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Gennaio 2011

Consegna della Bibbia

Domenica 30 Gennaio 2011 22:33

Unità Pastorale Chiesa Madre - Madonna del Carmelo


Martedì 1 Febbraio 2011 alle ore 19:00 nella Chiesa Madre i ragazzi del 1° anno della Scuola Superiore, riceveranno La Bibbia.

bibbiaIl Signore ci riunisce, piccoli e grandi, per farci un grande dono: la sua Parola nella Bibbia.

Egli ha parlato con familiarità a Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre; ha continuato a parlare al suo popolo lungo il cammino verso la Terra promessa, e parla anche a noi per comunicarci quanto ci ha voluto e ci vuole bene.

Ecco: la santa Scrittura ci dice che Dio ci ama, come e più di ogni persona che ci parla con cordialità e affetto. Accogliere la Bibbia all’inizio di un cammino, importante come quello fatto insieme con la catechesi, è segno di impegno nella nostra fedeltà “a” Dio e di certezza della fedeltà “di” Dio con noi.

 

Padre buono,

le nostre famiglie sanno di trovare in te

l’eterna luce che accende i cuori,

l’amore paziente che vince ogni divisione,

l’unica speranza che allieta la vita.

Conservale sempre nella fedeltà al tuo Figlio Gesù,

Parola vivente in mezzo a noi,

nella comunione dello Spirito santo

che ci conforta in ogni sofferenza

e ci riempie della sua gioia.

Amen.

Riflettiamo sulle virtù

Domenica 30 Gennaio 2011 19:15

È possibile essere saggi oggi?


Proverbio: Accettate la mia istruzione e non l'argento, la scienza anziché l'oro fino.

Gli uomini e le donne, gli adolescenti e i bambini che cercano questa saggezza saranno capaci di riconoscere la differenza tra ciò che è ben fatto e ciò che è mal fatto.

  • Che cosa dicono i bambini/e?
    Quando sarò grande voglio guadagnare molto denaro.
  • Che cosa risponde la famiglia?
    Il denaro è necessario per vivere, ma è più importante essere felici.
saggezza1
  • Alcuni minuti di riflessione
    Questo valore è indispensabile per condurre una vita equilibrata, perchè aiuta a scegliere ciò che bisogna fare in ogni momento.

Il giudizio di Salomone
(dal Primo Libro dei Re 3,16-28)

Un giorno due donne vennero dal re Salomone. Una di loro disse:
- Io abito insieme con questa donna e ho partorito mentre lei era in casa. Tre giorni dopo, anche lei ha avuto un bambino. Eravamo sole in casa, non c'era proprio nessun altro. Una notte il bimbo di questa donna è morto e lei, nel cuore della notte, mentre dormivo, si è alzata. È venuta a prendere mio figlio, che tenevo vicino a me, e l'ha portato a dormire con sé. Nel letto ha lasciato il bambino morto.
Io mi sono alzata per allattare e ho visto che era morto, poi ho guardato più attentamente e ho visto che non era il bambino che avevo partorito io.
Ma l'altra donna esclamò:
- Non è vero! Il bambino vivo è mio e il tuo è quello morto!
La prima rispose:
- No, è morto il tuo, quello vivo è il mio!
Le due donne si misero a litigare davanti al re. Allora il re disse:
- Dunque: una di voi dice che il bambino vivo è suo figlio, l'altra sostiene il contrario!
Mandò a prendere una spada e ordinò:
- Tagliate in due il bambino vivo e datene metà a ciascuna.
La prima donna si sentì gelare il sangue e gridò:
- Ti prego, Signore, dà pure a lei il bambino, ma non farlo uccidere!
L'altra invece rispose
- No, non darlo né a me né a lei: Fallo tagliare in due.
Allora il re pronunziò il suo giudizio:
- Non uccidete il bambino. Datelo alla prima donna: è lei la madre.
In Israele tutti vennero a conoscenza della decisione presa dal re Salomone e provarono un profondo rispetto per lui.
Si erano resi conto che Dio stesso gli aveva dato la saggezza necessaria per giudicare con giustizia.

 

saggezza2

Riflessione

  • Credi che sia giusta la decisione del re Salomone?
  • Credi che il re Salomone avrebbe lasciato uccidere il bambino?
  • Perché rinuncia a suo figlio la madre vera?
  • Se tu fossi stato Salomone, come avresti risolto il problema?
  • Se tu fossi stata la madre, che cosa avresti fatto?
  • Il re Salomone dimostrò di essere saggio.
    Che cos'è per te la saggezza?

Domenica 30 Gennaio 2011

Sabato 29 Gennaio 2011 18:01

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

liturgia_30_gennaioBeati i poveri davanti a Dio... Che messaggio! Lascia che Dio ti colmi! Egli ti ama malgrado la tua povertà, malgrado i tuoi limiti. Quando sei addolorato dall’effimero della felicità umana sempre minacciata, quando ti senti povero, quando l’afflizione ti paralizza, ascolta la grande promessa di Dio: sarete consolati, sarete sfamati, vedrete Dio... Questa promessa è nel cuore della nostra fede. Tutto il lieto messaggio di Gesù si riflette nelle beatitudini come uno specchio ardente. Colui che ha accolto la buona novella nel più profondo di sé stesso e nel quale questa verità raggiunge le radici dell’esistenza, diventerà naturalmente misericordioso e indulgente nel giudizio che ha sugli altri. Sarà capace di diffondere la pace, perché egli stesso la possiederà.
Se solamente fossimo in grado di vivere seguendo l’atteggiamento fondamentale delle beatitudini! Se solamente potessimo amare e avere fiducia come Gesù! Forse allora molti uomini che la vita ha reso amari e chiusi, ai quali le numerose delusioni hanno fatto perdere la fede in Dio e negli uomini, forse potrebbero ugualmente ricominciare a credere nella bontà di Dio e nella sua sollecitudine, attraverso la bontà e la sollecitudine umane. Forse allora molti uomini potrebbero ugualmente contare su Dio per instaurare su questa terra il bene, e offrirci quello che abbiamo sperato e atteso durante tutta la nostra vita: la sicurezza e la gioia. Una gioia che regna.

Un sacerdote risponde

Giovedì 27 Gennaio 2011 18:00

Quante volte al giorno si può fare la S. Comunione

Quesito comunione

Caro Padre Angelo,
desidero sapere quante volte correttamente in una giornata si debba fare la comunione ed eventualmente quando è consentito riceverla più volte.
Poiché devo dirlo ad altri vi sarei grata se mi citaste anche le fonti.
Ringrazio di cuore.
Maria


Risposta del sacerdote

Cara Maria,
  1. mi chiedi quante volte al giorno si debba fare la Santa Comunione.
    Secondo il precetto ecclesiastico si deve fare almeno una volta all’anno, e nel periodo pasquale (can 921,1).
    Ma la Chiesa esorta a fare spesso la S. Comunione.
    Nel catechismo della Chiesa Cattolica si legge: “La Chiesa tuttavia raccomanda vivamente ai fedeli di ricevere la santa Eucaristia la domenica e giorni festivi, o ancora più spesso, anche tutti i giorni” (CCC 1389).
  2. Ma probabilmente tu volevi chiedere quante volte si può fare la Santa Comunione nello stesso giorno.
    L'attuale Codice di Diritto Canonico, al can. 917, dice: "Chi ha già ricevuto la santissima Eucaristia, può riceverla una seconda volta nello stesso giorno, soltanto entro la celebrazione eucaristica alla quale partecipa".
  3. Anzi, se si trattasse di ricevere il Viatico (la comunione prima della morte), si suggerisce di riceverla una nuova volta, anche se l’avessero già fatta precedentemente due volte (can 921,2).
  4. Per poter fare degnamente la Santa Comunione sono necessarie tre cose:
    - essere in grazia di Dio,
    - sapere e pensare chi si va a ricevere,
    - essere digiuni da un’ora.
  5. Tuttavia “gli anziani, coloro che sono affetti da qualche infermità e le persone addette alle loro cure, possono ricevere la santissima Eucaristia anche se hanno preso qualcosa entro l’ora precedente” (can 9190,3).

