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Agosto 2011

Bagnasco: Questione morale è grave e urgente, politica la affronti

Martedì 30 Agosto 2011 17:53

Il presidente dei vescovi italiani: Un dovere essere modelli ed esempi di valori e affidabilità

bagnasco

Roma, 29 ago. (TMNews) - Un monito alla politica affinché affronti la questione morale, definita "grave e urgente", l'attenzione per i giovani e il loro mondo, la difesa della famiglia tradizionale. Lo ha lanciato il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova, nel corso dell'omelia pronunciata oggi in occasione della Festa della Madonna della Guardia, Santuario genovese dove oggi si festeggia l'anniversario della prima apparizione, nel 1490.

Non solo "fare diversamente", ma "pensare diversamente" e sostituire la "cultura della vita facile", con la "cultura della serietà", ha voluto sottolineare Bagnasco, come sottolineato nel suo discorso riportato dal sito di radio Vaticana e dall'Osservatore Romano. Un compito gravoso al quale siamo chiamati tutti, ma in primo luogo coloro che hanno responsabilità pubbliche: il mondo della politica che deve affrontare la questione morale, "grave e urgente", una questione che "non riguarda solo le persone, ma anche le strutture e gli ordinamenti", ha affermato il Cardinale.

Il porporato ha ricordato che non si possono negare "l'impegno generoso e la rettitudine limpida di molti" ai quali vanno rinnovate "stima e fiducia", e che la questione, tuttavia, non è solo un problema politico, ma anche culturale ed educativo. "Tutta la società deve diventare educante, un orizzonte di modelli, un clima respirabile di valori" da trasmettere ai giovani. E proprio i giovani, quei due milioni che sono accorsi a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù, avendo riconosciuto nel Papa "il punto affidabile e vero", sono "l'unica buona notizia di questi tempi".

I giovani che non cedono alla rabbia, ma che trovano la speranza in Cristo, i giovani che "non vogliono essere ingannati - ha aggiunto il Cardinale - che sanno che la vita non è di chi se la gode, ma che la strada della realizzazione e della gioia è quella del dovere, del sacrificio e della famiglia stabile e feconda". Della famiglia il porporato aveva parlato già ieri durante la celebrazione al termine del tradizionale pellegrinaggio a piedi, lanciando un appello alle istituzioni affinché la tutelino e la salvaguardino, in quanto ancora "punto di riferimento stabile", nonostante le forze che mirano a snaturarne il volto.

XXV Congresso Eucaristico Nazionale

Lunedì 29 Agosto 2011 07:20

03 – 11 Settembre si svolgerà ad Ancona

congresso_eucaristico “Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana”. È questo il tema del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, che si terrà ad Ancona e nelle diocesi della metropolia dal 3 all’11 settembre 2011. La settimana si articolerà in momenti spirituali e celebrativi, riflessioni e testimonianze e culminerà con una solenne Celebrazione eucaristica domenica 11 settembre 2011 ad Ancona.

I significati del Congresso Eucaristico sono molteplici. In primo luogo, si tratta di un atto di fede nell'Eucarestia e un evento di comunione per l’intera Chiesa italiana che in quei giorni vedrà convergere nel capoluogo marchigiano migliaia di fedeli da tutte le diocesi. L’evento riveste anche un significato sociale e culturale perché l'Eucarestia, sacramento dell'amore di Dio per gli uomini, è pane del cammino storico dei credenti e fermento di novità in tutti gli aspetti del vivere umano.

È per questo che ad Ancona verrà sottolineato il dono dell’Eucaristia per la vita quotidiana, attraverso la ripresa dei cinque ambiti dell’esistenza già al centro del Convegno ecclesiale di Verona nel 2006: la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità umana, la tradizione e la cittadinanza.

Sfondo biblico dell’intero appuntamento sarà il capitolo 6 del vangelo di Giovanni, da cui è tratto il versetto posto nel titolo. “Signore, da chi andremo?” è la domanda che l’apostolo Pietro rivolge a Gesù a conclusione del discorso sulla Parola e il Pane di vita. Ed è anche la domanda che dopo duemila anni ritorna come la questione centrale della vita dei cristiani oggi.

Per la preparazione spirituale al Congresso Eucaristico, il Comitato organizzatore ha predisposto un sussidio biblico, curato da don Ermenegildo Manicardi: “Signore da chi andremo? L'icona biblica del Congresso Eucaristico Nazionale. Ancona 2011” (Ed. San Paolo). Il volume, rivolto a tutti, offre spunti e riflessioni perché l'appuntamento di Ancona segni l'inizio di una nuova e più intensa stagione eucaristica.

Il Congresso Eucaristico Nazionale avrà luogo nell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo dal 3 all’11 settembre 2011 sul tema “Signore da chi andremo?”.

La settimana celebrativa del Congresso Eucaristico proporrà una scansione che aiuterà a rileggere, a partire dall’Eucaristia, alcuni ambiti della vita quotidiana, peraltro già presentati nel Convegno Ecclesiale nazionale di Verona del 2006, e quindi a rivisitare i luoghi della testimonianza che il cristiano è chiamato a dare del Signore e del suo Vangelo.

Una caratteristica del prossimo Congresso Eucaristico rispetto alle edizioni precedenti riguarderà la pluralità delle sedi o diocesi – Ancona - Osimo, Fabriano, Jesi, Loreto, Senigallia – in cui verranno collocate le diverse tematiche e i vari momenti delle giornate eucaristiche congressuali.

L’intento di questa scelta territoriale è quello di coinvolgere l’intero territorio della metropolia, accompagnando le diverse diocesi che la compongono a visibilizzare la dimensione popolare dell’evento congressuale e, nello stesso tempo, a evidenziare – nel concreto delle rispettive differenze – il rapporto tra Eucaristia e ambiti della vita quotidiana (famiglia, lavoro, malattia, immigrazione…).

