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Aprile 2011

GIOVANINFESTA - 1° maggio 2011 CASTELTERMINI

Sabato 30 Aprile 2011 10:38

PROGRAMMA GIORNATA

giovaninfestaIl programma della manifestazione prevede orientativamente i seguenti momenti qui sotto riportati:

  • ore 7.30 arrivi, accoglienza in Piazza Duomo e colazione
  • ore 9.00 preghiera mattutina e saluti iniziali delle autorità
  • ore 9.45 proiezione, su maxischermo, della beatificazione di Giovanni Paolo II in diretta da Piazza San Pietro
  • ore 10.30  I° intervento ospite sui seguenti temi: “Essere adolescenti oggi”; “rischio, gioco e divertimento”; “difendere e rispettare il proprio corpo”; “custodire l’altro”; “le nuove dipendenze (facebook…) e l’uso corretto degli strumenti multimediali”;
  • ore 11.15 testimonianza
  • ore 11.40 II° intervento ospite
  • ore 12.30 pranzo libero
  • ore 13.30 animazione musicale e breve intrattenimento con lo spettacolo del Taratatà
  • ore 15.00 preparazione al pellegrinaggio della Santa Croce col III° intervento ospite
  • ore 16.00 pellegrinaggio con la Santa Croce per le varie parrocchie
  • ore 17.30 S. Messa in Piazza Duomo
  • ore 19.30 animazione musicale conclusiva, inno del Giovaninfesta, saluti e ringraziamenti.

Una programmazione davvero densa per seguire un evento davvero speciale

Sabato 30 Aprile 2011 09:51

Procediamo con ordine, dandovi una sorta di palinsesto di facile consultazione per avere sotto mano l’intera programmazione dedicata alla beatificazione di Papa Giovanni Paolo II.

beatificazionegiovannipaolo

Tutto inizia SABATO 30 APRILE, con una programmazione di prime time praticamente tematica:

  • 11.35 – Sky Tg24 Speciale curato dal vaticanista Stefano Maria Paci;
  • 14.35 – Sky Tg24 Pomeriggio, speciale condotto da Paola Saluzzi;
  • 20.30 – Rai Premium Giovanni Paolo II, miniserie in due parti con John Voight;
  • 20.40 – Rete 4 Vite Straordinarie ‘Santo Subito’: puntata speciale del programma di Elena Guarnieri con filmati di repertorio che ricostruiscono i 26 anni del papato di Wojtyla;
  • 21.00 – Tv 2000 Diretta della veglia dal Circo Massimo di Roma;
  • 21.05 – RaiDue Karol, Un Santo Padre: approfondimento condotto da Lorena Bianchetti e Massimiliano Ossini con collegamenti in diretta dai luoghi in cui si tiene la veglia di preghiera in vista della beatificazione (Circo Massimo di Roma e santuari in Polonia, Tanzania, Libano, Portogallo e Messico).
  • 21.00 – Canale 5 Karol, Un Uomo Diventato Papa: seconda e ultima parte della miniserie del 2004.
  • 21.00 – Rai Storia Speciale Santo Subito: una puntata speciale di Dixit condotto da Giovanni Minoli con collegamenti dai luoghi della veglia di preghiera e numerosi ospiti in studio: Marco Politi, Saverio Gaeta, Marco Tosatti, Gian Franco Svidercoschi e Alberto Melloni. Alle 23.00, poi, parte una vera e propria veglia laica, tutta televisiva, con 12 ore di filmati esclusivi sulla vita del Pontefice polacco che si concluderà alle 10.00 del 1° maggio, accompagnando il pubblico fino alla celebrazione della messa solenne che presenterà ai fedeli il nuovo beato.
  • 23.30 – Sky Sport1 Giovanni Paolo II – Il Papa beato e sportivo, speciale sull’animo sportivo del Papa con interviste a calciatori e uomini di sport tra cui Paolo Rossi, Zoff, Del Piero e Totti.

DOMENICA 1° MAGGIO
Tutte le principali reti tv seguiranno in diretta la Santa Messa di beatificazione di Karol Wojtyla. procediamo con ordine.
  • 8.45 – Tv2000 collegamento in diretta per la Santa Messa;
  • 8.50 – Canale 5 Le Frontiere dello Spirito: puntata speciale dedicata alla beatificazione di Papa Giovanni Paolo II;
  • 9.05 – RaiUno: parte il collegamento in diretta da San Pietro;
  • 9.45 – Canale 5: parte la diretta del Tg5 per seguire la Santa Messa di beatificazione;
  • 12.30 – RaiUno A Sua Immagine, speciale beatificazione;
  • 20.35 Boing Karol, film d’animazione prodotto nel 2010 in Italia;
  • 21.15 Tv2000 Giovanni Paolo II, miniserie in due parti con John Voight (andata in onda anche la sera prima su Rai Premium);
  • 21.30 RaiUno Speciale Porta a Porta – Una Vita da Santo con Bruno Vespa.

01 Maggio 2011 - II Domenica di Pasqua

Sabato 30 Aprile 2011 09:12

II_domenica_pasqua«Gesù Cristo è risorto dai morti, primizia tra quelli che sono morti … è il primogenito di quelli che risuscitano dai morti» (1Cor 15,20; Col 1,18): sappiamo bene che questo annuncio, l’annuncio pasquale, è lo specifico del cristianesimo, il debito di speranza che noi cristiani abbiamo verso tutti gli uomini. Conosciamo però altrettanto bene le nostre resistenze profonde a credere a questo annuncio inaudito; di più, quanto fatichiamo a credere alla resurrezione di Gesù Cristo quale pegno e caparra della nostra resurrezione…

A tutto questo Tommaso non è presente, così come non lo è stato nessuno dei lettori del vangelo. Egli considera una follia, «un vaneggiamento» (Lc 24,11) le parole dei suoi fratelli: vuole un rapporto diretto con il Signore, vuole una prova tangibile della sua resurrezione. Dal suo atteggiamento nasce per noi la domanda seria: sappiamo vivere la nostra fede pasquale nella comunità cristiana? Ovvero, siamo consapevoli che il Risorto si manifesta primariamente nel suo radunare la comunità cristiana nel giorno di domenica, per donarle sempre e di nuovo tutta la sua vita? Così è avvenuto per Tommaso: «otto giorni dopo», dunque già nel ritmo liturgico del giorno del Signore, Gesù si manifesta quando la comunità è riunita; ed è in questo essere convocato con gli altri «nello stesso» (1Cor 11,20), termine che indica non tanto il luogo ma l’unità data da Gesù Cristo stesso, che Tommaso lo incontra quale Risorto e Vivente.

Egli ha bisogno di vedere ma non di toccare le ferite di Cristo: quando infatti il Risorto lo precede e smaschera con misericordia la sua debolezza, Tommaso, vistosi amato persino nella sua incredulità, fa cadere le sue difese e formula una straordinaria confessione di fede: «Mio Signore e mio Dio!». E a lui Gesù riserva la sua ultima beatitudine, di cui anche noi siamo destinatari: «Beati quelli che crederanno senza avere visto». Sì, siamo chiamati a vivere la beatitudine di chi «vede» Gesù con gli occhi della comunità cristiana, riunita nel giorno del Signore e in ascolto della Parola di Dio contenuta nelle Sante Scritture, Parola di cui il vangelo è il centro, Parola che è Gesù Cristo.

