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Novembre 2011

L'Avvento è un richiamo per ricordare che la vita è rivolta verso il Cielo

Lunedì 28 Novembre 2011 08:22

Il Papa: all’Angelus di domenica 27 Novembre 2011


papa“Un nuovo cammino di fede, da vivere insieme nelle comunità cristiane, ma anche, come sempre, da percorrere all’interno della storia del mondo, per aprirla al mistero di Dio, alla salvezza che viene dal suo amore.” Questo è l’ Anno liturgico per Benedetto XVI che oggi prima della preghiera dell’ Angelus ha proposto una riflessione sull’ Avvento appena iniziato. Partendo come sempre dalle letture della liturgia della prima domenica di questo tempo forte della Chiesa il Papa ha spigato che Gesù ci richiama “a ricordarci che la vita non ha solo la dimensione terrena, ma è proiettata verso un “oltre”, come una pianticella che germoglia dalla terra e si apre verso il cielo. Una pianticella pensante, l’uomo, dotata di libertà e responsabilità, per cui ognuno di noi sarà chiamato a rendere conto di come ha vissuto, di come ha utilizzato le proprie capacità: se le ha tenute per sé o le ha fatte fruttare anche per il bene dei fratelli.”

E rileggendo Isaia che scrive: “Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balìa della nostra iniquità” , il Papa commenta: “Come non rimanere colpiti da questa descrizione? Sembra rispecchiare certi panorami del mondo postmoderno: le città dove la vita diventa anonima e orizzontale, dove Dio sembra assente e l’uomo l’unico padrone, come se fosse lui l’artefice e il regista di tutto: le costruzioni, il lavoro, l’economia, i trasporti, le scienze, la tecnica, tutto sembra dipendere solo dall’uomo. E a volte, in questo mondo che appare quasi perfetto, accadono cose sconvolgenti, o nella natura, o nella società, per cui noi pensiamo che Dio si sia come ritirato, ci abbia, per così dire, abbandonati a noi stessi.” Una vigilanza in attesa del “vero “padrone” del mondo”, ed è per questo che “il Tempo di Avvento viene ogni anno a ricordarci questo, perché la nostra vita ritrovi il suo giusto orientamento, verso il volto di Dio. Il volto non di un “padrone”, ma di un Padre e di un Amico.”

Prima dei saluti nelle diverse lingue il Papa ha ricordato che “domani cominceranno a Durban, in Sud Africa, i lavori della Convenzione dell’ONU sui cambiamenti climatici e del Protocollo di Kyoto. Auspico che tutti i membri della comunità internazionale concordino una risposta responsabile, credibile e solidale a questo preoccupante e complesso fenomeno, tenendo conto delle esigenze delle popolazioni più povere e delle generazioni future.”

Tratto da: Korazym.org

27 NOVEMBRE I DOMENICA DI AVVENTO

Sabato 26 Novembre 2011 16:22

MEDITAZIONE

Parola - Prima lettura Is 63, 16-17.19; 64, 1.3-8

I_domenica_avvento

Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli. Siamo divenuti tutti come cosa impura e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia.

Riflessione Le ditte a fine anno fanno un bilancio del passato e un preventivo per il futuro. Qualora si rendano conto di passivi preoccupanti, cercano di correre ai ripari prima di trovarsi in situazione irrimediabilmente fallimentare. Nel medesimo modo dobbiamo comportarci noi credenti: mettere a posto i nostri conti passivi con Dio e fare proponimenti di vita migliore per l'anno nuovo. E' questa l'ora per farlo, dal momento che oggi è il primo giorno del nuovo anno liturgico.

