto a contemplare Gesù Eucaristia nella nostra Chiesa in questi giorni straordinari di Grazie.
Ai visitatori del sito, che ci seguono da tutto il mondo, dedico questa riflessione, ovunque voi siate, fermatevi un minuto e contemplate Gesù Eucaristia.
Vostro Don Calogero Curto

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Ricordiamo i Sacerdoti defunti, che hanno operato nella nostra comunità di San Giuliano.

Don Calogero Picone Il primo Parroco di San Giuliano fu Mons. Calogero Picone, nato a Racalmuto l’otto Febbraio del 1886, fu ordinato Sacerdote il 09-07-1911 insieme a Mons. Salvatore Farrauto e a Mons Casaccio, il futuro Arc. Di Racalmuto dal 1947 al 1966. Mons Picone, ha svolto la sua missione fra la gente di un quartiere periferico, ma una volta abbastanza popolato, così viene ricordato da chi lo ha conosciuto: Sacerdote pio, buono, silenzioso, semplice, di vita interiore. Fondò la congregazione della Madonna della Cintura, che raccoglie le donne incinte, in attesa di parto. Curava la vita spirituale con la direzione spirituale suscitando parecchie vocazioni alla vita di speciale consacrazione. E’ morto il 30 marzo del 1976. Fu nominato "cameriere segreto di Sua Santità" cioè Monsignore nel 1967.

Emergenza Haiti - Colletta Nazionale

Sabato 23 Gennaio 2010 12:00

Soccorrere con gioia! Domenica prossima, anche le nostre Parrocchie hanno accolto l’invito della CEI, di realizzare una raccolta di fondi, da destinare alle popolazioni di Haiti, duramente colpite dal terremoto.
Chi vuole, può offrire il proprio contributo durante le S. Messe domenicali in tutte le Chiese.
Di seguito pubblichiamo il comunicato diffuso dalla Conferenza Episcopale Italiana:

Ciascuno aiuti come può L’immane tragedia che in queste ore ha colpito la popolazione di Haiti provocando decine di migliaia di morti chiama tutti alla solidarietà per venire incontro ai bisogni più immediati. Pertanto, raccogliendo l’accorato invito del Santo Padre, domenica 24 gennaio 2010 in tutte le chiese d’Italia si terrà una raccolta straordinaria indetta dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto nell’isola caraibica.

Le offerte raccolte dovranno essere integralmente inviate con sollecitudine a Caritas Italiana, Via Aurelia 796 - 00165 Roma, utilizzando il conto corrente postale n. 347013 o mediante bonifico bancario su UniCredit Banca di Roma SpA, via Taranto 49, Roma – Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119 specificando nella causale "Emergenza Terremoto Haiti".

Per altre offerte, è anche possibile utilizzare i seguenti canali:

  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - IBAN IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - IBAN IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
  • CartaSi e Diners, telefonando a Caritas Italiana tel. 06.66177001, in orario d'ufficio.

Roma, 14 gennaio 2010

Incontro foraniale degli operatori di pastorale

Venerdì 22 Gennaio 2010 12:00

Incontro foraniale don Michele Si è svolto mercoledì 20 gennaio nel salone della casa di riposo di Racalmuto, l’incontro di Formazione Pastorale previsto per il mese di gennaio. L’incontro è stato tenuto da don Gaetano Montana, con la presenza delle comunità ecclesiali di Castrofilippo, Grotte e Racalmuto, con i rispettivi presbiteri: don Angelo Martorana, don Giuliano Mocasse, don Diego Martorana e don Michele Termine.
Don Gaetano ha parlato delle “Unità Pastorali dalla Lumen Gentium alla situazione Attuale”, nei seguenti punti:

La Comunione nella Lumen Gentium

  • La chiesa nasce dal mistero della comunione Trinitaria
  • La chiesa vive di comunione
  • La chiesa è orientata verso la comunione eterna

Incontro foraniale Le motivazioni dell’introduzione delle Unità Pastorali

  • Riflessone del Vaticano II
  • La parrocchia come spazio aperto alla comunione
  • La situazione del clero
  • Necessità di conversione pastorale

Obiettivo ed identità delle Unità Pastorali

  • Pastorale organica basata sulla comunione di comunità
  • Comunione tra parrocchie in un’area territoriale omogenea
  • Collaborazione organica per una pastorale d’insieme.

Incontro foraniale Criteri che giustificano l’applicazione delle Unità Pastorali

  • Chiesa comunione
  • Chiesa territorio
  • Pastorale d’insieme organica
  • Il presbiterio nelle Unità Pastorali
  • Corresponsabilità dei laici e delle persone consacrate
Don Gaetano facendo una breve premessa sul Concilio Vaticano II, ha illustrato la proposta teologico-pastorale dei padri conciliari, attualizzata sia da Giovanni Paolo II che da Benedetto XVI, modello e guida delle diocesi e delle parrocchie, riprendendo i passaggi salienti della Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium(Luce delle Genti), dalla storia della sua formazione in seno al Concilio fino all’attualizzazione da tradurre nelle Unità Pastorali.

