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Marzo 2010

Peccato e Misericordia

Martedì 30 Marzo 2010 17:00
Come bambini appena nati bramate il puro latte spirituale, per crescere con esso verso la salvezza.”1Pt 2,2

Ritiro Spirituale Gruppo Rns guidato da Don Gero Manganello

dongero Lode e gloria a Te Signore, perché eterna è la tua misericordia!

È questa la preghiera che il gruppo del Rinnovamento nello Spirito innalza all'unisono al Signore, dopo l'ennesimo momento di grazia vissuto giovedì scorso. In un clima di lode, di comunione, di forte raccoglimento, di profonda preghiera ed adorazione, il gruppo ha potuto sperimentare la sobria ebbrezza dello Spirito e la presenza viva di Dio.

Accogliendo l'invito dei responsabili, ma forse di più l'invito che il Signore stesso gli ha rivolto di annunciare a noi il Suo messaggio di salvezza, don Gero Manganello ha tenuto un ritiro spirituale sul tema “Peccato e Misericordia”.

Il Centro Padre Arrigo, luogo in cui ci si è riuniti, ha assunto dapprima le sembianze del “Cenacolo”, infatti l'incontro è iniziato con una sentita preghiera di lode ed un'intensa invocazione dello Spirito Santo che sin da subito ha penetrato i cuori.

ritiro1 Continuando ci si è ritrovati tutti insieme sul Monte, luogo prescelto da Gesù per impartire i suoi insegnamenti. Don Gero infatti, suo testimone, ci ha arricchiti con una catechesi sul tema delicato e, pungente allo stesso tempo, del peccato e della infinita misericordia divina. Col carisma che il Signore gli ha donato ci ha indicato con  precisione i passi che ognuno deve compiere nel proprio cammino penitenziale e, le fasi attraverso le quali poter sperimentare la misericordia di Dio.

Ecco allora che la nostra “ex casa rosa” si trasforma in “Deserto”.

Luogo biblico della tentazione, della mormorazione, ma anche e soprattutto luogo che rivela la nostra debolezza e la “durezza” del cammino verso la libertà.

Ognuno si è messo a confronto con l'insegnamento ricevuto, ha scavato nel proprio intimo, ha chiesto a Dio e, si è interrogato.

Ma superato il “Deserto” eccoci risalire tutti insieme in cima al Monte Tabor, luogo della Trasfigurazione, della luce, della contemplazione, dell'adorazione.

ritiro2 Davanti al SS. Sacramento ognuno ha elevato a Dio la propria preghiera del cuore, ringraziandolo, invocando il suo aiuto, il suo sostegno, chiedendo la guarigione spirituale e fisica, mendicando la liberazione dai propri peccati.

Ma il cammino continua, si riscende tutti insieme a valle, rilassati sulle sponde del Lago Tiberiade, per discutere, per parlare, per confrontarsi e condividere le emozioni e le sensazioni vissute.

Siamo giunti al termine di questo meraviglioso pomeriggio spirituale....bisogna far festa!

Allora come gli apostoli che non perdevano occasione per creare momenti di fraternità per stringersi attorno a Gesù, loro amico, padre e maestro, anche noi insieme a  don Michele, abbiamo festeggiato don Diego, nostro amico, padre e maestro di vita, che ancora una volta ci ha dato la possibilità di attingere alla vera sorgente e di nutrirci col puro latte spirituale.

Abbiamo ricordato il suo compleanno augurandogli di continuare a servire il Signore con dedizione e tanto amore.

Lode e gloria a Te, Gesù!

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Preghiera di Effusione

Martedì 30 Marzo 2010 11:00

effusione Per grazia di Dio dopo venticinque anni il 7 febbraio di quest'anno sedici  fratelli hanno ricevuto la preghiera di Effusione, vivendo un’esperienza unica che ha lasciato, in ognuno di loro, un segno tangibile dell’amore di Dio.

L'evento che è passato inosservato agli occhi di tanti è stato, invece, uno dei momenti più importanti del gruppo, uno di quelli che rimarrà nella storia e, che sarà ricordo vivo nella memoria di quanti hanno avuto la grazia di vivere quel giorno.

Si è trattato di un evento spirituale che ha portato gli effusionati a riscoprire la grazia del battesimo, l'azione dello Spirito Santo è penetrata nell'intimo di ognuno risvegliandone la coscienza cattolica.

E' stato inoltre un evento storico, una nuova Pentecoste per tutto il gruppo e, per tutti i fratelli un nuovo inizio ovvero il proseguimento con più vigore di un cammino cominciato parecchi anni fa e destinato a  non arrestarsi.

Il gruppo è aperto a tutti, l'unico segno di appartenenza è la circoncisione del cuore, segno meno tangibile di un vero cambiamento, ma fondamento di una vera conversione. È il segno di appartenenza alla nostra religione, nonché il sigillo che lo Spirito Santo imprime alla nostra fede.

Il gruppo accoglie chiunque desidera rendere grazie al Signore e di lodare il suo nome, chiunque voglia sperimentare la presenza viva di Dio e la gioia di far parte di una comunità, di una famiglia che si fa carico del giogo di ciascun fratello.

Al termine di ogni incontro si ritorna a casa col cuore colmo di gioia e di pace, facendo proprio l'invito che S. Paolo rivolse a Timoteo:

"Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l'imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza.” 2Tm1, 6-7.

Alleluja!!Gesù è il Signore!

Martedì ore 18.00 Giovedì ore 18.30

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Pasqua delle Famiglie Mercoledì 31 Marzo ore 19:00 Chiesa del Carmelo

Martedì 30 Marzo 2010 07:00

Invito a tutte le Famiglie e alle giovani coppie della Città di Racalmuto
Ai visitatori del sito, quest’anno l’invito è rivolto anche a voi, fate un esperienza nuova con la nostra Comunità

pasquafamiglie1Il Mercoledì Santo celebreremo la Pasqua delle Famiglie.

Questo appuntamento fisso, che ormai celebriamo da più di vent’anni, è nato da un’idea di don Diego Martorana.

Inizialmente consisteva in un incontro di preghiera, seguito da una liturgia penitenziale, che coinvolgeva tutte le coppie di sposi che in qualsiasi maniera erano coinvolti nelle attività parrocchiali.

Ad un certo punto don Diego pensò di concludere questi nostri incontri con una cena, che però essendo nella settimana santa, doveva essere più parca possibile.

pasquafamiglie2Da qui nacque l’idea di una cena a pane e acqua, e per rimanere ancora più nel tema della passione si pensò di accompagnarla con erbe amare.

Per dare un significato concreto a questo gesto, si decise di devolvere l’equivalente della cena, che si sarebbe consumata a casa,  a favore della nostra parrocchia di Ismani.

Da allora, ogni anno regolarmente, il Mercoledì Santo celebriamo la nostra Pasqua delle Famiglie.

bottiglia-acquapaneDa un anno a questa parte, con l’istituzione dell’Unità Pastorale, abbiamo il piacere di condividere questa esperienza con i nostri fratelli della chiesa Madre e di altre Parrocchie.

Quindi l’appuntamento è per mercoledì alle ore 19,00 presso la chiesa del Carmelo per la celebrazione della Santa Messa, successivamente ci recheremo nel salone della casa di riposo per consumare la cena con pane, acqua ed erbe amare.

Il 19 Marzo Festeggiato San Giuseppe a Racalmuto

Lunedì 29 Marzo 2010 07:00

sangiuseppe1 Nella tradizione popolare, San Giuseppe, sposo della Vergine Maria, è il santo protettore dei poveri e dei derelitti In questo giorno, si ricorda la sacra coppia di sposi, in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, che si videro rifiutata alla richiesta di un riparo per il parto.

sangiuseppe2 Questo atto, che viola due sacri sentimenti: l'ospitalità e l'amore familiare, viene ricordato, con l'allestimento di un banchetto speciale. Così, il 19 marzo di ogni anno, si usava invitare i poveri al banchetto di San Giuseppe. In questa occasione, il sacerdote benediva la tavola, ed i poveri erano serviti di abbondanti pietanze, preparate a casa da tutti coloro che ne avevano fatto il voto.

sangiuseppe3 Oggi la Festa a Racalmuto, risalta maggiormente, l’aspetto religioso, nelle sue forme, ma non viene trascurata la Festa esterna, che ogni anno il 18 e il 19 Marzo si celebra nel nostro comune.

Di seguito, in un racconto fotografico vi proponiamo i momenti più salienti della Festa di San Giuseppe a Racalmuto, attraverso immagini e foto realizzate da Fabio Petrotto.

