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Aprile 2010

Celebrazione del Sacramento della Cresima a Racalmuto

Mercoledì 28 Aprile 2010 06:18

Mercoledì 28 Aprile nella Chiesa Madre i giovani cresimandi delle Parrocchie Matrice e Madonna Rocca riceveranno il Sacramento della Confermazione.

Venerdì 30 Aprile il Sacramento della Cresima lo riceveranno i giovani cresimandi della Parrocchia Madonna del Carmelo.

I Sacerdoti, della nostra comunità, Lunedì 26 Aprile, li hanno raccolti in un ritiro spirituale, che ha avuto luogo nei locali del Centro Casa Rosa “Padre Giovanni Arrigo”.
Di seguito vi proponiamo la sintesi, delle riflessioni, che i giovani riuniti in piccoli gruppi hanno prodotto.
A loro la redazione del sito formula i migliori auguri, che possano onorare gli impegni assunti, da veri cristiani, testimoniando ed annunciando al mondo, Cristo Signore morto e Risorto per noi.

Libertà e Carità
Con la cresima, dato che riceveremo lo Spirito Santo, dovremmo cercare di soddisfare i desideri dello Spirito: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé, che sono contrari a quelli della carne: gelosie, invidie, ubriachezze ecc….  Se pertanto viviamo dello Spirito camminiamo anche secondo lo Spirito, solo così erediteremo il Regno di Dio.

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Parabola delle 10 vergini
Il regno dei cieli è paragonato alle 10 vergini; 5 sagge e 5 stolte,solo le sagge riescono ad incontrare lo sposo, perché le vergini stolte non avevano olio per le lampade. L’olio è il simbolo delle virtù umane e cristiane che tutti dobbiamo coltivare per entrare nel Regno di Dio.

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Parabola del fico sterile
Un uomo aveva un fico che da tre anni non produceva frutto e perciò decise di tagliarlo. Ma un servo disse al suo padrone di lasciarlo per un altro anno finché non l’avesse zappato e concimato e se anche in questo caso il fico fosse rimasto sterile l’avrebbe tagliato.

È giusto dare una seconda possibilità? Talvolta si è proiettati a non prendere neanche in considerazione l’idea di dare un’occasione in più e si è propensi a liberarsi delle cose inutili, delle cose di cui non abbiamo più bisogno. Tutto ciò, molto spesso, accade anche relativamente alle persone, che vengono trattate come oggetti. Questi, secondo noi, sono reazioni istintive e ingenue, che, però, dobbiamo essere in grado di controllare. È necessario, infatti, riflettere intensamente prima di prendere una qualsiasi decisione che possa incidere sulla vita di qualcuno/qualcosa. È giusto, dunque, dare e darsi una seconda possibilità perché, anche quando tutto sembra perduto in realtà non lo è affatto: tutto può ricominciare!!!

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La porta stretta, il rigetto dei Giudei
Nella vita bisogna fare il proprio dovere anche se questo comporta fare sacrifici ma che ci porteranno ad una serenità con se stessi e con gli altri e alla gioia eterna.

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La vera vite
La nostra riflessione sul brano del Vangelo ci porta ad accogliere la parola cioè accettare di tagliare i difetti e coltivare le virtù per produrre molto frutto.

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Parabola dei due figli
Il brano di Matteo ci fa riflettere e ci fa capire che molto spesso noi ci comportiamo nel quotidiano come il secondo figlio: sul momento ci rifiutiamo di accettare la chiamata del Signore, poi entra in azione la nostra coscienza che ci fa capire che stiamo sbagliando e cerchiamo di andare incontro “alla chiamata” di Dio. Mentre una piccola parte del gruppo si identifica con il primo figlio che invitato a partecipare (catechismo, s.messa) per non essere richiamato risponde positivamente ma poi non si presenta all’impegno richiesto.

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Parabole del tesoro e della perla
Il Regno dei Cieli è simile a un tesoro, quindi ha un immenso valore, ognuno di noi deve cercarlo e scoprirlo. Il Regno dei Cieli è come una rete, raccoglie tutti, ma un giorno i buoni saranno divisi dai cattivi e per quest’ultimi sarà pianto e stridore di denti.

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48° Anniversario dell’ordinazione Sacerdotale di Don Diego Martorana

Martedì 27 Aprile 2010 08:45
24 Aprile 2010 Chiesa Madre Racalmuto

“Servizio, Comunione e Responsabilità”

48_anniversario_don_diego Sono state queste le tre parole chiavi dell’omelia di Don Diego, fatta nella ricorrenza del suo 48° Anniversario di ordinazione sacerdotale.

“L’unità Pastorale, per noi non è più un sogno, noi la stiamo realizzando”. Con queste parole, in un clima di commozione, Don Diego ha richiamato l’attenzione di tutti i presenti.
“La comunione deve essere per noi uno stile di vita. Voglio vivere con voi questa esperienza nella gioia, nell’amore e nella pace. Accetto da parte di tutti la critica costruttiva e fattiva, non posso accettare le critiche negative che distruggono”.
Ha concluso chiedendo ai Consigli pastorali, agli operatori della pastorale d’insieme, ai catechisti, ai giovani alle famiglie e a tutti i gruppi di formazione e preghiera, di continuare a collaborarlo con affetto e comprensione. In questi anni di sacerdozio ministeriale, ha detto Don Diego, “non mi sono mai sentito solo, ringrazio Dio, di avermi dato una comunità, che mi ama, mi stima e mi tiene impegnato tutto il giorno. Oggi con l’unità pastorale gli impegni si sono moltiplicati, a volte chiedo alla mia resistenza fisica, più del normale, ma sono felice di servire il Signore incondizionatamente”.
Ha concluso ricordando ai presenti, il messaggio riportato nel ricordino che ha distribuito il giorno della sua ordinazione sacerdotale il 24 Aprile 1962. “Signore fammi santo, per fare diventare santi gli altri”.

La Sig.ra Luciana Bertolaso, nell’interpretare i sentimenti di tutti, così ha formulato gli auguri a Don Diego.

bertolaso Rev.mo Arc. Don Diego, tutta la comunità è riunita per ricordare la Sua Ordinazione Sacerdotale, avvenuta il 24 Aprile 1962. Auguri sinceri ed affettuosi da tutti noi.
Sono ben 48 anni di cammino in mezzo a noi, anni di grande impegno, lungo cammino di evangelizzazione, mai venuta meno. Quel percorso in salita, come scalare una montagna, passo dopo passo, giorno per giorno, minuto per minuto, sempre aspirando a quella che è la vetta massima, “Dio”. Scriveva nel suo diario il beato A. Marvelli: “La vita è azione, è movimento” ed anche la Sua vita è sempre azione e movimento continuo, senza soste: movimento ed azione tendenti all’unico fine dell’uomo, salvarsi e salvare.
48_anniversario_don_diego2 A Lei, Don Diego, il nostro affettuoso e sentito augurio, in questo anno speciale, perché anno “Sacerdotale”, affinchè la Sua missione di Pastore, sia sempre feconda e possa orientare ognuno di noi a fare la volontà del Padre nella crescita della Fede, alimentata dall’ascolto della Parola di Dio e nel nutrimento indispensabile dell’Eucarestia.
Auguriamo a Lei, un lungo ministero, benedetto dall’azione dello Spirito che è Grazia, per guidare il suo gregge, per portarlo a vivere nel Regno di Dio, la Gerusalemme Celeste.
Auguri, Don Diego, da tutti noi comunità di Racalmuto, che Dio la protegga e la benedica oggi e sempre.