Incontro foraniale Le motivazioni e i criteri che spingono alle Unità Pastorali, nascono dalla riflessione ecclesiologica del Vaticano II, che spinge ad una responsabilità comunitaria organica d’insieme, mediante un’ordinata collaborazione di presbiteri, religiosi e laici di un determinato territorio, attualizzando il passaggio da una concezione di parrocchia come realtà giuridica in sè, ad una visione di parrocchia come spazio aperto alla comunione. Tale situazione nasce per le poche vocazioni e la presenza di molti sacerdoti anziani. Si deve realizzare una “comunione di comunità” che richiede una conversione pastorale tra presbiteri, religiosi e laici.

Le Unità Pastorali vogliono attualizzare il criterio della comunione, affinché l’esperienza di ciascuno non venga circoscritta nell’ambito del proprio gruppo o della propria parrocchia.

Incontro foraniale Le Unità Pastorali si realizzano prima a livello di presbiterio, passando dal presbitero al presbiterio; i presbiteri si impegnano a collaborare per programmare insieme e fare discernimento nelle scelte pastorali e di verificarle, mentre i laici nella loro vocazione sono chiamati ad essere missionari e ad assumere precisi servizi nella comunità in comunione con il presbitero e il diacono.

L’augurio è quello di credere che ciò si possa realizzare attraverso la preghiera cercando di riportare la nostra mentalità a quella evangelica dello “stimarsi a vicenda”, mentre precise indicazioni saranno fornite nei prossimi incontri di formazione.

Nell’anno sacerdotale, Ricordiamoli così

Mercoledì 20 Gennaio 2010 11:53

In tutte le Chiese di Racalmuto, nelle Sante Quarantore, nell’anno dedicato al sacerdozio sono state ricordate e verranno ricordate le figure dei Sacerdoti defunti che hanno operato nelle chiese delle nostra comunità.

Anche noi abbiamo voluto dedicare questa pagina del sito al ricordo dei Sacerdoti defunti, di Racalmuto, che hanno svolto il loro ministero nelle diverse Chiese della Città; La presenza e il ricordo di tanti Sacerdoti è la più bella testimonianza di una Comunità che prega e che non dimentica il suo passato, di cui questi sacerdoti ne sono parte viva. Solo così si può costruire un futuro di speranza. 

Ecco una breve Biografia dei Sacerdoti che hanno operato nella Chiesa del Carmelo.

Don Carmelo Romano Don Salvatore Farrauto Don Giovanni Arrigo Don Alfonso Puma
Don Carmelo Romano Don Salvatore Farrauto Don Giovanni Arrigo Don Alfonso Puma

 

Il Sac. Carmelo Romano, il benefattore che aiutò i più piccoli
di Salvatore Picone

Di questo zelante sacerdote racalmutese le nuove generazioni ricordano il suo nome legato ad una strada e ad una scuola materna nei pressi della chiesa del Carmelo. Qualcun altro, meno giovane, perché avrà visto il nome inciso in una lapide all’interno del vecchio Orfanotrofio, sempre vicino la chiesa del Carmelo.
Carmelo Romano, nato a Racalmuto nel 1867 in una casa dell’attuale via Garibaldi, tra la chiesa di San Pasquale e la piazzetta, dove ha sempre vissuto con la famiglia.
Nato da Calogero Romano e da Pietra Ricottone (il padre sposato in seconde nozze; con la prima moglie ha avuto un figlio, Giuseppe, ordinato sacerdote a Caltanissetta e che esercitò la sua missione a Racalmuto, nella chiesa di San Giuliano), sin da giovane coltivò la vocazione di farsi prete. Divenuto quindi sacerdote, operò nella chiesa del Carmelo. Trova una chiesa strutturalmente disagiata; e disagiati sono i parrocchiani, per la maggior parte contadini, zolfatari, salinari.
Cresce anche per questo motivo la sua vera vocazione: aiutare il prossimo e soprattutto le fasce più giovanili.
Alla fine dell’Ottocento e agli inizi del Novecento Racalmuto contava più di quindicimila abitanti e molti erano i casi di bambini abbandonati o con precarie condizioni familiari. Il giovane sacerdote Romano inizia a dedicarsi a loro, accogliendoli in un primo momento nelle sale poco accoglienti della chiesa, allora umida e fredda.
Con un tamburo che fa rullare per le vie del paese, chiede ai Racalmutesi un aiuto economico, un’offerta per la costruzione dell’Orfanotrofio femminile da costruire proprio accanto la chiesa del Carmelo. L’opera del Sac. Romano viene premiata e finalmente il 2 agosto del 1914, poco prima dello scoppio del primo conflitto mondiale, viene solennemente inaugurata la sede che per più di cinquant’anni accoglierà i bambini bisognosi del territorio.
Non si stancherà mai di chiedere offerte per i suoi “angeli”, chiedendo alle famiglie ricche del paese aiuti che non gli mancarono mai. Padre Romano, infatti, era molto ammirato dalla gente, dalla popolazione, dalla borghesia di Racalmuto, che ne ammiravano le virtù di uomo e sacerdote al servizio della Chiesa e dei suoi figli più bisognosi. Notevole il suo lavoro proprio durante la guerra.
Molto legato e devoto alla figura di Santa Teresa del Bambino Gesù, fu lui a collocare la statua della Santa all’interno della Chiesa del Carmelo.
Ma ad otto anni dall’apertura dell’Orfanotrofio, a soli 55 anni, nel 1922, il Sac. Carmelo Romano, assistito dalla sorella e dai familiari. E’ sepolto nella cappella di famiglia, nel cimitero comunale di Racalmuto. La lapide e un ritratto conservato all’interno dello stabile che ora ospita le sale della Parrocchia, ne conservano per il futuro la memoria e le attività:

A CARMELO ROMANO
RECLARO PER VIRTU’CIVICHE E SACERDOTALI
IN QUESTO ASILO
PER DERELITTE ORFANELLE
DA LUI IDEATO TENACEMENTE PROMOSSO
E COL CONFORTO DEI SUPERIORI E DEI BUONI
FELICEMENTE INIZIATO
ACCANTO A QUESTO TEMPIO
DOVE PER CINQUE LUSTRI
RETTORE INDEFESSO ED ESEMPLARE
LAVORO’ A RESTAURARLO ABBELLIRLO
AVVIARNE LE RELIGIONE
QUESTO MARMO
CHE NE PERENNI IL NOME BENEDETTO
E SERVA D’INCENTIVO A NUOVI GENEROSI
PERCHE’ EMULAR NE VOGLIANO
LA CARITA’ EVANGELICA ED IL VERACE
AMOR DI PATRIA E DI FRATELLI
AMICI ED AMMIRATORI
RACALMUTO PLAUDENTE
POSERO

Il Sac. Salvatore Farrauto
di Piero Carbone

Riservato e contemplativo, attivo ed intraprendente, la gente lo ricorda con la tonaca "sporca di gesso" e il breviario in mano; ha provveduto ad un primo restauro della Chiesa e l’ha dotata dell’altare maggiore, dei paramenti liturgici, dei lampadari, di vetri alle finestre, di un nuovo turibolo d‘argento, di sedie, dell’organo e numerose statue tra cui quella della Madonna del Carmelo che viene portata in processione ogni anno.

Feconda anche l’attività pastorale. Ha promosso ed alimentato numerose confraternite e congregazioni: "Pia Opera dei Devoti delle Anime Purganti", "Confraternita della Dottrina Cristiana”, “Confraternita del SS. Sacramento”, “Terz’Ordine Carmelitano”. Curò l’educazione dei bambini e dei giovani: il territorio del Carmelo era “a digiuno" di Azione Cattolica anche per la distanza dalla Chiesa Madonna della Rocca e dalla Matrice. Nelle Memorie di Parrocchia ha scritto: “Voglia il Signore gradire per la sua gloria e per il bene delle anime quanto l’umile suo servo ha operato".

Il Sac. Giovanni Arrigo
di Piero Carbone

Entusiasta ed esuberante, talvolta discusso, ereditò la difficile situazione economica e sociale del dopoguerra che affrontò con generosità e coraggio. Si prodigò per il restauro della Chiesa e la costruzione del campanile dove fece installare l’orologio e un altoparlante che diffondeva quotidianamente musiche, canti e il santo rosario. Anche la Piazzetta del Carmelo antistante la Chiesa è stata piastrellata grazie al suo interessamento. Per realizzare le suddette opere si avvalse nel modo più trasparente e disinteressato delle conoscenze politiche, anzi, con la politica ebbe un rapporto fuori dagli schemi anticipando aperture e pratiche di là da venire, finalizzate sempre al bene dei suoi parrocchiani; si recò anche in America presso gli emigrati racalmutesi a raccogliere fondi. Sotto l’aspetto pastorale curò soprattutto l‘Azione Cattolica.

La salute cagionevole gli ha impedito di continuare il proficuo apostolato. Dal suo libro di memorie Svolta pericolosa emerge la duplice figura di parroco esuberante e sacerdote inquieto. Ha lasciato una casa colonica rustica con due tumoli di terreno all‘Ente Orfanotrofio del Carmelo che ha destinato alla realizzazione dell’attuale Centro diurno che porta il suo nome.

Il Sac. Alfonso Puma
di Piero Carbone

AI giovane e dinamico sacerdote Alfonso Puma, amante dell’arte e del bello, facondo nell’eloquio e cordiale nei rapporti interpersonali, venne affidata la Parrocchia nel 1962.

Egli seppe cogliere la ventata innovatrice del Concilio e farla alitare sulla Parrocchia soprattutto nell'animazione liturgica operando una piccola "rivoluzione": veniva istituita una schola cantorum e i laici partecipavano con canti moderni, leggendo le epistole durante la messa, facendo la comunione.

Per l’elevazione culturale, veniva istituita la biblioteca parrocchiale.

I giovani organizzavano mostre-vendita di libri. Non veniva trascurato il sano divertimento organizzando gite economiche per i parrocchiani. L’organizzazione dell’Azione Cattolica rifioriva nei due rami della Gioventù femminile (GF) e maschile (GIAC).

Sotto il suo parrocato, il quartiere, eminentemente agricolo e tradizionalista, incominciava a vivere i primi segni del trapasso verso la modernità.

