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Dicembre 2011

Celebrazione della Festa della Famiglia

Venerdì 30 Dicembre 2011 09:51

famiglia La famiglia naturale, quale intima comunione di vita e d’amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, costituisce « il luogo primario dell’“umanizzazione” della persona e della società », la « culla della vita e dell’amore ». A ragione, pertanto, la famiglia è qualificata come la prima società naturale, « un’istituzione divina che sta a fondamento della vita delle persone, come prototipo di ogni ordinamento sociale ».

Benedetto XVI

VENERDÌ 30 DICEMBRE ORE 19.30

CHIESA MADONNA DEL CARMELO

SOLENNE CELEBRAZIONE EUCARISTICA

PER LA FESTA DELLA FAMIGLIA

Le Beatitudini della Famiglia

Beata la famiglia, il cui Dio è il Signore

e che cammina alla sua presenza.

Beata la famiglia fondata sull'amore,

che si mantiene fedele e genera comunione

tra i suoi mèmbri.

Beata la famiglia aperta alla vita,

che accoglie i figli come dono,

valorizza la presenza degli anziani,

è sensibile ai poveri e ai sofferenti.

Beata la famiglia, che prega insieme per lodare

il Signore, e insieme partecipa alla Messa

domenicale.

Beata la famiglia, che trova il tempo per dialogare,

svagarsi e fare festa insieme.

Beata la famiglia, che non è schiava della

televisione e sa scegliere insieme programmi

soprattutto educativi.

Beata la famiglia, in cui i contrasti

non sono un dramma, ma un'occasione

per crescere insieme nel rispetto,

nella benevolenza e nel perdono vicendevole.

Beata la famiglia, dove regna la concordia e la pace:

in lei mette le radici la pace del mondo.

soprattutto educativi.

Beata la famiglia, in cui i contrasti

non sono un dramma, ma un'occasione

per crescere insieme nel rispetto,

nella benevolenza e nel perdono vicendevole.

Beata la famiglia, dove regna la concordia e la pace:

in lei mette le radici la pace del mondo.

Natale 2011 al Comune di Racalmuto

Martedì 27 Dicembre 2011 08:53

S. Messa nell’aula Consiliare gli auguri dell’Arciprete Don Diego Martorana

Il Saluto del Commissario Dott. Giuseppe Petralia


Tradizionale scambio di auguri natalizi  tra il Commissario Dott. Giuseppe Petralia,  il presidente del Consiglio,  consiglieri e i dipendenti comunali. Nella prima mattinata del 23 Dicembre, tutti i dipendenti hanno partecipato alla S. Messa officiata, nell’aula consiliare del Comune, dall’Arc. Don Diego Martorana  presente anche Don Angelo Martorana e Don Calogero Curto. Subito dopo, scambio degli auguri, nel corso del quale il Commissario, ha ringraziato tutti i dipendenti per l’impegno e l’attività svolta e la collaborazione che gli stanno offrendo in questa parentesi di attività di commissariamento.

natale_comune

Don Diego rivolgendosi ai presenti ha auspicato, per questo Natale e per il nuovo anno 2012, un maggior clima di collaborazione, in tutti gli ambienti, in famiglia, nella società, sul posto di lavoro, nelle comunità parrocchiali. Maggiore fiducia e guardare al futuro con ottimismo.

"Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce, su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse… Hai moltiplicato la gioia… poiché un bambino è nato per noi" (Is 9, 1-2.5). L’annuncio cristiano è semplice e, da duemila anni, è sempre lo stesso: la salvezza non è il risultato del fare dell’uomo e non coincide con una migliore organizzazione dell’esistente presente e di quello futuro. Il Natale,  si caratterizza come un’altra proposta: quella dell’umanità in relazione con Dio che, tuttavia, rimane, sempre, vera umanità.

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Presepe Vivente e Borgo Antico

Martedì 27 Dicembre 2011 08:49

Consegna Vangelo Fidanzati 2011

Lunedì 26 Dicembre 2011 10:35

Con la consegna del Vangelo si è conclusa la prima parte del cammino di fede dei giovani fidanzati che si preparano a celebrare il sacramento del matrimonio. La cerimonia si è svolta nella chiesa del Carmelo, presieduta da don Diego Martorana, che ha svolto una profonda riflessione sul discorso della montagna, mettendo in evidenza la beatitudine dei poveri in spirito e dei miti.

vangelo_fidanzati

Con questa cerimonia si conclude il ciclo di incontri dedicato alla riscoperta della fede, per acquistare la consapevolezza che Dio è Padre di ognuno di noi, ci ama e ha per ognuno un progetto da realizzare, basta che noi siamo disposti ad accoglierlo.

Nel secondo ciclo di incontri l’attenzione sarà posta sui rapporti all’interno della coppia: amore, dialogo, rapporti con gli altri ecc.

Dopo la cerimonia c’è stato un momento di convivialità per lo scambio degli auguri.

L’appuntamento è per la celebrazione della festa della famiglia che sarà il 30 dicembre alle ore 19,30 nella chiesa del Carmelo, mentre gli incontri riprenderanno il 9 gennaio 2011 alle ore 20,30 nel salone della casa di riposo.

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Gli Auguri di Don Diego

Domenica 25 Dicembre 2011 00:00

Ai Racalmutesi e ai Racalmutesi all’estero

Buon Natale a tutti

don_diego1 Carissimi visitatori, vicini e lontani.

Con l’avvento ha avuto inizio l’anno liturgico che culmina con la festa del Santo Natale. È stato un periodo particolare nel quale la comunità ecclesiale di Racalmuto ha vissuto momenti molto belli che è giusto sottolineare:

  • la festa in onore dell’Immacolata con l’adesione dell’azione cattolica (200 tesserati) tra ragazzi giovani e adulti appartenenti alle Parrocchie Matrice e Madonna del Carmelo;
  • la catechesi per giovani ed adulti proposta dal cammino di fede neocatecuminale culminata con la costituzione della 2° comunità. In concomitanza la catechesi promossa dal Rinnovamento dello Spirito con il rito dell’effusione che segue una presa di coscienza del Battesimo con le sue conseguenze. Domenica 18 Dicembre è stata la giornata vissuta intensamente da entrambi i gruppi che renderanno più viva la nostra comunità;
  • la catechesi in preparazione alla missione che si svolgerà nel mese di Febbraio con la visita agli ammalati e a Pasqua con la visita alle famiglie ha visto un centinaio di persone impegnate;
  • la consegna dei Comandamenti e della Bibbia ad un gruppo di adolescenti che si preparano a ricevere il Sacramento della Cresima ha visto coinvolte circa 200 famiglie;
  • le visite agli ammalati del Gruppo Caritas e la nobile iniziativa del gruppo missionario, che ha raccolto viveri di prima ncessità per le famiglie bisognose di Racalmuto, grazie alla gentile collaborazione della Sidis del Centro Le Vigne e La Conad di Racalmuto.
  • l’oratorio della Madonna della Rocca, il Gruppo Scout, il gruppo Gesù di Nazaret che ha promosso la presentazione del 2° volume del Papa su Gesù di Nazaret nella prestigiosa sala convegni della Fondazione Sciascia sono tutte realtà che mettono in evidenza che c’è una comunità ecclesiale viva, ma non possiamo chiudere gli occhi e non accorgerci che ancora tante ombre, ecco il grido dell’Avvento.