Il Pane della Comunione

Giovedì 28 Aprile 2011 19:00

Quaresima: “tempo di fraternità e di missione”

Pasqua delle Famiglie 2011 e Cena di fraternità
PANE ACQUA ED ERBE AMARE

Il Signore ci convoca per  pregare in occasione della Quaresima di Fraternità che, ogni anno, la nostra Chiesa agrigentina dedica alla Chiesa sorella di Iringa e in special modo alla parrocchia di Ismani.

cenapaneacqua

È una preziosa occasione perché aumenti la  nostra  consapevolezza che ciascuno di noi ha la responsabilità di fare del mondo un’unica famiglia. È ancora una volta un invito  a vivere nel reciproco  scambio della ricchezza  della fede, delle culture, dei valori e ad andare oltre le frontiere per essere  Chiesa aperta a tutta l’umanità. Ma è anche un accorato appello a lavorare sempre più in comunione per rendere ogni singola Chiesa più accogliente, pronta a donare dalla  propria povertà per lavorare insieme nella vigna del Signore, per condividere questo pane con i fratelli e le sorelle che incontriamo ogni giorno e con coloro che ancora non conoscono il Cristo, perché abbiano parte con noi al banchetto che Dio ci ha donato.

Camminando tra le povere case di Ismani, molta gente, quando ci fermiamo a guardare, ci dice: Karibu “Vieni – Entra”.  Deve essere l’invito che rivolgevano a Gesù. E lui entrava.

Quando qualcuno  ci dice: “Entra”, bisogna entrare, fermarsi, sedersi, prendere quello che ti offrono, dare quello che sei e che porti. Un cristiano non deve mai rifiutare un invito perciò “Karibu venite ed entrate”.

“Gli uomini del nostro tempo magari non sempre consapevolmente, chiedono ai credenti non solo di “parlare” di Gesù, ma di “far vedere “ Gesù…

Possano le nostre Comunità diventare sempre più Centri d’irradiazione del Dio vivente!

Essenzialità, silenzio, condivisione, servizio, lavoro umile, disponibilità, adattamento alle novità, rottura degli schemi, cammino, gratuità, comunione, siano le parole d’ordine del nostro cammino insieme.

Fotogallery

Aspettando la Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II

Mercoledì 27 Aprile 2011 20:58

Hai dato la vita per fare di tutta l’umanità una sola famiglia

giovannipaoloII

giovannipaoloII

Nella sua prima Lettera Enciclica DEUS CARITAS EST ci dice di continuare ad amare come tu ci hai insegnato.

L'amore — caritas — sarà sempre necessario, anche nella società più giusta. Non c'è nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio dell'amore. Chi vuole sbarazzarsi dell'amore si dispone a sbarazzarsi dell'uomo in quanto uomo…. La Chiesa è una di queste forze vive: in essa pulsa la dinamica dell'amore suscitato dallo Spirito di Cristo. Questo amore non offre agli uomini solamente un aiuto materiale, ma anche ristoro e cura dell'anima, un aiuto spesso più necessario del sostegno materiale.

Giocanni Paolo II

Buona Pasqua dagli amici dell'A.C.

Mercoledì 27 Aprile 2011 13:38

Gli amici dell'A.C. augurano una S. Pasqua a tutti i soci ed ex soci con ogni benedizione

amiciAC Con l'inizio del secondo centenario dell'A.C. Virtus presente nel nostro paese. In questa storia di testimonianze significative ,noi della presidenza, facendo tesoro degli esempi dei presidenti e responsabili precedenti , che  con tanto zelo  hanno portato avanti l'Associazione, in questa S. pasqua sentiamo il desiderio e il dovere assieme a madre Teresa di Calcutta di condividere la seguente preghiera:

"Gesù è la parola che va proclamata; è la verità che dev'essere narrata; è la vita che dev'essere vissuta; è l'Amore che dev'essere amato; è la gioia che dev'essere condivisa; è la pace che dev'essere donata; è l'affamato che dev'essre nutrito; è l'ignudo che dev'esser vestito; è il malato che dev'essere curato; è il reietto che dev'essere accettato; è il piccolo che dev'essere abbracciato; èil cieco che bisogna guidare; è  il muto cui bisogna parlare; è il drogato che bisogna aiutare; è il prigioniero che bisogna visitare; è lo straniero che bisogna accogliere; è il povero che bisogna soccorrere;
Per me Gesù è il tutto e di tutto."

In questa occasione vi vogliamo comunicare il nome del nuovo presidente diocesano appena eletto e confermato dall'arcivescovo Francesco Montenegro lo scorso 25 marzo. 
È Massimo Muratore di Canicattì che noi soci conosciamo perchè è venuto a Racalmuto diverse volte e ultimamente nella celebrazione dei 100 anni dell'A. C. Virtus  nel nostro paese. Verrà ancora  per raccogliere tutti i soci che nel tempo hanno fatto parte dell'Associazione  per un incontro di preghiera, di amicizia, di condivisione, di proposte ed impegni e far continuare a vivere l'Associazione in un clima di fraternità, vera testimonianza incarnata nel nostro tempo e nel nostro territorio. Anche Racalmuto ha un rappresentante nel consiglio provinciale dell'Azione Cattolica, Rosalia Curto alla quale facciamo gli auguri di Buon Lavoro.

Gli amici dell'A.C. con gli assistenti, il parroco don Diego Martorana, don Michele Termine e il diacono don Vincenzo Alaimo.

Il precetto Pasquale del Terz’Ordine Carmelitano

Mercoledì 27 Aprile 2011 06:26

Mercoledì Santo

terzo_ordine1 In forza del sacerdozio battesimale e dei carismi ricevuti, i laici carmelitani sono chiamati all’edificazione della comunità ecclesiale partecipando consapevolmente, attivamente e fruttuosamente alla vita liturgica della comunità,impegnandosi perché la celebrazione si prolunghi nella vita(Reg n23) Il terziario carmelitano è testimone  del suo carisma nella famiglia, nell’ambiente di lavoro, nelle responsabilità sociali ed ecclesiali, nei rapporti con gli altri.

terzo_ordine2 I laici carmelitani cercano nel quotidiano l’impronta nascosta di Dio e lo Spirito Santo li guida e li trasforma. Il laico carmelitano oggi, in un epoca laicizzata, deve vivere e mostrare la sua identità carmelitana, perché liberamente e deliberatamente, risponde alla particolare  chiamata di Dio e promette di vivere la vita del Vangelo nello spirito dell’Ordine e sotto la sua direzione. Il carisma carmelitano è preghiera,fraternità, servizio vissuti nella realtà quotidiana,centrati e radicati nel battesimo con il quale i terziari condividono il sacerdozio comune di Cristo, la sua dignità regale e il suo ministero profetico.

La vita del terziario carmelitano, l’adesione al carisma carmelitano è contrassegnata dalla preghiera liturgica,dalla liturgia delle ore, la Lectio Divina, Il silenzio del cuore fa sì che il terziario accolga Dio e l’altro, il fratello. Lo Scapolare ricorda che dobbiamo “camminare assieme a Maria per i sentieri della storia”(reg n34), vivere nel quotidiano il nostro essere  carmelitani. Tutti i terziari hanno un posto, un ruolo un impegno che con gioia assolvono utilizzando i carismi ricevuti dallo Spirito Santo, ciascuno secondo le proprie capacità per il bene comune.