Domenica 28 Agosto

Sabato 27 Agosto 2011 18:00

XXII domenica del tempo Ordinario

xxii_domenicaSiamo sempre a Cesarea, dove Pietro ha confessato Gesù quale Cristo, Messia (cf. Mt 16,16). Ma che tipo di Messia è Gesù? E cosa comporta essere suoi discepoli? È lui stesso a rivelarcelo.

Gesù, udite le parole di Pietro, comanda ai discepoli di non dire a nessuno che egli è il Messia (cf. Mt 16,20), perché questo titolo potrebbe essere frainteso. E proprio «da allora», segno di una svolta importante nel cammino di Gesù e della sua comunità, «cominciò a mostrare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme, soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, venire ucciso e risuscitare il terzo giorno» (cf. anche Mt 17,22-23; 20,17-19). Ma cosa significa che Gesù «deve» vivere tutto questo? Ciò non indica affatto un destino crudele impostogli da Dio, bensì innanzitutto una necessità umana, perché in un mondo ingiusto il giusto può solo essere osteggiato, fino ad essere ucciso (cf. Sap 2). Ebbene, se Gesù, il Giusto, affronta questa situazione senza rispondere ai suoi aguzzini con la violenza, ma restando fedele a Dio, allora la necessità umana può anche essere letta come necessità divina: nel senso che la libera obbedienza alla volontà di Dio, che chiede di vivere l’amore fino all’estremo, esige una vita di amore, anche a costo della morte violenta. Così Gesù ha vissuto, avendo compreso la propria vocazione messianica alla luce delle Scritture, con particolare riferimento al misterioso Servo sofferente descritto da Isaia (cf. Is 52,13-53,12).

Pietro però, da fedele credente ebreo, non può accettare che questa sia la sorte del Messia, del Re di Israele. Perciò, con una reazione impulsiva e umanissima, trae in disparte Gesù e si mette a rimproverarlo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai!». Il discepolo, senza sapere quello che dice, pretende di rimproverare il Maestro… Gesù, in risposta, gli riserva parole durissime: «Va’ dietro a me, satana», cioè torna al posto che ti spetta; «tu mi sei di scandalo, di inciampo, perché non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini», in modo mondano. Il passo tra la beatitudine rivolta da Gesù al discepolo (cf. Mt 16,17) e il sentirsi chiamare «satana» è brevissimo: lo compiamo ogni volta che presumiamo di uscire dalla sequela di gesù per metterci davanti a lui, ostacolando così il cammino da lui stabilito per il suo piccolo gregge.

Ultimo fotoracconto della Festa del Carmelo

Sabato 27 Agosto 2011 08:18

Carissimi visitatori, come preannunciato, con le foto di oggi concludiamo la fotogallery della Festa del Carmelo che ci hanno accompagnato per tutto il mese di Agosto.

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Un ringraziamento particolare a Don Diego Martorana e a Don Michele Termine, che hanno presieduto tutte le liturgie e le attività connesse alla Festa e a tutti coloro i quali in ogni modo si sono adoperati per la Buon a riuscita. Al giovane comitato che a curato in tutti i dettagli gli aspetti logistici ed organizzativi, ai responsabili delle liturgie, ai giovani ed agli animatori del Grest, al coro, al terzordine carmelitano, a quanti hanno curato il decoro e la pulizia della Chiesa e di tutti gli ambienti dove la festa si è svolta, un grazie a quanti hanno preparato la cuccìa. Grazie a tutti e al prossimo anno.

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Fotogallery

Attraversando il Parco delle Madonie: Route Estiva 2011

Martedì 23 Agosto 2011 07:24

Il Clan del Racalmuto I° ha vissuto dal 3 al 10 Agosto 2011 la propria Route estiva insieme al Clan del Roma 18/74. L’avventura ha inizio a Palermo dove i due Clan si sono incontrati.

scout-route1

Da Palermo hanno raggiunto Petralia dove ha avuto inizio la “strada”: Nociazzi, Polizzi Generosa, Piano Noce, Piano Torre, Isnello, Piana delle Fate, Cefalù, 64 Km in totale di salita, sole e caldo, ma soprattutto di cammino insieme senza titubanza, ridendo e cantando come se ci si conoscesse da anni.

scout-route2 I due Clan con storie diverse, con luoghi di appartenenza distanti, uniti dalla passione e dall’amore per la vita scout, hanno vissuto in comunione la fatica della strada e la gioia della meta, e ciascuno dei venti partecipanti, tra capi e ragazzi, si è portato a casa l’importanza della condivisione. La strada è stata faticosa ma arrivare alla meta è una gioia così grande che è difficile esprimere.

Dopo due giorni a Cefalù, tutti sul treno in partenza verso Palermo, inizio e fine del cammino. A Palermo si è concluso anche il “Capitolo” affrontato lungo la strada, ossia il tema della mafia, attraverso l’incontro con l’associazione “Libera”, durante il quale è stato presentato il lavoro e gli scopi dell’associazione, suscitando in ciascuno dei presenti la voglia di impegnarsi e di dare, nel proprio piccolo, anche il proprio contributo.

Il 10 Agosto i due Clan si sono salutati, non con un “addio”, ma con un “arrivederci”, poiché sicuri di poter condividere insieme, ancora, altre intense esperienze come questa Route 2011.

Fotogallery

Domenica 21 Agosto

Domenica 21 Agosto 2011 07:00

XXI_ordinario_pXXI domenica del tempo Ordinario

Chi è Gesù? Questa domanda centrale per la nostra fede, che in forme diverse percorre tutto il vangelo, risuona nel testo odierno proprio sulle labbra di Gesù: dalla risposta a tale interrogativo dipende la nostra relazione con lui, il Signore della nostra vita.