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Domenica delle Palme 2010 celebrata la XXV GMG a Racalmuto

Domenica 28 Marzo 2010 16:39

palme6 Si è celebrata oggi 28 Marzo a Racalmuto la Domenica delle Palme e la XXV Giornata Mondiale della Gioventù.

I parroci della Comunità ecclesiale di Racalmuto uniti, incontrano centinaia di giovani, tra i quali i giovani della Virtus di Racalmuto che hanno voluto ricordare i 100 anni della fondazione dell’Azione Cattolica nella nostra Città

In un clima festoso, e di grande gioia, nelle varie parrocchie sono stati benedetti i ramoscelli di ulivo e le palme, i cortei successivamente si sono mossi verso piazza Crispi, dove si sono riuniti.  L’Arc. Don Diego Martorana ha rivolto alla folla e ai giovani in particolare, un pensiero in riferimento al tema della GMG Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna? (Mc 10,17)

palme5 Il Presidente dell’AC della Chiesa Madre con un saluto, ha anticipato, che in questo anno giubilare per  l’AC, saranno intraprese diverse iniziative per ricordare l’evento. Ogni mese fino al tesseramento ci sarà in programma un attività, che attraverso i mezzi di comunicazione sarà resa nota alla comunità.

Raccolta e commovente è stata la celebrazione Eucaristica, in Chiesa Madre, presieduta da Don Diego Martorana, Don Luigi Mattina, Don Michele Termine e il Diacono Don Vincenzo Alaimo.

palme7 Don Diego con tono commosso, ha parlato ai giovani, ai quali ha rivolto un messaggio di fiducia e di speranza, invitandoli a non farsi attrarre dalle cose che la società contemporanea propone, ma a seguire Cristo, che è Via, Verità e Vita.

Di seguito vi proponiamo un foto-racconto dei momenti più salienti della Domenica delle Palme.

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Domenica delle Palme 25ª Giornata Mondiale della Gioventù

Sabato 27 Marzo 2010 13:26
Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna? (Mc 10,17).

palme1 Con la Domenica delle Palme, celebrata la domenica precedente alla festività della Pasqua, si dà inizio alla Settimana Santa, e con essa la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme, sei giorni prima della sua passione, in sella ad un asino. La folla, radunata dalle voci dell'arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, in segno di gioia, pace e saluto, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

Ogni anno nel corso della Domenica delle Palme, viene vissuta a livello diocesano la Giornata Mondiale delle Gioventù, che è nata da un’intuizione di Giovanni Paolo II nell’Anno Santo 1984, manifestando l’attenzione e la grande fiducia che la Chiesa nutre nei confronti dei giovani.

palme2 La GMG, ogni due anni viene celebrata in un continente insieme al Papa. Il prossimo appuntamento è per  Madrid nel 2011, ed in preparazione ad esso stiamo percorrendo un cammino iniziato l’anno scorso e che ha visto i giovani riflettere sull’affermazione di san Paolo: “Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente” (1 Tm 4,10).

Quest'anno ricorre il 25° della prima GMG celebrata a Roma nel 1985 e il 10° anniversario della GMG di Tor Vergata e il Papa invita i giovani a riflettere sull’episodio evangelico dell'incontro di Gesù con il giovane ricco: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17).

palme3 L’anno scorso abbiamo vissuto intensi momenti di comunione animati dalla Consulta di Pastorale Giovanile e  anche quest’anno ci prepariamo a vivere questi momenti che vedono tutta la Chiesa di Racalmuto riunita per lodare il suo Maestro. Tutti siamo invitati a recarci nelle nostre parrocchie alle ore 10:00 per la benedizione degli ulivi, a seguire la processione fino a Piazza F.Crispi e Messa Solenne in Chiesa Madre animata dai Giovani.

“Maestro cosa devo fare…?”

"Tutti ti dicono Vieni e sarai felice!...Io ti dico: Và! Datti una mossa. Tocca a te!

Tutti ti dicono: Compra!...Io ti dico: Vendi!

Tutti ti dicono: Prendi, arraffa…Io ti dico: dona gratuitamente, distribuisci!

Tutti ti dicono: Arricchisciti…Io ti dico: Guarda a chi è nel bisogno, ai più poveri!

Solo allora anch’io ti dirò: Vieni e segui ME".

Accogliamo l’invito del Signore e viviamo insieme  la nostra GMG.

FotoGallery Palme 2009

Buon compleanno Don Diego!

Venerdì 26 Marzo 2010 18:00
La festa a sorpresa organizzata per padre Martorana, un parroco che ha sempre dato tutto sé stesso per la nostra comunità.

dondiego Sabato 20 Marzo, presso i locali della Chiesa Madre, si è svolta una festa a sorpresa, organizzata in occasione del compleanno e dell’onomastico del nostro caro Don Diego, che, per chi non lo sapesse si chiama anche Giuseppe!

Forse, sembrerà strano, organizzare una festa di compleanno per un sacerdote, ma non è così! Festeggiare un compleanno vuol dire anche, innalzare un inno di lode al Dio Creatore per il dono meraviglioso della vita. Questo il motivo che ha spinto i gruppi: ACR, Scout e catechisti, con la fattiva “collaborazione-complicità” di Don Michele Termine, ad organizzare una “festa-ringraziamento” a sorpresa, dove ragazzi e giovani hanno riempito la chiesa dimostrando con la loro presenza il desiderio di voler dire il loro grazie al Signore, non solo per il dono della vita, ma per un sacerdote che non ha mai risparmiato sé stesso per il bene della comunità, e che si è sempre interessato delle problematiche giovanili.

Accolto dalle parole calorose di Don Michele e dall’applauso di una chiesa gremita di giovani, negli occhi di Don Diego si leggeva l’imbarazzo, che ben presto ha lasciato spazio alla gioia di vedere una chiesa riunita per innalzare il suo grazie a Dio.

Emozionante è stato il momento della catechesi e della liturgia comunitaria, che ha visto la viva partecipazione di tutti i presenti. La chiesa era pervasa da un clima di pace e serenità, e allo stesso tempo di gioia contagiosa, eravamo una grande famiglia, “la grande famiglia di Dio” riunita nella Sua casa per partecipare alla mensa della Parola e per ringraziarLo per un sacerdote che ha dedicato tutta la sua vita alla comunità.

La celebrazione si è conclusa con un “tanti auguri a te” cantato da tutti ad una solo voce!

Ancora una volta “buon compleanno caro Don Diego”.

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I Giovani incontrano il Vescovo

Giovedì 25 Marzo 2010 22:00

vescovo4 Domenica 21 Marzo i giovani di Racalmuto hanno vissuto un momento ricco di messaggi e condivisione insieme ad altri giovani provenienti da altri comuni della nostra forania: Canicatti, Campobello di Licata, Grotte, Naro, Castrofilippo, Ravanusa, Camastra. Un incontro in prospettiva e in preparazione  alla veglia di Pentecoste che si terrà ad Agrigento, in piazza Seminario, il 22 Maggio, vescovo1 per poi trovare conclusione a Palermo il 3 Ottobre dove i Giovani della Sicilia incontreranno il Papa Benedetto XVI.

Questo cammino è iniziato insieme al nostro Vescovo  Francesco Montenegro proprio domenica  a Canicattì, sotto il tema: “Maestro, cosa devo fare…?”.

vescovo2 Il Vescovo ha lanciato a tutti i giovani messaggi di speranza e gioia, che tramite il suo carisma sono arrivati nei cuori di tutti, servendosi anche delle parole di una canzone di Laura Pausini che dice:

“Non siamo angeli in volo venuti dal cielo, ma gente comune che ama davvero, gente che vuole un mondo più vero, la gente che insieme lo cambierà…”.

I Giovani di Racalmuto, accolgono nel loro cuore  l’invito del Vescovo e sono pronti ad andare per le strade per rendere Racalmuto migliore.

Eucarestia: Iniziativa di Dio - Memoriale della Passione

Giovedì 25 Marzo 2010 00:00
Tutti siamo chiamati a trasformare la nostra vita come “dono di noi stessi per gli altri”

gn1Si è svolto Domenica 21 marzo l’incontro del gruppo Gesù di Nazareth avente per tema “La Messa”. Dopo un primo momento introduttivo e delucidativo vertente alla descrizione e al significato di Messa in quanto tale, si è passati allo studio dei vari momenti che la caratterizzano e la definiscono. Nella prima parte dell’incontro sono stati affrontati i seguenti nodi tematici suddivisi nei tre punti che seguono.

Primo punto: si è discusso sulla Messa quale “invito personale e comunitario ad un convito”, a cui, per iniziativa di Dio, tutti siamo chiamati a partecipare con cuore puro e aperto agli altri.