Parola - Seconda lettura 1Cor 1, 3-9

La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente, che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo... Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

Riflessione Quando iniziamo qualcosa di nuovo, in genere l'entusiasmo non ci manca. A mano a mano che l'iniziativa si protrae nel tempo, o si ripresenta in modo ciclico, subentra un certo senso di stanchezza e di assuefazione che raffreddano l'impegno quando, addirittura, non lo spengono del tutto. Il tempo liturgico dell'Avvento si ripresenta ogni anno e si ripetono i medesimi inviti alla vigilanza, alla conversione... Si corre il rischio dell'abitudine. Può essere opportuno richiamare l'idea del tempo che ci propone la Bibbia. Per la rivelazione biblica il tempo è qualcosa di lineare che può essere paragonato ad una semiretta. Ha avuto inizio, ma non avrà mai fine. Secondo l'idea biblica non possiamo limitarci a vivere il nuovo anno liturgico come il precedente. Dio non si ripete mai nelle sue opere e ci concede un nuovo anno solamente perché aspetta da noi qualcosa di diverso.

Parola - Vangelo Mc 13, 33-37

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: "State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso... Vigilate dunque... Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!".

Riflessione Occorre prestare attenzione poiché vegliare e non dormire non sono sinonimi. Una semplice immagine può chiarire la non piccola differenza, specialmente a livello spirituale operativo. A volte, ci può capitare di non riuscir e a dormire perché sotto le finestre ci sono dei fracassoni, ma non possiamo affermare di essere vigilanti: siamo semplicemente svegli. Altre volte, alla vigilia di un avvenimento di capitale importanza, può succedere che attorno a noi regni il silenzio più assoluto, e che, nonostante ciò, non riusciamo a chiudere occhio: stiamo veramente vegliando. Come credenti, siamo invitati da Gesù a non "chiudere occhio" per riuscire a vedere Dio che ogni giorno fa irruzione nella nostra vita, e per assaporare il desiderio fortissimo della sua venuta finale nella gloria.

Veglia di Avvento

Venerdì 25 Novembre 2011 07:40

Sabato 26 Novembre ore 19.00

Chiesa Madonna della Rocca

avvento

La teologia dell'Avvento ruota attorno a due prospettive principali. Da una parte con il termine "adventus" (= venuta, arrivo) si è inteso indicare l'anniversario della prima venuta del Signore; d'altra parte designa la seconda venuta alla fine dei tempi.

Il Tempo di Avvento ha quindi una doppia caratteristica: è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini, e contemporaneamente è il tempo in cui, attraverso tale ricordo, lo spirito viene guidato all'attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi.

La proposta della 'Veglia di Avvento' cittadina è l'occasione per::

  • mettersi in ascolto in modo personale
  • incontrare e condividere riflessioni con tutta la comunità cittadina, in modo semplice e diretto.
  • sottolineare con un momento di preghiera questo tempo di attesa dell'incontro con il Signore Gesù

Vi aspettiamo

Quando pregate dite: “Padre nostro”

Giovedì 24 Novembre 2011 08:33

L’inizio del nuovo anno liturgico coincide con l’avvio del lavoro pastorale presentato ufficialmente durante l’Assemblea Diocesana dello scorso 5 novembre. In quell’occasione il nostro Vescovo sia attraverso la consegna del Piano Pastorale, sia con la vibrante omelia durante la celebrazione eucaristica, ha invitato ogni credente di questa terra a svegliarsi dal sonno e ad intraprendere il cammino dell’annuncio e della testimonianza. Durante la S.Messa sono stati consegnati ad alcuni laici delle lampade come segno esterno di un desiderio interiore e rinnovato di essere “luce del mondo” perché discepoli di Colui che è la nostra luce. Adesso è tempo di cominciare. Sabato 26 novembre le comunità parrocchiali sono invitate a vivere la Veglia di Avvento per Unità pastorali o a livello cittadino (nel sito della diocesi c’è lo schema della Veglia preparato dall’ufficio liturgico). Durante la veglia verranno benedette le lampade che saranno collocate in prossimità dell’Ambone, luogo dal quale si proclama la Parola che è lampada per i nostri passi.