Maranatà vieni Signore Gesù, vieni alle nostre famiglie che incominciano a cedere ai condizionamenti culturali per cui aumentano le separazioni . vieni nelle istituzioni civili perché il bene comune – la legalità e la giustizia possano diventare il nuovo stile di vita. Vieni nelle nostre comunità ecclesiali e nelle famiglie dei nostri concittadini che vivono fuori dalla nostra città. A loro che attraverso questo sito seguono le nostre attività e a tutti i visitatori ormai assidui e numerosi, perché nell’esempio di Gesù possiamo vedere in ogni persona un fratello da amare concretamente e così sarà un vero Natale che auguro a tutti gli uomini amati dal Signore.

Don Diego

La redazione del sito

www.ecclesiaracalmuto.it

Augura

Buon Natale a tutti i visitatori

La Novena di Natale

Sabato 24 Dicembre 2011 10:19

9° GIORNO - 24 Dicembre

novena_9

Presepe Chiesa del Carmelo

CAMMINAVAMO NELLE TENEBRE

(Vigilia della natività del Signore Gesù Cristo.)

Il Profeta Isaia prospetta il tempo della salvezza rnessianica come il tempo della luce, della gioia e della liberazione. Nel Bambino che ci sarà donato sono raccolte tutte le virtù dei Santi d'Israele: Egli sa la grandezza degli eroi la potenza, saggio, pacifico; sarà il vero "Ernmanuele" cioè Dio in mezzo a noi.

Videro una grande luce

«Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a Te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si spartisce la preda. Poiché il giogo che gli pesava e la sbarra sulle sue spalle, il bastone del suo aguzzino tu hai spezzato come al tempo di Madìan. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato. Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre» (Is 9,1-6).

Entra nel tempo e nello spazio

O fusione inaudita, o compenetrazione paradossale! Colui che è, viene nel tempo; l'increato si fa oggetto di creazione. Colui che non ha dimensioni, entra nel tempo e nello spazio, e un'anima spirituale si fa mediatrice tra la divinità e la pesantezza della carne. Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. Lui, che è la pienezza si svuota, si spoglia per un poco della sua gloria, perché io possa partecipare della sua pienezza. Quale ricchezza di bontà! Quale immenso mistero mi avvolge! Sono stato fatto partecipe dell'immagine di Dio e non ho saputo custodirla: ora Dio si rende partecipe della mia carne, sia per salvare l'immagine che mi aveva data, sia per rendere immortale la mia carne. Entra in comunione con noi, in un modo nuovo ancora più profondo del primo: con chi un tempo condivise il bene, ora condivide il male; quest'ultima comunione è ancora più degna di Dio e, per chi ha intelligenza, ancora più sublime. (S. Gregorio Nazianzeno)

Ascoltaci, o Gesù

Perché accogliamo con cuore semplice e puro il tuo mistero di salvezza

- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Gesù.

Perché i piccoli e i poveri di questo mondo riconoscano la loro dignità di figli di Dio e gioiscano di essere l'oggetto della preferenza divina

- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Gesù.

Perché tutti gli uomini Ti accolgano e credano in Te

- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Gesù.

O Dio, che ci hai radunato a celebrare in devota letizia la nascita del tuo Figlio, concedi a noi e a tutta la tua Chiesa di conoscere con la fede la profondità del tuo mistero, e di viverlo con amore intenso e generoso, per Cristo nostro Signore. Amen

La Novena di Natale

Venerdì 23 Dicembre 2011 09:56

8° GIORNO - 23 Dicembre

novena_8

L'AMORE CHE SALVA

L'apostolo Paolo pone l'accento sugli effetti dell'amore di Dio manifestatosi nell'incarnazione. Questo amore è benignità, tenerezza, misericordia e si manifesta nonostante i peccati e le miserie degli uomini. Il fine di questo agire di Dio è quello di renderci suoi figli, rigenerandoci mediante il Battesimo per mezzo dello Spirito Santo, perché possiamo tendere al totale possesso della salvezza.

San Paolo apostolo a Tito

«Carissimo, anche noi un tempo eravamo insensati, disubbidienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell'invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda. Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, Salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna» (Tt 3,3-7).

Tutto abbiamo ricevuto in Cristo

Tutto abbiamo ricevuto in Cristo. Iddio si è comunicato all'uomo come restauratore della sua natura, come perdono e null'altro che perdono. In qual modo la misericordia di Dio ci concede il perdono del peccato, per unire l'uomo a sé come figlio? Risponde San Paolo: «Mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3,5). Il Battesimo è il suggello della fede: chi si è affidato a Cristo non assume con lui un rapporto isolato, ma entra a far parte della comunità di Cristo, la sua Chiesa: giunge a ciò perché ha avuto in dono lo Spirito stesso di Cristo e dallo Spirito viene inserito nel corpo di Cristo, ne fa parte come membro vivente. Lo Spirito è Dio che in Cristo opera in noi: aiuta, ispira, illumina, santifica non per realizzare una vita solitaria, una comunione individualistica con Dio, ma per collegarci nella comunione con i fratelli in un'autentica carità vissuta. (F. Salvestrin)

Mostraci, Signore, la tua Misericordia

Padre Santo, che per mezzo del Figlio tuo ci hai liberati dal peccato e dalla morte, togli ogni ansia e ogni tristezza dai nostri cuori.

- Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Tu che hai promesso al tuo popolo un germoglio di giustizia, conserva pura e santa la tua Chiesa.

- Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Tu che in Cristo ci hai dato ogni bene, fa' che non ci separiamo dalla comunione di amore del tuo Spirito

- Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Tu che infondi nel nostro cuore la beata speranza della salvezza, conservaci fedeli e vigilanti fino al giorno del Signore Gesù

- Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Oppressi dal giogo del peccato, aspettiamo da Te, Padre misericordioso, la nostra redenzione; fa' che la nuova nascita del tuo Figlio ci liberi dalla schiavitù antica. Per Cristo nostro Signore. Amen

Festa dell'Adesione

Giovedì 22 Dicembre 2011 09:14

AZIONE CATTOLICA MADONNA DEL CARMELO


Come per le grandi salite la “Festa dell’Adesione” è simile al momento in cui si decide di partire dal “campo base” ai piedi della montagna per poi continuare nella scalata di quest’ultima che è il percorso più bello. Fino ai piedi della montagna si arriva senza particolare mezzi e quasi  senza fatica, ma solo in pochi avranno il coraggio di continuare il percorso più duro che li porta fino in cima.

festa_adesione

Molti si arrendono e non hanno fiducia, tornano indietro e abbandonano tutto. Noi dell’AC siamo qui venuti di fronte a TE per chiederTI l’aiuto e la forza per tirarci su, per “agganciarci” a TE perché vogliamo arrivare in alto. Alcuni animatori in rappresentanza di ciascuno di noi “aggancerà” il nostro moschettone, che ci siamo portati dietro per il duro viaggio, alla tua corda perché solo così siamo certi che non possiamo “cadere”.