Le Sante Quarantore

Martedì 19 Gennaio 2010 09:18

quarantorecarmelo Le Quarantore sono un tempo di grazia che ci offre l’opportunità di raccoglierci davanti al Signore Gesù per essere più consapevolmente partecipi del mistero di Salvezza che Egli ha affidato alla Chiesa tutta.
Ringraziamo pertanto il Signore per il dono che riversa in noi con la Sua Presenza Eucaristica e ringraziamo anche per la speciale Comunione che, noi, Parrocchie di Racalmuto  possiamo vivere attraverso questo momento di Adorazione e di Contemplazione del Mistero d’Amore racchiuso nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia.
Alla veglia di preghiera Presieduta da Don Diego e Don Michele,  delle ore 20:00 di Lunedì 18 Gennaio, hanno partecipato tutti i gruppi della parrocchia, in modo particolare i Nubendi e i Cresimandi, i quali hanno espresso insieme agli altri, desideri-impegni davanti a Gesù Eucarestia e alla Comunità.
Le quarantore continuano nelle Chiese secondo la regolare programmazione.

Fotogallery


 

Resta con noi Signore

Lunedì 18 Gennaio 2010 07:48
don diego

Lunedì 18 gennaio
Secondo giorno delle Quarantore
Parrocchia MADONNA DEL CARMELO

RESTA CON NOI SIGNORE
PERCHE’ SI FA SERA

pane

 

L’invito fatto a Gesù dai due discepoli di Emmaus, vuole essere il nostro, in questi giorni di preghiera in occasione delle Quarantore.

La sera, il buio esprimono situazioni difficili.

  • difficoltà economiche, difficoltà di salute, difficoltà di relazione, tra marito-moglie, tra genitori-figli;
  • difficoltà di relazioni, nelle famiglie, nei condomini, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose.

Vieni Signore con Pietro ti diciamo, Tu solo hai parole di vita eterna, Tu solo puoi darci la soluzione giusta, Tu solo non puoi deluderci.

Il Cammino Neocatecumenale

Sabato 16 Gennaio 2010 19:00

manifesto neocatecumenale Nella Chiesa primitiva, quando il mondo era pagano, chi voleva farsi cristiano doveva iniziare un catecumenato, che era un itinerario di formazione per prepararsi al Battesimo. Oggi il processo di secolarizzazione ha portato tanta gente ad abbandonare la fede e la Chiesa: per questo è necessarioun itinerario di formazione al cristianesimo. 

Il Cammino Neocatecumenale non è un movimento o un'associazione, ma uno strumento nelle parrocchie al servizio dei Vescovi per riportare alla fede tanta gente che l'ha abbandonata. 

Iniziato negli anni '60 in uno dei sobborghi più poveri di Madrid da Kiko Argúello e da Carmen Hernandez, venne promosso dall'allora Arcivescovo di Madrid, Casimiro Morcillo, che constatò in quel primo gruppo una vera riscoperta della Parola di Dio ed un'attuazione pratica del rinnovamento liturgico promosso proprio in quegli anni dal Concilio. Vista la positiva esperienza nelle parrocchie di Madrid e di Roma, nel 1974 la Congregazione per il Culto Divino indicò il nome di Cammino Neocatecumenale per questa esperienza. Si tratta di un cammino di conversione attraverso il quale si possono riscoprire le ricchezze del Battesimo.
Il Cammino si è diffuso in più di 900 Diocesi di 105 Nazioni, con oltre 20 mila comunità in 6.000 parrocchie. 

Nel 1987 è stato aperto a Roma il Seminario missionario internazionale Redemptoris Mater che ospita giovani che hanno maturato la loro vocazione in una comunità neocatecumenale e che si rendono disponibili ad andare in tutto il mondo. Successivamente molti Vescovi hanno seguito l'esperienza di Roma e oggi nel mondo vi sono più di 70 seminari diocesani missionari Redemptoris Mater dove si stanno formando più di mille seminaristi. 

Di recente, in risposta all'appello del Papa Giovanni Paolo II per la nuova evangelizzazione, molte famiglie che hanno percorso il Cammino si sono offerte per aiutare la missione della Chiesa andando a vivere nelle zone più secolarizzate e scristianizzate del mondo, preparando la nascita di nuove parrocchie missionarie. 

Anche a Racalmuto una Comunità neocatecumenale è in cammino e a servizio della Comunità.

Iniziano il 26 Gennaio alle ore 20:00 le catechesi presso la Chiesa Madre.

Incontro foraniale con il centro missionario diocesano

Sabato 16 Gennaio 2010 08:00

Madre Teresa Apri i nostri occhi, Signore ...
Apri i nostri occhi, Signore, perché possiamo vedere te nei nostri fratelli e sorelle.
Apri le nostre orecchie, Signore, perché possiamo udire le invocazioni di chi ha freddo, fame, paura.
Apri il nostro cuore, Signore, perché impariamo ad amarci gli uni e gli altri come tu ci ami.
Donaci di nuovo il tuo Spirito, Signore, perché diventiamo un cuor solo e un'anima sola, nel tuo nome. Amen.

Madre Teresa di Calcutta

Mercoledì 13 Gennaio, nel salone della casa di riposo di Racalmuto, si è svolto l’incontro Foraniale, dei comuni di Racalmuto, Grotte e Castrofilippo. L’incontro è stato presieduto dal Direttore della Caritas Diocesana Valerio Landri, con l’assistenza del Vice Direttore del Centro Missionario Diocesano Giovanni Russo, presenti oltre ai responsabili e i componenti delle Caritas locali i parroci e il diacono.
Tema dell’incontro Missionario :

  • Conoscere i paesi del mondo, la loro cultura e storia.
  • Giudicare alla luce del vangelo le situazioni che si oppongono ad esso e opprimono le persone.
  • Sollecitare una riflessione sul nostro stile di vita e sostenere l’azione di liberazione che le Missioni portano avanti.