anno_liturgico

Con la prima domenica di Avvento inizieremo questa affascinante avventura della missione diocesana. Da dove cominciare? Ci piace ripercorrere le tappe della formazione che Gesù ha offerto ai suoi. Le prime parole del Maestro sono state: “Il tempo è compiuto, il Regno di Dio è vicino” (Mc 1, 15). Il fondamento della nostra fede e della nostra missione è la scoperta che Dio si è fatto prossimo alla nostra storia mandando il proprio Figlio. Il fatto sconvolgente e rivoluzionario del messaggio cristiano è proprio questo: non è più il fedele che deve cercare di avvicinarsi a Dio compiendo le migliori opere ma è Dio che si china sull’uomo, si avvicina alla sua vita, squarcia i cieli e scende sulla terra per farsi solidale alla creatura. Dalla scoperta di questa vicinanza si muove ogni autentica conversione che è risposta seconda rispetto al gratuito donarsi di Dio.

don_baldo_reinaFinalmente l’uomo può chiamare Dio “Padre”, “Abbà”, può rivolgersi a Lui con la confidenza del figlio. La preghiera del “Padre nostro” (purtroppo spesso recitata con tanta premura) ci ricorda quotidianamente la bellezza di questo dato e crea il perimetro di ogni agire cristianamente inteso, cioè con una relazione nuova mossa non dal peso della legge ma dalla libertà del cuore. Durante il tempo di Avvento chiederemo ai missionari e a tutti i cristiani che ne avessero voglia di ritornare a riflettere sulla preghiera del Maestro. Le prime comunità educavano i neofiti, coloro che si affacciavano alla fede, proprio con questa consegna perché è da come Dio si relaziona a noi che bisogna partire per capire, dopo, come noi possiamo relazionarci con Lui. Settimanalmente i missionari troveranno uno spazio di riflessione aiutati da un sussidio che abbiamo distribuito nei mesi scorsi (e che è possibile scaricare dal sito della diocesi). L’approfondimento del Padre nostro si muove su tre piste: la prima è quella catechetica per capire il significato di ogni singola espressione alla luce della Parola di Dio, dell’insegnamento dei Padri della Chiesa e del Magistero; la seconda è liturgica con un costante connubio fra ciò che celebriamo – il messaggio delle domeniche di Avvento – e ciò che la proposta del Padre nostro ci suggerisce (per ogni domenica vengono individuati dei piccoli segni che possono aiutare tutta la comunità ad entrare meglio nella proposta diocesana); la terza è quella che riguarda i stili di vita. Qui la catechesi che è entrata nella liturgia è chiamata ad innestarsi nella vita perché quello è il frammento di spazio in cui il Creatore e la creatura si incontrano. I nuovi stili di vita – in particolare durante l’avvento il rapporto con le cose – costituiscono la traduzione credibile di ciò che il Padre nostro ci consegna. Anche questo nuovo inizio è carico di trepidazione. Forse l’atteggiamento migliore da mantenere è quello dei primi discepoli che “subito”, senza esitazione e senza calcolo, lo seguirono. Mettersi in cammino con Lui, anzi, seguire le sue stesse orme, è già missione perché è uscire dal proprio piccolo guscio per intraprendere una strada nuova di cui, forse, conosciamo poco, ma se possiamo affrontarla sapendo di chiamare Dio “Padre” non ci serve altra certezza, solo l’abbandono della fede.

don Baldo Reina

Don Calogero Curto festeggiato dalla sua gente

Martedì 22 Novembre 2011 22:43

padre_curto Nella piccola piazza di San Giuliano c'è una modesta chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie, un gioiello incastonato nella natura circostante ed è in questo luogo ricco di storia, che il parroco Sac. Calogero Curto ha visto tutta la cittadinanza Racalmutese ringraziare la Madonna con la presenza di Sua Eccellenza Mons. Francesco Montenegro Arcivescovo di Agrigento e il vicario Generale della curia Melchiorre Vutera insieme al clero della forania di Racalmuto e alle autorità civili e militari. In occasione della festa della Madonna delle Grazie e alla nomina a Canonico onorario della Cattedrale di Agrigento al Parroco Sac. Calogero Curto.

Un evento,come ha ricordato l'Arcivescovo che vuole mettere in evidenza l'apostolato svolto da Padre Curto, che svolge nella comunità di San Giuliano da 56 anni,  nel massimo silenzio e nella più grande riservatezza, strumento e per ricordare le parole di Madre Teresa di Calcutta " una matita nelle mani di Dio",per il suo instancabile prodigarsi per gli ultimi e gli emarginati,la dedizione per i ragazzi e i giovani che con varie iniziative ha contribuito e contribuisce alla loro crescita spirituale e sociale.