Le tessere per noi saranno simbolo di questo impegno e avranno l’enorme valore che appena ciascuno di noi ha bisogno di TE sa che “agganciandoci” forte possiamo superare le paure e le difficoltà, riuscendo a scalare i pericoli che incontreremo durante i tanti viaggi della vita. Nei  nostri 10 anni di AC molte sono state le montagne da scalare. Oggi con l’esperienza e la certezza che TU ci sei vogliamo “agganciarci” a TE con forza e solo così ci renderemo conto che siamo giunti in cima alla montagna e allora sì potremo gridare verso il cielo “Punta in alto” come vuoi TU.

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La Novena di Natale

Giovedì 22 Dicembre 2011 01:18

7° GIORNO - 22 Dicembre

novena_7

SI È FATTO CARNE

Con un misterioso vaticinio il profeta Isaia promette un "segno" di salvezza: la nascita miracolosa dell"'Emmanuele", figlio di una vergine. L'Evangelista attribuisce esplicitamente la profezia alla nascita di Gesù: Egli è veramente l'Emmanuele, cioè Dio con noi. Facendosi uomo, Egli è venuto ad abitare in mezzo a noi e rimane con noi anche oggi, nella Chiesa e nell'Eucaristia.

Dio con noi

«"Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto". Ma Acaz rispose: "Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore". Allora Isaia disse: "Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele: Dio con noi"» (is 7,10-14).

Dio ha dimorato tra noi

Ti chiederai in che modo la divinità si è incarnata, come il fuoco nel ferro, non trasferendosi, ma comunicandosi. Il fuoco infatti, non si slancia verso il ferro al quale si comunica. Non subisce diminuzione, ma riempie totalmente il ferro al quale si comunica. Allo stesso modo, Dio, il Verbo "che ha dimorato tra noi" non è uscito da Se stesso; il Verbo che si è fatto carne non fu soggetto a mutamento; il Cielo non fu privato di Colui che teneva e la terra accolse nel proprio seno colui che nei cieli.

Lasciati penetrare da questo mistero: Dio è venuto nella carne per uccidere la morte che vi si nasconde. Come le cure e le medicine vincono gli elementi nocivi assimilati dal corpo, e come il buio in casa è dissipato dalla luce che entra, così la morte che teneva in suo potere la natura umana fu distrutta con la venuta della divinità. Come il ghiaccio prevale sull'acqua mentre è notte e persiste l'oscurità, ma appena sorge il sole si scioglie al calore dei suoi raggi, così la morte ha regnato fino alla venuta di Cristo; quando è apparsa la grazia salvatrice di Dio e si è levato il Sole di giustizia, la morte fu assorbita dalla vittoria, non avendo potuto resistere alla presenza della vera vita. Noi pure manifestiamo la nostra gioia, festeggiamo la salvezza del mondo, il giorno della nascita dell'umanità. Oggi è tolta la condanna di Adamo. Non si dirà più: "Polvere tu sei e alla polvere tornerai", ma: "Unito a colui che è nei cieli, sarai elevato al cielo". (S. Basilio M.)

Onore e gloria a Te, Signore Gesù

Per l'immenso amore che Ti ha spinto a farti nostro fratello

- Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Perché ci hai raccolti nella tua Chiesa, arca di salvezza

- Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Perché ci hai dato la speranza della vita gioiosa e senza fine nel tuo regno

- Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Per riparare al peccato degli uomini che non Ti hanno accolto e non Ti amano

- Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Risplendi su di noi con la luce della tua gloria, Signore Gesù Cristo, e la tua venuta vinca le tenebre del male e porti a tutti gli uomini la liberazione dalla schiavitù del peccato. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

La Novena di Natale

Mercoledì 21 Dicembre 2011 00:27

6° GIORNO - 21 Dicembre

novena_6

L'ANCELLA DEL SIGNORE

Con l'annuncio di Maria, Dio comincia ad attuare le antiche promesse, che riguardano la venuta del Messia e la redenzione del genere umano. Però, come in tutti gli altri suoi interventi passati nella storia d'Israele, così anche in questo capitale intervento di salvezza, Dio chiede la libera cooperazione umana. E’ sua l'iniziativa, ma non vuole portarla a compimento senza il concorso delle sue creature. Maria che si proclama "l'ancella del Signore" diventa la vera abitazione di Dio e la Madre del Signore. In tal modo Ella, figlia e fiore di tutta l'umanità, per volontà di Dio è lo strumento indispensabile della nostra salvezza.

Come è possibile?

«Nel sesto mese, l'Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da Lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con Te". A queste parole Ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'Angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'Angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'Angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque Santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'Angelo parli da lei» (Lc 1,26-38).

Il "fiat" di Maria

Nella sfera umana, Maria è sola. Nessuno sa quello che avviene in lei. Che cosa dirà? Maria si rende perfettamente conto dell'estrema importanza di ciò che sta per pronunciare. Come una sposa, Ella sa che questo infinito ha due aspetti: uno di gioia, di tenerezza, di gloria; ma anche un altro aspetto: una immensità invisibile di pena, di redenzione, di riparazione. Dire "sì", sarebbe mancare di delicatezza, come se Lei fosse uguale a Dio. Dirà solamente: che ciò avvenga, che ciò mi sia fatto! Come se intendesse far comprendere che gettava la sua libertà nel piano divino, oggi di gioia e domani di sofferenza. Fiat! E la parola dell'accettazione. E, nello stesso istante, ciò avvenne. Ella lo seppe. Tacque. L'Angelo adorò il divino mistero e si allontanò in silenzio. (J. Guitton)

Noi Ti ringraziamo, o Gesù

Per il "sì" libero e generoso pronunciato da Maria nel momento      dell'Annunciazione
- Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Perché, per mezzo di Maria, Ti sei fatto uomo e sei divenuto nostro fratello
- Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Perché hai associato la Madre tua a tutto il mistero di redenzione e di salvezza degli uomini       
- Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Perché ci hai dato la Madre tua come nostra Madre amatissima
- Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Il sogno di Don Diego diventa realtà

Martedì 20 Dicembre 2011 21:08

La nuova Chiesa a Racalmuto: Intervista a Don Diego Martorana


Com’è nata l’idea della costruzione di una nuova chiesa a Racalmuto?

chiesa_1 Il Vescovo Mons. Ferraro, vedendo che il paese si espandeva nel territorio dopo il ponte della ferrovia, mi invita a comprare un appezzamento di terreni per costruire una chiesa in quanto, secondo il suo giudizio, essa diventa un punto di riferimento e di aggregazione importante: è il segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo.