Mentre si trova a Cesarea di Filippo, città situata nell’estremo nord di Israele, Gesù chiede ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Certamente con il titolo di «Figlio dell’uomo» Gesù intende riferirsi a quella figura di Salvatore profetizzata da Daniele (cf. Dn 7) e attesa dai credenti di Israele per la fine dei tempi. Ma è importante notare che in questo modo egli prende anche una misteriosa distanza da sé, parlando di sé come di un altro, alla terza persona, senza alcuna autoreferenzialità… I discepoli riportano l’opinione corrente che vedeva in Gesù un profeta (cf. Mt 13,57; 14,5): secondo alcuni egli sarebbe Giovanni il Battezzatore risorto dai morti, come già aveva sostenuto Erode (cf. Mt 14,2); secondo altri sarebbe il nuovo Elia, il grande profeta rapito da Dio in cielo (cf. 2Re 2,1-18); secondo altri ancora in lui rivivrebbe Geremia, il profeta duramente perseguitato dalla classe sacerdotale del suo tempo. Tutte risposte che contengono una parte di verità, ma ancora insufficienti a spiegare la novità, la singolarità di Gesù.

Ecco perché Gesù stesso chiede direttamente ai discepoli: «Voi, chi dite che io sia?». È una domanda posta in tono confidenziale a quanti sono più strettamente coinvolti con lui e dunque dovrebbero conoscerlo in profondità, ben oltre i pareri popolari. Uno solo di loro, Simon Pietro, risponde senza esitazione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Egli riconosce in Gesù il Cristo, cioè il Messia, il Re di pace e di giustizia atteso da Israele in favore di tutta l’umanità; non solo, ma discerne in lui il Figlio di Dio, ossia il rivelatore ultimo e definitivo del Padre agli uomini (cf. Gv 1,18). Nella città che prende il nome da Cesare, colui che si faceva chiamare Dio e Signore, Pietro esprime la confessione di fede che coglie in pienezza l’identità di Gesù…

Veglia di preghiera GMG Madrid

Sabato 20 Agosto 2011 22:27

Pioggia e vento ma due milioni di giovani acclamano il Papa

Il Pontefice costretto anche a interrompere il discorso, gli vola la papalina, ma i ragazzi di Madrid resistono imperterriti

Madrid, 20 ago. (TMNews) - Un fortissimo temporale si è abbattuto sull'aeroporto militare di Cuatro Vientos di Madrid dove è in corso di svolgimento la veglia papale cui partecipano - secondo la tv spagnola - ben due milioni di persone: il Papa ha dovuto anche interrompere il suo discorso per una decina di minuti, protetto da due ombrelli, ma il vento gli ha strappato la papalina.

 

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Impavidi, i giovani della piazza hanno continuato ad applaudirlo.

"Cari amici che nessuna avversità vi paralizzi! Non abbiate paura del mondo, nè del futuro, nè della vostra debolezza", ha detto il Pontefice ai ragazzi. Ed ancora: "Cari giovani, non conformatevi con qualcosa che sia meno della Verità e dell'Amore, non conformatevi con qualcuno che sia meno di Cristo". Poi è arrivata la denuncia della "cultura relativista dominante" che "rinuncia alla ricerca della verità e disprezza la ricerca della verità, che è l'aspirazione più alta dello spirito umano". Infine l'esortazione del Papa: "Vi invito a chiedere a Dio che vi aiuti a riscoprire la vostra vocazione nella società e nella chiesa e a perseverare in essa con allegria e fedeltà".

In precedenza papa Ratzinger aveva parlato ai disabili, fisici e mentali, incontrati alla Fundation Instituto San Josè di Madrid: "La nostra società, nella quale troppo spesso si pone in dubbio la dignità inestimabile della vita di ogni vita, necessita di voi: voi contribuite decisamente a edificare la civiltà dell'amore". Rivolgendosi poi ai familiari e a chi lavora nel mondo dell'assistenza ai disabili, Benedetto XVI ha voluto sottolineare l'importanza del loro servizio. "Questi testimoni ci parlano, prima di tutto, della dignità di ogni vita umana, creata a immagine di Dio. Nessuna afflizione è capace di cancellare questa impronta divina incisa nel più profondo dell'uomo".

 

I fotoracconti della Festa del Carmelo

Sabato 20 Agosto 2011 13:53

La Festa della Madonna del Carmelo nella nostra comunità ormai da parecchi decenni è un grande momento di aggregazione popolare. Una festa, che ha come protagonista la gente, gli artisti popolari e non quelli di fama nazionale o regionale. Uno spazio dedicato soprattutto alla creatività dei racalmutesi, giovani ed adulti, che animati di vena artistica, canora, poetica o quant’altro, fanno emergere spassionatamente quello che sanno fare.

Due sono stati i momenti significativi e coinvolgenti che quest’anno hanno reso protagonisti centinaia di giovani.

VENERDÌ 5 AGOSTO Lo spettacolo di Danza degli allievi della Scuola di Danza “DANCE IN” diretti dalla Maestra Rosetta Carrara.

SABATO 6 AGOSTO Il Musical Madre Teresa di Calcutta, con la partecipazione dei giovani dell’Oratorio “San Luigi” della Madonna della Rocca e i giovani dell'Azione Cattolica della parrocchia Madonna del Carmelo.

dance_IN musical
Fotogallery spettacolo Dance IN Fotogallery Musical Madre Teresa

La cuccìa di l’abbunnanzia

Giovedì 18 Agosto 2011 08:15

cuccia1 Uno dei momenti più attesi della Festa della Madonna del Carmelo è la distribuzione della “CUCCÌA”.