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

Scelto per voi dal sito gli Amici Domenicani

Il giorno della memoria "La Shoah"

Giovedì 27 Gennaio 2011 08:23

giornata_memoria27 gennaio: il Giorno della Memoria. Per sapere, per non dimenticare e per scegliere la giustizia, la tolleranza e la pace. "Shoah" è un termine ebraico che significa "annientamento", "sterminio".

Esso si riferisce ad una delle più vergognose vicende della storia umana, quando i regimi dittatoriali nazi-fascisti, poco più di sessant'anni fa, stabilirono, attraverso leggi razziali, di far arrestare tutti gli Ebrei e di rinchiuderli nei campi di lavoro forzato e di sterminio, per eliminare del tutto la loro "razza", ritenuta inferiore.

La stessa sorte toccò agli zingari, agli slavi, agli handicappati, ai neri, e a tutti coloro che, secondo i nazisti e i fascisti, non appartenevano alla razza bianca ariana, considerata superiore e pura.

giornata_memoria2Oggi a noi può sembrare impossibile e incredibile che possano essere successi quei fatti e che donne, uomini e bambini di un intero popolo siano stati perseguitati, torturati e uccisi nei campi di concentramento e nelle camere a gas: ma è tutto tragicamente vero e ogni uomo appena ragionevole si vergogna ancora oggi di quello che successe.

E non dobbiamo pensare che i nazisti e i fascisti fossero tutti dei pazzi: sarebbe troppo facile liquidare lo sterminio accusando uno o due pazzi responsabili. I loro capi erano persone istruite e di normale intelligenza: sapevano quello che avevano deciso di fare. Lo sapeva Hitler e chi stava al suo fianco, lo sapeva Mussolini e il re d'Italia che firmarono le leggi razziali per perseguitare gli Ebrei italiani. Lo sapevano tutti coloro che obbedirono a quelle leggi sbagliate e crudeli.

Il "GIORNO DELLA MEMORIA" che viene celebrato ogni 27 gennaio, nella nazione e nelle scuole, serve proprio a non dimenticare le sofferenze di allora, per saper scegliere di evitare nuove sofferenze oggi, ad altri popoli e ad altre persone, in qualsiasi parte del mondo.

Ma la strada verso la giustizia e la pace è ancora lunga: basta guardare a quante guerre e persecuzioni sono ancora in atto in ogni continente del mondo. Occorre proprio l'impegno di tutti noi.

Disse Primo Levi a proposito di Anna Frank:
"Una singola Anne Frank detta più commozione delle miriadi che soffrirono come lei, la cui immagine è rimasta nell’ombra. Forse è necessario che sia così; se dovessimo e potessimo soffrire le sofferenze di tutti, non potremmo vivere".

papa_giovanni_paolo_IILa preghiera di papa Giovanni Paolo II al muro del pianto

"Dio dei nostri padri, 
tu hai scelto Abramo e i suoi discendenti 
per portare il tuo Nome fra i popoli.

Siamo profondamente rattristati per il comportamento di coloro
che nel corso della storia hanno provocato sofferenze a questi tuoi figli
e chiedendo il Tuo perdono vogliamo impegnarci
in una fratellanza sincera con il popolo dell'Alleanza"

firma_papa

Blog Innamorati della Lode

Scuola di formazione cristiana

Martedì 25 Gennaio 2011 12:00

COMUNITÀ ECCLESIALE
RACALMUTO - GROTTE - CASTROFILIPPO

SCUOLA DI FORMAZIONE CRISTIANA

scuola_formazioneSi porta a conoscenza che nel mese di febbraio c.a. inizieranno gli incontri quindicinali della durata di tre ore, previsti per la scuola di formazione cristiana.

Gli incontri avranno luogo presso la casa di riposo di Racalmuto.

La Scuola di Formazione  è una realtà di incontro e di formazione cristiana che si propone di aiutare i credenti a maturare una fede illuminata e responsabile.

La Scuola si rivolge in modo particolare a religiosi e laici che intendono svolgere in seno alle comunità locali un'attiva collaborazione pastorale.

Per altre informazioni più dettagliate,  potete rivolgervi al vostro parroco.

Sono aperte le iscrizioni, rivolgersi ai propri parroci entro il 30 gennaio 2011  per riempire la scheda di iscrizione.

 

Modello scheda iscrizione

Un esame di coscienza

Martedì 25 Gennaio 2011 10:00

La redazione del nostro sito trova interessante, in questo particolare momento che sta attraversando la politica nazionale, regionale, provinciale e locale, dare rilievo alle affermazioni del Cardinale Angelo Bagnasco presidente della CEI.

cardinale_bagnasco

“La politica deve interessare i cattolici, e deve entrare nella loro mentalità un’attitudine a ragionare delle questioni politiche senza spaventarsi dei problemi seri che oggi, non troppo diversamente da ieri, sono sul tappeto”. È uno dei passi salienti della prolusione del card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Il cardinale esorta i cattolici ad adottare in politica “un giudizio morale che non sia esclusivamente declamatorio, ma punti ai processi interni delle varie articolazioni e responsabilità sociali e istituzionali”. “Famiglie in difficoltà, adulti che sono estromessi dal sistema, giovani in cerca di occupazione stabile anche in vista di formare una propria famiglia”: queste, per il card. Bagnasco, le “situazioni che continuano a farsi sentire”, in tempo di crisi. Di qui la richiesta che “le riforme in agenda siano istruite nelle maniere utili”, in modo da assicurare “maggiore stabilità per il Paese intero”. Per quanto riguarda la “scena politica”, il presidente della Cei parla di “caduta di qualità, che va soppesata con obiettività, senza sconti e senza strumentalizzazioni, se davvero si hanno a cuore le sorti del Paese, e non solamente quelle della propria parte”.

Non è più tempo di galleggiare

“Se la gente perde fiducia nella classe politica, fatalmente si ritira in se stessa”, l’ammonimento del card. Bagnasco, che in politica raccomanda una “tensione necessaria tra ideali personali, valori oggettivi e la vita vissuta, tra loro profondamente intrecciati”. Per il presidente della Cei, “non è più tempo di galleggiare”, perché il rischio “è che il Paese si divida non tanto per questa o quella iniziativa di partito, quanto per i trend profondi che attraversano l’Italia e che, ancorandone una parte all’Europa, potrebbero lasciare indietro l’altra parte. Il che sarebbe un esito infausto per l’Italia, proprio nel momento in cui essa vuole ricordare – a 150 anni dalla sua unità – i traguardi e i vantaggi di una matura coscienza nazionale”. Il presidente della Cei chiede quindi un “esame di coscienza” e propone di “convocare ad uno stesso tavolo governo, forze politiche, sindacati e parti sociali e, rispettando ciascuno il proprio ruolo ma lasciando da parte ciò che divide, approntare un piano emergenziale sull’occupazione”.

Senza complessi di inferiorità

“Aspettarci che i cattolici circoscrivano il loro apporto nell’ambito sempre importante della carità – ha ribadito il presidente della Cei – significa scadere in una visione utilitaristica, quando non anche autoritaria. I cattolici non possono consegnarsi all’afasia, ideologica o tattica: se lo facessero tradirebbero le consegne di Gesù ma anche le attese specifiche di ogni democrazia partecipata”. “Dobbiamo muoverci senza complessi di inferiorità”, l’esortazione del card. Bagnasco: “Siamo, e come, interessati alla vita della società; in essa ci si coinvolge con stile congruo, ma a determinarci non sono l’istinto di far da padroni né le logiche di mera contrapposizione”. Di qui l’invito a reagire al “conformismo”: “Se i credenti conoscono solo le parole del mondo, e non dispongono all’occorrenza di parole diverse e coerenti, verranno omologati alla cultura dominante o creduta tale, e finiranno per essere anche culturalmente irrilevanti”, ha ricordato il presidente della Cei, che ha esortato a salvare “l’autonomia della coscienza credente rispetto alle pressioni pubblicitarie, ai ragionamenti di corto respiro, ai qualunquismi, alle lusinghe”. Cattolici “scomodi”? Talvolta forse sì, ma “non per posa o per pregiudizio, quanto per sofferta, umile, serena coerenza”.