Alle Parrocchie sono state suggerite alcune proposte Missionarie.

Organizzare veglie, Mostre, incontri missionari, collaborare con il SAM (servizio animazione missionario), fare emergere dai catechisti la dimensione Missionaria del vangelo.

La Caritas nasce il 2 luglio 1971, ha una precisa identità e uno stile suo proprio.

Caritas organismo pastorale della CEI voluta da Paolo VI al fine di promuovere la testimonianza della Carità all’interno della comunità cristiana.

L’obiettivo prioritario della CARITAS è coinvolgere l’intera comunità nell’esercizio della Carità, non fermandosi solo ai poveri della parrocchia o solo nel distribuire gli alimenti ed aiuti materiali, si preoccupa anche di far crescere la coscienza dei fedeli in ordine al problema della povertà nel mondo, dello sviluppo nella giustizia e nel rispetto della creazione, della pace tra i popoli.Si proverà ad avviare un cambiamento di mentalità, essenziale per una carità autentica: il passaggio dalla elemosina alla condivisione, il collegamento fra carità e giustizia, l’apertura delle comunità cristiane ai problemi del territorio, alla collaborazione con le istituzioni civili e politiche.

Azione cattolica, cento anni mattone su mattone

Giovedì 14 Gennaio 2010 20:37

L'Azione cattolica di Racalmuto compie un secolo di vita associativa. "Bisogna guardare le radici – ha detto Don Diego Martorana – per guardare al futuro".
Il 10 gennaio, come ogni inizio anno, sono state consegnate le tessere ai soci dell’Azione cattolica "Virtus" di Racalmuto. La cerimonia si è svolta dopo la acr4 Messa in Matrice celebrata dall’arciprete don Diego Martorana che dell’Azione cattolica è guida spirituale, come lo furono i suoi predecessori, gli arcipreti Mons. Giovanni Casuccio e Mons. Alfonso Puma che consideravano l’AC la "spina dorsale" della Parrocchia e addirittura dell’intera comunità. L’Azione cattolica, infatti, ha formato, negli anni, professionisti, politici, sacerdoti, pensatori che sempre si sono contraddistinti nella società.
E quest’anno la "Virtus" di Racalmuto compie cento anni. Un secolo di vita all’ombra dei campanili della Matrice.
Fanno parte dell’Azione cattolica di Racalmuto ragazzi dai 6 ai 14 anni: Roberta Bellanca, Maria Pia Borsellino, Agnese Burruano, Chiara Calvano, Lucia Chiarelli, Luigi Cino, Chiara Fucà, Martina Gagliardo, Alberto Gerace, Elisa Giudice, Fabrizio Giudice, Massimiliano Macaluso, Rosamaria Macaluso, Maria Chiara Manta, Fabiola Martorana, Sonia Martorana, Mariarita Matteliano, Alessia Mattina, Benito Mattina, Chiara Mattina, Maria Agnese Mattina, Marianna Mattina, Salvatore Mendolia, Giuseppe Mulè, Martina Puma, Edison Rizzo, Giorgia Salemi, Martina Maria Sciascia, Andrea Scimè, Eliana Scimè, Gloria Sferrazza Papa.
Consegnata la tessera dell’Azione cattolica anche ai giovani Giuseppe Bongiorno, Tiziana Borsellino, Salvatore Castiglione, Antonella Catanese, Rosalia Curto, Edith Cutaia, Maria Carmela Giudice, Deborah Martorana, Gaetana Paraldo, Salvatore Picone, Dalila Scibetta, Elisa Taibi, Daisy Maria Vella e Maria Rita Volpe. E naturalmente importanti sono le radici, la storia. Perché l’Azione cattolica di Racalmuto, in questi cento anni, si è costruita mattone su mattone. Del gruppo adulti ne fanno parte: Calogera Alaimo, Diega Baldo, Carmelo Borsellino, Calogero Buscarino, Carmela Casuccio, Gaetano Chiarelli, Angela Curto, Sarina Cusenza, Crocifissa Di Rosa, Maria Falletta, Rosalia Falletta, Anna Inzerillo Fucà, Angelo Giudice, Maria Giudice, Giuseppa Licata, Rosa Martorana, Giuseppina Morgante, Vincenza Morgante, Gaetana Palumbo, Calogera Petrotto, Grazia Petrotto, Maria Antonietta Pignatelli, Maria Pirrera, Francesca Sanfilippo, Clotilde Vinci.
L'assistente spirituale è, come sempre, l'arciprete Don Diego Martorana assieme al vice parroco Don Michele Termine, con la collaborazione del diacono Don Vincenzo Alaimo. Il presidente è Angelo Giudice.
E quest'anno Racalmuto ricorderà i primi 100 anni dell’Azione cattolica "Virtus" (che esprime anche gruppi sportivi e folkloristici che diffondono positivamente il nome del paese nel mondo) con pubblicazioni, convegni e momenti di spiritualità. "Bisogna guardare le radici – ha detto l'arciprete Martorana – per andare avanti. E a Racalmuto le radici spirituali e religiose sono positive".