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La Passione per le vie della Città

Lunedì 25 Aprile 2011 10:16

Venerdì Santo 2011 a Racalmuto

Ore 12:00 Santuario Maria SS. Del Monte, inizia la tradizionale processione del Venerdì Santo a Racalmuto. Migliaia di fedeli si riversano in Piazza per prenderne parte. La statua del Cristo caricato dalla croce portata a spalla da giovani lavoratori, precede la processione, segue la statua dell’addolorata, portata a spalla da giovani studenti. Non mancano le autorità civili e militari, il clero e tutto il popolo di Dio.

venerdisanto3

Il primo momento toccante della processione è “l’Incontro” di Cristo con la Madre in piazza. Dopo una breve riflessione dell’Arc. Don Diego Martorana, il corteo prosegue verso il Calvario, dove è stato preparato il luogo della crocifissione. In serata con la deposizione e la processione verso il Santuario Maria SS. Del Monte, si conclude la giornata del Venerdì Santo a Racalmuto.

Oggi una Croce, costruita con i resti delle barche dei profughi che sono approdati a Lampedusa è stata portata ai piedi del Crocifisso da Don Diego, ricevuta durante la S. Messa Crismale da S.E. Mons Francesco Montenegro.

venerdisanto4 Il pensiero va alle gente di Lampedusa, Linosa e Pantelleria: «cirenei e veroniche di questi ventimila profughi», che hanno assistito in queste settimane con cura e attenzione, inventandosi di tutto pur di soccorrerli.   A tutte le altre città italiane che stanno ospitando i migranti, perché ricordino che «servono Gesù profugo in cerca di posto». Per questi scampati alla morte nelle acque del Mediterraneo, tomba di migliaia di loro compagni, può esserci davvero un’altra vita, una Pasqua, una resurrezione e questa dipenderà, non solo dalla fede, ma anche dalla sconfitta degli egoismi nazionali e localistici, dalla capacità di dilatare il cuore: qui entriamo in gioco tutti.

Di seguito vi proponiamo un racconto fotografico dei momenti saliente della giornata.

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49° Anniversario dell’ordinazione Sacerdotale di Don Diego Martorana

Domenica 24 Aprile 2011 10:30

AUGURI DON DIEGO

don_diego

Nella ricorrenza del Quarantanovesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di Don Diego, I Confratelli Sacerdoti, Il Diacono, la Comunità ecclesiale di Racalmuto e la redazione del sito ecclesiaracalmuto.it esprimono gratitudine per l'opera da Lui svolta.

Don Diego, possa la Vergine Maria sorreggerLa nel suo cammino pastorale e darLe la forza per continuare a lungo il suo apostolato fra la gente di Racalmuto.

"Quella al sacerdozio è la più grande vocazione, quella di essere "amministratore dei misteri di Dio" (1Cor 4,1).

Il sacerdozio è la più grande dignità, secondo le parole di Gesù: "Colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo…, come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti" (Mt 20,27-28). Non per nulla il sacerdozio gerarchico si chiama ministeriale e ha il suo centro nel sacrificio eucaristico, nel quale si rinnova sull'altare quello di Gesù sulla croce.

Quello sacerdotale è il più grande potere, perché proprio di Cristo (Mt 28,18), che diede tale potere agli uomini (Mt 9,7), quello di consacrare (Lc 22,19) e quello di perdonare i peccati (Gv 20,23) ossia di avere il potere sul Corpo eucaristico e sul Corpo mistico di Cristo.

Il sacerdote è il più benedetto da Dio secondo le parole di Gesù: "Non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna" (Mc 10,29-30).

Ringraziamo perciò, il Signore per aver mandato nella nostra Comunità proprio Lei, un sacerdote con una vocazione autentica, che è riuscito in questi 49 anni ad entrare nel cuore di tutti con semplicità, onestà e umiltà trasmettendoci i veri valori del cristianesimo.

Un sacerdote pieno d’idee e grande organizzatore che ha portato innovazioni nella nostra vita, sempre tese a creare quello spirito di Comunione che è proprio delle comunità Cristiane.

Ed è così che tutti noi speriamo si sia sentito nella nostra  come nella sua famiglia.

Un sacerdote che ha fatto della sua vita un dono a Cristo al servizio della comunità e delle persone che a lei si sono affidate, cosi come sono con i loro difetti e le loro debolezze.

Preghiamo pertanto il Signore affinché continui a dargli quella forza necessaria a guidare saggiamente e con fermezza la nostra comunità parrocchiale, in modo particolare L’Unità Pastorale, rendendoci al tempo stesso degni di continuare ad averlo ancora in mezzo a noi.

Caro Don Diego, affidiamo alle sue preghiere la nostra Comunità di credenti e tutti i gruppi parrocchiali, affinché con l’intercessione della Vergine Maria possano continuare a crescere spiritualmente lavorando con gioia alla vigna del Signore.

Gli auguri dell’arcivescovo di Agrigento Don Franco Montenegro

Domenica 24 Aprile 2011 08:31

Montenegro: “Nella nostra terra solo parole”.

E ai giovani chiede di stare attenti ai falsi maestri

arcivescovo L’arcivescovo di Agrigento, prima di partire per Lampedusa, si è rivolto agli agrigentini. Lo ha fatto il venerdì santo, lo ha fatto stamattina incontrando i giornalisti.

E naturalmente Don Franco Montenegro non si è allontanato dalla realtà agrigentina.

“…di parole se ne dicono tante e non solo nelle stanze delle decisioni, ma anche per le vie – ha detto l’arcivescovo - Sì, si parla, si discute per tro­vare le giuste soluzioni, ma non si fa quel gioco di squadra che, invece, quando c’è, è sempre vincente. Anzi sembra che si preferisca la frantumazione. Così non solo il tempo passa velocemente, ma si finisce col perdere le sfide, e si continua ad incrementare arretratezza, immobilismo, disser­vizi … Si vive da rassegnati, anche quando, è solo un esempio, ci troviamo agli ul­timi posti nelle diverse classifiche. Come se non avessimo la possibilità e la capacità di ribaltare tali situazioni. Continuiamo a dire parole, ma non sappiamo cercare e trovare l’azione comune, la condivisione sincera di pensieri che ricercano il bene, il discernimento fatto insieme. È come se non si voglia cercare il co­raggio per osare il dialogo. E così - non posso dire senza renderci conto, perché conto ci rendiamo,-  cresce il clima di resa, di rinuncia e di sconforto. Sembra che per noi non ci sia futuro e che di questo noi non ne siamo responsabili”.

“E così le tante parole – ha continuato Montenegro - anche se velate di promesse, progetti, proposte, riescono a scardinare la fiducia, la volontà, la speranza… Rattrista poi sapere di tanti giovani che annegano nel mare spesso pericoloso di internet alla ricerca di sogni spesso fatali. Non sanno più alzare lo sguardo e restano sempre più incatenati dalla fredda solitu­dine regalata da un monitor. Chi sa se non è questa la causa dell’aumento vertiginoso dei cinque in condotta; dell’ esibizione di performance di ragazzi che singolarmente sembrano per bene ma che poi per una strana meta­morfosi si trasformano in bulli, e fanno paura quando sono in “branco”.