Nonostante la sua venerabile età don Calogero, conquista le anime predicando il vangelo e amministrando i sacramenti,unito a un modo di agire improntato a una soave e mite bontà, per un cammino di fede, sulla strada verso Dio e verso la vera gioia.

Ed ora, per finire rivolgiamo la nostra preghiera a Maria SS delle Grazie per aver donato a tutti i fedeli di Racalmuto, questo momento di gioia, augurando al carissimo Don Calogero Curto il nostro affetto ed essere in mezzo a noi luce e forza in una presenza discreta ma unica.

Auguri Don Calogero

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Ordinazione Sacerdotale Don Dario

Martedì 22 Novembre 2011 08:45
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Festa Madonna delle Grazie

Giovedì 17 Novembre 2011 00:12
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Il dono di Dio all’uomo è Dio stesso

Martedì 15 Novembre 2011 09:11

GRUPPO GESÙ DI NAZARET

gesu Prima di intraprendere la lettura e l’approfondimento del secondo volume “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI, ci è sembrato opportuno soffermarci sul capitolo V del volume precedente per una riflessione sul Padre Nostro volendo cogliere le indicazioni del Piano Pastorale Diocesano in vista della “missione” che ci vedrà tutti protagonisti.

Nell’incontro di Domenica 06 novembre u.s. ci siamo posti le seguenti domande:

Che cosa significa PADRE?

Noi possiamo dire Padre perché il Figlio è nostro fratello e ci ha rivelato il Padre; perché per opera di Cristo siano tornati ad essere figli di Dio.

- Gesù stesso nei suoi discorsi ci presenta il Padre come fonte di ogni bene:

- “…Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni…” (Mt 5,44)

- “l’amore sino alla fine” (Gv 13,1) che il Signore ha portato a compimento sulla croce ci mostra la natura del Padre: Egli è questo Amore.

- Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano” (Mt 7,9)

Quali sono le cose buone che ci da il Padre?

-“Quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono” (Lc 11,13) .

Il dono di Dio all’uomo è Dio stesso. Dio che vuole donarsi a noi - questo è il dono dei doni – “ la “sola cosa di cui c’è bisogno” (Lc 10,42)

Noi non siamo già in modo compiuto figli di Dio, ma dobbiamo diventarlo ed esserlo sempre di più mediante una nostra sempre più profonda comunione con Gesù.

Essere figli diventa l’equivalente di seguire Cristo. La parola che qualifica Dio come Padre diviene così un appello per noi a vivere come “figlio” e “figlia”.

Solo Gesù poteva dire “Padre mio” a pieno diritto in quanto unigenito Figlio di Dio ma noi, in comunione con Gesù Cristo diventiamo veramente “figli di Dio” così da  poter  dire PADRE NOSTRO.

Edy Taibi

Mandato Missionari

Martedì 08 Novembre 2011 07:50

L’Arcivescovo Francesco Montenegro, manda in missione oltre 4000 fedeli della Diocesi.

Sabato 5 Novembre 2011 Villaggiomosè, La Comunità dell’Arcidiocesi di Agrigento si raduna intorno al Suo Vescovo Mons Francesco Montenegro, presente tutti i Sacerdoti oltre 180 e i missionari.

Dopo i saluti del Vicario Generale per la Pastorale Don Baldo Reina, il Vescovo ha presentato nelle linee generali la sua lettera Pastorale inviata a tutti i fedeli nelle Parrocchie. Hanno preso parte alla solenne Concelebrazione Eucaristica oltre tutti i Sacerdoti presenti Il Vescovo dell’Etiopia il Vicario Generale Mons. Melchiorre Vutera e tutti i Vicari. Durante la S. Messa i missionari hanno ricevuto il mandato e il cero, simbolo visibile che la nostra chiesa è in cammino. La celebrazione si conclude con la benedizione dei presenti. Racalmuto ha partecipato all’evento con una nutrita delegazione di missionari di tutte le parrocchie.