In seguito all’autorevole incoraggiamento mi sono impegnato ad individuare qualche area disponibile però senza troppa convinzione. Poi, durante la visita pastorale del 2002, è stato presentato al Vescovo un primo abbozzo di progetto redatto dall’equipe di tecnici di cui fa parte l’ingegnere  Gianluigi Di Marco ma tutto era ancora molto vago.

Successivamente, grazie al suggerimento dell’Ing. Franco Puma, responsabile dei lavori pubblici, ho saputo dell’esistenza di terreni destinati alla costruzione di opere di interesse pubblico e che il Dott. Nalbone era proprietario della parte più estesa. È stata un’opportunità che ho colto al volo, conoscendo bene la sensibilità del Dottore; infatti alla mia richiesta rispose subito affermativamente, precisando: ”Non voglio alcun compenso”. Anche il Dott. Romano e la consorte Aurelia La Spina, proprietari di un appezzamento di terreno più piccolo, sono stati contenti di contribuire, con una donazione, ad un’opera di carattere religioso-sociale. A queste persone generose e attente al bene del paese vanno un grande apprezzamento ed un sentito grazie.

chiesa_2

Come e da chi è stato deliberato il finanziamento?

La provvidenza era intervenuta nel farci trovare l’area disponibile per la costruzione, ma,certamente,  pensare di ottenere un finanziamento era un po’ sfidarla. Però quando il Signore vuole, nulla è impossibile a Lui. Nel 2007, il Vescovo venne a visitare l’Arc. Puma che stava male. Con l’occasione lo accompagnai a dare un’occhiata al terreno donatoci egli, appena l’ebbe visto, disse: "È la fine del mondo; datti da fare”. Poiché l’area era idonea, mi suggerì di compilare subito la scheda per partecipare ad un concorso da poco bandito. Infatti la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ne aveva indetto uno per la costruzione di tre complessi parrocchiali, uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud. Sinceramente ero molto scettico sulla possibilità che proprio Racalmuto venisse scelto, tuttavia, dietro l’insistenza del Vescovo e dell’allora direttore dell’ufficio per i beni ambientali della Curia, Don Giovanni Mangiapane, un mattino con Giuseppe Cacciato compilammo  la scheda proposta e successivamente, con nostra grande sorpresa, siamo stati scelti.

Quali i termini del concorso?

La CEI avrebbe scelto sette gruppi di progettisti, individuando poi il vincitore a cui affidare la realizzazione dell’opera. Lo studio prescelto è di Torino e fa capo l’Arch. Rigamonti.

Quali tempi si prevedono?

C’è stato un ritardo dovuto all’insediamento del nuovo Vescovo, Mons. Montenegro e alla nomina del nuovo Direttore dell’ufficio per i beni ambientali della Curia, Don Giuseppe Postillo. Si è proceduto regolarmente,  abbiamo presentato al Comune di Racalmuto il progetto definitivo e si è ottenuta già la concessione edilizia. Pertanto è probabile poter iniziare la costruzione l’anno venturo.

È proprio necessaria la costruzione di una nuova chiesa vista la diminuzione dei sacerdoti?

L’osservazione potrebbe sembrare valida, però voglio presentare una serie di osservazioni:

  • Non sono solo i sacerdoti a “servire” una comunità.
  • Nel centro storico, che si va spopolando, sono presenti 12 chiese, non tutte efficienti, mentre mancano opportunità nella zona dove risiede una buona parte dei fedeli.
  • Il mio sogno è poter creare un centro per i giovani, che ormai abitano per lo più in quella zona e poi…le giovani coppie lentamente invecchieranno e un domani, non lontanissimo, emergeranno i relativi problemi di spostamento. Allora,quando mi affaccerò, spero, dal Paradiso vedrò i nonni giocare a bocce e le nonne accompagnare tra i viali i nipotini e…potrò essere contento.
  • Inoltre la chiesa del Carmelo non ha locali propri: attualmente usufruisce di quelli dell’ex casa di riposo. Come farebbe altrimenti con i tanti ragazzi e giovani che gravitano attorno alla parrocchia?
  • E poi, visto che la  Provvidenza ci è venuta incontro, questa possibilità non è una benedizione?

Che cosa prevede il finanziamento?

Il progetto prevede la costruzione della chiesa con i locali annessi per svolgere le varie attività. Il finanziamento, purtroppo,non copre tutte le spese. La CEI finanzia, con i fondi che riceve dall’otto per mille, solo il 75% della spesa, per il resto dobbiamo ancora aver fiducia nella Provvidenza. Per quanto mi riguarda, se il Signore mi darà la salute, farò di tutto per vedere completata la chiesa, mettendo in campo tutte le risorse possibili, anche quelle materiali. So di interpretare il pensiero anche di mio fratello, Don Angelo, che condivide con me la responsabilità della parrocchia. Approfitto per chiedere a tutti vicinanza morale e spirituale e, se qualcuno volesse, anche il sostegno materiale.

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La Novena di Natale

Martedì 20 Dicembre 2011 08:02

5° GIORNO - 20 Dicembre

novena_5

UNA MISSIONE ALTISSIMA

Il piano di salvezza di Dio si incontra con la volontà e la collaborazione umana di due creature: Maria e Giuseppe. Due creature meravigliose, completamente disponibili al volere del Signore.        
Il brano evangelico ci presenta l'uomo giusto e timorato di Dio, scelto ad una missione altissima: fare sulla terra le veci del Padre che è nei Cieli. La figura di Giuseppe ci appare in questo passo alta e drammatica, scolpita di fede e umiltà. Egli non può ancora capire il mistero di Dio, ma quando ha la certezza della divina volontà, crede e obbedisce.

Emmanuele: Dio con noi

«Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un Angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele", che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Mt 1,18-24).

L'obbedienza di Giuseppe

Di fronte al mistero divino, Giuseppe ha saputo mantenere il contegno giusto. Egli non si lascia prendere da umani sentimenti. Non è in grado di comprendere ciò che vede in Maria e non vuole penetrare a forza il mistero; si ritira piuttosto in disparte, con timida e rispettosa venerazione, abbandonandosi al volere di Dio e lasciando a Lui tutto il resto. Giuseppe dunque obbedisce alla Parola, la mette in pratica, dichiarandosi con le opere strumento docile nelle mani dell'Altissimo. Egli non vuole nulla per sé, perché intende essere semplicemente a disposizione di Dio. Prende quindi con sé Maria, sua sposa, per adempiere la volontà di Dio, perché Ella possa dare alla luce il suo Figlio. Sarà però lui, Giuseppe, in tutta obbedienza, a dargli il nome. Quel nome attorno al quale rotea l'universo e per volontà del quale ogni cosa è stata creata: Gesù, il Messia, il Salvatore. (R. Gutzwilier)