Scelte per Voi

Giovedì 14 Gennaio 2010 00:00

Il Volto di Gesù

volto gesùIn Sicilia, il monaco Epifanio un giorno scoprì in sé un dono del Signore: sapeva dipingere bellissime icone.
Voleva dipingerne una che fosse il suo capolavoro: voleva ritrarre il volto di Cristo. Ma dove trovare un modello adatto che esprimesse insieme sofferenza e gioia, morte e risurrezione, divinità e umanità?

Epifanio non si dette più pace: si mise in viaggio; percorse l'Europa scrutando ogni volto.
Nulla. Il volto adatto per rappresentare Cristo non c'era.

Una sera si addormentò ripetendo le parole del salmo: "Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto". Fece un sogno: un angelo lo riportava dalle persone incontrate e gli indicava un particolare che rendeva quel volto simile a quello di Cristo: la gioia di una giovane sposa, l'innocenza di un bambino, la forza di un contadino, la sofferenza di un malato, la paura di un condannato, la bontà di una madre, lo sgomento di un orfano, la severità di un giudice, l'allegria di un giullare, la misericordia di un confessore, il volto bendato di un lebbroso.

Epifanio tornò al suo convento e si mise al lavoro.
Dopo un anno l'icona di Cristo era pronta e la presentò all'Abate e ai confratelli, che rimasero attoniti e piombarono in ginocchio. Il volto di Cristo era meraviglioso, commovente, scrutava nell'intimo e interrogava. Invano chiesero a Epifanio chi gli era servito da modello. 

Non cercare il Cristo nel volto dì un solo uomo, ma cerca in ogni uomo un frammento del volto di Cristo. 

Pubblicato da: paoletta , il: 27/12/2009
Bruno Ferrero, A volte basta un Raggio di Sole, Elledici, Rivoli 1999

Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato

Martedì 12 Gennaio 2010 12:00

Gruppo Gesù di Nazareth Domenica 10 gennaio, dopo la Santa Messa pomeridiana, presso il saloncino attiguo alla Chiesa del Carmelo, si è riunito il gruppo Gesù di Nazaret, per riflettere e meditare sulle parole contenute nel messaggio del Santo Padre Benedetto XVI in occasione della celebrazione della XLIII Giornata mondiale della Pace del 1 gennaio 2010: “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”.

L’incontro, che ha visto una numerosa partecipazione di persone appartenenti a diverse fasce di età, ha preso le mosse dall'accurata e dettagliata esposizione del messaggio del Santo Padre, da parte di Don Michele Termine. Costui, con l’ausilio dell’Arciprete Don Diego Martorana, ha saputo sia coinvolgere alla riflessione tutti i presenti sia stimolare una discussione sulle problematiche relative alla salvaguardia e rispetto del pianeta in cui viviamo.

Particolarmente ci si è soffermati sulle parole del Santo Padre in cui si sottolinea il fatto che tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato, per cui ognuno di noi è chiamato ad impegnarsi secondo le proprie possibilità a non danneggiare e sconvolgere la Natura, la quale rappresenta l’amore che Dio ha per  tutte le sue creature.

L’uomo, che è un collaboratore di Dio, deve essere il custode del Creato, non deve tiranneggiare la Natura per non causare la ribellione della stessa contro di sé, non deve essere guidato dall’egoismo e dagli interessi economici e personali, ma deve pensare a preservare l’integrità del Creato per le generazioni che verranno. Per fare ciò, è necessaria l’azione sinergica di tutti: della scuola, della famiglia, della Chiesa, dei politici affinchè si educhi all’amore per il prossimo e al rispetto e alla cura della Natura.

La salvaguardia del creato e la realizzazione della pace, dice Benedetto XVI, sono due realtà strettamente connesse, per cui, se la Natura non sarà offesa diventerà la base per la pacifica convivenza di tutti i popoli che abitano e che abiteranno il Creato.

Per cui accogliamo senza ma e senza se l’accorato invito del Papa a rimboccarci le maniche affinché il nostro passaggio sulla terra lasci un segno positivo e di speranza per tutti.

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Tesseremento dell'Azione Cattolica

Martedì 12 Gennaio 2010 00:00

acr4 Domenica 10 Gennaio nella Parrocchia Matrice di Racalmuto durante la Santa Messa, si è svolto il tesseramento dell’Azione Cattolica. Ogni anno l'ACR propone l'adesione... di fare la tessera all'Azione Cattolica.
È un gesto importante perché in questo modo si decide di camminare insieme agli altri membri del gruppo e ai tanti bambini e ragazzi e adulti dell'AC di tutta Italia.
Aderire all'Azione Cattolica dei Ragazzi è un gesto concreto che gli acierrini (così vengono simpaticamente chiamati gli aderenti all'ACR) scelgono per "dire" liberamente la scelta di camminare insieme nella Chiesa.
Essere dell'ACR significa diventare amico vero di Gesù e apostolo di gioia nella Chiesa e nelle strade della città, in modo da coinvolgere gli altri.
Fare ACR significa condividere un cammino insieme agli amici del gruppo e della comunità parrocchiale mettendo al servizio di tutti le proprie capacità, preoccupandosi che tutti si sentano accolti.
Partecipare all'ACR è occasione per prendersi cura del gruppo dell'ACR, di stare insieme e condividere momenti significativi di crescita spirituale umana e sociale.
La tessera è un simbolo, per tutti i gruppi dell'ACR sparsi per l'Italia, di un comune obiettivo. Il desiderio di arrivare insieme alla meta.