Quale futuro per loro e per questa città se sembra che il massimo si rag­giunga solo perché si ha in mano una bottiglia di birra e di vino, o la siga­retta, o lo spinello che dà una momentanea ebbrezza? E poi, non capisco, - sto diventando anziano, Signore - quelle corse con l’acceleratore a tavoletta, che trasformano le nostre strade - già peri­colose per la deformazione del loro manto e per buche sempre più profonde e larghe - in cimiteri di vittime giovani, colpevoli ed innocenti. Mi chiedo: sono problemi solo dei giovani o sono problemi di noi adulti. Dobbiamo solo lamentarci o fare qualcosa? Questi urli silenziosi non dovrebbero farci riflettere tutti, Signore. Perché si finge di non sapere? Perché non ci si chiede: ma io che posso fare per cambiare qualcosa?”.

L’arcivescovo parla anche della violenza e degli atti criminali avvenuti in provincia. E del forte disagio sociale. Un riferimento naturalmente alle vicende di Lampedusa e alla piccole croci costruite con i barconi degli immigrati. “Signore, per chiudere, voglio dirti grazie per quanto i lampedusani ci hanno insegnato e ci insegnano – ha detto il pastore della chiesa agrigentina - La responsabilità degli isolani di fronte ai fratelli - non importa se profughi, richiedenti asilo, immigrati - è stata più veloce di quelle dell’Europa, dello Stato italiano, del governo e delle varie Istituzioni”.

Un forte messaggio sociale insomma di Don Franco Montenegro che ancora una volta si rivolge alla comunità dell’arcidiocesi senza tralasciare i problemi di questa terra. Per concludere alla fine con un augurio sincero di buona Pasqua a tutti. Proprio a tutti.

Pasqua 2011

Sabato 23 Aprile 2011 15:58

"Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo"

pasqua

Celebriamo oggi la Pasqua, festa delle feste, fondamento della fede cristiana. In questo giorno siamo chiamati ad annunciare con gioia a tutti gli uomini la vittoria della vita sulla morte, perché Gesù il Messia è risorto ed è vivente per sempre: colui che è stato uomo come noi, colui che è morto di morte violenta ed è stato sepolto, è risorto dai morti, primizia di noi tutti (cf. 1Cor 15,20; Col 1,18), chiamati in lui e con lui alla vita eterna! Sì, Gesù è stato risuscitato da Dio in risposta alla vita che aveva vissuto, al suo modo di vivere nell’amore fino all’estremo: così ci ha aperto una strada da percorrere qui sulla terra e poi nell’aldilà della morte, una strada che niente e nessuno potrà mai chiudere.

LA REDAZIONE DEL SITO AUGURA UNA SERENA PASQUA A TUTTI I VISITATORI

Le Funzioni nelle Chiese di Racalmuto

Sabato 23 aprile

Solenne Veglia Pasquale e S. Messa in Resurrectione Domini

  • Chiesa Madre-Mad.Carmelo ore 22.30
  • Mad. Rocca ore 21:00
  • Mad.Monte ore 18:00

Domenica di Pasqua 24 aprile

  • Chiesa Madre S. Messe ore 9.30 - 11.15 - 18.00
  • Mad. Carmelo ore 9.15; 11.15; 18.30
  • Mad. Rocca ore 10.00
  • S. Giuliano ore 11.00

Domenica delle Palme 2011

Venerdì 22 Aprile 2011 10:00

Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!» Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: «Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina.» [Vangelo secondo Giovanni, 12, 12 - 15]

palme

Per ricordare l’avvenimento, ogni anno la domenica prima di Pasqua i sacerdoti benedicono all’esterno delle chiese i rami di ulivo o di palma portati dai fedeli. Dopodiché una piccola processione porta le palme all’interno della chiesa per la celebrazione della messa, che comprende la lettura della Passione di Gesù. I rametti di ulivo e di palma benedetti vengono poi distribuiti ai fedeli, che li portano a casa per tenerli come simbolo di pace e vengono invitati a condividerli con amici e parenti.

Domenica 17 Aprile 2011 straordinaria partecipazione, alla processione di Racalmuto, che si è conclusa in Matrice con la celebrazione della S. Messa.

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Venerdì Santo

Venerdì 22 Aprile 2011 09:28

La mia vita nelle tue mani

venerdsanto1 Giorno severo è il Venerdì santo per i cristiani, ricorrenza percepita come l’”antifesta”, giorno ancora capace di isolare tragicamente la passione e la morte di Gesù rispetto alla sua risurrezione. Quando i cristiani vanno al loro Signore, sempre sono ricondotti all’unico evento della passione-morte-risurrezione, ma oggi è la passione culminata nella morte che è meditata, pensata, celebrata: è la croce che domina con la sua ombra la liturgia e che con il suo imporsi rimanda alla risurrezione solo come speranza, come attesa. Singolarità della fede cristiana l’avere come annuncio centrale il Signore crocifisso e individuare nella crocifissione di Gesù di Nazaret il racconto più epifanico di Dio. Cosa ricordano oggi i cristiani?

Catturato di notte nella valle del Cedron da un pugno di guardie del tempio, fu trascinato presso il Gran Sacerdote alla presenza del quale avvenne un confronto che permise di formulare accuse precise da presentare al governatore romano, l’unico cui spettava il potere di emettere una condanna capitale e di disporne l’esecuzione. Va detto chiaramente che non ci fu un autentico processo formale e che la parte del sinedrio, riunitasi nella notte, quasi certamente non era in grado di deliberare in situazione legale. Gesù viene comunque consegnato a Pilato, il quale, con alcune sedute e procedimenti che paiono un vero e proprio processo, decide di condannarlo con altri malfattori, dopo averlo fatto flagellare. Misura di sicurezza, tentativo di compiacere il gruppo sacerdotale che glielo aveva consegnato, odio verso chiunque tra i giudei apparisse portatore di un messaggio non omogeneo all’ideologia imperiale? Probabilmente tutte queste ragioni insieme portarono Pilato a decidere per la condanna di quel galileo. Certo Gesù muore in croce, subendo quello che per i romani era un “supplizio crudelissimo e orribile” (Cicerone) e per gli ebrei era, come l’impiccagione, segno di scomunica per l’empio, maledizione del bestemmiatore, come recita la Torah: “Maledetto chiunque è appeso al legno” (Deuteronomio 21,23; cf. Gal 3,13).

venerdsanto2 Gesù muore nell’infamia della sua nudità, appeso a mezz’aria perché né il cielo né la terra lo vogliono, muore nella vergogna di chi è condannato dal magistero ufficiale della sua religione e dall’autorità civile perché nocivo al bene comune della polis! Gesù, a differenza del Battista, non muore come martire, bensì come scomunicato e maledetto, come ama dire Paolo che si vanta di predicare Gesù crocifisso, scandalo per gli uomini religiosi e follia per i saggi del mondo greco.

Oggi, Venerdì santo, i cristiani raccolgono nell’immagine del crocifisso, agnello innocente, tutte le vittime della storia, gli agnelli uccisi dai lupi: i cristiani in questo giorno sono chiamati a imparare a sostenere lo scandalo della croce senza rovesciare le colpe sull’altro, sicuri che dalla croce di ogni giusto si evidenzia una ragione per cui vale la pena dare la vita. Perché solo chi ha una ragione per cui vale la pena dare la vita, ha anche una ragione per cui vale la pena vivere.