Antica tradizione popolare, ripresa nella festa ed oggi molto attesa. Ma cos’è la Cuccìa?

Solitamente si sente parlare di Cuccìa per la Festa di Santa Lucia, il 13 Dicembre. In tale ricorrenza in molti paesi della Sicilia, compreso il nostro: la tradizione popolare vuole che per devozione non si mangia la pasta ed il pane, sostituendo tali sostanze con il riso ed la Cuccìa. Un preparato cotto di Frumento, con foglie di alloro e gradevolmente addolcito con lo zucchero prima della consumazione. Oggi ci sono molte varianti, per la consumazione di tale pietanza. Arricchirla con il miele la cioccolata e così via, secondo i vari gusti. Ma ciò va al di fuori della tradizione originaria che risale a molti secoli fa.

Per la festa del Carmelo, perché LA CUCCÌA DI L’ABBUNNANZIA”?

cuccia2 La tradizione popolare ci rimanda a questi fatti storici. Solitamente la festa del Carmelo, che liturgicamente cade il 16 Luglio, a Racalmuto si celebrava tra la fine di Luglio e i primi di Agosto. Siamo ormai quasi alla fine dell’estate e di tutti i raccolti della campagna. Allora i contadini più generosi e devoti alla Madonna, proprio in occasione della Festa, offrivano alla Madonna, grano, fave, lenticchie e ceci. Questi prodotti della natura portati in Chiesa, venivano messi a bagno qualche giorno prima, poi cotti per diverse ore e conditi con sale ed olio venivano distribuiti a tutti. Segno di ringraziamento alla Madonna per il raccolto e visibile atto di generosità verso quanti si accostavano, non tanto per devozione ma per fame.

Oggi la tradizione ripresa dalla Comunità della Parrocchia Madonna del Carmelo, cerca di rispettare questa antica e significativa usanza. Ancora oggi si mette in bagno il frumento ed altri legumi qualche giorno prima e poi, per 8 – 10 ore vengono messi in cottura e distribuiti la Domenica della festa prima della Processione.

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Semplici ed originali gli ingredienti: Frumento, Fave, Lenticchie, ceci, acqua, sale ed un filo di Olio extravergine di Oliva. Ricetta, graditissima ai migliaia di fedeli che oggi la mangiano, per fortuna per tradizione e non per fame.

Fotogallery

La Fabbrica di cioccolato: campo estivo 2011

Mercoledì 17 Agosto 2011 08:23

Si è svolto dal 30 Luglio al 06 Agosto 2011, presso il bosco Zappaiello di Gangi (PA), il campo estivo del reparto del Racalmuto I°, sotto l’ambientazione del film “La fabbrica di cioccolato” " di Tim Burton.

Per una settimana le quattro squadriglie, Aquile, Cobra, Rondini e Volpi, si sono sfidate in giochi e prove per poter conquistare la fabbrica di Willy Wonka.

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Diversi e intensi sono stati i momenti di riflessione personale e di gruppo, sulla famiglia e il dono dell’umiltà, così come espressi da Charlie, uno dei protagonisti del film.

Durante il campo, abbiamo vissuto anche un momento di comunione con i genitori dei ragazzi, che pieni di entusiasmo si sono messi in gioco, e tutti insieme abbiamo trascorso dei bei momenti di gioia.

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Un campo intenso, che come ogni esperienza scout, segna il cuore di chi lo ha vissuto.

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La GMG presenta una reliquia di Giovanni Paolo II

Martedì 16 Agosto 2011 22:05

Un regalo per Madrid: un’ampolla col sangue del nuovo beato presiederá le celebrazioni della GMG

giovanni_paolo_IIMadrid, 16 agosto 2011. - La presenza di Giovanni Paolo II si fa più forte  alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid con una reliquia che sarà presente alle celebrazioni principali. L’arcivescovo di Cracovia e ex segretario del beato, Stanisław Dziwisz, ha regalato tale reliquia che presiederà gli incontri principali della Giornata.

Il cardinale arcivescovo di Madrid, AntonioMaría Rouco Varela, –accompagnato da un gruppo di giovani volontari- ha recitato una preghiera a Giovanni Paolo II chiedendogli di intercedere per i partecipanti a queste Giornate che cominciarono per sua iniziativa nel 1985.

Durante gli incontri liturgici della GMG si userà un evangeliario –scultura a forma di libro aperto- in cui si conserva una reliquia del beato Giovanni Paolo II: sangue conservato in un’ampolla di cristallo. La pagina destra di questo libro contiene un’immagine del crocifisso che Giovanni Paolo II usava come bacolo pastorale (bastone). Nella pagina sinistra appare lo scudo dell’arma papale, sotto il quale si può leggere una delle frasi più famose del beato durante il suo papato : "Non abbiate paura", in latino.

L’evangeliario verrà esposto alla messa di apertura della GMG davanti l’ambone da cui si proclameranno le letture davanti alla platea.

reliquia_giovanni_paolo_II Il sangue che contiene questa ampolla fu estratto a Giovanni Paolo II in alcune prove che furono effettuate negli ultimi giorni della sua malattia all’Ospedale del Bambin Gesù . Dopo la sua beatificazione il sangue fu conservato per questo reliquiario. La reliquia è stata regalata all’arcivescovo di Madrid il 15 agosto del 2011. La scultura che contiene la reliquia è opera dell’artista italiano Carlo Balliana.Il beato Giovanni Paolo II è uno dei dieci patroni della Giornata di Madrid. Inoltre, Madrid sarà inondata in questi giorni da molteplici eventi culturali in cui viene ricordato il nuovo beato. Esistono altre due reliquie di Giovanni Paolo II: una conservata all’Ospedale del Bambin Gesù di Roma e l’altra nell’Ufficio per le Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

Festa della Madonna del Carmelo -Veglia Vocazionale

Martedì 16 Agosto 2011 11:00

GIOVEDI' 4 AGOSTO ATRIO CASA DI RIPOSO
Con la partecipazione e le testimonianze di

Don Saverio Taffari, Don Luca Fusco e il Seminarista Aldo Sciabbarasi


PREGHIERA  PER  LE  VOCAZIONI

Signore Gesù,

ai tuoi Apostoli, come Risorto, hai affidato un prezioso mandato:

“Andate ed ammaestrate tutte le nazioni…”, rassicurando loro e noi:

“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Hai chiesto ai tuoi discepoli di farsi carico del bisogno delle folle,

a cui volevi offrire non solo il cibo per sfamarsi,

ma anche rivelare il cibo “che dura per la vita eterna”.