Secondo punto: attraverso le parole della lettera di S. Paolo ai Corinzi (1Cor 11, 23-26), si è riflettuto sul significato del termine Eucarestia (memoriale della Passione di Cristo) e sul fatto che ogni volta che si celebra l’Eucarestia è un rendere presente ciò che si sta ricordando (attenendoci agli Ebrei secondo i quali ogni volta che si ricorda un evento di salvezza – es. Pasqua ebraica -  si rinnova, si rende presente). L’Eucarestia è l’obbedienza estrema di Gesù verso il Padre per cui, anche noi, ogni volta che ci accostiamo all’Eucarestia, dobbiamo mettere a confronto la nostra vita con quella di “Cristo obbediente”.gn2

Terzo punto: è stato una continuazione del punto precedente, con un approfondimento sulla condizione di “solitudine-abbandono” in cui si trovò e si sentì  Gesù nel tempo del compimento della volontà del Padre. Quel Padre che ha amato così tanto tutti, tanto da sacrificare il suo unico Figlio e che, attraverso l’esempio di Gesù, ci da in ogni istante indicazioni su come trasformare la nostra vita come “dono di noi stessi per gli altri”.

Il momento conclusivo della serata è stata la riflessione sui vari momenti che scandiscono e contrassegnano la Messa a cui tutti noi siamo chiamati a partecipare. Questi momenti sono così suddivisi: Riti di introduzione, Liturgia della Parola, Liturgia Eucaristica (azione di grazie, acclamazione, epiclesi, racconto dell’istituzione, offerta, intercessione, dossologia finale), Riti di Comunione, Riti di conclusione.

Durante tutto l’incontro, numerosi sono stati i momenti di riflessione e partecipazione dei presenti. Il prossimo incontro si terrà l’11 aprile 2010 dopo la S. Messa delle 18:30.

A tutti una Buona Pasqua dal gruppo “Gesù di Nazareth”

Liliana e Patrizia Melone

Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?

Martedì 23 Marzo 2010 08:50

In preparazione alla Giornata mondiale della Gioventù che si celebrerà La Domenica delle Palme 28 Marzo 2010, la redazione del sito vuole proporre ai giovani la testimonianza di una nota attrice.

Claudia Koll: "Sono una peccatrice, perdonata dal Signore"

La famosa attrice si racconta attraverso i microfoni di radio Vaticana al XXI Meeting dei giovani di Pompei il 30/04/2007.

claudiakollR. - Dopo la cresima, ho smesso di frequentare la Chiesa e il mondo mi ha in qualche modo attirata. Ho cominciato quindi a vivere come vivono molte persone che frequentano la Chiesa e che sono totalmente incoscienti. Volevo fare l’attrice a tutti i costi: il mondo dello spettacolo mi ha usata e il mondo “usa” in generale quando c’è la nostra debolezza e anzi ci colpisce proprio là dove siamo deboli, quando abbiamo un grande desiderio di amore. Con questa sete di amore mi sono fatta coinvolgere spesso in storie sbagliate; proprio per la sete di amore che mi spingeva, sete anche di verità, ho cominciato a studiare recitazione seriamente; mi interessava essere vera, provare forti emozioni. Desiderio di amore profondo e di verità sono i desideri del cuore di ciascuno di noi, ma mi sono ritrovata a fare scelte sbagliate perché nessuno veramente mi ha insegnato a vivere.

D. – In quel periodo qual era il suo stato d’animo?

R. – Inquieto, non mi bastava mai niente, non ero contenta di niente veramente, cercavo sempre qualcosa di più. Poi nessuno mi aveva insegnato la fedeltà e quindi non ero fedele e non sapevo neanche gestire l’amore, non sapevo amare.

D. – Cosa l’ha portata poi alla “Via, alla Verità e alla Vita”?

R. – Scoprire che il Signore mi veniva in aiuto nonostante la mia condizione di grande peccatrice. Avendo fatto veramente molti peccati, avendo ferito molto il cuore di Dio, ho sentito che comunque Lui, nel momento in cui io avevo bisogno e chiedevo aiuto, mi veniva in soccorso.

D. – Oggi chi è Claudia Koll?

R. – Un segno della misericordia di Dio, di questo grande amore che ha il Signore per ciascuno di noi, e quindi mi sento di cantare in eterno le lodi di Dio che è un Dio amore e che veramente ho sentito vicino nella sofferenza. Allora, mi sento di dire ai giovani che devono cercare il Signore, di non fingere che il problema non esiste. Dio bisogna cercarlo veramente con tutto il cuore, poi è Lui a mostrarsi a chi ne ha un desiderio profondo, a chi cerca la verità. Occorre fare verità nella propria vita perché è un mondo, questo, che ci spinge ad essere ipocriti, a non avere il coraggio della verità, che ci spinge al compromesso. E invece tutto questo ci uccide dentro, ci toglie luce, ci toglie forza. Bisogna cercare l’amore vero: come si fa a trovare l’amore vero? Bisogna innanzitutto cercare Dio, mettersi sotto la sua protezione, e poi tutto il resto va a posto da sé, perché il Signore, piano piano, fa un’opera meravigliosa nella vita di ciascuno di noi.

D. – Saprebbe trovare una frase, un motto da indicare ai giovani di oggi?

R.- “Gesù, confido in Te”. Avere fiducia nella tenerezza di Dio, nell’aiuto di Dio, nel suo amore che copre ogni peccato. Fidarsi del sostegno di Dio. Noi siamo deboli e la nostra forza è Cristo.

Va e non peccare mai più

Sabato 20 Marzo 2010 22:00

21 Marzo 2010 V Domenica di Quaresima Vangelo Lc 22,25

V_quaresimaÈ vicino il momento in cui Cristo farà la rivelazione più radicale - e la più incomprensibile per l’uomo - della sua potenza: morire sulla croce. È uno “scandalo per gli Ebrei, follia per i popoli pagani” (1Cor 1,23).

Già prima Gesù aveva parlato ai suoi discepoli della croce, che li stupì e confuse. Quello che osservavano, nel comportamento sociale, è che l’uomo utilizza la debolezza degli altri per affermare il proprio potere.

Ma Gesù diceva loro: “I re delle nazioni... e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così” (Lc 22,25). E i farisei che pretendono di usare una povera donna, colta in flagrante delitto di adulterio, per compromettere Gesù, gli danno in effetti l’occasione di insegnare con un esempio i suoi nuovi metodi.

In primo luogo Gesù mette in evidenza l’ipocrisia dei farisei: “Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra. Dopo, toglie loro qualsiasi argomentazione.

Mette in evidenza la loro ignoranza colpevole della legge che insegna che Dio, essendo potente sovrano, giudica con moderazione e governa con indulgenza, perché egli opera tutto ciò che vuole (Sal 115,3). Infine - e questo è il punto più importante del Vangelo - Gesù insegna alle folle che non esiste più grande manifestazione di potere che il perdono.

La morte stessa non ha un così grande potere. In effetti, solo il potere di Cristo, che muore crocifisso per amore, è capace di dare la vita. E soltanto il potere che serve a dare la vita è vero potere.

tratto da LaChiesa.it

Chiesa: Comunione di Comunità

Sabato 20 Marzo 2010 12:48
Dal Convegno diocesano alla vita delle nostre parrocchie.

Incontro foraniale delle comunità di Racalmuto, Grotte e Castrofilippo

incontro_foranialeSi è svolto Mercoledì 17 Marzo nei locali della Casa di Riposo di Racalmuto l’incontro degli operatori di pastorale della nostra Forania. Ha guidato L’incontro Don Enzo La Magra, il quale ha messo in risalto ciò che il Sinodo diocesano auspicava negli anni ottanta:

  • Una Chiesa, Famiglia dei figli di Dio, per una umanità fraterna e solidale;
  • La necessità di annunciare il Vangelo a tutti, dal quale impulso sono nati i CEFAS centri familiari di ascolto (che devono essere vitalizzati);

Sono state successivamente, riprese alcune considerazioni fatte dal Vescovo ausiliario di Milano Mons. Francesco Brambrilla all Convegno Diocesano del 06 Marzo 2010 che ha avuto luogo al Palacongressi di Villaggio Mosè;

  • La Chiesa mistero di Comunione; nella Comunione visibile si realizza quella invisibile con Dio stesso;
  • Bisogna pensare ad una forma organica di Pastorale d’insieme;
  • L’Unità Pastorale, non come necessità per la riduzione del Clero, ma come occasione per realizzare meglio la Comunione;
  • Tutti, dobbiamo abbracciare questa grande visione che: “ Non ci muoveremo di un passo, se non comprenderemo quanto è vantaggioso camminare insieme”.