I giovanissimi ragazzi dell’AC hanno concluso, con gli auguri cantati all’Arciprete.

Testimonianza da parte del medico curante dell’Arc. Mons. Giovanni Casuccio

Lunedì 26 Aprile 2010 13:11

giovanni casuccio Mons. Giovanni Casuccio fa parte della schiera di religiosi resi famosi nella nostra diocesi.

Aveva un carattere che a prima vista poteva sembrare rigido, ma dopo averlo conosciuto era tutto diverso, affabile e sempre disposto ad aiutare e dare consigli a chiunque ne avesse avuto bisogno.

Ha saputo riorganizzare le parrocchie del nostro paese dando al clero con il suo esempio dignità e serietà. Ha avuto la capacità di unire tutti i medici e ripristinare l’ospedale locale che languiva nell’oblio e nell’abbandono, facendolo diventare un centro di assistenza continua per il popolo in un periodo in cui il servizio sanitario nella nostra provincia era carente. È riuscito a realizzare la costruzione del reparto di ostetricia con l’aiuto finanziario dei nostri concittadini emigrati negli Stati Uniti.

In quel periodo per le partorienti potere avere un locale igienico con assistenza continua era veramente qualcosa particolarmente gradita  ed innovativa. Aveva portato dei miglioramenti e dei rifacimenti nella nostra Chiesa Madre.

Ho potuto ammirare con quale rassegnazione ha accettato la sofferenza  della sua malattia che dopo pochi mesi lo portava alla sua scomparsa.

Dott. Salvatore Petruzzella

La Sacra Sindone

Venerdì 23 Aprile 2010 17:00
Il papa Benedetto XVI invita tutti i fedeli a contemplare "Quel misterioso volto" affinchè vi si riconosca il volto di Dio stesso <<Il quale ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio Unigenito.

sindone1Sulla traccia del penultimo incontro del gruppo Gesù di Nazareth e in occasione dell’ostensione della Santa Sindone che si sta tenendo nel Duomo di Torino (10 aprile - 23 maggio), nell’incontro di domenica 18 aprile, si è continuato a fare riflessioni su ciò che è e su ciò che rappresenta la Sindone. Numerosi sono state le riflessioni da cui trarremo spunto per la stesura del presente articolo, così come, non di meno interessante le testimonianze di chi aveva avuto già modo di ammirare di presenza il sacro telo.

Da secoli la Sindone è venerata come la più preziosa reliquia della cristianità  ed è un lenzuolo di lino tessuto a spina di pesce delle dimensioni di circa m. 4,41 x 1,13, contenente la doppia immagine accostata per il capo del cadavere di un uomo morto in seguito ad una serie di torture culminate con la crocefissione. Il termine sindone è di origine greca sindòn (lenzuolo) e gli apostoli Marco (Mc 15,46), Matteo (Mt 27,59) e Luca (Lc 23,53) lo usarono tra il 60 e l’80 d. C. per descrivere nei loro Vangeli il sudario su cui Giuseppe d’Arimatea depose il corpo senza vita di Gesù.


La Sindone che oggi noi ammiriamo, ha avuto una lunga serie di “peregrinamenti” e peripezie che  rendono ancora più affascinante le sue vicende Nel I sec. da Gerusalemme sarebbe giunta ad Edessa, in Turchia, per poi passare nell’VIII sec. circa a Costantinopoli. Dopo il sacco di Costantinopoli del 1204 della Sindone non si avranno più notizie fino al 1353 circa, anno in cui si ha una sua ricomparsa a Lirey, in Francia. Se dal I secolo alla ricomparsa a Lirey non si hanno certezze sui suoi spostamenti, da questo momento in poi tutti gli spostamenti della Sindone sono documentati storicamente. Dal 1453 al 1578 si trovò a Chambèry (Francia), dove tra l’altro nel 1532 rischiò di essere distrutta a causa di un incendio, e dal 1578, per volere dei duchi di Savoia, la Sindone approdò a Torino per risiedervi fino ai nostri giorni.

sindone2La Sindone è stata studiata e analizzata in tanti modi. Dalla prima fotografia che fu fatta in occasione dell’ostensione del 1898, si è passati via via ad analisi e test sempre più dettagliati e sofisticati (radiografie, termografie, spettroscopie, radiocarbonio, elaborazioni al computer).

Dal 1898 ad oggi sono state fatte diverse ostensioni e ogni volta, puntualmente, si riaccendono vecchie schermaglie tra chi crede che l’immagine sia stata creata in modo miracoloso e chi, invece, sostiene che è un prodotto fatto in un determinato momento della storia utilizzando leggi e principi della fisica e della  chimica. Sta di fatto che, ogni volta, l’ostensione attira una quantità numerosa di visitatori, fedeli e non, vuoi per la verosimiglianza tra i racconti evangelici con ciò che ci “racconta” il Telo, vuoi per la curiosità che questo mistero, ancora non definitivamente spiegato, riesce a stimolare.

Non esiste allo stato attuale una spiegazione definitiva su ciò che è successo su questo “lenzuolo” giunto fino a noi, dove è impressa un’immagine “al negativo” di un uomo morto diversi anni fa per torture e crocifissione. Ognuno è libero di darsi la spiegazione che più gli conviene e a questa dare più o meno fiducia.

A nostro avviso, valgano più di ogni altra cosa le parole di monsignor Giuseppe Ghiberti, presidente della commissione diocesana per la Sindone di Torino, che ha detto:  <<non si crede nella Sindone, ma la Sindone aiuta a credere>>.

Liliana e Patrizia Melone

Testimonianza di Giuseppe Busuito sulla Virtus di Racalmuto

Venerdì 23 Aprile 2010 09:00

busuito_giuseppeGiuseppe Busuito ha 93 anni.. Quando è nato la “Virtus” esisteva da sette anni.
E quando, nel 1922, si entrò a far parte dell’Azione Cattolica Nazionale aveva già quattro anni.
Il suo ricordo, le immagini che conserva nella memoria sanno di cose lontane, in bianco e nero.
Il signor Busuito quando chiude gli occhi per ricordare un fatto, un evento, un episodio lontano gli si apre la storia, come quando il sipario di un teatro svela parole raccontate.
E oggi il suo ricordo è per l’associazione “Virtus” della quale lui faceva parte e che ancora ricorda con affetto e nostalgia.
“Noi ragazzi – ci ha detto – ci incontravamo quasi tutte le sere, il tempo libero lo dedicavamo proprio al gruppo di giovani. Erano veri momenti di aggregazione sociale, momenti di vera comunione tra noi ragazzi e tra i nostri sacerdoti educatori”.

Giuseppe Busuito ricorda le varie attività della “Virtus”, alcuni compagni di giochi e avventure. E  ricorda anche i momenti di spiritualità: “Facevo parte – racconta – del coro guidato dal Padre  Decio Rosina, che era un appassionato di musica e del bel canto. Come coro eravamo impegnati tutti i giorni durante il mese di Maggio dedicato alla Madonna del Monte”.
Busuito racconta un gruppo, quello della “Schola Cantorum” rimasto nella storia del paese. Da quell’esperienza uscirono anche grandi musicisti e cantanti lirici, anche loro membri dell’Azione Cattolica come i tenori Luigi Infantino e Salvatore Puma.
Ma i momenti che riemergono dalla memoria antica di Busuito sono anche quelli vissuti in occasione della Via Crucis, durante la Quaresima.
E poi c’è un momento particolare che, grazie a Busuito, rimarrà nella storia religiosa di Racalmuto.
Quando Don Giovanni Casuccio fu nominato arciprete del paese, dopo Mons. Genco, i ragazzi dell’Azione Cattolica gli intonarono un canto che ancora rimane impresso lucidamente nella sua memoria, nonostante siano passati tutti questi anni

Salve Salve o amato Padre Arciprete
Il popolo festante a te ripete
Salve Salve benigno Pastore
Con te c’è dolce Amare il Signore
L’Azione Cattolica
Ognor Ti ama
Tutti i dì zelanti ti chiamano
Amore Azione Sacrificio
Sarà la meta del Tuo Ufficio.