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La missione: un atto di amore a Dio e all’uomo

La nostra missione diocesana vuole essere un atto di amore incondizionato a Dio e all’uomo di oggi. Vogliamo metterci in movimento, lasciare le nostre belle sacrestie e obbedire al comando del Maestro: “Andate ovunque”.  Lo sappiamo che è più comodo mantenere l’esistente. Ma non è la comodità quello che cerchiamo. Siamo umili cercatori di Dio e ricercatori dell’uomo. Messaggeri instancabili perché sappiamo che è troppo importante che altri abbiano quello che anche noi abbiamo sperimentato.

Nell’attimo in cui una mamma dovesse smettere di mettersi in cammino per cercare i propri figli, non tarderà di trovare qualcuno che le ricorderà che non si sta comportando bene.

Se oggi la nostra chiesa dovesse smettere di cercare i suoi figli rischierebbe di essere rimproverata dalla propria coscienza, prima ancora che da Chi l’ha pensata come madre e maestra.

Vivremo bene la missione se, riscoprendo la fede come esperienza di amore coinvolgente, ci metteremo ogni giorno per strada per andare alla ricerca dell’Amato che sempe ci precede e si rispecchia nel volto di ogni persona.

Nessuno si senta migliore degli altri, perché chiamato a vivere la missione in parrocchia, ma tutti sentiamoci attratti dal Risorto e nella missione seguiamoLo tenacemente.

Vista così la missione è esperienza di gioia, di ricerca, di desiderio, di nostalgia, di crescita. Gesù ci precede e noi dobbiamo cercarLo e seguirLo senza mai fermarci; dobbiamo finalmente lasciare le nostre comodità e i nostri stili sedentari e saper stare dietro di Lui.

Ve lo chiedo con il cuore di padre e con l’affetto dell’amico: non trascuriamo questa nuova possibilità che ci viene offerta. Già altre volte la Chiesa Agrigentina si è messa in missione (l’ultima in preparazione al Giubileo del 2000), e dal racconto che ho ascoltato da tanti, ho capito che è stata un’esperienza edificante.

Si tratta di riprendere il gusto di una vita ecclesiale più rispondente al Vangelo.

Mons Francesco Montenegro Arcivescovo

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Festa Madonna della Rocca

Domenica 06 Novembre 2011 18:49
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06 Novembre 2011

Sabato 05 Novembre 2011 21:55

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

xxxii_domenicaIn queste ultime domeniche dell’anno liturgico la nostra contemplazione è rivolta alla parusia, alla venuta gloriosa del Signore, attraverso la lettura delle tre parabole che concludono il discorso escatologico di Gesù nel vangelo secondo Matteo (cf. Mt 25). Oggi ascoltiamo la parabola dello Sposo che tarda a venire e delle dieci vergini chiamate ad attenderlo.

«Poiché lo Sposo tardava…». Il Signore Gesù è lo Sposo messianico (cf. Mt 9,15; Ef 5,31-32), venuto per stringere la nuova ed eterna alleanza di Dio con tutta l’umanità, nell’amore e nella fedeltà (cf. Os 2,21-22). Dopo aver narrato Dio con tutta la sua esistenza, Gesù «è stato tolto» (cf. Mt 9,15) ai suoi in modo violento, ha conosciuto l’ingiusta e vergognosa morte di croce: il Padre però lo ha richiamato dai morti, sigillando con la resurrezione l’amore da lui vissuto. Ebbene, nella sua incrollabile speranza nella resurrezione Gesù aveva previsto e promesso ai discepoli la propria venuta come Sposo definitivo alla fine dei tempi, affermando però che l’ora precisa di questo evento non è conosciuta dagli angeli e neppure dal Figlio, ma solo dal Padre (cf. Mt 24,36). Il problema serio, avvertito con urgenza dagli autori del Nuovo Testamento, consiste nelfare i conti con il ritardo della parusia. Di fronte a questo grande mistero non dobbiamo scoraggiarci o cadere nel cinismo, ma fare obbedienza a un preciso comando di Gesù: «Vegliate, state pronti, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà» (Mt 24,42.44).