Un invito allora a tutti i politici e legislatori, ad assumere la propria vocazione con coraggio e a diventare i buoni samaritani dei nostri tempi.

Abbiamo bisogno di te

Lunedì 24 Gennaio 2011 22:15

Il corso di preparazione dei MINISTRI STRAORDINARI DELL’EUCARESTIA del Vicariato Foraneo di Racalmuto, ha avuto luogo il 13 e 14 Gennaio presso la Casa di Riposo di Racalmuto.

Presenti oltre 80 ministri, provenienti dalle comunità Parrocchiali di Racalmuto, Grotte e Castrofilippo. Gli incontri sono stati animati da:

  • Don Giuseppe Morreale
  • Don Mimmo Zambito
  • Don Giuseppe Lentini.

ministri_eucarestia

Il Mandato per i ministri straordinari di Racalmuto avrà luogo il prossimo 12 Febbraio alle ore 17:30 nella Chiesa Madre.

I Ministri Straordinari dell’Eucaristia sono coloro che recano la santa Comunione agli infermi, agli anziani, a coloro che sono impossibilitati a partecipare alla Messa, specialmente domenicale, essi, dopo essersi nutriti di Cristo nell’Eucaristia, nutrono Cristo nei poveri (cfr. S,Leone, Sermone 9; PL 54, 453-3)

ABBIAMO BISOGNO DI TE

Abbiamo bisogno di te, di te solo, Gesù, di nessun altro.papa_giovanni

Tutti hanno bisogno di te,
anche quelli che non lo sanno,
assai più di quelli che sanno.

L’affamato s’immagina di cercare il pane, e ha il fame di te;
l’assetato crede di valore l’acqua, e ha sete di te.

Chi cerca la bellezza del mondo cerca,
senza accorgersene, te, che sei la bellezza
intera e perfetta.

Chi persegue nei pensieri la verità ministri_eucarestia2
desidera, senza valore, te,
che sei l’unica verità
degna d’essere saputa.

E chi si affanna dietro la pace cerca te,
sola pace deve possono riposare
i cuori più inquieti.

Essi ti chiamano senza saperlo
e il loro grido è inesprimibilmente
più doloroso del nostro.

(Giovanni Papini, 1881-1956)

Fotogallery

Domenica 23 Gennaio 2011

Sabato 22 Gennaio 2011 10:00

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

3_domenicaL’evangelista Matteo, riprendendo un’immagine del libro di Isaia, ci dice quello che è Gesù per noi: la luce. Nella nostra vita, vediamo spesso tenebre, resistenze, difficoltà, compiti non risolti che si accumulano davanti a noi come un’enorme montagna, problemi con i figli, o gli amici, con la solitudine, il lavoro non gradito...

È tra tutte queste esperienze penose che ci raggiunge la buona parola: non vedete solo le tenebre, guardate anche la luce con cui Dio rischiara la vostra vita. Egli ha mandato Gesù per condividere con voi le vostre pene. Voi potete contare su di lui che è al vostro fianco, luce nell’oscurità.

Non siamo noi che diamo alla nostra vita il suo senso ultimo. È lui. Non è né il nostro lavoro, né il nostro sapere, né il nostro successo. È lui, e la luce che ci distribuisce. Perché il valore della nostra vita non si basa su quello che facciamo, né sulla considerazione o l’influenza che acquistiamo. Essa prende tutto il suo valore perché Dio ci guarda, si volta verso di noi, senza condizioni, e qualsiasi sia il nostro merito. La sua luce penetra nelle nostre tenebre più profonde, anche là dove ci sentiamo radicalmente rimessi in causa, essa penetra nel nostro errore. Possiamo fidarci proprio quando sentiamo i limiti della nostra vita, quando questa ci pesa e il suo senso sembra sfuggirci. Il popolo immenso nelle tenebre ha visto una luce luminosa; una luce è apparsa a coloro che erano nel buio regno della morte!

Incontro foraniale dei sacerdoti

Sabato 22 Gennaio 2011 08:18

Venerdì 21 gennaio 2011 alle ore 11:00, nel salone della casa di riposo di Racalmuto, si è svolto l’incontro foraniale dei sacerdoti di Castrofilippo, Grotte e Racalmuto.

incontro_sacerdoti

All’incontro erano presenti: don Calogero Curto, don Luigi Mattina, don Diego Martorana, don Giovanni Castronovo, don Angelo Martorana, don Julien Albert Mokasse, don Gaspare Sutera e don Michele Termine.

Nei vari interventi sono stati affrontati problematiche di ordine Pastorale, ma da parte di tutti si è vissuta la gioia di stare insieme, nella comunione e nella fraternità presbiterale.

L’incontro è stato allietato con la presenza del nostro Arcivescovo don Franco Montenegro che, passando da Racalmuto, ha incontrato i sacerdoti riuniti, dando importanti indicazioni per una buona pastorale evangelica.

Un sacerdote risponde

Mercoledì 19 Gennaio 2011 13:36

Carissimi visitatori, ormai diventati numerosissimi in tutto il mondo,
per desiderio di Don Diego Martorana, direttore spirituale di questo sito, da questa settimana, periodicamente, vi offriremo degli spunti di riflessione, che ci aiuteranno a soffermarci su temi importanti di estrema attualità, che riguardano i giovani e le famiglie. Cercheremo attraverso, domande e quesiti posti da alcuni lettori, di dare delle risposte concrete ed esaurienti, grazie anche all’ausilio di sacerdoti, che giorno dopo giorno, spendono la loro vita per stare accanto a coloro i quali sono alla ricerca, per dare un senso alla propria vita.

Chiedo se ubriacarsi e drogarsi costituisca un peccato grave

vizi Quesito

Caro Padre,
le domande che volevo farle ora scaturiscono da una riflessione che ho fatto su alcool e droga. Riguardo il primo: è ovvio che preso con moderazione non dà problemi. Ma quando uno per esempio si ubriaca, commette peccato. Le domando: il peccato che si commette rientra tra quelli oggettivamente gravi (come ad esempio la masturbazione) o comunque non c'è materia grave? A quale comandamento si ricollega questa proibizione di abusare degli alcoolici?

Circa gli stupefacenti: alcuni dicono che, assunta della marijuana (droga leggera) tipo una volta al mese, se ne ricaverebbe degli effetti benefici alla circolazione. E' vera questa cosa oppure si tratta della classica "bufala"? E comunque, secondo la Chiesa è peccato fumarsi anche solo uno spinello? E anche qui, è peccato oggettivamente grave? A che comandamento si rifà?
Escludo dalla domanda i casi come quello della morfina utilizzata come palliativo ad un forte dolore, chiaramente leciti.

Fortunatamente, non ho a che fare con tali sostanze (o, nel primo caso, non ne abuso), dentro di me so che certi comportamenti sono contrari al progetto di Dio. Però purtroppo come è noto molti miei coetanei non la pensano così, e mi piacerebbe puntualizzare certe questioni anche nel caso ne avessi a discutere.

Un caro saluto,
Lorenzo.