LE FUNZIONI NELLE CHIESE DI RACALMUTO

  • ore 12:00 Processione con partenza dal Santuario M. SS. del Monte
  • Chiesa Madre ore 16:00 Azione liturgica in Passione Domini
  • Mad.Carmelo ore 10:30 Via Crucis ore 17.45 Azione liturgica in Passione Domini
  • Mad. Rocca ore 17.00 Azione liturgica in Passione Domini
  • Santuario Mad. del Monte ore 18.30 Azione liturgica in Passione Domini
  • Madonna del Carmelo ore 20:00 Deposizione e Processione serale.

Giovedì Santo - La visita ai Sepolcri

Giovedì 21 Aprile 2011 07:33

giovedsanto1Fra i riti della Settimana Santa, che culminano nella processione del venerdì, la tradizione religiosa tramanda per la giornata del giovedì il rito dell'adorazione del Santissimo con una visita alle principali chiese, detta volgarmente la visita ai cosiddetti  "Sepolcri".

Il giro serale degli "altarini" o dei "sepolcri" fatto la sera del giovedì, a Racalmuto,  resta ancora una tradizione assai sentita anche fra i giovani.

È un girovagare nelle stradine di Racalmuto per recarsi nelle Chiese principali dove si va a visitare ed a pregare in religioso silenzio davanti ai "sepolcri": l'altare principale (od anche laterale) della chiesa addobbato la mattina del Giovedì, in ricordo dell'ultima cena, con fiori e doni portati dai fedeli sul sepolcro di Cristo.

giovedsanto2 Non si canta e non si ride, le campane non suonano perchè sono state «legate» e le chiese, in segno di cordoglio, si spogliano degli arredi e delle luci., ma l'altare dedicato al Sepolcro diventa il luogo di raccolta dei doni si tratta di doni e simboli umili rappresentativi della comunità: fiori e piante e i tradizionali piatti dal chiaro significato augurale: germogli di frumento, lenticchie ed altri legumi fatti crescere in casa in un luogo buio dentro un piatto con il fondo coperto di cotone o canapa grezza, la cui maturazione è fatta coincidere con il periodo della Settimana Santa.

Le funzioni nelle Chiese di Racalmuto

  • Chiesa Madre ore 18 S. Messa in Cœna Domini ore 20.30 Veglia di preghiera
  • Mad. Carmelo ore 19 S. Messa in Cœna Domini ore 22.30 Veglia di preghiera
  • Mad. Rocca ore 18.30 S. Messa in Cœna Domini
  • Santuario Mad. Del Monte ore 17.00 S. Messa in Cœna Domini

Venite e vedrete

Mercoledì 20 Aprile 2011 20:42

Camminiamo in Comunione

gn1L’incontro di domenica 27 marzo, promosso dal Gruppo Gesù di Nazareth,  tenuto da Don Lorenzo Anastasi presso il salone della casa di riposo, è stato un momento di riflessione e approfondimento sul cammino quaresimale e di fede che stiamo percorrendo.

Il tema portante della catechesi, attorno a cui Don Anastasi ha invitato i presenti a confrontarsi, è stato tratto dal Vangelo di Giovanni: “Venite e vedrete”.

Il “Venite e vedrete” rappresenta sia l’esperienza personale sia l’esperienza della comunità ecclesiale che si indirizza a vele spiegate verso Dio. Il cammino gioioso verso il Signore, infatti, non è solo un fatto che interessa l’esperienza intima del singolo ma, è soprattutto un camminare in comunione <<nella fede, nella speranza e nella carità>>, cioè nelle virtù che ci rendono cristiani.

gn2La comunità, inoltre, come ha sottolineato Don Anastasi, facendo riferimento al Vangelo di S. Luca, si basa su quattro elementi o pilastri fondamentali:

  • essere assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli;
  • vivere in unione fraterna;
  • essere assidui nella frazione del pane;
  • essere assidui nella preghiera.

Questi quattro pilastri fondamentali ci aiutano nel nostro cammino quotidiano verso il Padre. Ma è soprattutto l’assiduità oggetto fondamentale per accogliere Gesù nella nostra vita, senza scambiarla, però, come ha evidenziato Don Anastasi, con l’abitudine e la superficialità. È necessario fare pratica nella “scuola dell’Eucaristia”, quella scuola che ci porta a liberarci dal “fermento del peccato” e ci conduce con forza ad affermare che non è possibile vivere senza Domenica!

Cena a pane e acqua in preparazione alla Pasqua

Martedì 19 Aprile 2011 20:57

Pasqua delle Famiglie Mercoledì 20 aprile ore  19:30 Parrocchia Madonna del Carmelo.

pane-e-acquaSegue cena a pane e acqua pro-Ismani.

Il Mercoledì Santo celebreremo la Pasqua delle Famiglie.

Questo appuntamento fisso, che ormai celebriamo da più di vent’anni, è nato da un’idea di don Diego Martorana.

Inizialmente consisteva in un incontro di preghiera, seguito da una liturgia penitenziale, che coinvolgeva tutte le coppie di sposi che in qualsiasi maniera erano coinvolti nelle attività parrocchiali.

Ad un certo punto don Diego pensò di concludere questi nostri incontri con una cena, che però essendo nella settimana santa, doveva essere più parca possibile.

Da qui nacque l’idea di una cena a pane e acqua, e per rimanere ancora più nel tema della passione si pensò di accompagnarla con erbe amare.

Per dare un significato concreto a questo gesto, si decise di devolvere l’equivalente della cena, che si sarebbe consumata a casa,  a favore della nostra parrocchia di Ismani.

Da allora, ogni anno regolarmente, il Mercoledì Santo celebriamo la nostra Pasqua delle Famiglie.

Da un anno a questa parte, con l’istituzione dell’Unità Pastorale, abbiamo il piacere di condividere questa esperienza con i nostri fratelli della chiesa Madre e di altre Parrocchie.

Quindi l’appuntamento è per mercoledì alle ore 19,30 presso la chiesa del Carmelo per la celebrazione della Santa Messa, successivamente ci recheremo nel salone della casa di riposo per consumare la cena con pane, acqua ed erbe amare.

La Via Crucis nei quartieri

Martedì 19 Aprile 2011 20:45

Vicini a Dio e alle persone

viacrucis_17-4 I Gruppi ecclesiali, centri di ascolto e i ministri straordinari dell’eucarestia, hanno voluto visitare gli anziani e gli ammalati con le stazioni della Via Crucis.

Troppo spesso la nostra cultura e la nostra società non riconoscono e non accolgono l’anziano, ma tendono piuttosto ad emarginarlo, ad escluderlo, specialmente quando questi è gravemente ammalato e non è più autosufficiente. Noi cristiani siamo chiamati a testimoniare la nostra fede nell’uomo, oltre che in Dio; a servire ogni persona, anche se sfigurata dagli anni e dalla malattia; a sviluppare intorno alla famiglia un clima di solidarietà concreta che la sostenga e non faccia mancare alla persona anziana attenzione e conforto.

viacrucis17-4_2 In una società in cui è mentalità diffusa valorizzare la persona esclusivamente in base alla sua efficienza e alla sua capacità di produrre, quando si parla di soggetti ammalati e handicappati ci si riferisce alla loro percentuale di invalidità, ritenendo che quanto più è alta l’invalidità, tanto più il soggetto ha ridotte capacità lavorative. La comunità cristiana è chiamata, pertanto, a percorrere un cammino specifico con le persone ammalate e handicappate, alimentando quel coraggio e quella fiducia che permette loro di diventare artefici della promozione.