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25° anniversario di Don Luigi Mattina

Sabato 09 Gennaio 2010 10:09

donluigi Martedì 5 Gennaio La Parrocchia della Madonna Rocca con una solenne celebrazione Eucaristica, ha ricordato il 25° anniversario, di guida e pastore della comunità parrocchiale, di Don Luigi Mattina. Presenti l'Arc. Don Diego Martorana, Don GIoacchino Scimè e Don Michele Termine.

Don Luigi nell'omelia ha sottolineato:  Festa_don_Luigi

"Ho cercato di servire il Signore nei miei fratelli, ho cercato di darmi a loro con forza, ho cercaro di interpretare i loro problemi e le loro speranze.
Dopo 25 anni ho sempre molta più voglia di cercare di essere utile al Popolo di Dio e soprattutto di fare sempre e dovunque gli interessi di Gesù".

Dopo la Celebrazione Eucaristica, Il consiglio Pastorale, i giovani e tutti i presenti con momenti di gioia e di festa hanno rivolto gli auguri a Don Luigi.

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Sante Quarantore

Venerdì 08 Gennaio 2010 11:00

quarantore Arrivano le S. Quarantore, come un dono provvidenziale, come un'occasione da non perdere per nessun motivo. Ma come ogni anno chiediamoci che cosa sono e a che cosa devono servire?

  1. Le S. Quarantore sono innanzitutto "un esercizio di ascolto;
  2. Le S. Quarantore sono anche  “un esercizio di discernimento, di domanda”; proviamo a farci tre domande semplicissime: 
    • in questi giorni che cosa cerco, cosa mi piacerebbe ottenere, quale frutto?
    • che cosa temo? Che cosa mi potrebbe disturbare, distrarre? C'è qualcosa nella mia vita che mi pesa come un sasso?
    • che cosa è veramente importante nella mia vita? Nel silenzio della preghiera o qualche domanda verrebbe molto salutare. Che cosa è veramente decisivo? Le relazioni o gli affari? Il silenzio o la preghiera, l'attendere o il fare? 
  3. Da ultimo le S. Quarantore ovviamente sono "un esercizio di preghiera"; ciò che conterà di più in quei giorni saranno i momenti di preghiera silenziosa, di adorazione e anche di preghiera comunitaria. La vera esperienza da fare è quella di ascoltare Dio e la sua volontà nel silenzio della preghiera personale nel silenzio dell'adorazione eucaristica. Ci sarà sempre la tentazione di considerare la preghiera tempo perso e qualsiasi altra cosa ci sembrerà preferibile alla preghiera.

E allora ben vengano le S. Quarantore se ci consentiranno di sostare un po' davanti al Signore per tenere fisso il nostro sguardo su di Lui, per non smarrire mai il fine e perché non siano sempre le cose che urgono a dettare il ritmo della nostra giornata e perché non ci illudiamo che l'efficacia della nostra azione educativa e pastorale dipenda solo dal nostro fare.

Leggi programma

I catechisti realizzano l’Unità Pastorale

Giovedì 07 Gennaio 2010 14:43

Presepe Sutera Lo scorso lunedì 4 gennaio, il  gruppo dei catechisti delle due parrocchie dell’Unità Pastorale di Racalmuto, per iniziativa dell’arc. don Diego Martorana e alla presenza di don Michele Termine, si è recato a Sutera per visitare il meraviglioso e caratteristico presepe vivente.
I trentotto partecipanti (tra i quali alcuni bambini) hanno vissuto nella gioia e nella serenità dell’agape fraterna, questo momento di comunione nel nome di Cristo Gesù. Presepe Sutera
Percorrendo le antiche viuzze del paese e visitando le vecchie case, dove all’interno venivano riproposte le attività del passato, tra una allegra risata e la degustazione di alcuni prodotti tipici, si è così creata una festosa armonia all’interno del gruppo, che ha permesso di riscoprire attraverso la vita umile del passato, il valore ed il vero significato della famiglia, dell’amicizia e della condivisione fraterna.
Questa esperienza, vissuta intensamente dai partecipanti, si spera sia il primo passo che porti ad una Unità Pastorale Vera e duratura, con l’augurio che la stessa gioia dello stare insieme possa essere sperimentata e rivissuta pienamente anche dagli altri gruppi parrocchiali  e da ogni battezzato della Comunità di Racalmuto.
Assunta e Fabio

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6 Gennaio 2010 Epifania del Signore Solennità