Risposta del sacerdote

Caro Lorenzo,     
  1. l’abuso di alcool e di stupefacenti va contro il 5° comandamento, il quale comanda non solo di non uccidere, ma anche di custodire la nostra e l’altrui salute.
  2. Così si esprime anche il Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale però parla della gravità dell’uso dell’alcool in connessione con atti che possono mettere in pericolo l’incolumità delle persone.
    Dice esplicitamente: “La virtù della temperanza dispone ad evitare ogni sorta di eccessi, l'abuso dei cibi, dell'alcool, del tabacco e dei medicinali. Coloro che, in stato di ubriachezza o per uno smodato gusto della velocità, mettono in pericolo l'incolumità altrui e la propria sulle strade, in mare, o in volo, si rendono gravemente colpevoli” (CCC 2290).
  3. Il CCC non è un trattato di teologia e pertanto è necessariamente succinto. In teologia si insegna che è peccato grave anche l’ubriacarsi senza portare danno agli altri. 
    S. Paolo annovera l’ubriachezza tra le opere della carne, per cui chi le compie non entra nel regno di Dio (Gal 5,21; 1 Cor 6,9-l0). A nessuno è lecito privarsi dell’uso di ragione e della connessa facoltà di compiere atti importanti, che possono essere richiesti anche all’improvviso.
  4. Circa la responsabilità di chi si ubriaca, va distinto il caso di chi si ubriaca inopinatamente (non ha colpa) e chi invece conosce le conseguenze del bere. Gli atti disordinati emessi da un ubriaco gli sono imputabili nella misura in cui furono previsti almeno confusamente. In ogni caso gli sono imputabili per averne posto la causa (volontario in causa).
  5. Anche l’uso della droga, al di fuori di motivi terapeutici, è peccato grave. Il catechismo della Chiesa Cattolica è chiaro e non fa distinzioni tra droghe.
    È sottinteso che l’uso di alcuni stupefacenti è più grave di altri. Ma questo non toglie che tutti siano peccati gravi, come analogamente rubare un miliardo di euro è più grave che rubarne un milione. Ma questo non significa che rubarne un milione sia solo peccato veniale.       
    Ecco il testo del catechismo: “L' uso della droga causa gravissimi danni alla salute e alla vita umana. Esclusi i casi di prescrizioni strettamente terapeutiche, costituisce una colpa grave. La produzione clandestina di droghe e il loro traffico sono pratiche scandalose; costituiscono una cooperazione diretta, dal momento che spingono a pratiche gravemente contrarie alla legge morale” (CCC 2291).

Ti ringrazio, ti ricordo al Signore e ti benedico.   
Padre Angelo

Scelto per voi dal sito gli Amici Domenicani

Percorsi formativi per Fidanzati, Giovani Coppie, Famiglie

Mercoledì 19 Gennaio 2011 07:00

sacra_famigliaDomenica 23 gennaio 2011 presso i locali del Seminario arcivescovile di Agrigento a partire dalle ore 16.00 avrà luogo il primo dei percorsi formativi per fidanzati, giovani coppie e famiglie dal titolo La relazione di coppia nella società post-moderna.

Venerdì 28 gennaio 2011 presso i locali del Seminario arcevescovile di Agrigento a partire dalle ore 17.30 avrà luogo la presentazione del manuale per itinerari di fede per fidanzati e giovani coppie di S. E. Mons. S. Muratore dal titolo Come lo sposo gioisce per la sposa.

Recuperiamo il senso della vita

Martedì 18 Gennaio 2011 10:00

I fatti e le circostanze che in questo periodo storico, vedono il nostro paese, in uno stato di abbandono, di indifferenza, di sfiducia, ci devono far riflettere ancora di più.

Non si può essere più l’uno contro l’altro;

non possiamo più affannarci per perseguire interessi personali, familiari e dei propri amici;

non possiamo farci distrarre dalle cose effimere;

non possiamo farci trascinare dalle mode contemporanee, costose e dispendiose;

non possiamo farci attrarre dalla sete di potere, di prestigio;

non possiamo farci invadere dalle notizie, dai gossip televisivi;

non possiamo farci conquistare dai falsi modelli proposti dai media;

non possiamo farci intristire dalle notizie di omicidi, consumati all’interno delle mura domestiche e non.

Dobbiamo recuperare il senso della vita. Fermarci, capire da dove veniamo, dove siamo e  dove siamo diretti.

battesimo Il battesimo ci fa figli di Dio; nel medesimo tempo ci fa fratelli di Cristo e fratelli tra di noi. Quindi è logico che si deve vivere da fratelli.

E questo che cosa significa?

  • Condividere la stessa fede. Scaturita dall'insegnamento degli apostoli e tramandata dalla chiesa, questa fede ci fa aderire alla Parola di Cristo: ci permette di avere una visione comune del nostro destino, di condividere la stessa speranza, di avere lo stesso ideale di giustizia e di pace. Tutto ciò nonostante le differenze di ambiente sociale, di cultura, di intelligenza e di fortuna.
  • Vivere in comunione di preghiera. I primi cristiani partecipavano "con un cuor solo e un'anima sola" alle celebrazioni religiose, specialmente alla "frazione del pane ": noi diremmo "alla mensa". E noi con quale spirito ci ritroviamo nelle nostre chiese per condividere lo stesso pane della parola e dell'Eucaristia? Ci anima uno stesso desiderio: vedere il regno di Dio estendersi su tutta la terra, e tutti gli uomini conquistati progressivamente dal vangelo?
  • Essere veramente uniti nell'amore fraterno. Un vero affetto, che comporta comprensione e benevolenza reciproca, sincera apertura di cuore, tolleranza a tutta prova. Un amore effettivo che renda disponibili al servizio, anche senza esserne richiesti, verso tutti, anche quelli che non ci sono simpatici o ci hanno fatto dei torti.

Costruiamo La Pace

Lunedì 17 Gennaio 2011 20:58

L’Azione Cattolica di Racalmuto, a conclusione del mese dedicato alla pace, organizza il 30 Gennaio p.v. una giornata di celebrazioni comunitarie. Occasione per riflettere sul tema attraverso disegni, poesie, balletti che rappresentano le civiltà di tre continenti: Africa, Asia ed Europa. Attività curate dalle  parrocchie.

Per l’occasione, è  stato bandito un concorso di disegno, rivolto a ragazzi fino all’età massima di 10 anni e un concorso di poesie e messaggi sulla Pace, rivolto a ragazzi dagli 11 anni in poi, ai giovani, agli adulti di A.C., ai catechisti, agli Scout e agli educatori.

Il materiale elaborato, deve essere consegnato entro il 23 Gennaio ai responsabile dell’A.C.

Gli elaborati saranno valutati da una commissione, formata da Soci adulti, che premieranno un ragazzo, un giovane ed un adulto, alla fine della manifestazione.

P R O G R A M M A

Domenica 30 Gennaio 2011

Ore 9:30 S. Messa Chiesa Madre

Ore 10:30 raduno in Piazza Castello

Interverranno Autorità civili e religiose,

seguiranno: balli, canti, testimonianze degli immigrati.

Premiazione dei vincitori dei concorsi.

Conclude L’Arc. Don Diego Martorana.

Benedizione finale.

È giunto il momento

Lunedì 17 Gennaio 2011 13:59

Papa Giovanni Paolo II beatificato a Roma il 1 maggio 2011


papa_WojtylaL'annuncio della beatificazione di Papa Wojtyla è stato dato con la promulgazione del decreto che attribuisce un miracolo all'intercessione di Giovanni Paolo II. Il rito di beatificazione avverrà dunque il primo maggio, nella Domenica in Albis, cioè la prima successiva alla Pasqua, nella quale lo stesso Karol Wojtyla ha istituito la Festa della Divina Misericordia.

A sei anni dalla morte, avvenuta il 2 aprile del 2005, Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II, sarà beatificato il primo maggio di quest'anno. Benedetto XVI infatti ha derogato alle norme canoniche che prevedono si aspettino cinque anni dalla morte per aprire il processo canonico per la beatificazione.

La conclusione nel 2011 del processo di beatificazione per Wojtyla indica che si è lavorato molto, esaminando una mole immensa di documenti e ascoltando tantissimi testimoni, per analizzare un pontificato di quasi 27 anni e l'intera vita di un personaggio che ha segnato la storia ecclesiale e non solo del Novecento.

NESSUNA ESUMAZIONE - "La bara di Giovanni Paolo II sarà traslata dalle Grotte Vaticane alla superiore Basilica di San Pietro senza esumazione, cioè chiusa", ha precisato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. I lavori iniziati ieri riguardano la pulizia dei mosaici di tutti gli altari e dunque non erano previsti, ma si è ritenuto opportuno iniziare da quello che ospiterà il corpo del Papa polacco.