Cento anni del Circolo “Virtus” di Racalmuto (1910 – 2010)

Giovedì 22 Aprile 2010 15:43

Le origini

la_piazza_di_racalmuto_antica Lo chiamavano Circolo o, anche, semplicemente San Pasquale. Comunemente si diceva: “Vado al circolo, vado a San Pasquale”. Si tratta dell’Associazione (allora Circolo) di Azione Cattolica “Virtus” di Racalmuto che allora aveva la sua sede nei locali della piccola chiesetta di San Pasquale.

Il circolo “Virtus” è nato nella Pasqua del 1910 e l’ingresso all’Azione Cattolica Nazionale Italiana avviene il 1° giugno del 1922.

Il primo direttore e fondatore è stato il dinamico sacerdote Don Luigi Chiarelli, apostolo dei ragazzi, fondatore anche del gruppo dei “Luigini”.

Assistente del Circolo “Virtus” è stato Don Giovanni Casuccio, divenuto poi arciprete del paese, e primo presidente Calogero Saccomando.

Il Circolo “Virtus” sin dalla nascita ha curato negli anni, in questi cento anni, la vita spirituale dei giovani racalmutesi, svolgendo attività ricreative, organizzando gite e recite. E aveva, già agli inizi, il gruppo di filodrammatici (che recitavano nel nostro amato teatro comunale) e il gruppo esploratori, che oggi chiamiamo scout.

E i locali della chiesa di San Pasquale hanno accolto dunque numerosissimi giovani.

Per noi, per tutti noi, ragazzi, giovani e uomini di Azione Cattolica – ha ricordato nel giugno del 1992 il sacerdote Calogero Salvo, autore, tra l’altro, del libro “Ecco Tua Madre” dedicato alla Madonna del Monte – i locali di San Pasquale erano un nuovo Paradiso Terrestre. Perché quando in un luogo vi regnano la luce, la pace, l’amore  e la gioia, il suo spazio si dilata sino ai grandi orizzonti…”.

E tutti ricordano così gli anni, i mesi, i giorni trascorsi all’Azione Cattolica. Tutti in paese, almeno una volta, hanno avuto a che fare con l’AC, e per questo l’arciprete Don Alfonso Puma la definì “spina dorsale” della comunità.

Gli assistenti della “Virtus” sono stati, oltre a Mons. Casuccio, Don Antonio La Russa, Don Salvatore Agrò, Don Giuseppe Castellano, Don Alfonso Puma e Don Diego Martorana, attuale arciprete che benedice le iniziative delle cento candeline della più antica associazione religiosa esistente in tutto il territorio diocesano.

Intorno al 1928 il Rettore della Chiesa di San Francesco Don Giuseppe Cipolla, riunisce in Chiesa gruppi di ragazze per far nascere, accanto al gruppo maschile, la “Gioventù Femminile” di Azione Cattolica. Si formò, infatti, un importante gruppo che poi si trasferì nei locali della Matrice sotto la guida di Giuseppina Presti.

Nel periodo del Fascismo, tutti i Circoli di Azione Cattolica – nel 1931 – ricevettero l’ordine, da parte del Regime, di chiudere i battenti, come oggi risulta dai verbali dell’Associazione. Ma i Circoli chiusi nel maggio del ‘31 riaprirono nella prima domenica di ottobre dello stesso anno. I soci “Virtus” hanno prova di grande speranza e Monsignor Casuccio li invitava a “pregare e non scoraggiarsi di fronte alla persecuzione…”. Dalla “Virtus” si organizzavano le settimane di spiritualità: “La settimana della giovane”, “La settimana della madre” ed incontri di spiritualità e di formazione.

A Racalmuto il Congresso Eucaristico Mariano, le Missioni dei Padri Paolini, dei Padri Gesuiti e dei Padri Passionisti, nonché la festa dell’Incoronazione della Madonna del Monte (giugno del 1938), hanno visto in primo piano la collaborazione dell’Azione Cattolica. Una presenza viva, insomma. Una vera e propria “scuola di formazione, amicizia e santità”, come sempre diceva Padre Puma.

Il Circolo di San Pasquale – ha scritto Padre Salvo – fu una vera e propria fucina di cristiani autentici e di cittadini esemplari, nonché sorgente di vocazioni ecclesiastiche..”. Frequentare la “Virtus, nella testimonianza che ci ha lasciato Padre Salvo significava “rinascere, anche in mezzo a problemi personali e sociali affannosi di morte”.

( - 1 continua - )

Incontro della “Virtus” nella Chiesa di San Pasquale

Giovedì 22 Aprile 2010 15:27

virtus3 Cento anni di “Virtus” a Racalmuto. Oggi secondo appuntamento delle iniziative per ricordare i cento anni dell’associazione giovanile “Virtus” nata nel 1910 e poi confluita, nel 1922, nell’Azione Cattolica Italiana.
Alle 17:00, dalla Chiesa Madre, partenza della processione Eucaristica fino alla Chiesa di San Pasquale, sede dove nacque l’associazione per volere di Don Luigi Chiarelli.
Seguirà l’adorazione con gli adulti dell’Azione cattolica, con i giovani, gli scout, le famiglie e gli ex soci. Lo rende noto l’arciprete del paese Don Diego Martorana e il presidente dell’Azione cattolica Angelo Giudice.

Iniziamo oggi il racconto della Storia della “Virtus” di Racalmuto, che racconteremo a puntate, ricordando uomini, storie e date legate all’Associazione di cui quest’anno ricorre, appunto, il centenario della fondazione.

S.P.

Azione Cattolica Virtus Racalmuto cento anni 1910 - 2010

Sabato 17 Aprile 2010 11:00

Come annunciato la Domenica delle Palme, iniziano le celebrazioni per ricordare i 100 anni di attività dell'Azione Cattolica Virtus a Racalmuto.

La storia dell’associazione è una storia di presenza e di servizio nella comunità civile ed ecclesiale, con una tradizione alle spalle, che testimonia il suo impegno nelle parrocchie e nella città, nelle aule di scuola, sui luoghi del lavoro, nella società civile e nelle istituzioni democratiche, in favore del bene comune, attraverso l’educazione alla responsabilità personale, all’impegno pubblico, al senso delle istituzioni, alla partecipazione, alla democrazia, nella fedeltà al Vangelo e all’uomo.

Volantino_Virtus1

Volantino_Virtus2

Auguri Santità

Venerdì 16 Aprile 2010 07:28
Il  compleanno di Benedetto XVI e il 19 Aprile l'anniversario della sua elezione a Papa
Gli auguri dalla redazione del nostro sito.

papa “Anche per il Papa, come per Gesù, il Sinedrio è sempre convocato e il Tribunale siede in permanenza. Tutti l’abbiamo giudicato, una, due, tante volte: tutti ci crediamo in diritto di giudicarlo. Se un giorno gli uomini gli andassero incontro da ogni strada cantando gli ‘osanna’, quel giorno il Papa non sarebbe più il Papa, cioè colui che tiene il posto di due Crocifissi: di cui uno col capo in giù, perchè non si credeva degno di essere equiparato al Maestro”. (Primo Mazzolari).