Martedì 05 Gennaio 2010 00:00

SIGNIFICATO DELLA FESTA

magi La festa dell'Epifania, che la Chiesa cattolica celebra dodici giorni dopo il Natale, è la continuazione del mistero del Natale. Nel complesso delle “feste Epifaniche” rientrano sia la celebrazione del Battesimo di Gesù (domenica dopo l’Epifania) sia la festa della Presentazione del Signore al epifaniaTempio (2 febbraio). Questo vocabolo deriva dal greco Epifaneia, cioè "manifestazione", ed onora l’apparizione di Cristo in mezzo agli uomini, nella sua doppia natura umana e divina.
L’Epifania celebra principalmente la venuta dei Magi, “primizie delle genti”, con la conseguente manifestazione di Gesù quale Signore di tutti i popoli.
La divinità-regalità di Gesù viene messa in risalto dalla visita solenne di esponenti autorevoli di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico e mediterraneo, dall’offerta dei loro doni e dalla adorazione degli stessi.
Secondo il Vangelo di Matteo i Magi (non precisati nel numero), guidati in Giudea da una stella (la “stella cometa”), portano in dono a Gesù Bambino, riconosciuto come “Re dei Giudei”, l’oro (in omaggio alla sua regalità), l’incenso (in omaggio alla sua divinità) e la mirra (come anticipazione della sua futura sofferenza redentrice).
Lo sapevi che...

Dopo la lettura del Vangelo, si proclama l'annunzio del giorno della Pasqua, nella seguente forma.

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l'anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 4 aprile 2010.
In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi: Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 17 febbraio 2010, l'Ascensione del Signore, il 16 maggio 2010, la Pentecoste, il 23 maggio 2010, la prima domenica di Avvento, il 28 novembre 2010.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli Apostoli, dei Santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. Amen.

Celebrazione del 25 Anniversario di possesso Canonico della Parrocchia Madonna Rocca di Don Luigi Mattina

Lunedì 04 Gennaio 2010 11:30

don luigi Con una solenne celebrazione Eucaristica Martedì 5 Gennaio alle ore 18:30 sarà ricordata l’attività pastorale svolta da Don Luigi nella Parrocchia.

PROGRAMMA

Ore 18:30   Celebrazione Eucaristica

Ore 19:30   Concerto del Coro Polifonico “Terzo Millennio”

Ore 20:15   Musical “ditelo forte che è Natale”, presentato dai ragazzi dell’oratorio San Luigi Gonzaga.

Celebrazione anniversario possesso Canonico della Parrocchia Madonna del Carmelo di Don Diego Martorana

Domenica 03 Gennaio 2010 09:30

don diego Venerdì primo gennaio 2010 le Comunità parrocchiali della Chiesa Madonna del Carmelo e della Matrice, in una solenne celebrazione Eucaristica, hanno voluto ricordare i 43 anni di possesso canonico di Don Diego.
Gli auguri e il ringraziamento per il prezioso servizio di zelante guida e pastore sono stati rivolti a nome della comunità dal resp. del gruppo liturgico Giuseppe Cacciato.

Con queste parole Don Diego si è rivolto alle due comunità presenti:
“Dalle assemblee zonali è emerso chiaramente un diffuso e generale bisogno di rinnovamento nei tre campi della comunione, missione e formazione.
(Dalla lettera pastorale del Vescovo Mons. Francesco Montenegro del 10/2009)
Il Primo periodo dice il Vescovo lo dedichiamo alla Comunione. “Da questo vi riconosceranno che siete miei discepoli se avete amore gli uni verso gli altri”.
Le Unità pastorali non rispondono alla mancanza di Sacerdoti, “Si tratta di un mezzo per vivere la comunione fra le parrocchie per mettere insieme i laici impegnati…
...Dobbiamo sentirci parte della unica grande Parrocchia, per far giungere a tutti il Vangelo”
.
Nelle unità pastorali, una delle parole più ricorrenti dovrebbe essere collaborazione, Sacerdoti che lavorano insieme, si formano insieme, notiamo ancora qualche resistenza, però già notiamo in alcuni gruppi maggiore disponibilità: catechisti, Caritas, gruppo liturgico, gruppo famiglie, consigli pastorali.
Il Vescovo, rivolgendosi a noi Sacerdoti ci dice: “Vi chiedo di scommettere tutto voi stessi sulle unità pastorali”, io ce la sto mettendo tutta, mi sto sacrificando forse eccessivamente, chiede il vostro sostegno, quello del Vice Parroco che è notevole. Per evitare disorientamenti vi invito ad attaccarvi non alla persona del Parroco o del Vice Parroco, ma al suo ruolo.
Il Parroco diventa il segno visibile della comunione della chiesa locale, il Vescovo di quella diocesana, il Papa di quella universale.
Il 2010 sarà l’anno in cui si avvierà la costruzione della nuova chiesa con gli annessi locali. La chiesa nella nuova zona di espansione del centro urbano è il segno che Gesù è l’Emmanuele il Dio con noi. Toccherà anche a noi sostenerla nelle diverse forme, preghiera, consigli e anche con il generoso contributo economico.
Arc. Don Diego Martorana

Scelto per Voi

Venerdì 01 Gennaio 2010 10:29

Eccomi_Signore Eccomi,
Signore!

Eccomi arrivato, al termine del tempo che mi hai accordato,
per crescere in età e sapienza…..
………Con la tua grazia che sveglia la mia immaginazione
e sostiene la mia volontà, con le capacità che in me
hai deposto, tocca a me, Signore, ne sono convinto…

Creare 365 giorni illuminati

d'amore e di onestà!

Buon Anno, nel Signore!

Vedi tutta la presentazione

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