 

Convegno Diocesano degli Educatori

Lunedì 17 Gennaio 2011 00:32

Il papa in Sicilia: “Non perdete la speranza”

Domenica 16 Gennaio 2011 16:00

“La mafia porta solo alla morte”. Il monito di Benedetto XVI che rivolgendosi ai giovani li ha invitati a seguire gli esempi positivi della Sicilia. Da Padre Puglisi alla venerabile Maria Carmelina Leone, nata da genitori di Racalmuto

mcleone1 Dopo lo storico anatema di Giovanni Paolo II alla valle dei Templi di Agrigento che richiamò i mafiosi alla conversione, ieri Benedetto XVI ha parlato di mafia come strada di morte. Lo ha fatto nel corso di una giornata intensa a Palermo alla presenza di migliaia di siciliani provenienti da tutte le province. Alla presenza dei giovani che ha incontrato nel tardo pomeriggio in piazza Politeama. E proprio a loro il papa ha detto di non cedere “alle suggestioni della mafia, che è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo, come tante volte i vostri vescovi hanno detto”. “Siate alberi che affondano le loro radici nel fiume del bene – ha detto – e non abbiate paura di contrastare il male”. Così il pontefice si è rivolto ai giovani siciliani indicando loro alcuni esempi da seguire:  da Chiara Badano, morta di tumore nel 1990 e recentemente beatificata, a Rosario Livatino, il magistrato canicattinese ucciso vent’anni fa dalla mafia, a 38 anni, ora al centro di una causa di beatificazione.  Del “giudice ragazzino” Benedetto XVI ha parlato due volte. “E’ stato un seme di Dio” ha detto il papa. Parlando di Livatino e di altri giovani morti prematuramente nella fede, il papa ha osservato che “spesso la loro azione non fa notizia, perché il male fa più rumore, ma sono la forza, il futuro della Sicilia”.

mcleone2 Oltre a Livatino Benedetto XVI ha citato anche Maria Carmelina Leone, nata nel 1923 a Palermo da genitori di Racalmuto (Giuseppe, cattolico praticante, e da Santina Passa Fiume) morta a soli 17 anni in odor di santità  e dichiarata “Venerabile” da Giovanni Paolo II. Per la giovane Leone adesso Palermo, ma anche la comunità di Racalmuto, attende il giudizio definitivo sulla sua beatificazione. Della giovane Leone ancor oggi a Racalmuto rimane memoria soprattutto nei più anziani. La sua “santità” è ricordata anche con una filastrocca che ricorda la vita di questa giovane che spesso veniva in paese a visitare i nonni, in compagnia dei genitori che andarono via da Racalmuto per spostarsi a Palermo. E sono stati tanti i siciliani che ieri il Papa ha nominato. Primo fra tutti Don Pino Puglisi. Nel corso di tutta la giornata più volte è stato ricordato il sacerdote di Brancaccio ucciso dalla mafia. E ai giovani il papa ha detto di reagire alla precarietà del mondo del lavoro. Lo ha detto in mattinata, davanti ad una platea composta anche da politici: dal governatore della Sicilia al ministro Alfano. La visita del Papa, dove hanno partecipato numerosi giovani racalmutesi, ha lasciato un segno ai giovani. Una speranza. Come quel gesto, a Capaci, sul luogo dove morì Giovanni Falcone. Una preghiera davanti al monumento che ricorda il sacrificio del giudice, della moglie e degli uomini della scorta.

Domenica 16 Gennaio 2011

Sabato 15 Gennaio 2011 19:00

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

2_domenicaIl Dio che viene ad incontrarci nella Bibbia non regna, indifferente alla sofferenza umana, in una lontananza beata. E' un Dio che, al contrario, si prende a cuore tutta questa sofferenza. Lui la conosce (Es 3,7). La notizia di Dio che si fa uomo in Gesù non ci lascia di sasso: Dio viene nel cuore della nostra vita, si lascia toccare dalla nostra sofferenza umana, si pone con noi le nostre domande, si compenetra della nostra disperazione: “Mio Dio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15,34). Giovanni Battista dice di Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo”. Ecco questo Dio che si lascia ferire dalla cattiveria dell’uomo, che si lascia commuovere dalla sofferenza di questa terra.

Egli ha voluto avvicinarsi il più possibile a noi, è nel seno della nostra vita, con i suoi dolori e le sue contraddizioni, le sue falle e i suoi abissi.

È in questo che la nostra fede cristiana si distingue da qualsiasi altra religione. Gesù sulla croce - Dio nel mezzo della sofferenza umana: questa notizia è per noi un’incredibile consolazione. È vicino al mio dolore, egli mi capisce, sa come mi sento. Questa notizia implica allo stesso tempo un’esistenza scomoda: impegnati per coloro che, nel nostro mondo, stanno affondando, che naufragano nell’anonimato, che sono torturati, che vengono assassinati, che muoiono di fame o deperiscono... Sono tutti tuoi fratelli e tue sorelle!

17 Gennaio Festa di Sant’Antonio Abate

Sabato 15 Gennaio 2011 08:44

s_antonio Fine settimana all'insegna delle celebrazioni dedicate a Sant'Antonio Abate in numerose localita' italiane. Il santo e' infatti patrono di oltre cento tra cittadine e paesi sparsi su tutta la penisola, che tra il 16 e il 17 gennaio organizzano in suo onore falo' e sagre. Nato in Egitto nel 251 d.C. e morto nel deserto della Tebaide il 17 gennaio del 357, all'eta' di 106 anni, almeno secondo la tradizione, il santo e' noto anche come sant'Antonio il Grande, sant'Antonio d'Egitto, sant'Antonio del Fuoco, sant'Antonio del Deserto e sant'Antonio l'Anacoreta. La sua vita ci e' stata tramandata da ''la Vita Antonii'' pubblicata nel 357, attribuita ad Atanasio, vescovo di Alessandria, suo discepolo. A lui si deve la costituzione in forma permanente di famiglie di monaci che sotto la guida di un padre spirituale, abba', si consacrarono al servizio religioso.

In vita fu anche reputato un potente taumaturgo capace di guarire malattie terribili e per questo venivano posti sotto la sua protezione coloro che erano afflitti dal ''male degli ardenti'', da qui la definizione del ''Fuoco di Sant'Antonio'', che in realtà corrisponde a due diverse malattie che provocano forti eritemi.

Tra gli attributi iconografici del santo figurano quindi il fuoco e il maiale, il cui grasso poteva servire a lenire gli eritemi. Sant'Antonio abate viene perciò considerato il patrono dei macellai e salumai, dei contadini e degli allevatori e protettore degli animali domestici. Tanto che il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. Ma la devozione religiosa assume diverse forme a seconda delle diverse localita', anche se praticamente ovunque il sacro si accompagna al profano, con falo' e sagre, queste ultime dedicate principalmente al maiale, per il quale, in questo periodo c'e' la ''maialatura'', ovvero la macellazione per la confezione di salumi e prosciutti.

A Racalmuto il Santo sarà ricordato con una S. Messa, presieduta dall’Arc. Don Diego Martorana, alle ore 10:30 presso la Chiesa Madre, alla fine della quale saranno benedetti gli animali.

Lo stesso giorno un'altra S. Messa sarà celebrata alle ore 17:30.

Avviso del Centro Missionario Diocesano

Venerdì 14 Gennaio 2011 21:29
arcidiocesi

Carissimi, vi comunico gli impegni del Centro Missionario Diocesano di questo mese.

Domenica 16 Gennaio 2011

Agrigento, presso Seminario Vescovile, ore 16:30, 2° Incontro del Corso di Formazione “Cambiare vita? Questione di stili”.  Tema di questo secondo incontro sarà "Nuovo rapporto con le cose: Alleggerirsi per camminare spediti. Dal consumismo al consumo critico, dalla dipendenza alla sobrietà". L’incontro sarà tenuto da Padre Adriano Sella, co-fondatore della rete interdiocesana sui “nuovi stili di vita” della Diocesi di Padova. L'incontro prevede quattro momenti:
  1. Scheda itroduttiva a cura del CMD;
  2. Riflessione animata da presentazioni multimediali e video ada parte di Padre Adriano Sella
  3. Laboratori di approfondimento in piccoli gruppi
  4. Dibattito e conclusioni.