Auguri Santità per la sua festa di compleanno e per la serenità che ci trasmette pur restando in croce. Assicuriamo per Lei la nostra preghiera.

“Un semplice ed umile lavoratore nella vigna del Signore”,

si definì il 19 aprile del 2005, quando fu eletto papa dai Cardinali al quarto scrutinio del secondo giorno del Conclave del 2005.

Disse: “Cari fratelli e sorelle, mi consola il fatto che dopo il Grande Papa Giovanni Paolo II, il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti, pertanto mi affido alle vostre preghiere”.
…. non facciamo mancare la nostra preghiera perseverante per il prezioso Ministero di Pastore a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini ed i popoli. Grazie Santità per la luce che dona ai nostri passi, verso l’eternità insieme a Maria regina della Pace.

Festa di Primavera 2010

Giovedì 15 Aprile 2010 15:29

La parrocchia Madonna della Rocca e l’oratorio San Luigi Gonzaga, organizzano con la fattiva collaborazione dell’associazione cattolica A.S. Virtus, l’azione cattolica Madonna del Carmelo, il gruppo scout Racalmuto I, il gruppo folk Mothyon Antica Racalmuto, i ragazzi della Scuola Elementare e Media, la manifestazione  Festa di Primavera che avrà luogo nelle giornate di venerdì 16 aprile e domenica 18 aprile.

Un ringraziamento va all’ente Teatro Regina Margherita e al Comune di Racalmuto per l’apporto fornito.

manifesto_festa_di_primavera

Il volto di Gesù

Giovedì 15 Aprile 2010 09:00
<<Gesù lo guardò dentro e l’amò>> (Mc 10,21)

gesu1Nell'incontro tenutosi l'undici aprile, giornata della misericordia, il gruppo Gesù di Nazareth ha affrontato il tema "Il volto di Gesù" secondo tre differenti prospettive: nell'ottica dei Vangeli canonici, secondo le informazioni desunte dalla Sacra Sindone e, infine, secondo l'arte.

Da sempre ci si è chiesti circa l'aspetto fisico di Gesù e a tal proposito è possibile ricavare alcune informazioni da episodi del Vangelo in cui si accenna al fascino e alla bellezza di quest'Uomo: in Luca 11,27 si legge ad esempio: "Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte". Si desume dunque che fosse un uomo di bell'aspetto e si pensa avesse un fisico forte e robusto, come si conviene ad un uomo che fece lunghe camminate e numerosi viaggi. Tuttavia, la caratteristica fisica che più lo contraddistinse fu lo sguardo: uno sguardo misericordioso e accogliente, capace di penetrare nell'animo, uno sguardo che - come dice Biffi, autore del libro "Gesù di Nazareth" - chi incontrava non dimenticava facilmente. Gesù parlava alle folle con estrema chiarezza e grazie alla sua forte personalità annunciò il regno di Dio libero da ogni sorta di pregiudizio e senza titubanza alcuna. Per ultimo, ma non meno importante, aspetto saliente del carattere di Gesù fu la compassione, nel senso stretto del suo significato etimologico (dal latino cum patior, soffrire con) come dimostrano diversi passi del Vangelo. (Mt 20,34; Lc 7, 13; Mc 6, 34)

gesu2Altre informazioni sull'aspetto di Gesù ci pervengono dalla Sindone, il lenzuolo che secondo la Chiesa ha avvolto il corpo di Cristo dopo la crocifissione. Da quando questa venne esposta per la prima volta ad Edessa, Turchia, nel VI sec., si è venuti a conoscenza di diverse caratteristiche di Gesù, principalmente sul suo volto, che per l'appunto fu la parte del corpo maggiormente martoriata a causa del casco di spine che coprì interamente il capo di Cristo. Il volto che si intravede sulla preziosa Reliquia ha i capelli bipartiti, gli occhi grandi con profonde occhiaie e gli zigomi pronunciati.

Da allora alcuni artisti hanno cercato di dare al Cristo delle loro raffigurazioni un volto che più si avvicinasse alla realtà anche se, come dice Antonio Paolucci (Direttore dei Musei Vaticani), è il vero artista colui che riesce a rappresentare il Volto Santo, quello che cioè va al di là della pura percezione sensoriale.

In occasione dell'ostensione della Sacra Sindone, prevista al duomo di Torino dal 10 aprile al 23 maggio 2010, papa Benedetto XVI invita tutti i fedeli a contemplare "Quel misterioso volto" affinchè vi si riconosca il volto di Dio stesso <<Il quale ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio Unigenito>>.

Lilly e Lucia Cino

N.B. Prossimo appuntamento del gruppo Domenica 18 aprile ore 19:30;
Tema dell’incontro: “La Sacra Sindone”.

Corso Nubendi - Prima tappa: conclusa la preparazione. Ed ora...

Mercoledì 14 Aprile 2010 14:07

“… Terremo ferma la partecipazione all’Eucaristia domenicale:  fonte di vita, orientamento e gioia di tutta la settimana”.

nubendi Domenica 11 aprile si è concluso il cammino di fede dei nubendi che si preparano a ricevere il Sacramento del matrimonio.

Tutti i giovani si sono ritrovati nel salone della casa di riposo, in cui hanno trascorso tutto il pomeriggio, per concludere poi con la partecipazione alla santa messa in parrocchia.

L’incontro si è sviluppato in due momenti:

  1. enunciata una lista di valori, bisognava stabilire una priorità  e specificare quali erano considerati indispensabili per una vita di coppia e di quali, invece, si poteva fare a meno;
  2. catechesi sulla messa, articolata in tre momenti:
    • la messa è un convito, una festa a cui il Padre invita tutti i fedeli a partecipare. Come a tutti i conviti si va con gioia, con l’abito della festa e si porta qualcosa (pentimento, propositi di conversione ecc.);
    • la messa è un memoriale, cioè un evento vivo-presente, che è quello che l’eucaristia realizza per i credenti, il sacrificio di Cristo non è un fatto del passato ma è un evento di salvezza che si realizza oggi per noi;
    • la messa è la nuova alleanza siglata da Dio, per mezzo del figlio suo Gesù Cristo, con tutti gli uomini e non più con il solo popolo ebreo.