Richiamando il documento conciliare “Gaudium et spes” è stato sottolineato:

  • La Chiesa apre alla Missione nel mondo contemporaneo;
  • La Chiesa non può chiudersi nella sacrestia o affacciarsi sul sacrato, ma deve dialogare con il mondo;

All’assemblea presente sono state presentate delle immagini:

  • La Chiesa, intesa come Tempio Santo, dovrebbe avere in una delle finestre, un vetro rotto, per fare entrare l’aria che si respira fuori nel vissuto di ogni giorno.
  • Si dovrebbe entrare in Chiesa con le scarpe sporche.

Sono immagini belle, provocanti che devono spingerci a fare di più.

Semel Scout semper Scout...

Giovedì 18 Marzo 2010 07:00
(una volta Scout per sempre Scout)

La Promessa di 8 Lupetti e 6 Esploratori

promessa_scout_1 La promessa. Tappa fondamentale nel cammino dello Scout, l'educazione diventa autoeducazione: conosco la legge e mi impegno a seguirla.

Ogni Scout aspetta questo momento con trepidazione, con emozione: è il momento di riconoscere davanti a tutti l'impegno per l'appartenenza al gruppo e nello stesso tempo la consapevolezza di un cambiamento per se stesso e per la società.

Al momento della promessa i Capi sentono la profonda emozione di ogni Lupetto ed Esploratore che pronuncia solennemente la formula di rito e contemporaneamente nel cuore la rinnova sempre davanti al Signore, con un palpito di gioia. promessa_scout_2

Il 14 marzo 2010, il Gruppo Scout Racalmuto I° ha festeggiato davanti la comunità la promessa di 8 Lupetti, 3 nuovi Esploratori e il rinnovo per altri 3 Esploratori. È stata una giornata particolare, animata dai Capi, dagli Aiuto-Capi e dal Clan in servizio, con giochi e bans; e con gioia ci si è preparati al momento cruciale. Alla presenza dei genitori, di Don Diego e Don Michele, dei Capi, ogni Scout si è impegnato ad essere un uomo d'onore, a meritare fiducia, ad aiutare gli altri, ad osservare la legge Scout, per essere un uomo testimone di Cristo e costruttore di verità.

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Aprite il vostro cuore a Cristo, Lui non delude perchè è Amore

Mercoledì 17 Marzo 2010 10:00

enzo_sazio_1 Giovedì 11 Marzo nei locali della Casa di Riposo Don Enzo Sazio ha incontrato tutti i catechisti della comunità ecclesiale di Racalmuto. Ad essi ha proposto una riflessione sulla figura del Catechista, che di seguito vi riassumiamo.

La figura del catechista in una società che corre, che non si ferma all’ascolto, mancando così di quel cibo dell’anima, perché ne assuma spessore, grandezza e rende la persona completa nella sua interiorità, è un compito molto arduo da svolgere.

Chi è il catechista?

enzo_sazio_3 E’ colui che risponde ad una chiamata, è il suo “Eccomi” al Padre che ci invita attraverso i doni, i carismi, alimentati dalla Grazia ricevuta ad accompagnare la salvezza. Quella Salvezza a volte poco cercata, quasi ignorata, perché poco conosciuta.

Tutti dobbiamo essere catechisti, perché cristiani battezzati e cresimati, tutti dobbiamo sentirci evangelizzatori del mondo.

enzo_sazio_2 Un vero catechista deve interiorizzare Dio e farlo entrare a pieno titolo nella sua vita. Solo così potrà trasmettere ai giovani e non solo, ma a tutti gli uomini il messaggio di salvezza, con gioia, con credibilità.

Un vero catechista matura una forte personalità, perché Dio è parte integrante della sua vita e sente fortemente che gli è accanto con la sua immensa tenerezza. I giovani aspettano questo messaggio, si identificano in chi crede veramente, penso che a breve o a lungo termine in ognuno di loro entrerà a vivere quel Cristo tanto atteso da tutti, ma difficile a volte riconoscerlo per il troppo rumore di una società bombardata da troppi messaggi negativi e che ha bisogno di molto silenzio per mettersi in ascolto delle voce di Dio.

La catechista Luciana Bertolaso

19 marzo 2010 Festa di San Giuseppe e Festa del papà: origini e tradizioni

Lunedì 15 Marzo 2010 07:00

san_giuseppe La festa di San Giuseppe che si celebra il 19 Marzo ha origini molto antiche, che risalgono alla tradizione pagana. Il 19 Marzo è a tutti gli effetti la vigilia dell’equinozio di primavera. Nel mese di Marzo venivano svolti anche i riti di purificazione agraria. Tracce del legame con questo tipo di culti si ritrovano nella tradizione dei falò dei residui del raccolto dell’anno precedente ancora diffusi in molte regioni.

La festa di San Giuseppe è anche la festa del papà, ma non in tutto il mondo. Nei Paesi anglossassoni infatti la festa del papà viene celebrata la terza domenica di Giugno e non assume caratteri religiosi. La festa del papà nasce in America all’inizio del Novecento come una festa improntata alla laicità. In Italia come in molti altri Paesi la festa si caratterizza per la sua collocazione nella dimensione cattolica, affondando le sue radici nella Chiesa dell’est e poi portata in Occidente.

Secondo la tradizione San Giuseppe, oltre ad essere il patrono dei falegnami e degli artigiani, è anche il protettore dei poveri, perchè a Giuseppe e Maria fu negato un riparo per il parto da poveri in fuga. Da ciò l’usanza presente in alcune paesi, tra cui il nostro, di invitare i poveri il 19 Marzo al banchetto di San Giuseppe. Il padrone di casa serviva i poveri, che siedevano  alla tavola benedetta da un sacerdote.

E’ per questo che un elemento importante legato alla festa di San Giuseppe è il pane, che ricorre spesso soprattutto nel contesto siciliano, soprattutto deposto sugli altari. I falò e le tavole imbandite si ritrovano anche a Racalmuto, dove la festa è celebrata all’insegna degli elementi fondamentali della devozione e dell’ospitalità.

locandina_san_giuseppe

Commosso gli corse incontro

Sabato 13 Marzo 2010 17:00

domenica 14 marzo 2010 IV DOMENICA di QUARESIMA Vangelo Lc 15,1-3.11-32

quartaquaresima “…Allora egli disse loro questa parabola: Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì……”

Il più giovane si illude di trovare felicità lontano dal padre e invece sperimenta miseria e vergogna. Si vergogna per avere sperperato un patrimonio, vergogna per la propria condizione, vergogna per essere costretto a rubare le carrube ai maiali.

quartaquaresima2Il figlio più giovane finalmente scopre che lontano dal Padre si sta male, si sentiva uomo libero e si è ritrovato schiavo dei propri istinti. L’uomo senza Dio facilmente si degrada, ha bisogno di Qualcuno di cui fidarsi a Cui fidarsi, ma ecco il vero problema: l’uomo avverte il disagio, è insoddisfatto, ma non sempre capisce che ha bisogno di incontrare Dio che  abbracciandolo gli dice: non guardare al tuo passato, ti eri smarrito, oggi ti ho ritrovato, facciamo festa.

Può essere altrettanto bello potere dire come Sant’Agostino: tardi ti ho incontrato… inquieto è il nostro cuore finchè non trova te.

Tu figlio maggiore, che ti ritieni con la coscienza a posto, stai attento, non chiuderti nella tua autosufficienza, è la gioia di essere figlio, l’amato dal Padre che rende felici, se sei giusto non è merito tuo, ma della grazia del Signore.

Se ti identifichi nella storia del primo o del secondo figlio, devi solo essere contento; questa è la Domenica della gioia, la gioia di essere amati nonostante le nostre miserie.

Buona Quaresima a tutti.

Eventi in Sicilia - Il 3 ottobre 2010 la visita del Santo Padre Benedetto XVI

Venerdì 12 Marzo 2010 17:00

Papa-AngelusL’annuncio è stato dato da mons. Paolo Romeo nella Cattedrale di Palermo e da tutti i vescovi della Sicilia nelle rispettive cattedrali, nel corso del solenne Pontificale dell’Immacolata martedì 8 dicembre. Due saranno gli eventi più significativi della visita che avranno carattere regionale e riguarderanno perciò tutte le diocesi: un raduno delle famiglie e l’incontro con i giovani. I vescovi di Sicilia, con una loro lettera, lo scorso 23 maggio 2009, avevano rivolto un invito al Santo Padre Benedetto XVI di voler far dono di una sua visita alla nostra terra di Sicilia. Una terra dalle profonde radici cristiane nella quale numerosi uomini e donne, lungo i secoli, accogliendo l’annuncio del Vangelo, hanno testimoniato Cristo con la santità della vita, spesso anche con il martirio. Di questa terra si vuole far conoscere al Successore di Pietro non solo la storia ma anche l’attuale impegno comune delle diciotto diocesi per la costruzione del Regno di Dio e per un servizio concreto a favore dell’uomo, radicato nel tessuto vitale dell’intero territorio dell’Isola.