Destinatari: Operatori pastorali (animatori missionari, della Caritas, della Liturgia della Catechesi, della pastorale giovanile e familiare, della cultura, della sanità, delle comunicazioni sociali, della pastorale sociale e del lavoro), insegnanti di religione,  responsabili e membri di associazioni, gruppi e movimenti, appartenenti al mondo del volontariato, ONG, ecc..)

Venerdì 21 Gennaio 2011

Agrigento, presso le Suore Comboniane - vicolo Scarpinati n.2 – trav. via Garibaldi - ore 19:00 – Shalom: lectio humana, lectio Divina

Vi abbraccio fraternamente.  Don Luigi 

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Felicità e Sofferenza

Venerdì 14 Gennaio 2011 09:22

Gesutene Con l’inizio di tutte le attività parrocchiali, sono ripresi anche gli incontri del gruppo “Gesù di Nazareth. In questo ultimo scorcio di anno, in attesa della pubblicazione del II volume sulla vita di Gesù di papa Benedetto XVI, il gruppo si soffermerà e approfondirà i contenuti della lettera pubblicata dalla Commissione Episcopale per la dottrina della Fede, denominata “Lettera ai cercatori di Dio”.

La lettera si articola su tre sezioni:

  • un invito a riflettere insieme sulle domande che ci uniscono;
  • una testimonianza, tesa a rendere ragione della speranza che è in noi;
  • una proposta fatta a chi cerca la via di un incontro possibile con il Dio di Gesù Cristo.

Nell’incontro che si è tenuto domenica 14 novembre, dopo la messa pomeridiana, è stata presentata la lettera e si è cominciato ad esaminare la prima parte della lettera.

Ecco una breve sintesi dell’incontro.

Motivazioni: la lettera nasce dalla profonda inquietudine che la Conferenza Episcopale Italiana avverte in tutti gli strati della popolazione e si rivolge ai “cercatori di Dio”, a tutti coloro, cioè, che sono alla ricerca del volto del Dio vivente. Lo sono i credenti e quanti - pur non credendo - avvertono la profondità degli interrogativi su Dio e sulle cose ultime.

In questa prima parte, abbiamo scelto degli interrogativi, riconoscibili nella vita di ognuno.

1. FELICITÀ E SOFFERENZA

L’uomo per sua propria natura è un cercatore di felicità di cui non si sazia mai, questo anelito è il puL’uomo per sua propria natura è un cercatore di felicità di cui non si sazia mai. Tutti ci riconosciamo nel bisogno della felicità: ma quale felicità cerchiamo? Come la cerchiamo? Con quali strumenti cerchiamo di assicurarcene il possesso? Gli altri, in questa ricerca, che posto hanno?

La crisi nel rapporto tra vita e felicità non riguarda solo i cristiani. Chiunque ama la vita e cerca la gioia non si accontenta di proposte che legano la felicità unicamente al possesso, al potere, al solo piacere o all’egoismo personale.

La nostra esperienza cristiana ci porta ad affermare che la vita è bella nonostante tutte le prove, perché esistiamo e sperimentiamo l’amore.

Come per la felicità, anche il dolore ci accomuna tutti.

L’emblema della sofferenza nella Bibbia è Giobbe, figura di chi soffre ingiustamente.

Con lui, anche noi ci chiediamo: perché dobbiamo soffrire e morire?

La cultura moderna per ovviare a queste domande, cerca di nasconderle con l’ebbrezza del consumismo, del piacere, del divertimento, obliando il significato profondo della vulnerabilità umana, del valore e della dignità del dolore.

Il dolore e la morte ci insegnano alcune cose fondamentali:

a) non siamo eterni;

b) non siamo onnipotenti;

Dobbiamo rassegnarci?

Spegnere la vita?

Rimandare tutto ad una vita futura?

Eppure la speranza in noi è innata, e motiva ogni nostro sentimento, suscitando la pazienza e l’impegno.

La speranza è un dono che viene a noi in modo imprevedibile? Un dono che trascende le nostre possibilità?

Tutti sogniamo una speranza che va oltre la fine di tutto.

E’ questa la speranza che viene da Dio?.

Proseguendo gli incontri pubblicheremo su questo sito una breve sintesi delle riflessioni sulle altre domande che vi anticipiamo.

2. AMORE E FALLIMENTI

3. LAVORO E FESTA

4. GIUSTIZIA E PACE

5. LA SFIDA DI DIO

Intanto vi ricordiamo che gli incontri sono aperti a tutti e si svolgono nel saloncino adiacente la chiesa del Carmelo, dopo la messa pomeridiana con una cadenza quindicinale, compatibilmente con altri appuntamenti parrocchiali.

Il prossimo incontro sarà domenica 23 Gennaio subito dopo la S. Messa delle ore 18:00.

Epifania del Signore

Venerdì 14 Gennaio 2011 08:51

Le Ragazze del gruppo missionario si muovono per attuare il compito loro affidato.
aiutare a far sorridere anche loro.

gruppo_missionario

Hanno addobbato alla meglio un tavolo mettendo in offerta per la Santa Infanzia degli oggetti regalati da alcune famiglie per questo scopo.

Si sono dati i turni per stare lì ad accettare le offerte dalle persone generose prima e dopo ogni S. Messa di giorno 6 e Domenica 9 Gennaio. Sono stati raccolti € 370,00 che saranno spediti quanto prima all'ufficio missionario di Agrigento per i bisogni delle missioni.

Le persone che fanno parte di questo gruppo, si sentono molto unite e volenterose e colgono l'occasione per ringraziare i racalmutesi che hanno avuto fiducia e li invitano a servirsi di loro per chi vuole fare delle offerte particolari a favore delle missioni. La missione per cui  si sentono più in contatto è quella della Papua per la quale ogni primo martedì di mese offrono un'ora di preghiera e un'offerta.

Si riuniscono ogni martedì alle ore 19,00 presso la chiesa madre per pregare e organizzarsi  sotto la guida del Parroco, del Vice Parroco o del diacono. Il 25 c.m. si riuniranno in preghiera partecipando alla S. Messa per il papà della coordinatrice del gruppo Angela Milioto scomparso da poco. I componenti del gruppo missionario sperano di fare un cammino di fede confrontandosi con la Parola di Dio cercando di essere di buon esempio nella vita che conducono ogni giorno.

Haiti un anno dopo

Martedì 11 Gennaio 2011 13:25

Il Ministro Straordinario della Comunione

Lunedì 10 Gennaio 2011 21:35

Si svolgerà Giovedì 13 e Venerdì 14 Gennaio 2011, nel salone della Casa di Riposo di Racalmuto, il Corso di preparazione del Ministro Straordinario della Comunione.

Chi è il ministro straordinario dell’Eucarestia?

ministro_eucarestiaIl ministero straordinario della Comunione affidato a laici, uomini e donne, a molti è apparso una novità senza precedenti.  Ma non è così: già al tempo di S. Giustino si registrano casi di laici incaricati a portare la Comunione. Fino al secolo quinto e oltre, i fedeli uomini e donne ebbero la facoltà di portare a casa il Corpo del Signore e di comunicarsi.

Anche questa facoltà scomparve. Ad alcuni laici veniva affidato il compito di recare il viatico ai moribondi. Tale ministero viene riscoperto e riproposto dalla Istruzione "Immensae caritatis" del 29 gennaio 1973.