Ascoltaci, o Signore

Perché siamo fedeli agli impegni assunti nel nostro Battesimo e portiamo a termine la nostra vocazione  
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché, ad imitazione di San Giuseppe, siamo sempre disponibili all'obbedienza al divino volere, anche quando tutto ci appare oscuro        
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché siamo capaci di ascoltare, nel silenzio interiore, la voce delle divine ispirazioni
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché il nome di Gesù, nel quale solo c'è speranza di salvezza, sia conosciuto e invocato da tutti gli uomini.    
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Disponi, o Padre, i nostri cuori a ricevere nel tempio vivo della Chiesa la tua misericordia, perché la nuova nascita del tuo Figlio ci liberi dalla schiavitù del peccato e ci renda degni di partecipare alla ricchezza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

La Novena di Natale

Lunedì 19 Dicembre 2011 10:37

4° GIORNO - 19 Dicembre
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(Presepe Chiesa Madre )

RENDERE TESTIMONIANZA

La missione propria di Giovanni Battista è quella di "rendere testimonianza" a Cristo. Egli compie questa missione nella verità e nell'umiltà ("non sono io il Cristo... non sono degno..."), esortando tutti alla conversione e additando Gesù come Salvatore e "Agnello di Dio".

Il Figlio di Dio

"Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce " (Gv 1,6-8). «Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: "Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele". Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio"» (Gv 1,29-34).

Una missione speciale

Ogni creatura è fatta per rendere testimonianza a Dio, perché ogni creatura è un segno della sua bontà. La grandiosità della creazione testimonia a modo suo la forza e l'onnipotenza divina, e la sua bellezza testimonia la sapienza divina. Alcuni uomini però ricevono da Dio una missione speciale: rendono testimonianza a Dio non solo dal punto di vista naturale, per il fatto che esistono, ma ancor più in modo spirituale, per le loro buone opere. Giovanni è uno di questi testimoni; è venuto per diffondere i doni di Dio e proclamare le sue lodi. La missione di Giovanni e il suo ruolo di testimone sono di una grandezza incomparabile, perché nessuno può rendere testimonianza di una realtà se non nella misura in cui ne è partecipe. Gesù diceva: «Noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto» (Gv 3,1 1). Rendere testimonianza alla verità divina suppone una conoscenza di questa verità. Per questo anche Cristo ha avuto questo ruolo di testimone. "Sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità" (Gv 1 8,37). (S.Tommaso d'Aquino)

Ascoltaci, o Signore

Perché comprendiamo con quale amore Dio ci ha amati e ci ha resi suoi figli

- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché la pigrizia e la viltà non ci impediscano di professare apertamente la nostra fede in Cristo e nel Vangelo

- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché i predicatori e i catechisti, come Giovanni Battista, mostrino con efficacia agli uomini Cristo Salvatore

- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché tutti gli uomini del nostro tempo riconoscano che non è possibile costruire un mondo buono e giusto senza fondarlo su Cristo, uomo perfetto e Figlio di Dio

- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

O Cristo Signore, Tu sei l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo: aiutaci a riconoscere i nostri limiti e la nostra miseria, perché solo così possiamo ottenere la salvezza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

La Novena di Natale

Domenica 18 Dicembre 2011 11:53

3° GIORNO - 18 Dicembre

novena_3

PREPARIAMO LE VIE AL SIGNORE

Al popolo d'Israele, oppresso dalla schiavitù babilonese, il profeta Isaia dà un lietissimo annuncio: è prossima la liberazione. Il Signore stesso verrà in mezzo al suo popolo come Pastore buono che ha cura del debole, come Padre misericordioso che perdona i peccati, come Dio forte che sconfigge i nemici. I prescelti da Dio, però, devono impegnarsi a preparare la strada al Signore e a togliere tutti gli ostacoli del male mediante una vera conversione.

Ecco il Signore!

«Una voce grida: "Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà"» (Is 40,3-5). Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri» (Is 40,9-11).

Prepariamo i nostri cuori

Il Signore vuole trovare una via per entrare nei nostri cuori e dimorarvi. La voce grida nel deserto: Preparate una strada. Questa voce giunge prima all'orecchio e dopo, o meglio attraverso l'ascolto, la parola penetra nell'intelletto. Preparate, dice la voce, una strada al Signore. Quale via gli prepareremo? Una strada materiale? Ma la parola di Dio può richiedere una simile via? Non occorre piuttosto preparare al Signore una via interiore e tracciare nel nostro cuore delle strade diritte, piane? Sì, questa è la via per cui la Parola di Dio si introduce per stabilirsi nel cuore dell'uomo. Prepariamo una via al Signore con una buona coscienza, rendiamo piana la strada perché il Bambino Gesù possa camminare in noi senza difficoltà e donarci conoscenza dei suoi misteri e della sua venuta. (Origene: "Omelie su Luca")

Manda li tuo Spirito, o Signore

Perché otteniamo il perdono dei nostri peccati e la purificazione da tutte le nostre colpe     
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.     
Perché otteniamo l'aumento della fede e della nostra adesione alla volontà di Dio
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.     
Perché otteniamo l'aumento della speranza nei beni eterni promessi da Dio
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.     
Perché otteniamo l'aumento della carità e della grazia che ci rendono conformi alla santità di Dio
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.

O Dio onnipotente che ci chiami a preparare la via al Cristo Signore, fa' che per la debolezza della nostra fede non ci stanchiamo di attendere la consolante presenza del Medico Celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Festa dell'Immacolata

Domenica 18 Dicembre 2011 00:00

immacolata4 Sono da pochi giorni terminati i festeggiamenti in onore dell’Immacolata, che si sono svolti nel segno della tradizione e in un liturgico clima di raccoglimento e preghiera.

La novena ha avuto inizio il 28 novembre scorso e si è conclusa alla vigilia della festa con i primi vespri di Maria Ss. Immacolata, e la Santa Messa vespertina dedicata a tutti gli associati alla congregazione “Maria Immacolata” vivi e defunti.

Al tutto è seguita da una veglia di preghiera che, già da alcuni anni con impegno e lodevole iniziativa, la consulta di pastorale giovanile ha inserito in questo giorno: un momento dedicato a Maria, al cospetto di Gesù Eucaristia, nel quale si è data possibilità a tanti e in particolare ai giovani, di accostarsi al sacramento della riconciliazione.

Il gran giorno della festa è iniziato con i colpi di cannone alle sette del mattino seguiti dalla S. Messa di ringraziamento e propiziazione per i raccolti, seguita dallo sparo di moschetteria offerto dai giardinieri e dalle loro famiglie. Alle 9:30 la S. Messa degli associati all’Azione Cattolica seguita dall’atto di affidamento e il tesseramento dei soci e, sempre in mattinata, alle 11:15, la S. Messa Solenne.

Nel pomeriggio, entrambe le comunità della unità pastorale, si sono riunite in Matrice, sotto lo sguardo di Maria Immacolata, per la S. Messa Solenne seguita dalla processione che ha portato Maria per le strade del nostro paese, perché possa benedire con amore di madre noi, le nostre case, le nostre famiglie.