Da questo tuo sguardo di amore sgorga per tutti noi,

ancora oggi, il tuo invito:

veglia_vocazionale

“Pregate dunque il padrone della messe,

perché mandi operai nella sua messe”.

Aiutaci a comprendere, o Signore,

che corrispondere alla tua chiamata significa

affrontare con prudenza e semplicità ogni situazione di difficoltà

e sofferenza nella vita, perché “un discepolo non è da più del suo maestro”.

Grazie, o Signore, per le “testimonianze commoventi” veglia_vocazionale_2

che sempre ci doni, capaci di ispirare tanti giovani

a seguire a loro volta Te, che sei la Vita,

trovando così il senso della “vita vera”.

Grazie per questi “testimoni della missione”,

liberi di lasciare tutto, per annunciare Te

con profonda originalità e umanità.

Santa Maria, Regina degli apostoli, Madre della speranza,

insegnaci a credere, sperare e amare con te.

Stella del mare, brilla su di noi, rendici “missionari della speranza”

e guidaci nel nostro cammino!  Amen

(Papa Benedetto XVI)

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Giornata Mondiale della Gioventù 2011 - Madrid 16 ‐ 21 Agosto

Lunedì 15 Agosto 2011 19:35

Il programma dal 16 al 21 di agosto 2011

MARTEDÌ 16 logo_gmg

08:00 Arrivo a Madrid Sin dalle prime ore del mattino i pellegrini e i gruppi iscritti alla GMG potranno ritirare i loro accrediti e gli zaini nei luoghi indicati dagli organizzatori.

20:00 Messa di inaugurazione della GMG La Giornata Mondiale inizia alle 20:00 con una Messa nella piazza Cibeles di Madrid presieduta dall’arcivescovo di Madrid e concelebrata dai vescovi e dai sacerdoti che partecipano alla GMG.

MERCOLEDÌ 17

10:00 Catechesi dei vescovi I pellegrini della GMG, suddivisi per gruppi linguistici, parteciperanno a delle sessioni di catechesi con i vescovi arrivati da tutto il mondo. Le sessioni avranno luogo nelle chiese, nelle scuole, negli auditori e nei centri sportivi di Madrid.

GIOVEDI 18

10:00 Catechesi dei vescovi I pellegrini della GMG, suddivisi per gruppi linguistici, parteciperanno a delle sessioni di catechesi con i vescovi arrivati da tutto il mondo. Le sessioni avranno luogo nelle chiese, nelle scuole, negli auditori e nei centri sportivi di Madrid.

12:00 Arrivo del Papa all'aeroporto di Barajas Cerimonia di benvenuto nel padiglione di Stato.

12:40 Entrata del Papa a Madrid Percorso di entrata in città con la papamobile e arrivo alla Nunziatura.

16:00 Benvenuto al Papa Cerimonia di ricevimento del Santo Padre

19:30 Atto di benvenuto dei giovani nella piazza Cibeles Nella plaza de la Independencia attraverserà la Porta di Alcalá con giovani dei cinque continenti. Dopo questo atto, salirà sulla papamobile, che lo porterà fino alla piazza Cibeles.

21:30 Una luce nella notte Tra le cose che ricevera'il Papa a Cibeles, dodici immagini della Madonna di tutto il mondo saranno collocate nelle vie di Madrid affiche' i giovani le possano visitare e pregare. GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ MADRID 2011 E 16‐21 AGOSTO

VENERDÍ 19

10:00 Catechesi dei vescovi I pellegrini della GMG, suddivisi per gruppi linguistici, parteciperanno a delle sessioni di catechesi con i vescovi arrivati da tutto il mondo. Le sessioni avranno luogo nelle chiese, nelle scuole, negli auditori e nei centri sportivi di Madrid.

11:30 Incontro del Papa al Monastero de El Escorial Incontro con giovani religiose nel Patio dei Re del Monastero de El Escorial. (Richiesto accreditamento speciale)

12:00 Incontro del Papa al Monastero de El Escorial

Incontro con 1.000 giovani professori universitari nella Basilica. (Richiesto accreditamento speciale)

19:30 Vía crucis Inizierà la Via Crucis della GMG. In ogni stazione ci sarà un carro della Settimana Santa spagnola che rappresenterà la scena. I carri provengono da diverse parti della penisola.

SABATO 20

10:00 Messa per i seminaristi nella cattedrale della Almudena

16:00 Momento preparativo a Cuatro Vientos I giovani arriveranno a poco a poco all’aerodromo e occuperanno i vari posti. Nel frattempo, sul palco avranno luogo diverse attività (testimonianze di giovani, esibizioni musicali, preghiere alla Madonna, etc.) in preparazione alla Veglia.