Proprio in questo solco si situa la nostra parabola. Dieci vergini, figura della chiesa chiamata a presentarsi a Cristo come una vergine casta (cf. 2Cor 11,2), prendono le lampade per uscire incontro allo Sposo, che viene per celebrare le nozze eterne con l’umanità intera. Gesù precisa subito che cinque di esse sono stolte e cinque sagge, intelligenti: le prime hanno preso con sé l’olio per ravvivare il fuoco nelle lampade, in previsione di un lungo tempo di attesa, le altre non l’hanno fatto. «Poiché lo Sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono». È difficile restare vigilanti, mantenersi costantemente tesi verso l’incontro con il Signore, per questo Gesù insiste sul fatto che il sonno accomuna tutte le vergini: e chi di noi può dire di non attraversare ore e giorni di oblio, di dimenticanza della venuta del Signore? Davvero nessuno è esente da questo rischio, la differenza sta altrove…

Primo Venerdì del mese

Venerdì 04 Novembre 2011 07:48

Oggi ore 18:30 Chiesa del Carmelo

ADORAZIONE EUCARISTICA

a seguire S. Messa

PREGHIERE A GESÙ EUCARISTIA

ECCOMI, SIGNOREeucarestia

Tu vuoi che io entri in comunione con Te.
La mia gioia è accogliere questo invito.
Con Te al mio fianco,
niente può farmi paura.
Eccomi, Signore.

Tutto dentro di me e attorno a me è vivo,
perché Tu sei  Risorto.
Il tuo Sangue mi scorre nelle vene
e la sua forza mi spinge verso di Te.
Eccomi, Signore.

Questo calice è il tuo Sangue
offerto per me; entrando nel mio intimo,
mi dà la forza per lottare.
Insieme a Te voglio costruire il tuo Regno.
Eccomi, Signore.

Tu per me sei la fonte della Vita.
Ogni volta che mangio la tua Carne
e bevo il tuo Sangue, io mi sento più forte
e sono capace di amare gli altri come li ami Tu.
Eccomi, Signore.

Ecco il progetto per rigenerare lo Spirito. Il Signore aspetta anche te.

Assemblea diocesana e mandato ai missionari

Giovedì 03 Novembre 2011 07:12

Arcidiocesi di Agrigento

ASSEMBLEA DIOCESANA E MANDATO AI MISSIONARI

PALAFORUM SPORT VILLAGE VILLAGGIO MOSÈ - AGRIGENTO

5 NOVEMBRE 2011

assemblea-dicesana Indicazioni pratiche per i Parroci e per i Missionari

  1. Valorizzare le indicazioni del sito Diocesano (www.diocesiag.it), di Sentieri di Comunione, dell’Amico del Popolo e di Radio Diocesana Concordia per le notizie e gli aggiornamenti;
  2. Compilare le Schede di adesione dei missionari (con tutti i dati) e inviarle, con elenco allegato, in curia a mezzo posta: Dipartimento Pastorale – Curia Arcivescovile – via Duomo, 96 – 92100 AGRIGENTO  via fax (0922.490024)  o via mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. solo l’elenco;
  3. Compilare la Scheda di Partecipazione all’Assemblea e inviarla al più presto in Curia indicando con precisione il numero dei partecipanti e il mezzo con cui si arriva al fax 0922490024 o via mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;
  4. Per il 5 Novembre pomeriggio ai Sacerdoti è chiesto di non celebrare in parrocchia e di concelebrare con il Vescovo all’interno dell’Assemblea Diocesana. I Sacerdoti e i Diaconi, per la concelebrazione porteranno solo il Camice e la stola verde;
  5. Un rappresentante per Parrocchia alla fine dell’Assemblea si avvicinerà in Segreteria per ritirare il segno della missione e il Piano Pastorale Diocesano (all’arrivo ritirerà in Segreteria un biglietto);
  6. Il Palaforum Sport Village si trova a metà della parallela del Villaggio Mosè (Strada Mosella). Sul sito della diocesi metteremo la cartina; a partire dalla rotonda Giunone troverete cartelli che indicheranno il luogo.