Fotogallery di alcuni quartieri

Settimana Santa 2011 a Racalmuto

Sabato 16 Aprile 2011 18:16

Programma

Domenica 17 aprile

  • Chiesa Madre S. Messe ore 9.15 - 11 - 18
  • Mad. Carmelo S. Messa ore 9.15 con benedizione degli ulivi - Casa di Riposo ore 18.30 (non c’è messa alle 11.15)
  • Mad. Rocca S. Messa ore 9.15
  • San Giuliano S. Messa ore 9.30

Lunedì 18 aprile gesucrocifisso

  • Mad. Carmelo ore 9.30 S. Messa e Adorazione fino alle 12
  • Chiesa Madre ore 17.30 S. Messa con Esposizione – Confessioni
  • ore 18:00 Preghiera animata AC Adulti e Catechisti e gruppi parrocchiali

Martedì 19 aprile

  • Mad. Carmelo ore 16.30 Esposizione prolungata – Confessioni
  • ore 19.00 Preghiera animata dal Rinnovamento nello Spirito
  • S. Giuliano: ore 10 S. Messa  - Precetto confraternita Madonna della Cintura

Mercoledì 20 aprile

  • Mad. Carmelo ore 10:30 Precetto del Terz’ordine Carmelitano
  • ore  19:30 Pasqua delle Famiglie. Segue cena a pane e acqua pro-Ismani

Giovedì 21 aprile

  • Chiesa Madre ore 18 S. Messa in Cœna Domini ore 20.30 Veglia di preghiera
  • Mad. Carmelo ore 19 S. Messa in Cœna Domini ore 22.30 Veglia di preghiera
  • Mad. Rocca ore 18.30 S. Messa in Cœna Domini
  • Santuario Mad. Del Monte ore 17.00 S. Messa in Cœna Domini

Venerdì 22 aprile

  • ore 12:00 Processione con partenza dal Santuario M. SS. del Monte
  • Chiesa Madre ore 16:00 Azione liturgica in Passione Domini
  • Mad.Carmelo ore 10:30 Via Crucis ore 17.45 Azione liturgica in Passione Domini
  • Mad. Rocca ore 17.00 Azione liturgica in Passione Domini
  • Santuario Mad. del Monte ore 18.30 Azione liturgica in Passione Domini

Sabato 23 aprile

Solenne Veglia Pasquale e S. Messa in Resurrectione Domini

  • Chiesa Madre-Mad.Carmelo ore 22.30
  • Mad. Rocca ore 21:00
  • Mad.Monte ore 18:00

Domenica di Pasqua 24 aprile

  • Chiesa Madre S. Messe ore 9.30 - 11.15 - 18.00
  • Mad. Carmelo ore 9.15; 11.15; 18.30
  • Mad. Rocca ore 10.00
  • S. Giuliano 0re 11.00

17 Aprile 2011 - Domenica delle Palme

Sabato 16 Aprile 2011 11:23

XXVI Giornata Mondiale della Gioventù

Tema: "Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede"

palme1

Appuntamento cittadino

Ore 10:15 da tutte le parrocchie processione e raduno in Piazza F. Crispi

S. Messa in Matrice ore 11:00 animata dai giovani in occasione della giornata mondiale della Gioventù 2011

Tutte le S. Messe nelle Chiese di Racalmuto

  • Chiesa Madre S. Messe ore 9.15 - 11 - 18
  • Mad. Carmelo S. Messa ore 9.15 con benedizione degli ulivi - Casa di Riposo ore 18.30 (non c’è messa alle 11.15)
  • Mad. Rocca S. Messa ore 9.15;
  • San Giuliano S. Messa ore 9.30.

Come portale d’ingresso alla Settimana Santa, la grande settimana in cui noi cristiani celebriamo l’evento centrale della nostra fede, la chiesa ci fa meditare quest’anno il racconto della passione e morte di Gesù secondo Matteo.

Matteo segue molto da vicino la narrazione del vangelo più antico, quello di Marco, inserendo però qua e là alcune annotazioni proprie, che evidenziano la prospettiva con cui egli interpreta nella fede la passione del Signore e la consegna ai cristiani. Se lungo tutto il vangelo i gesti e le parole di Gesù sono letti come compimento delle Scritture, questo è vero a maggior ragione per la sua passione. Gesù dice espressamente: «Tutto ciò è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti». E questo si manifesta anche in particolari che sembrerebbero trascurabili: le trenta monete d’argento pagate dai sommi sacerdoti a Giuda sono il prezzo dello schiavo, secondo il profeta Zaccaria (cf. Zc 11,12-13); le frasi di scherno pronunciate dalle autorità religiose all’indirizzo di Gesù crocifisso sono tratte dal Salmo 22…

Si faccia però attenzione: il compimento delle Scritture non va inteso nel senso di un espediente letterario o, peggio, di un destino ineluttabile voluto da Dio, al quale Gesù sarebbe stato costretto a piegarsi. No, nella passione Gesù è più che mai signore degli eventi, domina tutto ciò che accade con una straordinaria libertà e consapevolezza. Gesù «sa» ciò che sta per avvenire e lo preannuncia ai suoi discepoli, parlando di sé alla terza persona: «Voi sapete che tra due giorni è Pasqua e che il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso». Ovvero, Gesù capisce che il cerchio si sta stringendo intorno a lui, perché il suo modo di narrare Dio è insopportabile per il potere religioso e politico. Ma anche in questa situazione estrema ha l’autorevolezza di chi obbedisce pienamente a Dio e al suo disegno di salvezza, di chi è talmente privo di sguardi su di sé da vivere l’amore fino alla fine, a costo della propria vita: questa è la volontà del Padre che «fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni» (Mt 5,45), questa è «la giustizia cristiana» (cf. Mt 5,20) insegnata da Gesù con l’autorevolezza di chi per primo l’ha vissuta.

Venerdì 15 aprile 2011 - Via Crucis Cittadina

Venerdì 15 Aprile 2011 07:42

Raduno ed inizio ore 19:00 Chiesa Madre

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Ha percorso la Via Crucis perchè lo seguissimo: percorre la strada che il Padre gli assegna. Prende la morte su di sè, nella fiducia che il Padre trasformerà la sua morte nella strada per la vita.

Nell’anima del cristiano c’è una compagnia: la presenza del Dio di Gesù Cristo, della Trinità. Questo periodo quaresimale, che ormai volge al termine, è il “tempo opportuno” per fermarsi ad aspettare che la nostra anima ci raggiunga, il tempo in cui guardiamo, ascoltiamo il nostro Maestro per conoscerlo, metterlo al centro della nostra vita quotidiana, dei nostri tempi; in questi tempi minacciati dalla ribellione della natura, dalle stragi, dalla violenza senza fine che si protrae dal cuore dell’uomo, nella vita di tanti fratelli che soffrono e scappano dalla loro terra in cerca di Amore e sete di serenità.