Alla fine ad ogni coppia di fidanzati è stata donata questa pergamena che vogliamo proporre ai visitatori del sito:

DECALOGO PER LA FAMIGLIA CRISTIANA

  1. Pregate insieme, ogni giorno, per ringraziare dei momenti lieti della vostra unione e soprattutto per affidare a Dio, che ama, la tristezza che spesso sembra prevalere.
  2. Tenete ferma la partecipazione all’Eucaristia domenicale:  fonte di vita, orientamento e gioia di tutta la settimana.
  3. Guardate il vostro partner con occhi nuovi; non fermatevi sempre e soltanto ai giudizi negativi ed alle critiche, ma sforzatevi di apprezzare quello che di bello e di buono riesce ad esprimere.
  4. Riscoprite la parola “GRAZIE”, detta con dolcezza  e tenerezza, in ogni circostanza, anche la più normale, della giornata.
  5. Non accusatevi nei contrasti, nelle prove, nelle sofferenze e non ingigantite le difficoltà, né generalizzate i difetti, ma cercate l’unità in atteggiamento di speranza e di confidenza in Dio.
  6. Proponetevi un piccolo impegno di vita relazionale ogni mese: non alzare la voce; non lasciarsi prendere dall’ira; rispondere educatamente; perdonare subito dopo uno screzio; ubbidire intelligentemente per amore; far presente i propri punti di vista con garbo; usare gentilezza.
  7. Controllate le spese, non solo tenendo presente le entrate, ma anche tenendo presente i poveri e le opportunità di non ostentare con vanità e con sperpero le eventuali possibilità economiche.
  8. Siate leali e sempre veritieri, gli uni verso gli altri; con l’impegno di crescere nella stima reciproca, pronti a cogliere gli aspetti positivi che ci sono in ogni componente della famiglia.
  9. Impegnatevi a “collaborare alla gioia” gli uni con gli altri, intensificando l’accoglienza reciproca; trovando i motivi che possono dare gioia, giorno dopo giorno, sapendo tacere e parlare secondo, quanto detta il vero amore per i vostri cari; sapendo perdere ma per un valore più grande e non per una  supina remissività; imparando, a mano a mano, l’amicizia e la fraternità
  10. Sappiate perdonare sempre, per ritrovare la pace fra voi e con i familiari. Vi sentirete liberi da pesi e ritroverete la gioia del cuore.
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    Pasqua dei Giovani 2010

    Lunedì 12 Aprile 2010 10:44

    pasquagiovani Venerdì 9 Aprile si è svolta la Pasqua dei Giovani. Ormai da anni, il venerdì dopo la Santa Pasqua i giovani di tutte le realtà parrocchiali si riuniscono per  rivivere insieme la gioia della Risurrezione.

    Quest’anno abbiamo messo in evidenza come  non sappiamo sempre ciò che Dio ha riservato per noi, ma sappiamo che le Sue vie non sono le nostre vie, ma le Sue vie sono sempre le migliori. Ecco perché abbiamo fatto nostro l’invito di San Paolo “…siate figli di Dio immacolati in mezzo ad una generazione perversa, in mezzo alla quale voi risplendete come astri nel mondo.”(Fil 2, 15).

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    11 Aprile 2010 Iª Domenica dopo Pasqua

    Sabato 10 Aprile 2010 13:53

    La festa della Divina Misericordia

    divina_misericordia È la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia.

    Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia" (Q. I, p. 27). Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.

    La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore" (Q. I, p. 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.

    Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre" (Q. II, p. 345).

    La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che "elargirà grazie di ogni genere" (Q. II, p. 294).

    Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:

    • che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;
    • che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.

    "Sì, - ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta" (Q. II, p. 278).

    La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse:

    "In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" (Q. I, p. 132) - ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia - spiega don I. Rozycki - "è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). È essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo". E' chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia" (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato.

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    Scelta per voi: Attente mamme, vi stanno rubando i figli!

    Venerdì 09 Aprile 2010 07:25
    Terribile! Ma e' proprio cosi'. Attente mamme vi stanno rubando i figli!
    Ma dove? Dove sta succedendo?
    A casa vostra!
    Come? A casa nostra?
    Si proprio a casa vostra, mentre voi fate le faccende domestiche e siete tranquille vi stanno "rubando" i vostri figli. sotto i vostri occhi e voi non ve ne accorgete.
    Ma come? Come e' possibile?
    Si e' proprio cosi'! Mentre voi pensate che tutto va bene, non va bene niente.

    I vostri figli sono davanti al televisore a guardare, voi pensate degli "innocenti" cartoni animati e invece questi cartoni animati non sono per nulla "innocenti". Sono colpevoli!

    poteretv Sono colpevoli della violenza che i vostri figli poi riverseranno a casa, a scuola e con i compagni. Sono colpevoli degli incubi che hanno la notte! Sono colpevoli dei tic nervosi che non riuscite a capire! Sono colpevoli dei sogni terribili che fanno dove qualche mostro li rincorre e li vuole uccidere. Sono colpevoli della mania di voler comprare tutto cio' che viene pubblicizzato! Sono colpevoli di rubare l'innocenza dei vostri figli! Sono colpevoli di tante altre cose.
    Stanno rubando i vostri figli, sotto i vostri occhi e non ve ne accorgete?

    Aprite gli occhi e chiudete la Tv.
    Si questi cartoni animati non sono per nulla sani! Sono stati fatti da produttori malati che vogliono, per malsani interessi economici, che i vostri figli siano malati! Lo sapevate ad esempio che in Giappone dopo una trasmissione di Dragonball migliaia di bambini sono andati a finire all'ospedale con attacchi di epilessia? Lo sapevate che non solo i vostri bambini che hanno incubi terribili la notte, dove draghi, gnomi, streghe cercano di rincorrere i vostri figli tentando di ucciderli?

    SVEGLIATEVI! APRITE GLI OCCHI!
    STANNO ROVINANDO I VOSTRI FIGLI E VOI DORMITE SONNI TRANQUILLI! Cartoni animati come: POKEM ON, DRAGONBALL, DIGIMON, SIMPSON, I CAVALIERI DELLO ZODIACO, SAILOR MOON, ECC., stanno rovinando milioni di bambini indifesi e innocenti.
    Indifesi perché i genitori sono incoscienti della gravita' degli effetti deleteri di questi cartoni animati. "Incoscienti" cioe' non coscienti!

    bambinitv Svegliatevi, prima che sia troppo tardi.
    E non dite come qualche mamma ha detto alle insegnanti che facevano evidenziare la gravita' di questi cartoni: non voglio che i miei figli siano diversi dagli altri.
    Se continuate ad essere irresponsabili i vostri figli saranno veramente "diversi"; cioe' malati! Malati di turbe psicologiche, di emotivita' instabile, di attacchi di panico, di violenza spropositata, di incubi la notte, di mania di comprare tutto cio' che vedono in tv e di tante altre cose che voi gia' sapete.

    Svegliatevi, prima che sia troppi tardi!

    Questi cartoni animati sono un attentato diretto contro i vostri figli. Lo sapevate che molti di questi cartoni sono esoterici. E vocano parole, discorsi, immagini tratte dall'esoterismo, dalla New Age e da altre sette sataniche?

    Svegliatevi prima che sia troppo tardi. O anche a voi succedera' la brutta esperienza che mi disse una mamma: "Lo sai, mio figlio mi ha detto che ha invocato il diavolo, e sono sconvolta" Aveva visto tanto di quei cartoni animati che ora, inconsapevolmente, riproduceva nella vita quello che aveva visto nello schermo televisivo!

    Svegliatevi, da questo sonno!
    Aprite gli occhi e chiudete la tv! State con i vostri figli, parlate con loro, giocate con loro. Fate delle passeggiate all'aria aperta. I vostri figli non hanno bisogno dei vostri soldi, né di vestiti belli e di giocattoli costosi, hanno bisogno del vostro amore, della vostra presenza, della vostra protezione! Proteggete i vostri figli da questi attacchi frontali!

    Si, c'e' un attacco frontale contro i bambini. Diciamo tutti insieme, No! Non ci sto! Non voglio, con il mio silenzio, tacere! Stanno rubando l'innocenza, la pace, la gioia a milioni di bambini.