Il Santo Padre Benedetto XVI ha benevolmente accolto l’invito rivoltogli dal Presidente della Conferenza Episcopale siciliana mons. Paolo Romeo e dagli arcivescovi e vescovi di Sicilia e ha in animo di realizzare la sua visita a Palermo domenica 3 ottobre 2010. Con riferimento alla pastorale familiare e giovanile, che saranno l’oggetto specifico della visita, le chiese di Sicilia sono già fortemente impegnate per riaffermare la dignità e il valore unico e insostituibile della famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita, e hanno a cuore la sorte delle giovani generazioni spesso lasciate in balia di se stesse e bisognose di una specifica attenzione educativa.

I vescovi, interpretando le attese dei fedeli delle Chiese di Sicilia, hanno chiara consapevolezza che la visita del Santo Padre e il suo luminoso  insegnamento potranno aiutare a dare un rinnovato slancio missionario alle comunità cristiane spingendole all’arduo compito dell’evangelizzazione e della trasmissione della fede alle nuove  generazioni in un tempo così complesso e difficile in cui gli stessi credenti sentono forte il bisogno di essere confermati nella loro fede per rinnovare gioiosamente la loro testimonianza del Signore risorto. I vescovi di Sicilia e particolarmente la Chiesa Palermitana esprimono già sin da ora la loro filiale gratitudine e il loro commosso ringraziamento al Santo Padre per il dono grande della sua presenza che confermerà nella fede i credenti, generando in tutti gioia, speranza, entusiasmo ed impegno fattivo per la crescita umana, sociale e religiosa della Sicilia.

Tratto da Settegiorni settimanale cattolico di informazione attualità e cultura

La Messa è un'alleanza col Padre nel sangue di Cristo

Giovedì 11 Marzo 2010 17:00
GESU Un patto che impegna ad un capovolgimento della vita

Nell’incontro del gruppo Gesù di Nazareth, tenutosi Domenica 7 Marzo 2010,  continuando la catechesi sulla Messa, ci siamo soffermati sul significato storico e religioso di alcune parole che il sacerdote  pronuncia durante la  Santa Messa alla consacrazione del calice:

“ Prendete e bevetene tutti, questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”.

Chissà quante volte abbiamo sentito queste parole, ma non ne abbiamo compreso il senso profondo che esse sottendono. Esse fanno riferimento a un’alleanza che Dio ha fatto con gli uomini già ai tempi di Mosè di cui si parla nell’Antico Testamento e ripresa da Gesù nell’ultima Cena. Gesù, porgendo il calice agli apostoli nel rito sacro della Cena, ripeté le identiche parole che Mosè gridò al popolo al momento dell’alleanza ai piedi del Sinai, quando aspergendolo con il sangue delle vittime, esclamò: “Questo è il sangue dell’alleanza  che Jahvè ha fatto con voi” (Es 24,8)

Dunque, secondo la mente di Gesù, la Messa è un’alleanza col Padre nel sangue di Cristo.

Dio vuole intorno a questo rito dell’alleanza una solennità anche esteriore, perché è un rito che impegna l’intelligenza, il cuore, la vita. Non ci si accosta alla Messa, alla Cena del Signore, con leggerezza. L’alleanza è un capovolgimento della vita, è una conversione totale a Dio. Guai a chi si accosta alla Messa, alla Cena del Signore, non deciso a mettere in crisi la sua carità. San Paolo ammoniva già ai primi cristiani: “Quando vi radunate per spezzare il pane e ciascuno pensa a se stesso, questo non è mangiare la cena del Signore”.

Dio vuole che l’alleanza sia una festa celebrata in un clima di festa. Cristo alla cena ha parlato di gioia, della pienezza della sua gioia. Non si può celebrare la cena del Signore col cuore meschino, calcolatore, egoista, gretto, perché la Messa è l’esplosione dell’amore verso Dio e verso i fratelli, è cioè la fonte suprema della gioia. I primi cristiani la chiamavano “ágape”, l’amore, la  festa dell’amore. Dunque, la Messa è non solo un patto che ci impegna a liberarci da ogni egoismo, ma un ricostituente che ci disintossica dall’egoismo che ci pervade.

Lucia Scimè

n.b. Prossimi appuntamenti del gruppo Gesù di Nazareth:

  • Venerdì 12 marzo ore 19.00 Via Crucis : «La misericordia di Dio è un torrente che straripa» (s.Giovanni Maria Vianney, curato d’Ars)
  • Domenica 21 marzo ore 19.00 Catechesi: “La Messa è un Memoriale”

Integrazione dei bambini stranieri

Mercoledì 10 Marzo 2010 14:30

 

bambini.scuola Carissimi visitatori oggi la redazione del nostro sito dedica la prima pagina a una lodevole iniziativa promossa dalla Caritas Diocesana, dalla Prefettura di Agrigento e dagli Enti coinvolti nel Coordinamento provinciale per l’Immigrazione.

Sicuri che questa attività di sensibilizzazione meriti la più ampia e coinvolgente diffusione.

Minori_non_accompagnati


Minori_non_accompagnati_2

E se in questa Quaresima riscoprissimo la sobrietà?

Martedì 09 Marzo 2010 10:00

"... dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.” (Lc 12,34)

"I beni possono costituire un ostacolo solo se l’animo vi è attaccato." (Clemente, padre della Chiesa)

"Si è ricchi in proporzione alle cose di cui si riesce a fare a meno." (Gandhi)

mondomanoIl Vangelo della sobrietà.

C’è un Vangelo per tutte le occasioni e per tutti i temi, non nel senso che il messaggio evangelico possa adeguarsi ad ogni realtà e possiamo servircene per sostenere le nostre teorie, ma nel senso che ogni realtà può essere illuminata da quel messaggio di vita e di speranza, dalla buona notizia di Cristo Risorto. Così c’è il Vangelo della carità, del matrimonio, della giustizia, del perdono, …. e c'è il Vangelo della sobrietà.

Gesù ha sempre insegnato e vissuto la sobrietà. Gli esempi sono tanti e in essi possiamo leggere una sfaccettatura della sobrietà:

  • Sobrietà/affidamento: lasciarsi fare da chi ci conosce meglio di qualsiasi altro, anche di noi stessi, da chi sa quale è il nostro vero bene, la nostra piena realizzazione. “Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete ...” (Lc.12,22-31; Mt. 6,25-34)
  • Sobrietà/essenzialità: possedere e fare ciò che serve per raggiungere il vero bene, il vero benessere, nostro e degli altri.“gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento ...” “ Chi ha due tuniche  ne dia a chi non ne ha ... (Mt. 10, 8-10; Mc. 6, 8-9; Lc. 3, 10; Lc 9, 3)
  • Sobrietà/precarietà: per evitare di fondare le nostre sicurezze su quanto possediamo, sulle nostre capacità, su ciò che ci siamo guadagnati con sudore e fatica. “Le volpi hanno le loro tane .... ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo” (Mt. 8, 20; Lc. 9, 58).
  • Sobrietà/discernimento: perchè nelle diverse situazioni, nei diversi stati di vita è necessario interrogarsi continuamente per comprendere quali scelte operare, di che cosa ci si debba preoccupare.  Uno stile di vita sobrio non si misura solo da ciò che appare, ma da ciò che abbiamo nel cuore, dalle aspirazione e dalle attese che ci spingono. “Non accumulatevi tesori sulla terra .... Perchè la dove è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.” (Lc. 6, 19-21).
Buona Quaresima a tutti

Auguri della Comunità a Don Michele

Lunedì 08 Marzo 2010 14:49

donmichele2 Le comunità dell’Unità pastorale di Racalmuto, nel ricordare il secondo anniversario dell’ordinazione presbiterale di Don Michele, desiderano ringraziare il Signore Gesù, per il dono del suo sacerdozio e per averlo mandato, per il tempo che il Signore vorrà, in mezzo a noi.

In questi pochi mesi della presenza di Don Michele a Racalmuto abbiamo colto alcuni suoi aspetti che ci piace sottolineare:

  • L’amore per la Chiesa;
  • Lo zelo per la preghiera;
  • La passione per la comunione.

Sentiamo il bisogno di invocare il Padre perché lo sostenga in questo difficile ministero, ed Egli ad imitazione del Signore Gesù,  possa continuare a servire il popolo e la comunità con la gioia e la disponibilità che lo contraddistinguono.