Fotogallery Via Crucis del 01 Aprile 2011

Il Volto di Cristo nella coppia

Martedì 12 Aprile 2011 20:09

nubendi1 Lunedì 4 aprile 2011, nel salone del centro P. Arrigo, si è concluso il cammino di fede dei nubendi.

In un’atmosfera intima e fraterna si è svolta una cerimonia penitenziale e si è celebrata la santa messa, per poi concludere con gioia mangiando tutti insieme delle pizze e consegnando gli attestati di frequenza.

Durante questo cammino iniziato ad ottobre, i giovani hanno approfondito diversi aspetti della vita matrimoniale.

Il direttore spirituale del corso, don Diego Martorana, si è soffermato soprattutto sulla necessità di far comprendere alle giovani coppie che la presenza di Dio all’interno della coppia non è un fatto marginale ma un caposaldo del rapporto, solo lo Spirito del Signore può saldare e rendere duraturo quel rapporto che all’inizio si basa solo sull’amore emozionale e fisico.

nubendi2 L’amore dinamico che caratterizza  la SS. Trinità deve ispirare l’amore dei coniugi innanzitutto fra di loro e quindi con i figli, con i familiari tutti e con la società che li circonda.

Molta importanza è stata data al dialogo all’interno della coppia, facendo risaltare che il dialogo presuppone l’ascolto e che l’ascolto perché sia caritatevole presuppone l’empatia quindi l’accoglienza dell’altro così come egli è.

I giovani hanno messo in evidenza alcuni punti che ritengono essenziali per la riuscita del loro matrimonio: fedeltà, rispetto, sincerità, pazienza, sicurezza economica, salute, ecc. ma ci si è resi conto che per un matrimonio cristiano questo non basta, il rapporto coniugale deve essere vissuto alla luce di Cristo, nel partner ognuno deve vedere il volto di Cristo, il matrimonio è un cammino di salvezza da compiere insieme, dove l’uno sorregge l’altro e insieme raggiungono la salvezza.

Fotogallery

Domenica 10 Aprile 2011

Sabato 09 Aprile 2011 17:09

V Domenica di Quaresima

V_quaresimaNell’imminenza della Pasqua la chiesa ci invita a meditare sul grande segno della resurrezione di Lazzaro, profezia della resurrezione di Gesù.

In quei giorni era malato Lazzaro di Betania, fratello di Maria e di Marta». Gesù amava molto questi amici, che frequentava nei periodi in cui sostava a Gerusalemme: nella casa di Betania trovava l’accoglienza premurosa di Marta, l’ascolto adorante di Maria e l’affetto fedele di Lazzaro. Le sorelle mandano ad avvertirlo della malattia di Lazzaro, ma egli è lontano, al di là del Giordano. Come può Gesù permettere che un suo amico si ammali, soffra e muoia? Questo interrogativo, sorto certamente nel cuore dei suoi amici, tocca anche noi quando la comunione con il Signore sembra smentita dalla minaccia della morte… Ma Gesù esclama: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio sia glorificato», ovvero è un’occasione perché si manifesti il peso che Dio ha nella storia e così si manifesti la gloria del Figlio.

Dopo essersi trattenuto due giorni dove si trova, Gesù decide di andare in Giudea. I discepoli lo mettono in guardia, ricordandogli che là poco prima i suoi avversari cercavano di lapidarlo (cf. Gv 10,31), ma Gesù replica che nel breve tempo prima dell’ora delle tenebre deve operare ciò che il Padre gli ha chiesto, per rivelare al mondo la sua luce. E aggiunge: «Lazzaro s’è addormentato, ma io vado a svegliarlo»; poi, vista l’incomprensione dei discepoli, dichiara apertamente: «Lazzaro è morto e sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Andiamo da lui!». Quando Gesù giunge a Betania, il suo amico è già morto da quattro giorni. Marta gli va incontro dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualsiasi cosa chiederai a Dio, te la concederà». Essa crede in Gesù e, sollecitata da lui, confessa la propria fede nella resurrezione finale della carne. Ma Gesù la invita a compiere un passo ulteriore, facendole la rivelazione decisiva: «Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore vivrà; chi vive e crede in me, non morrà in eterno», cui Marta risponde prontamente: «Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio veniente nel mondo».

Ritiro Spirituale

Sabato 09 Aprile 2011 13:09

Convegno Caritas Diocesana a Lampedusa

Mercoledì 06 Aprile 2011 14:28

microcredito Come vi abbiamo preannunciato in questo anno il 5 giugno era previsto un momento di riflessione con un convegno diocesano.

Considerata l'emergenza Lampedusa e la volontà della Chiesa agrigentina di sostenere la comunità ecclesiale  del luogo, in comune accordo con il Vescovo e tutto il dipartimento pastorale, abbiamo pensato di organizzare il convegno proprio sull'isola nei giorni del 4 e 5 giugno.

Ovviamente gli spostamenti saranno comuni per i 100 partecipanti previsti. La partenza è prevista per le 6.30 del mattino di sabato 4 da Agrigento, per recarci a Palermo per il volo. Giungeremo sull'isola intorno alle 12. Il convegno inizierà nel pomeriggio e si concluderà con la messa di domenica 5 nel pomeriggio. La partenza dall'isola è programmata per il volo delle 7.30 di lunedì 6 giugno, con arrivo ad Agrigento nella tarda mattinata (intorno alle 12).

Il convegno vedrà i partecipanti riflettere su 5 tematiche: giovani e volontariato, famiglia e povertà, immigrazione, disabili, mondialità ed emergenza. Ai partecipanti il compito di tracciare le linee programmatiche dell'impegno che come comunità ecclesiale e come Caritas intendiamo portare avanti per il cammino futuro, proprio a partire dalla funzione prevalentemente pedagogica della Caritas, dagli orientamenti pastorali per il prossimo decennio legati all'educazione e dalle parole chiave comunione e missione del piano pastorale diocesano.

Considerate le spese da sostenere per la partecipazione la Caritas chiede a ciascun partecipante un contributo minimo: la quota di partecipazione è infatti di € 100,00 e prevede: i transfer Agrigento-Palermo-Lampedusa-Palermo-Agrigento, vitto e alloggio a Lampedusa.

Questo anche per rispondere alle tante richieste di chi "vuole fare qualcosa per Lampedusa": incontrare la gente del luogo, confrontarsi con la comunità ecclesiale, è un buon inizio per farci prossimi, oltre a sostenere la comunità in un periodo turistico per il momento bloccato dai numerosi sbarchi.

Considerata la necessità di prenotare i voli e gli alberghi Vi chiediamo di dare dare la vostra adesione entro il 16 aprile e ad effettuare il versamento di € 100,00. Nei prossimi giorni riceverete la scheda di iscrizione al convegno e le indicazioni per effettuare il versamento.

Per ulteriori informazioni non esitate a contattarci.

Agrigento 01 Aprile 2011
La segreteria della
Caritas Diocesana Agrigento

Comunicato Emergenza Lampedusa

Martedì 05 Aprile 2011 08:30

caritas La curia vescovile riunitasi insieme al Vicario generale ha organizzato, per gestire l'emergenza Lampedusa, un coordinamento distinto per competenze e problematiche.