    Non possiamo tacere! Dobbiamo gridare! Dobbiamo fare qualcosa!
    bambinitv2 Inizia tu mamma, papa'. Spiega ai tuoi figli che questi cartoni animati violenti, volgari, fanno male e poi se non ti ascoltano, perché ormai hanno una certa dipendenza, ordina che questi cartoni animati non li vedano piu'! Forse piangeranno, ma e' meglio qualche lacrima ora che tante dopo perché la loro vita emotiva, psichica, affettiva, spirituale e' stata distrutta!

    Proteggete i vostri figli, loro sono indifesi! E se non li difendete voi, chi li difendera' al posto vostro?

    P.Salvatore Tumino

    Pasqua dei Giovani

    Mercoledì 07 Aprile 2010 09:26

    pasquagiovaniIl Signore è Risorto e ha aperto il passaggio dalla morte alla vita.

    Fai in modo che la tua vita sia illuminata dalla luce di Cristo, partecipa anche tu alla Pasqua dei Giovani che si terrà venerdì 9 Aprile alle ore 19:30 presso il Centro Padre Arrigo (ex casa rosa).

    Vi aspettiamo numerosi!

    (Ricordiamo inoltre, che venerdi è il termine ultimo per consegnare le domande di iscrizione come animatore del Grest 2010).

    Pasqua 2010 Il coraggio della resurrezione

    Martedì 06 Aprile 2010 17:42

    «Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro:
    “Perché cercate tra i morti colui che è vivo”» (Lc 24,5)

    arcivescovo Carissimi,
    il mistero della morte e risurrezione del Signore Gesù, che celebriamo liturgicamente in questi giorni, ci trascende e ci costringe ad una sincera revisione di vita: possiamo dire di “essere risuscitati con Cristo”. Sono visibili in noi i segni della risurrezione. Possiamo davvero affermare come Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. (Gal 2,20).

    Mentre contempliamo il sepolcro vuoto non possiamo non chiedere al Padre il coraggio della risurrezione. Sì, per risorgere davvero ci vuole coraggio. Il sepolcro, con la sua pace, il suo silenzio, il suo calore, può essere una grande tentazione. Chiudersi dentro, decidere di non vedere né sentire quello che accade fuori, può essere una comoda scelta di vita. Quando penso al sepolcro penso a tante nostre famiglie, a tante parrocchie, a tante comunità, che magari inconsapevolmente si sono chiuse in se stesse.

    Ci vuole coraggio per spogliarsi delle bende e del sudario, simbolo della morte e della vita vecchia, delle sue certezze e finte sicurezze.
    Ci vuole coraggio a risorgere prima che qualcuno torni a cospargerci di oli profumati, unguenti e lacrime;
    Ci vuole coraggio a rinunciare alle piccole gratificazioni per l’ansia di annunciare e testimoniare al mondo la gloria di Dio.
    Ci vuole forza e coraggio, infine, per rotolar via la pietra sepolcrale che ci separa dalla vita, che spesso è una lotta, ma che, se vissuta in Cristo e per Cristo, diventa una meravigliosa avventura d’amore.
    Ci vuole coraggio per aprirci al futuro e alla novità di Dio.

    Una volta fuori dal sepolcro, potremo davvero renderci conto che la vera vita è proprio lì, tutta da scoprire e da condividere con gli altri. E allora sentiremo incontenibile l’ansia di tirar fuori anche gli altri dai loro sepolcri di solitudine, disperazione, miseria, abbandono, emarginazione… perché anche loro, insieme a noi, possano unirsi al nostro canto di lode: Alleluia, il Signore è veramente risorto … e noi con Lui.
    Buona Pasqua! Auguri!

    Francesco Montenegro
    Arcivescovo della Diocesi di Agrigento

    Il Triduo Pasquale a Racalmuto

    Lunedì 05 Aprile 2010 19:00

    gesucrocifisso La Pasqua a Racalmuto è la ricorrenza che fin dai tempi più antichi suscita, un’intensa partecipazione popolare.

    Affollate le celebrazioni del Triduo Pasquale, dal Giovedì Santo con la celebrazione Eucaristica in Coena Domini, in tutte le parrocchie. Buona la partecipazione alle veglie comunitarie che quest’anno hanno meditato, secondo lo schema fornito dal dipartimento della Pastorale della Diocesi di Agrigento, che ha tratto lo spunto dal convegno diocesano del 06 Marzo che ha avuto come tema “Chiesa: Comunione di comunità”.

    Il momento culminante è la processione, che come ogni anno prende avvio dalla Chiesa del Monte dirigendosi verso la Chiesa del Carmelo, dove sono stati preparati i luoghi della Crocifissione. Le due statue lignee accompagnate, dai Sacerdoti, autorità e popolo di Dio alle ore 12:00 si spostano dal Santuario accompagnate dalla folla, subito dopo il corteo si divide, uno al seguito di Cristo che porta la croce, l’altro al seguito dell’addolorata, per incontrarsi in piazza, dove tutti possono partecipare “all’Incontro”, come previsto dalla IV stazione della Via Crucis, “Gesù incontra sua Madre”.

    La processione si ricompone e meditando la Via Crucis si avvia verso al Calvario. Intorno alle 14:00 la crocifissione e la meditazione dell’Arc. Don Diego Martorana.

    addolorata Dopo il tramonto, mentre dal Santuario, processionalmente l’Urna vuota e chiusa viene portata al Calvario per introdurvi il Cristo deposto dalla Croce, nelle Chiese si celebra l’Azione liturgica, con la liturgia della parola, l’adorazione della Croce e la distribuzione dell’eucarestia, consacrata il Giovedì Santo. Dopo la deposizione, inizia la processione serale, con il Cristo morto nell’urna e al seguito l’addolorata e il corteo accompagnato dai Sacerdoti e dalle autorità. Il Venerdì Santo si conclude al Santuario del Monte.

    Le funzioni della resurrezione, sono state celebrate solennemente in tutte le Chiese, con la partecipazione attiva di tutti i fedeli credenti praticanti.

    La Settimana Santa è stata un vero susseguirsi di funzioni celebrazioni e riti, che hanno avuto come intento quello della rievocazione e commemorazione della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo.

    Ai tutti i nostri visitatori, dedichiamo questa ricca fotogallery del Venerdì Santo a Racalmuto.

    È risorto il Signore, Alleluia!

    Domenica 04 Aprile 2010 10:41

    dondiego Con la resurrezione ormai è possibile vincere il male con il bene e solo così è veramente Pasqua.

    • Buona Pasqua ai miei confratelli nel sacerdozio, al Vescovo Francesco Montenegro al Vescovo emerito Carmelo Ferraro ed al Vescovo di Nicosia Salvatore Muratore.
    • Buona Pasqua a don  Calogero Curto, a Don Luigi Mattina, a Don Michele Termine e Don Gero Manganello.
    • Buana Pasqua a Voi (14.000) Visitatori del sito, vicini e lontani.
    • Buona Pasqua a Voi visitatori, nostri concittadini, che seguite l’attività pastorale della nostra comunità ecclesiale, da tutta Italia e dalle varie parti del mondo dove vi trovate per motivi di lavoro. È bello sentirsi famiglia di Dio e cittadini di Racalmuto.
    • Buona Pasqua al Sindaco della nostra Città, agli amministratori e ai consiglieri comunali ed alle forze dell’ordine.

    È bello potere dire: diamoci la mano per risollevare le sorti di Racalmuto, abbattendo muri e steccati, come il Risorto ci ha insegnato.