La processione si è conclusa con la benedizione sui presenti e sul paese e per finire con i fuochi d’artificio in piazza Barona.

Come dicevo all’inizio riguardo ai due aspetti liturgico e tradizionale, la festa si è svolta nel segno della tradizione, perché non è mancata la novena con la più che centenaria “coroncina-stellario”, la rumorosa e beneaugurante mattinata di ringraziamento “di li jardinara”, il tesseramento dei soci di Azione Cattolica,  e la processione pomeridiana con gran concorso di popolo, ma anche quest’anno non si è potuta rispettare appieno con le “mattinate”, la piccola processione e l’ottava, a causa dal permanere della chiusura al culto della chiesa di San Francesco che per i racalmutesi è la vera “casa” di Maria Immacolata; liturgico perché nella preghiera e nel raccoglimento abbiamo meditando le parole dell’antica coroncina e  siamo riusciti ad avvicinarci un poco di più al grande mistero dell’incarnazione di Gesù, impossibile senza il “Sì” di colei che “eletta dal gran Padre”, è stata “fra le amate la più Amata”.

Evviva Maria, Maria evviva.

Evviva Maria e chi la creò.

E senza Maria salvar non si può.

Fotogallery

ASPETTANDO NATALE 2011

Sabato 17 Dicembre 2011 14:27

LA NOVENA

A Racalmuto
nativit

Dal 16 al 24 dicembre 2011

Matrice ore 17.00

Mad. del Carmelo ore 17.15

Mad. Rocca ore  9:00 - 18.30

2° GIORNO - 17 Dicembre

GIOISCE IL NOSTRO CUORE

Per mezzo del Profeta, Dio annuncia al suo Popolo la futura salvezza. Questo annuncio è fonte di grande gioia: infatti, per i meriti del Salvatore, sarà ristabilita la riconciliazione e la comunione perfetta con Dio.

Non temere

«Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d'Israele è il Signore in mezzo a Te, tu non vedrai più la sventura. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: "Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a Te è un Salvatore potente.

Esulterà di gioia per te. Ti rinnoverà con il suo amore, si rallegrerà per te con grida di gioia, come nei giorni di festa"» (Sol 3,14-18).

Desiderato dalle genti

«Mi consumo nell'attesa della tua salvezza» (Sai 119,81), si consuma nel desiderio e nell'attesa della salvezza donataci da Dio. Buono è questo "consumarsi": infatti rivela il desiderio del bene, certo non ancora raggiunto, ma tanto desiderato. Dall'origine del genere umano fino alla fine dei secoli chi pronuncia queste parole se non la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa che desidera Cristo? Testimone ne è il Santo vegliando Simeone che, ricevendo il Cristo Bambino tra le braccia, disse: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza» (Lc 2,29-30).

Come il desiderio di questo vegliando, tale si deve credere sia stato quello di tutti i Santi delle epoche precedenti. Anche il Signore stesso dice ai discepoli: « Molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono» (Mt 13,17) perché si riconosca anche la voce di tutto l'antico Israele nelle parole: "L’anima mia si strugge per la tua salvezza". Dunque mai nel passato si spense questo desiderio dei Santi, né al presente si placa nel corpo di Cristo, che è la Chiesa, fino alla consumazione dei secoli, fin quando verrà "il Desiderato di tutte le nazioni". (S. Agostino)

Cristo Gesù, ascoltaci

Perché comprendiamo con tutti i Santi il mistero del Regno al quale siamo chiamati

Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Perché possiamo comprendere che in Te formiamo il popolo grande e ricco di ogni benedizione promessa al nostro padre Abramo

- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Affinché tutte le famiglie della terra siano benedette in Te

- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Perché tutti i popoli vengano dall'Oriente e dall'Occidente e siedano a mensa nel Regno dei Cieli

- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Il tuo aiuto, Signore, ci renda perseveranti nel bene in attesa del Cristo, tuo Figlio; quando Egli verrà e busserà alla porta ci trovi vigilanti nella preghiera ed esultanti nella lode. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Consegna del Padre Nostro ai Missionari

Giovedì 15 Dicembre 2011 04:59

DIOCESI di Agrigento


Pergamena e Rito della consegna del "Padre nostro" ai Missionari da usarsi nella Celebrazione della notte o del giorno di Natale.


«Rimetti a noi i nostri debiti…»

padre_nostroSiamo arrivati quasi al termine di queste riflessioni sul Padre nostro. Piccoli abbozzi della grande ricchezza lasciataci da Gesù attraverso la preghiera per eccellenza. L’obiettivo, attraverso le schede consegnate alle parrocchie e grazie a questo spazio nel nostro settimanale, era quello di “rispolverare” la ricchezza teologica di quelle poche righe facendole diventare nutrimento quotidiano attraverso una preghiera filiale e autentica. Dopo la richiesta del pane quotidiano Gesù ci chiede di soffermarci su un altro “bisogno”: quello del perdono.

Pane e perdono sembrano essere le necessità più urgenti del cristiano; il pane per sopravvivere e il perdono per vivere; il pane per soddisfare i bisogni della nostra umanità e il perdono per non smarrire la nostalgia del divino che c’è in noi; il pane che ci porta a guardare le nostre tavole e il perdono che ci fa alzare gli occhi al cielo in attesa di una mensa che non avrà mai fine. Il perdono è uno dei pilastri della predicazione di Gesù. Egli non è venuto a rimproverare l’uomo peccatore ma a liberarlo da ogni forma di peccato annunciandogli che la vera potenza di Dio è il suo perdono. Le parabole della misericordia in Luca (la perla perduta, la pecorella smarrita e il figliol prodigo) ci presentano il volto autentico del Dio di Gesù Cristo: in pena per ogni creatura che è andata perduta, in festa ogni volta che la si ritrova. Misericordia è il nome di Dio: Lui che apre il cuore (cordia) di fronte alle miserie dell’uomo (miser).