19:40 Visita alla Fondazione Instituto San José centro di attenzione a persone disabili dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio 20:30 Veglia con il Papa

I giovani incontreranno il Santo Padre nell'aerodromo di Cuatro Vientos. 23:00 Notte a Cuatro Vientos I partecipanti alla GMG trascorreranno la notte nell’aerodromo di Cuatro Vientos. Per chi lo desidera ci saranno vari tendoni dove si potrà adorare il Santissimo Sacramento.

papa2

DOMENICA 21

09:00 Arrivo del Papa a Cuatro Vientos

17:30 Incontro del Papa con i volontari Benedetto XVI avrà un breve incontro con i volontari della GMG nella zona feriale IFEMA.

18:30 Saluto del Papa Avrà luogo un breve saluto ufficiale al Santo Padre nell'aeroporto di Barajas.

Il Papa ai giovani di Madrid: "Sto arrivando"

Lunedì 15 Agosto 2011 12:00

L'Angelus a Castel Gandolfo: "Il pensiero va alla Giornata mondiale della gioventù". 

benedetto_XVI

"Oggi i nostri pensieri vanno ai giovani che si stanno radunando a Madrid per la Giornata mondiale della gioventù". Lo ha detto Papa Benedetto XVI nei saluti in francese dopo l'Angelus recitato nel palazzo apostolico di Castelgandolfo. "Mentre mi preparo a raggiungerli, vi chiedo di accompagnarci con le vostre preghiere per i frutti spirituali di questo importante evento. Possa Dio - ha concluso - benedirvi con abbondanza". Il Pontefice ha invitato a meditare "sul tesoro della fede che ci è stato trasmesso, e ad accoglierlo con gratitudine".

 

Il raduno mondiale dei giovani si apre il 16 a Madrid, e il Papa arriverà il 18 per le giornate conclusive, che prevedono vari momenti di incontro con i ragazzi, dalla confessione che impartirà personalmente a tre di loro, al pranzo allo stesso tavolo con 12 giovani dai 5 continenti, alla veglia di preghiera con lo scambio di domande e risposte tra Benedetto XVI e i giovani, alla messa conclusiva. Molti giovani sono già in Spagna da alcuni giorni, nelle varie città, tra cui Valencia, Barcellona, Pamplona, Granada, per i gemellaggi tra diocesi in preparazione alla Gmg vera e propria. Benedetto XVI ha rinnovato il saluto a quanti sono in partenza per Madrid o già vi si trovano in vista della Gmg, sia nei saluti in spagnolo che in quelli in italiano.

Assunzione della Beata Vergine Maria

Lunedì 15 Agosto 2011 08:33

madonna_assunta Grandi cose ha fatto l'Onnipotente

Al cuore dell’estate, nel giorno di Ferragosto, la chiesa ci chiama a celebrare la festa forse più popolare tra quelle in onore della Vergine Maria: l’Assunzione, il Transito di Maria da questo mondo al Padre.

Fin dai primi secoli i cristiani hanno percepito che in Maria – colei che aveva generato il Risorto e, a nome della creazione intera, aveva accolto il Dio fatto uomo – era prefigurata la meta che attende ogni vivente: l’assunzione dell’umano, di tutto l’umano, in Dio. Maria è icona e personalità corporativa del popolo dei credenti perché è la figlia di Sion (cf. Sof 3,14.17), l’Israele santo da cui è nato il Messia, ed è anche la chiesa, la comunità cristiana che genera figli al Signore sotto la croce (cf. Gv 19,25-27). Per questo l’autore dell’Apocalisse l’ha contemplata come donna vestita di sole, coronata dalle dodici stelle delle tribù di Israele, partoriente il Messia (cf. Ap 12,1-2), ma anche come madre della discendenza di Gesù, la chiesa (cf. Ap 12,17). Così, la prima creatura a entrare con tutta se stessa nello spazio e nel tempo del Creatore non poteva che essere colei che aveva acconsentito all’irrompere del divino nell’umano: spazio vitale donato dalla terra al cielo, la Vergine-Madre, definita «beata» già da Elisabetta nel loro umanissimo incontro, diviene germe e primizia di una creazione trasfigurata.

Maria è creduta dalla chiesa essere ormai al di là della morte e del giudizio, in quella dimensione altra dell’esistenza che sappiamo chiamare solo «cielo». E in questo termine non c’è contrapposizione ma, piuttosto, abbraccio con la terra: chi può infatti dire, guardando dentro e intorno a sé oppure scrutando l’orizzonte, dove finisce la terra e dove inizia il cielo? È terra solo la zolla dissodata o non lo è anche la crosta che indurisce il nostro cuore? Ed è cielo solo la volta stellata e non il soffio vitale che ci abita? Così Maria, assunta in Dio, resta infinitamente umana, Madre per sempre, rivolta verso la terra, attenta alle sofferenze degli uomini e delle donne di tutti i tempi e di tutti i luoghi, presente al loro pellegrinare sovente incerto. Sì, per l’Oriente come per l’Occidente cristiano la Dormizione-Assunzione di Maria è un segno delle «realtà ultime», di ciò che accadrà alla fine dei tempi, un segno della pienezza cui l’umanità anela: in lei intuiamo la glorificazione che attende il cosmo intero, quando finalmente «Dio sarà tutto in tutti» (1Cor 15,28) e in tutto. Maria è la porzione di umanità già redenta, figura di quella «terra promessa» cui siamo chiamati, lembo di terra trapiantato in cielo: ecco perché un inno della chiesa ortodossa serba la canta quale «terra del cielo», terra da cui noi come lei siamo tratti (cf. Gen 2,7), ma terra redenta, trasfigurata grazie alle energie dello Spirito santo, terra ormai in Dio per sempre.