    • Buona Pasqua a tutte le famiglie, soprattutto quelle in difficoltà relazionali, economiche  e di salute, non venga mai meno in voi, la speranza!
    • Buona Pasqua a tutti i giovani, non sciupate la primavera della vostra vita, coltivate i grandi ideali.
    • Buona Pasqua ai ragazzi, siate i fiori di primavera da voi il Risorto si attende frutti abbondanti di Amore e di Pace.
    • Buona Pasqua a tutti gli operatori di pastorale, ai gruppi, ai movimenti ecclesiali. Voi siete le mani i piedi gli occhi del Risorto insieme a tutti i credenti praticanti.
    • Buona Pasqua infine, alla redazione di questo sito, che pazientemente e laboriosamente, tiene aggiornata tutta la comunità, vicina e lontana con articoli, poesie, riflessioni, eventi in programmazione, racconti di vita delle comunità e fotogallery... Annunziate a tutto il mondo, anche attraverso questo straordinario mezzo che “CRISTO E’ VERAMENTE RISORTO”.

    Buona Pasqua vostro Don  Diego

    Buona Pasqua 2010

    Sabato 03 Aprile 2010 21:00

    Carissimi visitatori
    celebriamo con gioia e con sincerità la Pasqua del Signore ogni giorno.

    buonapasqua1

    È la festa dell’amore di Dio che, nel suo Figlio morto e risorto, raggiunge l’uomo di tutti i tempi per riaccendere in lui la speranza.

    buonapasqua2Peccato e morte sembrano dominare nella società ricca e povera di oggi. Peccato e morte sono le realtà più temute e nello stesso tempo più gettonate. L’uomo diventa sempre più schiavo di ciò che vorrebbe evitare: desidera il bene e vive nel male buonapasqua3 che fa e che riceve, anela alla vita e sperimenta la morte come limite e come segno estremo della cattiveria umana. Ma questa possiamo chiamarla vita? E chi potrà liberarci da questo circolo vizioso che sempre più genera nei cuori solitudine e angoscia, paura del domani e disperazione, durezza di cuore spesso follia omicida e suicida? Chi potrà riaccendere in noi la speranza vera di un domani migliore?

    Dio ha creato e redento l’uomo per la vita vera che solo nell’amore trova la sua pienezza. Solo il Cristo Crocifisso e Risorto riaccende la speranza della nuova creazione con il dono dello Spirito, primavera di ogni cuore e dell’umanità intera.
    Ogni Giorno, dinanzi a Cristo Gesù vivente nella Chiesa, ogni ginocchio si pieghi e ogni uomo, riconoscendo il proprio limite creaturale e morale, si getti nelle braccia del suo amore misericordioso per rinascere a vita nuova.

    buonapasqua4L’alba del mondo nuovo è spuntata in ognuno di noi che ha detto "SÌ" a Cristo. Accogliamo il sole della giustizia in Gesù Signore e crediamo fermamente che

    • il bene è bellezza – il male è orrore,
    • l’amore è fortezza – l’odio è debolezza,
    • il dare è ricchezza – il rubare è povertà,
    • l’unità è paradiso – la divisione è inferno,

    la vita ha vinto la morte, la speranza è certezza perché il Risorto è sempre con noi.

    Maria, madre del Risorto e madre nostra, ci aiuti a celebrare in ogni istante la Pasqua nella verità e nella gioia.

    Buona Pasqua dalla redazione del sito

    Essere preti è più di “una semplice decisione morale”

    Sabato 03 Aprile 2010 07:00
    "Vi darò pastori secondo il mio cuore i quali vi faranno pascolare con scienza e intelligenza" (Ger 3, 15).

    È sotto gli occhi di tutti l'attacco frontale alla Chiesa che viene portato in questi giorni a partire dalla accuse di pedofilia di alcuni sacerdoti. Viene qui riproposta la prolusione pronunciata dal Card. Angelo Bagnasco al Consiglio Episcopale Permanente a Roma in cui si parla, anche di questo.

    bagnasco“Senza dubbio – ha affermato il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) - la pedofilia è sempre qualcosa di aberrante e, se commessa da una persona consacrata, acquista una gravità morale ancora maggiore”.

    A questo proposito il porporato ha ripreso San Paolo che nella lettera ai Corinzi scrive “vi supplico in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2Cor 5,20), perchè “questa perorazione raggiungesse in particolare i nostri cari sacerdoti, e li interpretasse nel loro desiderio di autenticità e di rinnovamento della propria testimonianza di vita e di missione”.

    Il presidente della CEI ha quindi richiamato il tema dell’identità sacerdotale che resta ‘determinante’ per l’esercizio del sacerdozio ministeriale in un’epoca come la nostra ‘policentrica’ e ‘polimorfa’.

    Il sacerdote – secondo il Cardinale Bagnasco – non è né ‘un disagiato, né uno scompensato’, al contrario il sacerdote “è un uomo che – non solo nel tempo del seminario – coltiva la propria umanità nel fuoco dell’amore di Gesù”.

    “È nell’amore e nell’amicizia con Gesù, che – a parere dell’Arcivescovo di Genova – il sacerdote nutre, pota, orienta, la propria vocazione”.

    papa_benedettoNel fare ciò “ogni sacerdote è consapevole di essere stato preso per mano dal suo Signore e chiamato a stare con Lui come amico: per questo è vitale conoscere Dio da vicino, frequentarlo, accompagnarsi a Lui cuore a cuore”.

    A questo proposito il presidente della CEI ha ripreso le parole del Pontefice che indicano la celebrazione quotidiana della Messa, la preghiera regolare della Liturgia delle Ore e quella dei momenti più intimi e personali, l’adorazione eucaristica, la pratica del sacramento della penitenza, lo studio anche sistematico che permette di penetrare meglio le sfide del tempo, come “elementi che vanno nell’unica direzione, quella della comunione stabile con Dio in Cristo Gesù”.

    Il porporato ha poi sconsigliato “un’insistente proiezione esterna, una parcellizzazione degli impegni, un attivismo esasperato, per l’ancoraggio della vita interiore”, ed ha invece indicato la strada maestra nel “rapporto con Dio, coltivato, preservato, amato”.

    “Essere preti – ha sottolineato il porporato - è qualcosa di più di una semplice decisione morale, affidata ad una pur adeguata condotta di vita; è anzitutto una risposta d’amore ad una dichiarazione d’amore”.

    “E la missione”, come ha rilevato il Pontefice Benedetto XVI, “non è una cosa aggiunta alla fede, ma è il dinamismo della fede stessa”.

    Per il presidente della CEI, “solo tenendo lo sguardo fisso sul Signore e sulla sua sorprendente misericordia, per convertire il cuore, e continuare con gioia a lasciare tutto per Lui” si diventerà capaci di “appassionamento, di com-passione, per soffrire con gli altri, e caricarsi addosso il patire del nostro tempo, il patire della nostra stessa comunità, senza tuttavia lasciarsene sopraffare”.

    Preghiamo allora per i Sacerdoti della nostra comunità  sosteniamoli e difendiamoli nel loro operato. Partecipiamo alle varie iniziative promosse da loro. Aiutiamoli a vivere e fare vivere la comunione, soprattutto non critichiamoli, non ostacoliamo e  buttiamo addosso calunnie perché terribile sarebbe il giudizio di Dio su coloro che vanno contro i Sacerdoti. Gesù infatti ha detto nel Vangelo: “Chi ascolta voi ascolta Me; chi disprezza voi disprezza me, e chi disprezza Me disprezza Colui che mi ha mandato” (Lc 10,16). Chi fa soffrire i Sacerdoti fa soffrire Dio stesso.