Il Vicario per la Pastorale
Don Baldo Reina


Una delegazione di missionari ed operatori pastorali di Racalmuto sarà presente alla Celebrazione. Gli interessati  possono comunicare la loro adesione in parrocchia.

02 Novembre Commemorazione dei Defunti

Mercoledì 02 Novembre 2011 07:00

ORE 10:30 AL CIMITERO
S. MESSA E BENEDIZIONE DELLE TOMBE

Due novembre ci riporta immagini antiche, ricordi da bambino: i cimiteri pieni di gente, le tombe ripulite, i fiori, le persone che si incontrano sui vialetti, il silenzio, il clima mesto.

cimitero

È un mistero teorico e un po’ fastidioso per chi, giovane e pieno di forza, guarda con sufficienza a questi riti che percepisce distanti e logori e pensa alla morte come ad una eventualità remota, lontana nel tempo.

È un mistero concreto e doloroso per chi, come me, ha perduto qualcuno che ha amato, per chi si è trovato solo dopo una vita fatta di abitudini consolidate, per chi porta nella propria vita le stigmate di un lutto prematuro.

Buone notizie

02-novembreGesù ha una buona notizia sulla morte, su questo misterioso incontro, questo appuntamento certo per ognuno.
La morte, sorella morte, è una porta attraverso cui raggiungiamo la dimensione profonda da cui proveniamo, l’aspetto invisibile in cui crediamo, le cose che restano perché – come diceva il saggio Petit Prince – l’essenziale è invisibile agli occhi.

Siamo immortali, amici, dal momento del nostro concepimento siamo immortali e tutta la nostra vita consiste nello scoprire le regole del gioco, il tesoro nascosto, come un feto che cresce per essere poi partoriti nella dimensione della pienezza.

Siamo immensamente di più di ciò che appariamo, più di ciò che pensiamo di essere.

Siamo di più: la nostra vita, per quanto realizzata, per quanto soddisfacente non potrà mai riempire il bisogno assoluto di pienezza che portiamo nel nostro intimo.

E Gesù ce lo conferma: sì, è proprio così, la tua vita continua, sboccia, fiorisce, cresce.
Per una pienezza di ricerca e di totalità se hai scoperto le regole del gioco, per una vita di dubbio e di inquietudine, se hai rifiutato con ostinazione di essere raggiunto.

Fa strano dirlo, lo so, ma l’inferno – che è l’assenza di Dio – esiste ed è l’opportunità che tutti abbiamo di respingere per sempre l’amore di Dio, è un segno di rispetto. Certo tutti ci auguriamo che sia vuoto e Dio si svela come un cocciuto che vuole a tutti i costi la salvezza dei suoi figli.

Celebrata la veglia di Tutti i Santi

Martedì 01 Novembre 2011 17:07

Il 31 Ottobre alle ore 20:00 molti giovani, fidanzati, giovani coppie e famiglie, hanno partecipato alla veglia di TUTTISANTI Presieduta dai Parroci Don Diego e Don Angelo Martorana. In un atmosfera di raccoglimento e preghiera,  davanti al SS. Sacramento preghiere e riflessioni sulla storia di molti Santi noti.

tuttisanti

Da qualche anno, molti giovani di Racalmuto, con la partecipazione alla veglia di Preghiera di Tutti Santi, hanno preso coscienza, che halloween non è una festa che ci appartiene. Questo appuntamento, ci apre alla prospettiva del 1° novembre, giorno dedicato alla festività di tutti i Santi, Santi che la Chiesa universale riconosce come “amici di Dio”, è per noi che ci identifichiamo cristiani - seguaci del Cristo - un riferimento a quella familiarità e confidenza con gli uomini e con le donne che nel corso dei secoli hanno incontrato Cristo e si sono avvicinati a Lui in maniera semplice e sincera.

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Storia della festa di Ognissanti : Imitare coloro che si lodano.

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