Domenica 14 Agosto

Domenica 14 Agosto 2011 08:03

vengelo_matteoDAVVERO GRANDE È LA TUA FEDE

Dopo la discussione con i farisei scesi da Gerusalemme e l’insegnamento su ciò che veramente rende impuro l’uomo (cf. Mt 15,1-20), Gesù lascia Genesaret, città situata in terra d’Israele, e «si ritira verso le parti di Tiro e Sidone»: rifiutato dalle autorità religiose giudaiche egli prende le distanze dirigendosi a nord, verso il territorio pagano, come aveva fatto a suo tempo il profeta Elia (cf. 1Re 17,2-24).

Mentre si trova in questa zona di confine, ecco che una donna cananea, dunque pagana – Marco con più precisione la definisce «sirofenicia» (Mc 7,26) –, gli esce incontro implorandolo: «Pietà di me, Signore, figlio di David! Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». Essa lo acclama quale Messia, mostrando così di conoscere l’attesa di Israele; non solo, ma le sue parole indicano una grande fiducia nella capacità di Gesù di guarire sua figlia. Egli però non le risponde nulla. Sono allora i discepoli a intercedere per la donna, chiedendo a Gesù che almeno le rivolga una parola di congedo, visto che essa continua a gridare il suo bisogno. Ma egli ribatte: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele»; d’altra parte, nell’inviare i Dodici in missione aveva già ordinato loro di rivolgersi solo a questi stessi destinatari (cf. Mt 10,6). Quale figlio d’Israele, Gesù fa obbedienza ai tempi inscritti nel disegno sapiente di Dio, riservando per ora la propria attività al popolo dell’alleanza e delle benedizioni: solo dopo la sua resurrezione invierà i discepoli comandando loro di fare discepole tutte le genti (cf. Mt 28,19)…

Ma la donna insiste e, prostrandosi ai piedi di Gesù, rinnova con perseveranza la propria richiesta: «Signore, aiutami!». Gesù questa volta le risponde, seppur ancora in modo negativo: «Non è bene prendere il pane riservato ai figli», cioè a Israele, il figlio primogenito (cf. Es 4,22), «e gettarlo ai cagnolini», animali impuri con cui la Scrittura designava i pagani. La donna manifesta innanzitutto di condividere la motivazione «teologica» addotta da Gesù («È vero, Signore»), ma poi aggiunge una considerazione straordinaria: «Ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Sono parole che rivelano una fede profonda e intelligente; è come se essa dicesse: «Sì, noi pagani siamo i cani; ma ho fede che Dio, il quale nel suo amore nutre tutti, non lascerà neppure noi nel bisogno».

Ricordo della Zà Maricchiè

Sabato 13 Agosto 2011 18:32

Ricorre oggi l'anniversario della morte della Sig.ra Maria Licata (Zà Maricchiè) per noi giovani, una figura indimenticabile, un punto di riferimento per tutta la comunità della Parrocchia del Carmelo. Ma chi era questa donna? di seguito vi proponiamo un profilo fatto da Piero Carbone nel 2003 subito dopo la morte.

una volta Marta, un’altra volta Maria

FOTO_ZA_MARICCHIEDDA Quando si pensa alla zà Maricchiè, viene spontaneo richiamare quell’episodio del vangelo di Luca in cui Gesù rivolgendosi ad una delle sorelle di Lazzaro la esorta ad occuparsi delle cose spirituali. “Marta, occupata nelle varie faccende domestiche, si fece avanti e disse: -Signore, non t’importa che mia sorella mi lasci sola a servire? Dille che mi aiuti.- Ma il Signore le rispose: - Marta, Marta, tu t’inquieti ti affanni per molte cose; ma una sola è necessaria: Maria ha scelto la parte migliore.”

Ebbene, si può dire che la zà Maricchiè, così da tutti chiamata e conosciuta, ovvero Maria Castiglione, nata nel lontano 1908, di cui ricordiamo con affettuosa familiarità la figura piccola, minuta ma energica, per metà della sua vita abbia fatto la parte laboriosa di Marta e per l’altra metà quella mistica di Maria.

Nella prima parte, diciamo così, della sua vita, la zà Maricchiè è stata la signora Licata, moglie solerte e sodale del marito: a dorso della mula baia, rossa in viso sotto un sole cocente, la testa fasciata da un fazzoletto bianco, si indirizzava verso la campagna in contrada Garamoli-Roccarussa dove non si risparmiava ad aiutare il marito curando l’orto e coltivando terreni. Chi andava a trovarla, d’estate, veniva colpito dalla sua perizia nell’assolvere le incombenze campagnole, da come teneva pulita la minuscola casa d’abitazione detta in dialetto “cubbuluni”: piena come un uovo ed ordinatissima.

Nel 1964 le muore il marito e la zà Maricchiè, a cinquantasei anni, senza figli, dopo un periodo di doloroso lutto, non si rassegna a consumare la sua esistenza nel ruolo infruttuoso della vedova pensionata, senza motivazioni e senza interessi. Incomincia a frequentare la chiesa parrocchiale, sicuramente esaudendo un antico quanto intimo desiderio. Sempre ricordava, con commozione, gli insegnamenti religiosi ereditati dalla madre morta giovanissima. Iniziata dalla zà Ciccina e dalla signorina Salvina, alla frequenza del servizio liturgico, alle mille pratiche di devozione, la zà Maricchiè, che pur aveva frequentato solo qualche anno la scuola elementare, inizialmente timorosa e impacciata, via via ha appreso alla perfezione a districarsi tra casule, piviali, messe in albis, recite di rosario in dialetto e latini tantum ergo, ad impartire il catechismo ai più piccoli; osservare i primi venerdì del mese in onore del Sacro Cuore di Gesù e i prescritti sabati mariani; allestire l’altare maggiore per le Quarant’ ore; adornare in modo quasi artistico il “sepolcro” del Giovedì Santo; registrare gli iscritti al Terz’ordine carmelitano; aggiornare le pagelline dell’Opera del Suffragio in memoria dei defunti...