    Venerdì Santo Passione del Signore

    Venerdì 02 Aprile 2010 06:30

    Cristo Vero Agnello Pasquale

    venrdisanto1

    Oggi la comunità cristiana non celebra l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il suo ricordo e motiva il suo digiuno (cf Mc 2,19-20): la morte del suo Signore e Sposo. L’azione liturgica è dominata dalla croce; manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia, la croce lascia spazio solo al silenzio e alla contemplazione.

    « Per le sue piaghe siamo stati guariti »

    venerdisanto2Quando la morte giunge dopo una dolorosa malattia, si usa dire con sollievo: “Ha finito di soffrire”. In un certo senso, queste parole valgono anche per Gesù. Sono però parole troppo limitate e superficiali, di fronte alla morte di qualsiasi uomo e ben di più di fronte alla morte di quell’uomo che è il Figlio di Dio.

    Infatti, quando Gesù muore, il velo del tempio di Gerusalemme si squarcia in due e accadono altri segni, che fanno esclamare al centurione romano che stava di guardia alla croce: “Davvero costui era Figlio di Dio!” (Mt 27, 51-54).

    In realtà, nulla è così oscuro e misterioso come la morte del Figlio di Dio, che insieme a Dio Padre è la sorgente e la pienezza della vita. Ma nulla è anche così luminoso, perché qui risplende la gloria di Dio, la gloria dell’Amore onnipotente e misericordioso.

    Di fronte alla morte di Gesù la nostra risposta è il silenzio dell’adorazione. Così ci affidiamo a lui, ci mettiamo nelle sue mani, chiedendogli che niente, nella nostra vita come nella nostra morte, ci possa mai separare da lui (Rom 8, 38-39).

    In questo giorno e nel giorno seguente, la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l'Eucaristia.
    Nelle ore pomeridiane ha luogo la celebrazione della Passione del Signore. Commemoriamo insieme i due aspetti del mistero della croce: la sofferenza che prepara la gioia di Pasqua, l'umiliazione e la vergogna di Gesù da cui sorge la sua glorificazione. Oggi è già Pasqua: Cristo che muore sulla croce «passa» da questo mondo al Padre; dal suo costato sgorga per noi la vita divina: noi «passiamo» dalla morte del peccato alla vita in Dio.
    La celebrazione si svolge in tre momenti: Liturgia della Parola, Adorazione della Croce, Comunione eucaristica.

    Grazie Signore per averci donato Giovanni Paolo II

    Giovedì 01 Aprile 2010 16:00

    Ricorre il 02 Aprile il 5° anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II, “una vita nel segno della carità”.

    papa1 «Si è fatto compagno di viaggio per l'uomo di oggi, spargendo nel mondo il profumo dell’Amore di Dio».

    Fermezza e carità. Ma anche amore verso Cristo, e quindi verso l’uomo. Si è soffermato su questi tratti di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, nella celebrazione per il quinto anniversario della morte del suo predecessore. Una liturgia quest’anno anticipata di qualche giorno – rispetto a quel 2 aprile del 2005 – per la coincidenza con il Venerdì Santo. Durante il suo pontificato Papa Wojtyla ha proclamato «il diritto con fermezza, senza debolezze o tentennamenti, soprattutto quando doveva misurarsi con resistenze, ostilità e rifiuti». La sua vita, aggiunge il Santo Padre, si è «svolta nel segno della carità, della capacità di donarsi in modo generoso, senza riserve, senza misura, senza calcolo».

    papa2 A muoverlo verso Cristo, ha proseguito, «era l’amore verso Cristo, a cui aveva consacrato la vita». «Un amore sovrabbondante e incondizionato», che gli ha consentito di «farsi compagno di viaggio per l’uomo di oggi, spargendo nel mondo il profumo dell’Amore di Dio». «Chi ha avuto la gioia di conoscerlo e frequentarlo – dice Benedetto XVI – ha potuto toccare con mano quanto viva fosse in lui la certezza “di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi”». Fino alla fine. «La progressiva debolezza fisica, infatti – prosegue –, non ha mai intaccato la sua fede rocciosa, la sua luminosa speranza, la sua fervente carità. Si è lasciato consumare per Cristo, per la Chiesa, per il mondo intero: la sua è stata una sofferenza vissuta fino all’ultimo per amore e con amore».

    papa3 Nella basilica vaticana gremita di pellegrini, italiani, ma anche polacchi, americani, spagnoli, giapponesi, tedeschi. Avevano atteso per ore in fila per poter entrare ad assistere alla Messa. Senza accorgersene, seppur in lingue diverse, Giovanni Paolo II lo descrivono allo stesso modo: «Era il Papa dei giovani, ha fatto tanto per loro», raccontano tutti subito. «Trasmetteva la fede nei suoi gesti semplici e allo stesso tempo grandiosi, universalizzava la cristianità – ricordano Gyla Martignoni e Cristina Margarin, di Varese –. Anche alla fine dei suoi giorni non si è ritirato ma ha avuto il coraggio di mostrare la sua sofferenza».

    «Riusciva a farsi capire. E riusciva pure a farmi piangere – ammette Maria Luisa Bazzoli di Peschiera del Garda, in provincia di Verona –. Toccava il cuore delle persone con la semplicità e la dolcezza». Anche Paola, che arriva dalla Sicilia, ne ricorda «la spontaneità e il carisma». «Mi colpiva la sua apertura verso gli altri. La testimonianza di amore che ha portato nei suoi viaggi, nel mondo», dice Sebastian, 24 anni, rumeno.

    Ma c’è anche chi con pudore parla dei suoi miracoli. Come Enza da Castel Sant’Elia. «Io Giovanni Paolo II lo ricordo bene come se fosse qui davanti», dice prima. Poi si commuove e tra le lacrime racconta: «A mio fratello pochi giorni fa è apparso in sogno. E proprio quel giorno l’hanno chiamato per fargli il trapianto che aspettava. Ora sta bene». Racconti di miracoli che arrivano pure da oltreoceano. Iolanda Paramo e Teresa Gonzales vengono dal Messico: «Una famiglia gli aveva affidato nelle preghiere il proprio bambino malato di cancro – raccontano –. E ora è guarito».

    Vedi presentazione

    100 Anni - Giornata delle Palme 28 Marzo 2010

    Giovedì 01 Aprile 2010 07:00

    100 anni sono passati e tanti buoni frutti si sono visti…

    AZIONE CATTOLICA VIRTUS
    UN’AVVENTURA…

    virtus3 Dove tante persone di buona volontà hanno dato e ricevuto amicizia, formazione e modo di equilibrio cristiano attuato nella società tanto difficile da viverci serenamente.

    Mons. Casuccio l’ha voluta e sostenuta; l’Arciprete Puma la considerava: la spina dorsale della Parrocchia; l’attuale Arciprete Don Diego Martorana  continua a guidarla con impegno.

    virtus4 Il giorno delle palme ha avuto inizio con il lancio di palloncini e la distribuzione di ramoscelli d’ulivo ai  partecipanti alla processione che dalla Matrice  si è radunata in Piazza Crispi.

    Il Presidente attuale Angelo Giudice ha comunicato che ogni mese ci sarà una celebrazione per concludere l’8 Dicembre con l’adesione all’Azione Cattolica ricevendo il segno della tessera.

    Giuseppina Morgante

    FotoGallery

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