Nel dialogo notturno con Nicodemo Gesù ricorda che Dio non ha mandato il proprio figlio nel mondo per giudicare il mondo ma per manifestargli quanto lo ama e S. Paolo alla comunità di Efeso afferma: «Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo…ci ha fatto rivivere con Cristo» (Ef 2,4-5). Il Padre nostro è un invito a bussare al cuore di Dio nella certezza che Lui non si stanca di perdonarci rialzando ogni figlio caduto sotto il peso del peccato. Ma la richiesta non si ferma qui; continua ponendo una condizione stringente: «come noi li rimettiamo ai nostri debitori». Proviamo a tradurre così: “Signore, ti ringraziamo perché tu sempre ci perdoni, però ti preghiamo di rispettare fino in fondo la nostra libertà e se noi non siamo aperti al perdono nei confronti degli altri, non offrirci il tuo di perdono perché non avrebbe senso essere perdonati da Te e non perdonare gli altri”. In questa richiesta, più che nelle altre assistiamo all’incontro meraviglioso fra il dono di Dio e l’impegno del cristiano, fra la grazia e la libertà. Il cristiano che ha incontrato la misericordia di Dio, che bussando al suo cuore ha trovato spazi di infinita bontà, per logica conseguenza ogni volta che si trova davanti all’errore di qualche suo fratello non può che usare lo stesso metro. Purtroppo su questo punto difettiamo e non poco. Si farà a gara in questo tempo natalizio ad entrare nei confessionali e a chiedere l’assoluzione per i peccati commessi ma non so se vi sarà la stessa sollecitudine per recuperare qualche relazione ferita offrendo generosamente il perdono. E invece è proprio la capacità di perdonare che renderebbe credibile la fede nella misericordia di Dio. Se non ci apriamo al perdono – soprattutto nelle situazioni più difficili – nessuno crederà che Dio è misericordioso o, al massimo questa resterà una bella formula campata in aria.

Un autore contemporaneo ha scritto che il sacerdote è un guaritore ferito. Penso lo si potrebbe estendere ad ogni cristiano. È una creatura che, grazie al perdono di Dio, ha sperimento la guarigione interiore e ha visto poggiare la mano del Padre sulle profonde ferite del suo peccato. Con questo atteggiamento umile si accosta alle ferite di ogni persona che sbaglia e prova a portare un po di balsamo per aiutarlo a guarire dalle lividure del peccato. E se in questo Natale provassimo a mettere in pratica la preghiera del Padre nostro riconciliandoci con qualcuno a cui non rivolgiamo più la parola? Forse conoscendo le nostre reticenze sul perdono i primi testimoni della natività hanno cantato: «Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà». Pace, appunto, e non semplice: Auguri!

don Baldo Reina

Tesseramento dell'Azione Cattolica

Mercoledì 07 Dicembre 2011 23:37

Giovedì 8 dicembre 2011  (FESTA dell'IMMACOLATA)


Tutti i soci dell'AZIONE CATTOLICA della Parrocchia Matrice riceveranno la tessera di adesione all'ASSOCIAZIONE, per un impegno concreto nel territorio di Racalmuto in sintonia con la gerarchia e con la comunità.

In quel giorno faranno l'affidamento a Maria per un servizio alla Chiesa in un continuo confrontarsi con la Parola di Dio.

tesseramento_AC

In occasione della 10° “FESTA DELL’ADESIONE” noi ragazzi, giovanissimi, giovani e adulti dell’Azione Cattolica della parrocchia Madonna del Carmelo, domani 8 Dicembre 2011, durante la messa delle 9:15, tutti insieme saremo pronti a rispondere il nostro SÌ come ha fatto la Madonna, per rinnovare l’impegno della nostra azione “ALLACCIANDOCI” a Gesù!!!

Vi aspettiamo per condividere questo momento e per comprendere tutti insieme che solo “AGGANCIANDOCI” a LUI siamo al sicuro e non possiamo “CADERE …!”

8 Dicembre l’IMMACOLATA

Mercoledì 07 Dicembre 2011 09:23

Tutta bella sei, o Maria (di Mons Antonio Riboldi)

immacolata3In questo tempo di Avvento, che ci prepara al Natale, la Chiesa ha voluto presentarci chi era Maria, la Donna che Dio ha scelto fin dall'eternità a essere Madre del Figlio Suo, Gesù.

Una donna 'preservata' dal peccato di Eva e, quindi, una Donna 'bella', come dovevamo essere tutti noi, senza peccato.

Il peccato originale ci aveva isolato in un mondo senza futuro e, per di più, con il morso di satana, che ci inclina a essere quello che non dovremmo: peccatori.

In ognuno di noi, si ripete la storia del primo uomo, che Dio mise alla prova, quella di 'non toccare il frutto dell'albero'. Dio disse: 'Non mangiatene, anzi non toccatelo, altrimenti morirete'. 'Non è vero - insinuò il serpente - che morirete, anzi, Dio sa bene che se ne mangerete diventerete come lui'. La donna osservò l'albero: i suoi frutti erano certo buoni da mangiare, era una delizia per gli occhi, era affascinante per avere quella conoscenza. Allora prese un frutto e lo mangiò. Lo diede a suo marito ed egli ne mangiò. I loro occhi si aprirono e si resero conto di essere nudi. Quindi Dio li cercò: 'Uomo dove sei?'. Adamo rispose: 'Mi sono nascosto, perché sono nudo' (Gen 3, 1-11).

Il risultato di quel rifiuto di Dio, fu 'essere cacciati dall'Eden', ossia essere privati della partecipazione alla felicità con Dio, che era la ragione della loro creazione.

Deve essere stata una grande sofferenza 'essere fuori della casa del Padre' e trovarsi in un deserto, una terra dove regnava la solitudine, il veleno di satana, sempre pronto a farsi sentire e indurre al male, la vera causa di infelicità per l'uomo.

La storia di ogni tempo ci racconta di quanto male l'uomo può essere causa, lontano dal Padre.

"Vediamo a cosa arriva l'espansione di una umanità lasciata in balìa dei suoi istinti e delle sue tendenze. Va a finire fuori strada ed arriva ad aberrazione che ci fanno piangere e fremere. Un errore ancora più grave che si insinua nella nostra pedagogia e nelle nostre abitudini sociali è che non è bello difendere la nostra vita dagli stimoli e dalla conoscenza del male: occorre vedere tutto, conoscere e provare tutto: 'Fate l'esperienza del male, altrimenti non avrete l'esperienza della vita' - dicono. E non si bada a cosa si profana, che cosa si distrugge, ai dolori che si seminano, ai delitti che si consumano".

In altre parole siamo invitati a seguire la moda che è un andare alla deriva rischiando il naufragio di tutto il bello e il buono che abbiamo tutti.

Chi di noi non sente il profondo desiderio di essere buono, di conoscere la vera felicità? In altre parole di essere 'immacolati'? Credo tutti.

Maria SS.ma, la Tutta Bella, questo lo viveva, difendendolo con la virtù dell'umiltà.

Diceva il Santo Padre ai giovani a Loreto: "Ma l'umile è percepito come un rinunciatario, uno sconfitto, uno che non ha nulla da dire al mondo. Ed invece questa è la via maestra e non solo perché l'umiltà è una grande virtù umana, ma perché, in primo luogo, rappresenta il modo di agire di Dio stesso. È la via scelta da Cristo, il Mediatore della Nuova Alleanza, il quale 'apparso in forma umana, umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce' (Fil 2-8). Cari giovani, mi sembra di scorgere in questa parola di Dio sull'umiltà, un messaggio importante e quanto mai attuale per voi, che volete seguire Cristo e fare parte della Chiesa. Il messaggio è questo: non seguite le vie dell'orgoglio, bensì quella dell'umiltà. Andate controcorrente; non seguite le voci interessate e suadenti, che oggi da molte parti propongono modelli di vita improntati all'arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all'apparire e all'avere, a scapito dell'essere.