  1. Ambito pastorale: per sostenere la pastorale dell'isola, dal parroco alla vita pastorale della comunità, per gestire i sacerdoti e i religiosi volontari dell'isola, le comunità che si alterneranno per varie iniziative pastorali, campi estivi;
  2. Ambito Caritas: per l'ascolto e l'orientamento dei migranti e della comunità lampedusana; il reclutamento e la gestione dei volontari e l'attivazione e la gestione di servizi vari (docce, distribuzione abbigliamento, viveri...) nonché l'animazione della comunità e dei minori.
  3. Ambito comunicazione: per le comunicazioni sugli aggiornamenti circa l'emergenza e le varie iniziative della diocesi per Lampedusa.

In merito alla raccolta dall'Ufficio Comunicazioni fanno sapere che momentaneamente è sospeso qualsiasi invio a Lampedusa. Domenica, infatti, dopo una prima distribuzione di coperte, la questura e la prefettura hanno bloccato la distribuzione degli indumenti per un problema di ordine pubblico e di sicurezza. Quindi il tir è bloccato e presidiato dalle forze dell'ordine per evitare disguidi.

Vi comunicheremo ulteriori novità appena sapremo qualcosa. Intanto stiamo verificando la possibilità di stoccare il materiale che si è raccolto in un magazzino. Anche per questo vi aggiorneremo.

Vi ricordo comunque di concordare con la Caritas qualsiasi raccolta e iniziativa a favore di Lampedusa, per evitare di moltiplicare gli interventi creando difficoltà sull'isola, già abbondantemente provata.

Agrigento 30 Marzo 2011
La segreteria della
Caritas Diocesana Agrigento

Domenica 3 Aprile 2011

Sabato 02 Aprile 2011 08:23

IV Domenica di Quaresima

IV_quaresimaAl centro della quarta domenica di Quaresima vi è il tema dell’illuminazione, del passaggio dalle tenebre alla luce espresso nel vangelo dal racconto della guarigione dell’uomo cieco dalla nascita che acquista il senso di una pedagogia verso la fede cristologica. Nella seconda lettura il tema riveste valenza battesimale ed è colto nelle sue implicazioni etiche: l’illuminazione battesimale impegna a una vita di conversione (“Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore: camminate come figli della luce”: Ef 5,8). In parallelo con questo annuncio la prima lettura presenta l’unzione regale di David da parte di Samuele: il gesto e le parole del profeta che consacrano il Messia rinviano alle parole e ai gesti di Gesù, “luce del mondo” (Gv 9,5), che dona luce a chi è nelle tenebre con gesti e parole che evocano la dinamica sacramentale.

Le tre letture pongono il problema del discernimento. Si tratta del difficile discernimento di Samuele per scegliere colui che Dio ha eletto tra i figli di Iesse. Per discernere occorre guardare come Dio stesso guarda, nella coscienza che se “l’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore” (1Sam 16,7), o, come recita l’antica versione siriaca: “l’uomo guarda con gli occhi, il Signore guarda con il cuore”. Nella seconda lettura il discernimento è richiesto al battezzato che, nella situazione in cui è “luce nel Signore”, è chiamato a discernere ciò che è gradito a Dio (cf. Ef 5,10-11). Il brano evangelico si apre con il diverso sguardo di Gesù e dei discepoli su un cieco, e prosegue con il percorso che porta il cieco guarito a discernere la vera qualità di Gesù e a confessare la fede in lui, mentre altri protagonisti del’episodio si chiudono a tale discernimento e restano nella cecità spirituale (cf. Gv 9,39-41).

6° Anniversario di Giovanni Paolo II

Sabato 02 Aprile 2011 00:00

... sono già passati 6 anni dalla scomparsa di Giovanni Paolo II, il papa dei giovani e dei poveri.

giovannipaolo «Si è fatto compagno di viaggio per l'uomo di oggi, spargendo nel mondo il profumo dell’Amore di Dio».

Fermezza e carità. Ma anche amore verso Cristo, e quindi verso l’uomo. Durante il suo pontificato Papa Wojtyla ha proclamato «il diritto con fermezza, senza debolezze o tentennamenti, soprattutto quando doveva misurarsi con resistenze, ostilità e rifiuti». La sua vita si è «svolta nel segno della carità, della capacità di donarsi in modo generoso, senza riserve, senza misura, senza calcolo».

Giovanni_paolo_II A muoverlo verso Cristo «era l’amore verso Cristo, a cui aveva consacrato la vita». «Un amore sovrabbondante e incondizionato», che gli ha consentito di «farsi compagno di viaggio per l’uomo di oggi, spargendo nel mondo il profumo dell’Amore di Dio». «Chi ha avuto la gioia di conoscerlo e frequentarlo – dice Benedetto XVI – ha potuto toccare con mano quanto viva fosse in lui la certezza “di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi”». Fino alla fine. «La progressiva debolezza fisica, infatti – prosegue –, non ha mai intaccato la sua fede rocciosa, la sua luminosa speranza, la sua fervente carità. Si è lasciato consumare per Cristo, per la Chiesa, per il mondo intero: la sua è stata una sofferenza vissuta fino all’ultimo per amore e con amore».

giovanni_paolo3 Nella basilica vaticana gremita di pellegrini, italiani, ma anche polacchi, americani, spagnoli, giapponesi, tedeschi. Avevano atteso per ore in fila per poter entrare ad assistere alla Messa. Senza accorgersene, seppur in lingue diverse, Giovanni Paolo II lo descrivono allo stesso modo: «Era il Papa dei giovani, ha fatto tanto per loro», raccontano tutti subito. «Trasmetteva la fede nei suoi gesti semplici e allo stesso tempo grandiosi, universalizzava la cristianità – ricordano Gyla Martignoni e Cristina Margarin, di Varese –. Anche alla fine dei suoi giorni non si è ritirato ma ha avuto il coraggio di mostrare la sua sofferenza».

«Riusciva a farsi capire. E riusciva pure a farmi piangere – ammette Maria Luisa Bazzoli di Peschiera del Garda, in provincia di Verona –. Toccava il cuore delle persone con la semplicità e la dolcezza». Anche Paola, che arriva dalla Sicilia, ne ricorda «la spontaneità e il carisma». «Mi colpiva la sua apertura verso gli altri. La testimonianza di amore che ha portato nei suoi viaggi, nel mondo», dice Sebastian, 24 anni, rumeno.

Ma c’è anche chi con pudore parla dei suoi miracoli. Come Enza da Castel Sant’Elia. «Io Giovanni Paolo II lo ricordo bene come se fosse qui davanti», dice prima. Poi si commuove e tra le lacrime racconta: «A mio fratello pochi giorni fa è apparso in sogno. E proprio quel giorno l’hanno chiamato per fargli il trapianto che aspettava. Ora sta bene». Racconti di miracoli che arrivano pure da oltreoceano. Iolanda Paramo e Teresa Gonzales vengono dal Messico: «Una famiglia gli aveva affidato nelle preghiere il proprio bambino malato di cancro – raccontano – e ora è guarito».

Vedi presentazione

Via Crucis cittadina

Venerdì 01 Aprile 2011 07:57

VENERDÍ 01 APRILE 2011

VIA CRUCIS CITTADINA

viacrucis

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