Auguri Don Michele, ad multos annos.

don_Michele “Dopo due anni di ordinazione sacerdotale, è come se fosse il primo giorno. Ricordo l’emozione durante l’imposizione delle mani da parte del Vescovo Carmelo Ferraro, la gioia che ho provato, presente nella mia anima ancora oggi, ma anche quella dei miei compagni di ordinazione che vorrei ricordare: don Giuseppe Cumbo, don Gero Manganello e don Paolo Morreale.

Grazie di Cuore a tutte le persone che ho incontrato nel mio cammino, ai miei genitori e alle comunità dove attualmente esercito il mio servizio pastorale di vicario parrocchiale, con il parroco Don Diego Martorana”.

Grazie di Cuore

8 marzo Festa della Donna

Lunedì 08 Marzo 2010 07:00

Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.

Le donne non lo tradirono (Testi e immagini dal sito conmaria.it)

articolodonne1Gesù non parlava mai male delle donne, non le scacciava quando predicava, le difendeva anche all'occorrenza, come nel caso della donna sorpresa in flagrante adulterio che nessuno poté lapidare perché Gesù aveva chiesto che a scagliare la prima pietra fosse un uomo senza peccato; le lodava quando trovava in loro una grande fede. E le donne lo ripagarono senza dubbio; Erode tentò di ucciderlo ancora in fasce, i giudei non lo riconobbero, Giuda lo  tradì, il Sinedrio lo condannò, Pietro lo rinnegò e i romani lo crocifissero.
articolodonne2Una donna, per prima, riconobbe in Lui il Messia, ancor prima che nascesse: Elisabetta, cugina di Maria SS.; le donne accorrevano per ascoltare i suoi insegnamenti: stando agli evangelisti erano migliaia; per ascoltarlo, Maria trascurò di aiutare la sorella Marta nei lavori di casa e Gesù dichiarò che si era presa la parte migliore, che non le sarebbe stata tolta, perché era l'unica necessaria; avevano piena fiducia in Lui, e gli episodi della donna di Cana, e dell'emorroissa lo dimostrano; la samaritana, trovandosi con Lui al pozzo, lo ascoltò, lo comprese e gli procurò una gran folla desiderosa di ascoltare da Lui le cose che ella aveva loro riferito; la peccatrice pentita che aveva cominciato a seguire dappertutto il Redentore, gli rese gli onori che dal padrone di casa non furono resi; ad una donna Gesù si manifestò per la prima volta, dopo la Resurrezione.
articolodonne3Solo le donne non lo tradirono: prima, tra tutte, Maria SS., che rimase senza peccato come era stata concepita, e con un coraggio inconcepibile in una donna della sua epoca, benché giovanissima non esitò ad affrontare il giudizio della gente e del Suo promesso sposo Giuseppe, il rischio di dover trascorrere il resto della Sua vita da mendicante, pur di rispondere al progetto che l'Onnipotente aveva su di Lei; che fu madre dolcissima e tenerissima di un Bimbo che aveva solo una cosa diversa dagli altri bambini: era Dio! Accettò con semplicità questo che avrebbe fatto impazzire qualunque essere umano... E, con un coraggio ancora più grande, e con una fede che trova riscontro solo in Abramo, prima di Lei, accettò il destino tragico che attendeva quel Bimbo e che l'avrebbe vista un giorno piangere ai piedi di una croce. E pensare che qualcuno dice che era una donna come tante... Poveri fratelli, che si privano della Mamma!

articolodonne4E fin dall'inizio della predicazione apostolica della Buona Novella del Regno di Dio, le donne furono in prima fila, ospitando e sostentando chi portava l'annuncio, organizzando riunioni, offrendosi al martirio per amore di Gesù. La Chiesa di Pietro deve il superamento di tanti momenti bui e difficili, anche (e forse soprattutto) alle donne, che nei tempi di più diffuso ateismo non hanno lasciato vuote le chiese, anche in quei paesi dove il cattolicesimo era visto come una minaccia da combattere. Tra le donne troviamo alcune delle più luminose figure della Storia della Chiesa, dalle origini ai nostri tempi.

 

madreteresa

Dedicato alle donne

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite...
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

“Se non vi convertirete perirete tutti”

Sabato 06 Marzo 2010 20:00

domenica 07 marzo 2010 III domenica di Quaresima

don diego Gesù con questa affermazione invita tutti alla conversione.

Ci domandiamo. La conversione è un bene per Dio o per l’uomo?

Anche se noi non ci convertiamo Dio resta lo stesso: Eterno, Santo, Buono, Eterno Amore.

Il vero problema  è l’umanità, è l’uomo che chiuso in se stesso diventa schiavo delle basse passioni, degli istinti e perdendo la sua identità (immagine e somiglianza di Dio) rovina tutto.

La famiglia si sfascia ed ecco: tradimenti, divorzi, liti, divisioni, incomprensioni. III_quaresima_p

La società diventa una giungla dove il più forte cerca di sopraffare il più debole.

Allora sorge spontanea una domanda, tutto è perduto? No.

Come al tempo della schiavitù del popolo ebreo, Mosè si incontrò sul monte Oreb con Dio che gli disse, non ti preoccupare ci sono Io, ora ci dice, non vi preoccupate ci sono Io Gesù, buttatevi tra le mie braccia, ritornate a Me, fidatevi di Me e il mondo cambierà, non aspettare, se cambi tu il mondo comincia a cambiare.

Don Diego

Il Deserto in Quaresima attraverso i cinque sensi

Sabato 06 Marzo 2010 08:00

don_cristian1 Sabato 27 Febbraio alle ore 19:15 nel salone della Casa di Riposo, Don Cristian Prestianni, ha incontrato un nutrito gruppo di giovani, famiglie ed operatori di pastorale, per un momento di riflessione in preparazione alla Pasqua. Presenti L’Arc. Don Diego Martorana e il Vicario Parrocchiale Don Michele Termine.
Don Cristiani, ha esordito con una frase di un celebre attore, Raoul Bova il quale disse:
“Di follie ne ho fatte tantissime, ne ho fatte di cotte e di crude.  Anche nella mia vita privata. Follia vera, per me, è andare un mese nel deserto, perché è una decisione che rompe davvero con la routine. Rischiare per inseguire un sogno. Lo dovrebbero fare tutti, almeno una volta”.

don_cristian2 Il Deserto è stato il tema dominante della riflessione che Don Cristian a rivolto ai presenti. Le tentazioni che Gesù ha subito nel deserto. Gesù rifiuta la tentazione del pane che riduce l’uomo a vivere intorno alle “cose”: denaro, lavoro, vacanze, vestiti. Gesù rifiuta le tentazioni del potere e del successo, dalle quali troppe volte noi siamo attratti. Allora la nostra vita si basa solo nell’avere al centro noi stessi non Gesù e così la nostra vita diventa un susseguirsi di ricerca della gloria, di facili consensi e di cose che lasciano poi il vuoto.
don_cristian4 Don Cristian ha invitato, i presenti a fare deserto, durante questo periodo di Quaresima, cercando di valorizzare i cinque sensi del corpo umano. I sensi ci permettono di uscire dal corpo. Grazie a loro che possiamo scoprire il mondo che ci circonda. Se non facciamo attenzione, possiamo vivere con i sensi senza sfruttarli. Ma, se sappiamo essere sensibili alle varie percezioni, il corpo si apre alla scoperta di tante ricchezze.

Ci siamo soffermati, soprattutto su due organi: L’udito, e la vista.

Come possiamo ascoltare la voce interiore? Come conoscerci, incontrarci, comunicare con noi stessi e con gli altri?
don_cristian5 La pratica quotidiana della meditazione, che è ascolto profondo senza preconcetti, senza interpretazioni, senza reazioni... liberi da condizionamenti, pregiudizi, luoghi comuni, frasi fatte, paure, semplicemente osservando e ascoltando, e' uno dei modi per entrare dentro noi stessi, nel nostro centro, di entrare in contatto con la nostra essenza. Aiuta a scoprire chi siamo. Quando c'è osservazione e ascolto c'è anche consapevolezza e solo quando c'è consapevolezza siamo attenti. Attenti a ciò che accade dentro di noi, pronti a entrare in contatto con quella conoscenza interiore che magari si oppone al sapere apparente. Ciò che ci rende felici proviene dal nostro interno. Per sperimentare la vera felicità dobbiamo concentrare la nostra consapevolezza al nostro interno nel silenzio.

Un grazie di cuore a Don Cristian per essere stato con noi e per averci arricchito con dovizia di precisione.

Venerdì 05 Marzo ore 18.30 Santuario Maria SS. del Monte. Celebrazione del Sacramento della Penitenza

Venerdì 05 Marzo 2010 07:23

Monte Le comunità ecclesiali si riuniranno, per un momento penitenziale comunitario.