  • È un ministero affine a quello dell’Accolitato. Questo servizio se ne differenzia però per il campo più ristretto per le circostanze eccezionali in cui può essere esercitato.
  • È un incarico straordinario, non permanente, concesso in relazione a particolari e reali necessità di situazioni, di tempi e di persone.
  • Ministro Straordinario della Comunione può essere tanto l’uomo quanto la donna. La possibilità di questo servizio è un gesto di squisita carità della Chiesa "perchè non restino privi della luce e del conforto di questo Sacramento i fedeli che desiderano partecipare al banchetto eucaristico" e ai frutti del sacrificio di Cristo.
  • Il bene spirituale e pastorale che proviene da questo ministero è considerevole sia per i singoli fedeli che per le case religiose, per gli ospedali,  per le case di cura e per gli ammalati nelle loro case.
  • In circostanze straordinarie, dovute ad una particolare affluenza dei fedeli alla celebrazione eucaristica, in assenza di ministri ordinati (Presbiteri e Diaconi) o di ministri istituiti (Lettori ed Accoliti), è prevista la deputazione ad actum (Messale pag. 1046 ), cioè per quella sola circostanza di alcuni fedeli.
  • In via ordinaria, invece, il mandato viene conferito dal Vescovo a fedeli presentati mediante domanda rivolta all’Ufficio Liturgico dal Parroco della propria parrocchia di residenza ;
  • ha durata triennale o massimo quinquennale;
  • il rinnovo del mandato non è automatico, ma si richiede che il Ministro Straordinario abbia realmente vissuto il proprio ministero secondo le regole enunciate ed abbia frequentato i corsi di formazione ;
  • deve essere esercitato solo ed esclusivamente nell’ambito della Parrocchia di appartenenza;
  • si richiede che abbia ricevuto il Sacramento della Confermazione;
  • che abbia compiuto i 25 anni e non superato i 60 anni;
  • si richiede la frequenza ai Corsi di Formazione a livello diocesano e agli incontri programmati, onde consentire una particolare preparazione nel campo della  evangelizzazione, nei gruppi liturgici parrocchiali e nel settore della carità.

Cammino di fede dei nubendi. Anno 2010/2011

Lunedì 10 Gennaio 2011 14:43

Lunedì 10 Gennaio 2011 alle ore 19:30 sono ripresi gli incontri settimanali, presso il salone della casa di riposo, dei fidanzati che si preparano al matrimonio cristiano per formare una famiglia veramente cristiana.

nubendi

Ed è proprio su questo che vertono gli incontri di questa prima parte del cammino di fede, prima parte che  si concluderà con la solennità del santo Natale.

Ai giovani fidanzati sono state poste queste domande:

  1. Quali sono secondo voi le caratteristiche essenziali di un matrimonio cristiano e dunque di una famiglia cristiana?
  2. Noi abbiamo bisogno di Dio.
    Vero.     Falso.          Perché?
  3. Dio ha bisogno di noi.
    Vero.     Falso.          Perché?

Si sono formati 4 gruppi di lavoro, ed ognuno ha dato della risposte che poi sono state comparate con quelle degli altri gruppi.

Al termine della discussione è emerso che le cose essenziali per un matrimonio cristiano sono: la fede nel Dio di Gesù Cristo, la preghiera e l’amore nelle sue varie sfaccettature ( amore tra i coniugi, amore per i figli, amore per gli altri ecc.).

Tante altre cose, come il rispetto, la fedeltà, il dialogo, la comprensione, la pazienza, la  fiducia, la forza, il coraggio ecc. sono utili ma non indispensabili, perché non caratterizzano il matrimonio cristiano ma sono solo utili per un buon matrimonio anche non cristiano.

Per le altre domande è emerso che Dio pur non avendo bisogno di noi, si serve di noi per salvarci, perché la salvezza non è imposta ma è un dono che presuppone la nostra accettazione e la nostra collaborazione.

Proseguendo gli incontri, si è posto l’accento sulla differenza tra una brava persona e un buon cristiano, ed è emerso che:

  • chi non santifica il giorno del Signore ( la domenica) andando a messa, non è un buon cristiano, sarà una brava persona ma non un buon cristiano;
  • allo stesso modo chi va a messa e non sa amare il prossimo e perdonare, non è un buon cristiano;
  • il cristiano ascolta tutto quello che Dio dice senza togliere nulla alla sua parola;
  • lo scopo della vita è amare Dio e il prossimo;
  • La parola di Dio va : ascoltata, vissuta, celebrata.

Gli incontri riprenderanno con lo studio del Vangelo, consegnato alle coppie prima di Natale proseguiranno su temi più strettamente legati alla coppia: Amore, Dialogo, Diritto di famiglia, procreazione responsabile ecc. non un buon cristiano.

Lunedì 10 Gennaio 2011 08:00
L’omelia di Papa Benedetto XVI per la Messa della 64ª Giornata Mondiale della Pace.

Ancora avvolti dal clima spirituale del Natale, nel quale abbiamo contemplato il mistero della nascita di Cristo, oggi celebriamo con i medesimi sentimenti la Vergine Maria, che la Chiesa venera quale Madre di Dio, in quanto ha dato carne al Figlio dell’eterno Padre. Le letture bibliche di questa solennità pongono l’accento principalmente sul Figlio di Dio fatto uomo e sul “nome” del Signore.

La prima lettura ci presenta la solenne benedizione che i sacerdoti pronunciavano sugli Israeliti nelle grandi feste religiose: essa è scandita appunto dal nome del Signore, ripetuto per tre volte, come ad  esprimere la pienezza e la forza che da tale invocazione deriva. Questo testo di benedizione liturgica, infatti, evoca la ricchezza di grazia e di pace che Dio dona all’uomo, con una benevola disposizione nei suoi confronti, e che si manifesta con il “risplendere” del volto divino e il “rivolgerlo” verso di noi.

papa

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Domenica 9 gennaio 2011 BATTESIMO DEL SIGNORE

Domenica 09 Gennaio 2011 11:27

La liturgia di oggi

battesimo_gesu Gesù chiede a Giovanni di battezzarlo, ma non ha bisogno alcuno di tale battesimo di penitenza perché, dall’inizio, tutto si realizzi e perché si manifesti la Santa Trinità che egli è venuto a rivelare. Giovanni invitava il popolo a prepararsi alla venuta imminente del Messia. A lui è concesso di contemplare ciò a cui aspira ogni uomo che prega e che contempla: Giovanni percepisce e insieme accoglie il mistero di Dio, quello del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Giovanni vede il Figlio, il Verbo eterno di Dio, e lo indica già come il Salvatore. Sente il Padre, che nessuno riesce a vedere, testimoniare e attestare che quello è davvero suo Figlio (Gv 5,36-37). Percepisce poi la presenza dello Spirito che si posa sulla superficie dell’acqua, madre di ogni vita (Gen 1,2). È lo Spirito che è sceso su Maria, generando in lei la vita umana e divina (Lc 1,35). È lo Spirito che scenderà un giorno sugli apostoli perché fecondino la terra e le diano vita eterna(At 2,4). E, pur avendo avuto un altro battesimo, altrimenti efficace (Mc 10,39), anche noi siamo stati battezzati “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19). E, secondo la promessa, la Santa e Divina Trinità pone in noi la sua dimora (Gv 14,23). Essa trasforma la nostra vita, affidandola a Dio e attirandoci verso di lui con la forza di attrazione della risurrezione.

Provvidenziale presenza del Clan degli Scout di Racalmuto

Sabato 08 Gennaio 2011 19:05
Alla mensa della solidarietà di Agrigento

Agrigento 08 Gennaio 2010

Siete stati una vera Provvidenza”, così esordì una delle suore della Mensa della Solidarietà di Agrigento vedendo arrivare stamane gli  Scout del Racalmuto I°.

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In realtà il Clan aveva organizzato da tempo un servizio per oggi alla Mensa che prevedeva l’aiuto nella preparazione e distribuzione del cibo, ma oggi il bisogno è stato un altro. Arrivando stamane lo scenario che i ragazzi si son trovati davanti è stato penoso: scritte razziste, croci celtiche, svastiche, tappezzavano le saracinesche della Mensa. Allora armati di spugne e solvente il Clan e i Capi del Racalmuto I° insieme ai ragazzi che frequentano la mensa hanno pulito e cancellato tutto, avendo nel cuore il desiderio che tutti possiamo recepire il messaggio straordinario di Baden Powell, di poter lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato.

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Campo Invernale Dicembre 2010

Venerdì 07 Gennaio 2011 21:31

Reparto Gruppo Scout Racalmuto I°


scout3 Il 28-29-30 Dicembre 2010 si è svolto a Troina (EN) nella base Scout la “Carchiola”, il campo invernale del Reparto Racalmuto I°. Capi e ragazzi hanno vissuto tre giorni alla ricerca dell’essenziale, cercando di cogliere  gli indizi che Dio ha impresso nel grande libro della natura. Tre giorni ricchi di giochi ed attività di Scouting (orientamento, nodi, escursioni).