Non abbiate paura, cari amici, di preferire le alternative indicate dall'amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale, relazioni affettive sincere e pure. Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda. Quella dell'umiltà non è dunque la via della rinuncia, ma del coraggio. Non è l'esito di una sconfitta, ma il risultato di una vittoria sull'egoismo e della grazia sul peccato. Seguendo Cristo e imitando Maria Immacolata, dobbiamo avere il coraggio dell'umiltà" (omelia del 2 settembre a Loreto).

Ed è quello che tutti noi, andando in pellegrinaggio a Lourdes, contemplando nella grotta la semplicità e sublimità dell'Immacolata, accogliamo nei nostri cuori.

Vorremmo essere una briciola di quello che era lei, buttando davvero alle ortiche i troppi abiti 'da maschera', che il mondo ci offre.

Immacolata: festa dell’amore di Dio

Martedì 06 Dicembre 2011 09:26

immacolata2 Affascinante e singolarmente cara al cuore cristiano è questa festa dell’Immacolata Concezione di Maria.

Il racconto dell’annunciazione consente di renderci conto, almeno un poco, della bellezza interiore di Maria.

La vergine è lodata dall’angelo come “piena di grazia”, anche perché il suo cuore non si è mai volto al peccato, ma a differenza di Eva e di tutti i figli dei primogenitori, sempre si è abbandonata in libera fiducia ad amare il suo Signore.

Non è che Maria non abbia avuto bisogno dell’intervento salvifico del Figlio di Dio, Crocifisso e Risorto, di cui abbiamo bisogno tutti. Anche Lei , come noi , arriva in un mondo immerso nel male e contaminato dal peccato, ma in Lei l’azione redentrice ha dimostrato il massimo della sua potenza. Il dono d’amore di Cristo si manifesta in Maria da subito nel grado più alto, perché fin dal primo istante questa creatura è in comunione con Dio.

Ecco l’Immacolata Concezione: Maria è l’unica, insieme al suo Figlio, a non avere conosciuto il peccato. Ma insieme ci rappresenta tutti, poiché noi camminiamo per essere senza peccato, per vincere quella diffidenza che il male ci ha posto nel cuore e ritrovare il nostro abbandono di figli.

“Eccomi, io sono tua”, dice Maria: in questa donazione senza riserva c’è la fonte della divina maternità e in questa offerta di tutta se stessa c’è al tempo stesso la promessa della gloria di questa “serva del Signore” che diviene così la Regina dell’Universo.

“Avvenga di me secondo la tua parola”(Lc1,38), non le molte inutili parole umane, ma attenta alla parola di Dio. Per questo Maria è silenziosa nel calvario, è silenziosa durante l’esperienza pentecostale dell’effusione dello Spirito Santo.

E se parla a Cana di Galilea, parla per far convergere l’attenzione, non su di se, ma sul suo figlio, Gesù, il solo  da cui dobbiamo attendere ogni salvezza e ogni dono.

Ci insegni allora la Vergine Immacolata ad amare sopra ogni altro amore, Gesù, l’unico redentore di tutti; ci insegni a ricercare nella fede la volontà  del Padre e l’adesione al suo disegno salvifico; ci insegni a preferire il Silenzio alle parole superficiali e vane e a difenderci dalle ossessive abitudini pubblicitarie del mondo di oggi.

Solennità dell'Immacolata

Domenica 04 Dicembre 2011 22:13

04 Dicembre II Domenica di Avvento

Domenica 04 Dicembre 2011 01:28

2_avventoParola - Prima lettura Is 40, 1-5.9-11

Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù... Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio... Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio. Ecco egli ha con sé il premio e i suoi trofei lo precedono

Riflessione

Noi pure abbiamo bisogno di essere consolati. Incontriamo notevoli difficoltà nella nostra vita di ogni giorno e la strada nel deserto deve essere preparata, poiché è nella solitudine che Dio fissa il primo appuntamento al suo popolo. Non è possibile vedere e godere Dio nel suo Regno, se prima non lo si è incontrato durante il pellegrinaggio terreno, che è ben disegnato dall'immagine di un procedere faticoso nel deserto. Dio viene, anzi è in mezzo a noi, e ha già iniziato la sua opera di salvezza. Se la strada che lo dovrebbe condurre a noi, è ostruita dal peccato, egli è obbligato a fermarsi. La parola di Dio vuole infonderci speranza e forza, perché riusciamo ad aprirci un varco a Dio. Questa speranza la dobbiamo predicare anche ai nostri fratelli pellegrini nella vita. A volte ci avviliamo perché abbiamo l'impressione che il nostro annuncio sia utopistico e che molta gente ci giudichi persone fuori dal tempo e dalla realtà Chiediamo a Dio la speranza e il coraggio del profeta Isaia.

Parola - Seconda lettura 2Pt 3, 8-14

Il Signore non ritarda nell'adempiere la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.

Riflessione

L'aspettativa profetica è in parte attuata e in parte sempre da attuarsi. La vita del credente è attesa continua. Dio non è in ritardo nell'adempiere le sue promesse e, tanto meno, è impotente a realizzarle. La necessità di prolungare l'attesa è dovuta alla sua pazienza: rendendosi conto che l'uomo non ha ancora percorso il suo tratto di strada per essere puntuale all'incontro con Cristo, Dio attende pazientemente che questo si realizzi. Ogni incontro presuppone un reciproco cammino. Gesù ha già fatto il suo tratto di strada; a noi compiere il nostro. Dobbiamo ammettere con sincerità di non aver terminato di preparare la strada al Signore che viene. La nostra conversione a lui non è realizzata: dobbiamo ogni giorno rimetterci in cammino, percorrere una nuova tappa, nel tentativo di raggiungere la santità.

Parola - Vangelo Mc 1, 1-8

Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto... "Dopo di me viene uno che è più forte di me... Io vi battezzo con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo".

Riflessione

Dio ci sceglie oggi come mediatori fra lui e gli uomini. Abbiamo l'incarico di annunciare con credibilità un lieto messaggio: la liberazione di Dio è vicina, anzi è già in mezzo a noi; va accolta nella gioia; ci sarà da attraversare il deserto, ma Dio camminerà davanti a noi e al traguardo ci arriveremo. Il nostro compito è quello di essere mediatori di Dio e non semplici predicatori che annunciano se stessi, le loro convinzioni, i loro punti di vista. Non dobbiamo preoccuparci di apparire "uomini come gli altri", ma mostrarci fiduciosi in quanto non siamo noi la salvezza; siamo semplici battistrada del salvatore. Come Giovanni, viviamo il compito affidatoci da Dio e, se necessario, troviamo il coraggio di tirarci in disparte, affinché trionfi la mediazione infinitamente più grande del Cristo Signore.

Gesù di Nazaret

Giovedì 01 Dicembre 2011 10:15
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