Tutti siamo invitati a partecipare, in modo particolare i Giovani, le Famiglie, i consigli pastorali e degli affari economici tutti i gruppi e gli operatori di pastorale.

Allora, Perchè confessarsi?  facciamo insieme alcune riflessioni.

Che cos’è il sacramento della confessione?

confessione1 Il sacramento della confessione (o della penitenza oppure della riconciliazione) è la celebrazione dell’amore misericordioso di Dio, che ci dona il perdono dei nostri peccati, per mezzo di Cristo morto e risorto, il quale, mediante il ministero della Chiesa, ci riconcilia con Dio e con i fratelli.

Confessarsi significa quindi

  • porsi in ascolto della Parola di Dio e riconoscere il proprio peccato
  • celebrare l’Amore misericordioso di Dio Padre, che:
    • rimette i nostri peccati, lavandoceli con il sangue del Suo Figlio;
    • ci comunica la sua stessa vita divina (grazia sacramentale);
    • ci riconcilia con Lui e fra di noi, ricostruendo il nostro legame di fratellanza universale;
    • accoglie e feconda il nostro impegno personale di continua conversione inaugurata dal Battesimo e scandita dalle esigenze della celebrazione eucaristica;
    • apre il nostro cuore pentito al soffio dello Spirito Santo, che porta verso la giustizia, la carità, la libertà, la vita e la gioia.

Circa i propri peccati non basta chiedere perdono a Dio ognuno per conto proprio, senza il sacramento della confessione?

  • confessione2 Ognuno di noi può e deve chiedere perdono a Dio in ogni momento, in particolare subito dopo ogni peccato mortale e prima di addormentarsi la sera, come pure all’inizio della celebrazione della S. Messa.
  • Ma Dio ci perdona certi peccati, e cioè i peccati mortali, quando ci accostiamo pentiti al sacramento della Confessione, voluto e istituito dal suo Figlio Gesù Cristo. Dio ci indica il modo attraverso il quale Egli ci concede il Suo perdono. Certamente il peccato non viene perdonato se non c’è il pentimento personale, ma Dio ha legato la remissione stessa dei peccati al ministero ecclesiale o almeno alla seria volontà di ricorrere ad esso al più presto, quando nell’immediato non vi sia la possibilità di compiere la Confessione sacramentale.

Ogni quanto ci si deve confessare?

  • Ogni cristiano, raggiunta l’età della ragione, ha l’obbligo di confessarsi almeno una volta all’anno.
  • Ma il buon cristiano non può e non deve accontentarsi di questo minimo. In particolare, il buon cristiano:
  • Nel caso di un peccato mortale: deve confessarsi subito dopo aver commesso un peccato mortale, al fine di ottenere subito il perdono di Dio e di evitare l’inferno in caso di morte. E comunque deve confessarsi prima di accedere alla S. Comunione.
  • La confessione individuale e integra e l’assoluzione costituiscono l’unico modo ordinario con cui il fedele, consapevole di peccato mortale, è riconciliato con Dio e con la Chiesa.
  • Nel caso di peccati veniali: Se ha solo peccati veniali, il tempo, che può intercorrere tra una confessione e l’altra, dipende dalla sensibilità spirituale di ciascuno.
  • Certi santi si confessavano anche ogni giorno, ed erano santi!
  • Seguendo il suggerimento di buoni Padri Spirituali, sarebbe opportuno per un cristiano, che non ha peccati mortali, confessarsi normalmente almeno una volta al mese, massimo ogni due mesi, e ciò deve avvenire soprattutto se egli accede alla S. Comunione di frequente.

Quale rapporto c’è tra la celebrazione del sacramento della confessione e la vita quotidiana?

La celebrazione del rito sacramentale della penitenza è strettamente legata alla vita quotidiana. Confessandosi, si prende l’impegno, davanti alla comunità e davanti a Dio, di ritornare a camminare nella scelta cristiana fondamentale, di operare tutto ciò che Cristo ha proposto come via per la vera e definitiva liberazione dell’uomo, per la piena e gioiosa comunione con Dio e con i fratelli.“Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio” (1 Cor 6, 11). Dunque camminate nella vita nuova. “Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione” (1 Tes 4, 3).

Scelta per voi dal quotidiano cattolico Avvenire

Mercoledì 03 Marzo 2010 12:00

Oggi si diffonde sempre di più l'impegno di fare fioretti durante la quaresima. Ragazzi, giovani, adulti, s’impegnano in questo pio esercizio. Ma fare un fioretto significa privarsi o provarsi?
Vediamo cosa ne pensano gli esperti.

Fioretti: è Quaresima, taglia gli sms!

cellulari C’erano una volta i classici fioretti quaresimali: non mangiare i cioccolatini, rinunciare a un giocattolo, o – per i più grandi – accantonare le sigarette o la pietanza preferita. Dire «no» a piccoli piaceri, quindi, mettendo da parte i risparmi equivalenti da devolvere ai poveri. Un’ascesi ormai sorpassata nel terzo millennio? E, ancora, i fioretti potrebbero correre il rischio di derive velatamente masochistiche? Abbiamo chiesto a teologi e religiosi, scrittori e psicoterapeuti, di declinarli in chiave contemporanea. «Mi sembra che ogni pratica religiosa meriti rispetto: dai digiuni, alle astinenze, ai voti. Comportano una disciplina che radica una persona al suolo, la fortifica pure in mezzo alla baldoria generale di chi se ne infischia», confida lo scrittore Erri De Luca.

Chi lo ritiene sorpassato si oppone a un cammino pedagogico proposto dalla Chiesa quale formazione personale per l’apertura al dono». In sostanza, i «fioretti» fanno maturare, liberano il cuore per dilatarlo: «Se la strategia evangelica dell’impegno si sposa con l’offerta di sé, diventa formidabile. La natura biblica della rinuncia non è privarsi, ma provarsi in un tempo di deserto per fortificare se stessi e incontrare l’altro», argomenta don Matino. Un esempio dogmaticamente corretto? «Se ho l’ossessione della comunicazione virtuale, che mi porta fuori dal dialogo attivo con le persone, posso staccarmi dal pc». Forse quello telematico è uno degli ambiti più gettonati per i «nuovi fioretti», se lo scorso anno la diocesi di Trento aveva suggerito di digiunare da Facebook e quella di Modena – seguita da Bari e Pesaro – aveva proposto di rinunciare agli sms. Sempre nel 2009, un sondaggio del settimanale Donna Moderna evidenziava che il 46% degli intervistati era disposto a non accedere al social network, mentre il 18% affermava di poter dire no ai messaggini.

Digiunare anche da tv e iPod? Non solo, suggerisce Francesco Gesualdi, coordinatore del Centro nuovo modello di sviluppo di Pisa ed ex allievo di don Lorenzo Milani: «I fioretti? Oggi sono un’esigenza imposta dalla sopravvivenza dell’umanità. Il nostro eccesso di consumo sta portando il pianeta al collasso. Solo un fioretto permanente, inteso come ridimensionamento del nostro tenore di vita, può garantire un avvenire al mondo».

Da dove cominciare, allora? «La parola d’ordine è vigilanza. Dobbiamo recuperare il senso di sazietà, distinguendo il necessario dal superfluo. Imparando a dare ai piaceri del corpo il giusto peso, per lasciare più spazio alla dimensione affettiva, spirituale, sociale», suggerisce Gesualdi, snocciolando consigli pratici per fioretti sostenibili: «Meno automobile, più mezzo pubblico; meno prodotti globalizzati, più locali; meno merendine, più dolcetti fatti in casa; meno acqua imbottigliata, più del rubinetto; meno pasti precotti, più tempo in cucina; meno cibi confezionati e surgelati, più sfusi e di stagione; meno usa e getta, più riciclaggio».

Ce n’è per tutti, per sperimentarsi con un fine preciso: «Crescendo mi sono convinto dell’utilità di misurarmi con me stesso per verificare quanto sono capace di rinunciare al superfluo e potermi concentrare meglio, così, su ciò che davvero conta nella vita – racconta Fulvio Scaparro, psicanalista e scrittore –. La rinuncia non è fine a se stessa, ma l’essenza delle scelte piccole e grandi che ci si presentano quotidianamente: scegliere significa imboccare una via rinunciando ad altri percorsi. Mi piace pensare che i "fioretti" della mia infanzia abbiano avuto un ruolo in questa mia convinzione». Allenarsi fin da piccoli risulta positivo, quindi, perché «i bambini hanno bisogno di imparare a dilazionare nel tempo alcuni desideri e gratificazioni: rientra nel processo di maturazione tenere sotto controllo gli impulsi.