Le attività sono state in modo particolare incentrate sullo sviluppo dei cinque sensi e sulla capacità di saper cogliere gli indizi che troviamo lungo il cammino. Meravigliosa è stata l’escursione sulle colline che circondavano la base Scout, che ha permesso ai ragazzi di poter fare topografia, ma ha anche dato a ciascuno dei presenti  la possibilità di riflettere e scoprire le meraviglie che Dio compie nella nostra vita.

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Epifania del Signore - 6 gennaio

Giovedì 06 Gennaio 2011 11:27
epifaniaL'origine orientale di questa solennità è nel suo stesso nome: "epifania", cioè rivelazione, manifestazione; i latini usavano la denominazione "festivitas declarationis" o "apparitio", col prevalente significato di rivelazione della divinità di Cristo al mondo pagano attraverso l'adorazione dei magi, ai Giudei col battesimo nelle acque del Giordano e ai discepoli col miracolo alle nozze di Cana. L'episodio dei magi, al di là di ogni possibile ricostruzione storica, possiamo considerarlo, come hanno fatto i Padri della Chiesa, il simbolo e la manifestazione della chiamata alla salvezza dei popoli pagani: i magi furono l'esplicita dichiarazione che il vangelo era da predicare a tutte le genti.

Per la Chiesa orientale ha grande rilievo il battesimo di Cristo, la "festa delle luci", come dice S. Gregorio Nazianzeno, anche come contrapposizione ad una festa pagana del "sol invictus". In realtà, sia in Oriente come in Occidente l'Epifania ha assunto il carattere di una solennità ideologica, trascendente singoli episodi storici: si celebra la manifestazione di Dio agli uomini nel suo Figlio, cioè la prima fase della redenzione. Cristo si manifesta ai pagani, ai Giudei, agli apostoli: tre momenti successivi della relazione tra Dio e l'uomo.
Al pagano è attraverso il mondo visibile che Dio parla: lo splendore del sole, l'armonia degli astri, la luce delle stelle nel firmamento sconfinato (nel cielo i magi hanno scoperto il segno divino) sono portatori di una certa presenza di Dio.

Partendo dalla natura, i pagani possono "compiere le opere della legge", poiché, come diceva S. Paolo agli abitanti di Listri, il "Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano... nelle generazioni passate ha lasciato che ogni popolo seguisse la sua strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge e stagioni ricche di frutti, fornendovi di cibo e riempiendo di letizia i vostri cuori" (At 14,15-17). Ora "in questi giorni, (Dio) ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo " (Eb 1,2). I molti mediatori della manifestazione della divinità trovano il loro termine nella persona di Gesù di Nazaret, nel quale risplende la gloria di Dio. Perciò noi possiamo oggi esprimere "l'umile, trepidante, ma piena e gaudiosa professione della nostra fede, della nostra speranza, del nostro amore" (Paolo VI).

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Mercoledì 05 Gennaio 2011 12:23
Incontro con i giovani che animano i vari gruppi parrocchiali

Lunedì 03 Gennaio 2011 alle ore 17:00 i giovani che animano i vari gruppi parrocchiali, si sono incontrati per un pomeriggio di riflessione e spiritualità, nel locali della Casa di Riposo di Racalmuto.

L’incontro è stato guidato da Don Diego Martorana, con la partecipazione di Don Calogero Curto, Don Michele Termine e il Diacono Don Vincenzo Alaimo.

Dopo una riflessione iniziale di Don Diego, la nutrita assemblea di giovani è stata divisa in quattro gruppi. A  ciascun gruppo è stata affidata una traccia per fare una riflessione.

Di seguito vi pubblichiamo la sintesi dei lavori dei quattro gruppi.

gruppo1 gruppo2
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Consiglio Pastorale interparrocchiale

Lunedì 03 Gennaio 2011 22:44

Sabato 08 Gennaio 2011 alle ore 18:30

Presso i locale della Casa di Riposo in Via Sac. Romano

È convocato il

Consiglio Pastorale interparrocchiale

Compito primario del Consiglio Pastorale è operare “per la crescita di un’autentica comunione ecclesiale all’interno delle Parrocchie e per ridestare lo slancio missionario verso i non credenti e verso gli stessi credenti che hanno abbandonato o affievolito la pratica della vita cristiana” (Christi fideles Laici 27).

consiglio

Il Consiglio Pastorale non rappresenta solo il laicato, ma esprime la pluralità dei ministeri, dei carismi, delle condizioni di vita, delle sensibilità spirituali presentinella realtà parrocchiale.

Tutti i componenti delle varie parrocchie sono invitati a partecipare.

Auguri dei Ragazzi ACR

Lunedì 03 Gennaio 2011 10:17
della Parrocchia Madonna del Carmelo

Con autentica gioia e riconoscenza i ragazzi dell’ACR, della Parrocchia Madonna del Carmelo, hanno fatto gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo, il 30 Dicembre, alla presenza di tutti gli animatori, delle famiglie e della comunità.

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auguri_acr1 Ogni giorno, nell’incontro semplice con i giovani e i giovanissimi, e con tante persone che incrociano le nostre strade, vediamo con i nostri occhi che il mistero dell’Incarnazione è davvero molto concreto: Gesù vive nei cuori degli uomini e delle donne del nostro tempo! Accogliere con un sorriso il Bambino che nasce non è, allora, solo un’emozione: è lo stile di vita di chi crede che Dio sceglie ogni giorno l’uomo per rivelarsi all’uomo!

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Gli Auguri di Buon Anno di Don Diego

Sabato 01 Gennaio 2011 10:19

BUON ANNO

don_diego Ai consigli pastorali parrocchiali, perché insieme possiamo discernere la volontà di Dio e realizzare il suo progetto.

Ai componenti dell’Azione Cattolica, perché dopo le celebrazioni centenarie dell’anno appena trascorso, possiamo maggiormente puntare sulla formazione dei ragazzi, dei giovani, degli adulti a fare si che il motto Pregare-condividere-testimoniare, diventi vero stile di vita.

Ai componenti del gruppo Scout  perché accogliendo l’invito del fondatore, Baden Powell, possiate lasciare il mondo migliore di come l’avete trovato incominciando fin d’ora.

Ai gruppi, neocatecumenali e rinnovamento nello Spirito, perché con l’esperienza di vita cristiana autentica possiate essere lievito nelle nostre comunità.

Ai catechisti, agli animatori dei vari gruppi ecclesiali, perché possiate essere guide sicure sull’esempio di Gesù Buon Pastore.

Ai singoli gruppi, Oratorio S. Luigi, Gesù di Nazareth, gruppo dei ragazzi del centro Padre Cipolla, gruppo missionario, Padre Pio, San Vincenzo, Caritas, Terzordine carmelitano, madri cristiane, La Comunità Incontro, Madonna della Cintura, Maria SS. Del Monte, Madonna di Pompei, Le Suore del Collegio di Maria, la redazione di questo sito, che con la vostra presenza possiate rendere sempre più viva la nostra comunità.

Al Vescovo Mons Francesco Montenegro, ai miei confratelli nell’ordine Sacro; Don Calogero, Don Luigi, Don Michele e Don Vincenzo, perché possiamo servire il Signore con prontezza sull’esempio della nostra Madre Maria.

Alle autorità civili e militari, perché il vostro ruolo sia messo a servizio del bene comune.

A tutte le famiglie di Racalmuto, residenti e sparsi nelle varie parti del mondo, che ci seguono attraverso questo sito. In modo particolare, ci uniamo alla famiglie che attraversano difficoltà di disagio economico, relazionale e di salute, che Gesù “l’Emmanuele” con la sua presenza vi possa dare fiducia, ottimismo e speranza.

E infine BUON ANNO a voi, carissimi e fedelissimi visitatori del sito, che con la vostra presenza invisibile, ci incoraggiate a rendere sempre più qualificato questo servizio.

Arc. Don Diego Martorana

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