E non c’è nulla di masochistico quando avviene gradualmente e in un clima sereno», evidenzia Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo a La Sapienza di Roma, che avverte: «Bisogna evitare che diventi un assillo, un impegno ossessivo per totalizzare il maggior numero di fioretti, sentendosi in colpa se non se ne fanno abbastanza». Esistono fioretti a misura di bambino? «Meglio se hanno risvolti positivi, ad esempio limitare le sedute davanti allo schermo, non rimandare un impegno noioso o sgradevole ma assolverlo subito, dare una mano nelle faccende domestiche, perdonare una cattiveria...», elenca Oliverio Ferraris.

E monsignor Vittorio Nozza, direttore di Caritas italiana, continua: «Rinunciare a un regalo e fare una donazione; parlare di povertà in classe e con gli amici; aiutare con un gesto concreto un vicino in difficoltà; ridurre sprechi di energia e d’acqua; riciclare il telefonino». Azioni consapevolmente volute e, allo stesso tempo, «segni personali, espressione della gioia di incamminarsi verso un vero incontro con Dio – sottolinea la benedettina Benedetta Zorz, del monastero di San Luca a Fabriano –. Ciascuno sa se sarà utile privarsi di un po’ di cibo, vino, sonno, chiacchiere inutili e troppe distrazioni, per aiutare le nostre potenze vitali a essere più toniche e armoniose in modo che, invece di disgregarci, ci conducano al vero fine per cui sono fatte.

L’allenamento, l’ascesi, il freno, rientrano nella pedagogia di qualsiasi desiderio». Provare per credere.

Laura Badaracchi

Verso il Convegno diocesano

Martedì 02 Marzo 2010 12:00

6 marzo palacongressi di Agrigento

convegno diocesano Il tempo scorre inesorabile! L’inizio di questo anno pastorale è stato caratterizzato da una intensa accelerazione nei ritmi e nella proposta: la formulazione del piano pastorale, l’assemblea diocesana dello scorso 24 ottobre, gli incontri di formazione pastorale nelle foranie, le tante esperienze nel territorio per cercare di crescere nella comunione profonda con il Signore Gesù e tra di noi.

Piccoli passi, speriamo, nella direzione giusta! Adesso, iniziamo a prepararci per vivere un importante momento di crescita comunitaria; il prossimo 6 Marzo ci ritroveremo presso il Palacongressi di Agrigento (Villaggio Mosè) per una giornata di studio, di approfondimento, di fraternità e di condivisione. Il tema che abbiamo scelto vuole abbracciare, ad un tempo, le radici e le ali: “Chiesa: comunione di comunità; dal Sinodo Diocesano alle Unità pastorali”.

Nella formulazione del piano pastorale ci siamo impegnati a far conoscere un pò di più la stagione del Sinodo che la nostra diocesi ha vissuto alla fine degli anni ’70. Il filo conduttore di quella esperienza di Chiesa era la parrocchia intesa come “comunione di comunità”; adesso ci ritroviamo a riflettere sulle Unità Pastorali concepite come spazi di comunione all’interno di uno stesso territorio.

Mettendo insieme le due cose ci pare di riscontrare la continuità di vento dello Spirito; la Chiesa, innanzitutto, intesa come mistero di comunione perché sgorga dalla comunione Trinitaria; la conversione pastorale di cui dobbiamo essere capaci ci deve portare a parlare un pò meno di campanili e un pò più di piazze dove vivere e sperimentare la comunione.

Programma

La Chiesa-comunione è l’anelito verso cui tendere e l’impegno in cui investire risorse e scommesse. Una comunione tra comunità; tra comunità parrocchiali, tra carismi e ministeri, tra sacerdoti e laici, tra credenti e non; le radici (il Sinodo diocesano) e le ali (le Unità Pastorali); sì perché le radici di un albero, stranamente, hanno la stessa forma dei rami più alti, di quelli che assomigliano a delle ali d’aquila librate verso il cielo.

La giornata del 6 Marzo ci servirà a conoscere un po’ meglio le nostre radici, i contenuti del Sinodo, il dibattito ecclesiale che lo ha caratterizzato, le scelte assunte. Chiederemo ad alcuni sacerdoti e laici che hanno vissuto quell’evento di narrarcelo come facevano i padri ebrei con i loro piccoli mantenendo la prospettiva di una fede – la nostra – che trova nella storia il luogo in cui Dio si rivela. Nel pomeriggio chiederemo a Mons. Brambilla (Vescovo ausiliare di Milano e noto pastoralista) di approfondire il tema delle unità pastorali secondo le sue conoscenze e l’esperienza che ha maturato nella diocesi ambrosiana.

Per questi motivi sarà importante esserci. Iniziamo a segnare nell’agenda il 6 Marzo e a seguire le indicazioni che riceveremo per essere presenti e partecipi (la prima forma per fare comunione è stare nsieme!) e a stimolare la curiosità di tutti gli animatori pastorali. Un albero che ha sane radici e rami slanciati verso l’alto è un albero sano e bello, simile a quello del Vangelo, alla cui ombra è possibile trovare riparo e dalla cui robustezza trovare forza per ripartire… nel cammino della comunione!

Don Baldo Reina
Vicario per la Pastorale

Il Gruppo Scout Racalmuto I°

Lunedì 01 Marzo 2010 12:00

La redazione del sito, dedica oggi la prima pagina al Gruppo Scout di Racalmuto. 
Questa pagina sarà archiviata definitivamente nella sezione statica del sito, riservata al gruppo.

Cenni storici

1 Il gruppo Scout a Racalmuto nasce nel 1993. L’avventura scautistica  travolge tanta gente, da un gruppo numeroso di ragazzi, ad una Comunità Capi variegata, capitanata da Nicoletta e Mario Vella, e da Don Diego.

Inizia così l’avventura di questo gruppo che in questi anni ha visto crescere tanti ragazzi e visto divenir ragazzi tanti adulti.

2 C’è chi in questo gruppo ci vive dall’inizio, c’è chi ha vissuto questa vita per un determinato periodo, ma una cosa è certa chi pronuncia la Promessa Scout affronta la vita di ogni giorno con una marcia in più, sviluppa un modo di pensare e di agire che lo portano a distinguersi sempre in ogni luogo, una promessa che ci accompagna per tutta la vita e una Legge, quella scout, che ci mostra la via come la stella polare, non ci vieta nulla ma ci mostra un modo di vivere e ci indica delle mete da raggiungere. Essa contiene solo inviti a fare, invece che divieti o comandi a non fare, traduce l'atteggiamento positivo da avere nei confronti della vita: di fronte alle difficoltà non si ci ferma, ma bisogna tirar fuori le risorse che si hanno, e si  va avanti con ottimismo.

3 Dall’apertura ad oggi diverse sono state le attività che si sono svolte, dagli incontri di Zona delle diverse branche, a tutte le uscite e ai vari campi estivi che per noi rappresentano il culmine delle nostre attività. Ricordiamo il primo campo estivo a Castelbuono nel 1994, la prima route estiva a Roma nel 1997 e in Sardegna nel 1998.

La partecipazione di tutto il gruppo a Roma per il Giubileo del 2000,  il campo estivo Nazionale nel 2003, che ha visto i nostri ragazzi vivere l’avventura in Campania con altri gruppi provenienti da tutta Italia; l’ultimo campo a Menfi nel 2009 a cui è seguita l’indimenticabile Route Loreto-Assisi. 4

Ogni singola attività scout, fa crescere non solo i ragazzi ma anche i capi (adulti che prestano servizio nell’ Associazione, che hanno risposto alla Chiamata di mettersi a servizio dei ragazzi, che il Signore ha loro affidato).

I 5 l profilo di uno scout è facile da tracciare, basta guardare la legge per capire chi è uno scout, ma descrivere le emozioni che si provano ad esserlo diventa più difficile. Il contatto con la natura ci da la possibilità di scoprire la bellezza del creato e la possibilità di entrare in un rapporto intimo con Dio, che ci parla mediante le sue creature.

E’ indescrivibile la gioia che si prova attorno ad un fuoco nelle sere del campo estivo, o quella che si prova raggiungendo una meta dopo lunghi Km di cammino.

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In tutti questi anni, il nostro gruppo ha vissuto esperienze uniche ed indimenticabili, ma ha anche affrontato momenti difficili, che ci hanno fatto crescere e che hanno contribuito a creare la bella famiglia che il Signore oggi ci ha donato. Tra capi e ragazzi, il nostro gruppo è composto da più di 70 persone, una grande famiglia che vive l’avventura dello scautismo e che crede nelle parole del suo fondatore: “…il vero modo per essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’avete già trovato.”(B.P.).
Fotogallery

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