Nel 1967 avveniva il cambio della guardia alla Parrocchia del Carmelo: a Padre Puma succedeva Padre Martorana e la zà Maricchiè è venuta assumendo sempre più le funzioni di una fiduciaria di fatto, tanto che è divenuta col tempo un’istituzione.

Ormai era dedita a tempo pieno alla parrocchia dal momento che aveva assunto generosamente l’impegno di assolvere gli aspetti pratici che il funzionamento e il decoro di una chiesa parrocchiale richiedono: aprire e chiudere la chiesa, suonare le campane, i manutergi e le tovaglie di lino da lavare e stirare alla perfezione, pulire i pavimenti, spolverare i tappeti, governare i fiori, ecc.

In alcune di queste mansioni la zà Maricchiè è stata a sua volta coadiuvata da altre volontarie, giovani e meno giovani, ma sempre sotto il suo sguardo vigile, sotto la sua diligente regia che esercitava con una sorta di autorità.

Si sentiva responsabile anche della buona salute e della serenità del parroco che cercava di “difendere” e preservare, come una mamma, cercando di filtrare a suo modo le mille richieste a cui un parroco beneamato solitamente è sottoposto. Si sentiva insom-ma responsabile del buon andamento della parrocchia in tutti i suoi molteplici aspetti.

piero-carbone In conclusione, può dirsi sorprendente come la zà Maricchiè, calatasi con naturalezza nella parte della evangelica Maria, non abbia ripudiato l'altra dimensione, quella di Marta, anzi ha saputo sintetizzare e armonizzare le due dimensioni.

Il suo umile comportamento, alla fine, ha assunto inconsapevolmente il valore di una testimonianza: quando a causa più della malattia che della vecchiaia, non ha potuto più frequentare l’amata parrocchia, la sua assenza è stata avvertita da tutti come un vuoto. Epperò il suo esempio non ha mancato di dare i suoi frutti in tante e in tanti parrocchiani, giovani e meno giovani, a cui ha voluto bene e dai quali è stata voluta bene. uesto penso sia il miglior ricordo che alla zà Maricchiè sarebbe piaciuto lasciare di sé.

Piero Carbone

La festa del Carmelo: un trionfo popolare

Giovedì 11 Agosto 2011 16:37

madonna_del_carmelo Carissimi visitatori di tutto il mondo, la redazione del sito, nell’auspicio che possiate passare in serenità e riposo le vacanze di ferragosto, vi offre la possibilità, di potere visionare nei prossimi giorni alcuni significativi momenti di una delle più belle e semplici feste popolari della nostra provincia. La festa della Madonna del Carmelo, di Racalmuto, liturgicamente celebrata il 16 Luglio, ma come festa esterna la 2° Domenica di Agosto. Momento di richiamo e di ritrovo, non solo di Giovani e adulti, ma anche di tanti racalmutesi emigrati.

LA CHIESA DEL CARMELO

Alcuni cenni storici. (per chi non la conosce)

Si trova nella piazza omonima sita nella parte alta della città ed è annessa all’ex convento dei frati dell’ordine carmelitano che risale al XVI secolo. Il convento fu trasformato in ospedale per i poveri nel 1898 e prese il nome di Ospedale di Maria SS. Del Monte. Oggi ristrutturato in attesa della destinazione d’uso.

Annessa alla Chiesa si trova l’edificio prima occupato dalla suore Bocconiste che assistevano le orfanelle ed i vecchi in povertà. Oggi si trova la Casa di Riposo, che attualmente ospita 36 anziani di Racalmuto e dei paesi limitrofi. Antistante la chiesa, sopra la scalinata che simboleggia il Golgota, avviene il rito della crocifissione di Cristo durante il Venerdì Santo. La facciata è in stile neoclassico. Arretrata rispetto alla facciata s’innalza la torre campanaria in mattoni rossi che ospita l’ orologio.

L’interno ha pianta a croce latina ad unica navata e termina con un presbiterio ad abside circolare.

Da notare il sarcofago in granito rosso contenente il corpo imbalsamato di Girolamo II del Carretto morto nel 1622 che ricorda quello di Federico II di Svevia nella Cattedrale di Palermo.
La chiesa custodisce inoltre due grandi tele di Pietro d’Asaro, il monocolo di Racalmuto, pittore caravaggesco, raffiguranti il Crocifisso con i SS. Ausiliatori e la Sacra Famiglia del primo ‘600.

Attualmente la comunità parrocchiale unitamente alla Chiesa Madre, vive l’esperienza dell’unità Pastorale, guidata dall’Arc. Don Diego Martorana e dal vice parroco Don Michele Termine.

La Festa vista dalle nostre macchine digitali.

29 Luglio inizio della Festa con La Novena e la partecipazione di oltre 400 ragazzi delle comunità ecclesiali di Racalmuto che hanno partecipato al Grest.

3 Agosto Giornata dedicata al Terz'ordine Carmelitano, con la vestizione di 7 novizie.

Di seguito il racconto fotografico degli eventi.

novena_fine_grest terzordine
Fotogallery inizio novena fine Grest Fotogallery giornata terz'ordine

Festa della Madonna del Carmelo - A Ntinna

Martedì 09 Agosto 2011 14:00

Festa della Madonna del Carmelo

Domenica 07 Agosto 2011 08:31
manifesto-domenica

Domenica 7 Agosto

Domenica 07 Agosto 2011 08:27

xix_ordinario Subito dopo aver sfamato la folla numerosa (cf. Mt 14,13-21), Gesù ordina ai discepoli di precederlo all’altra riva del lago di Galilea, mentre egli si ferma per congedare quanti lo hanno seguito. Gesù è attento ai rapporti umani e i gesti prodigiosi da lui compiuti sono sempre accompagnati dal suo prendersi cura delle persone che incontra. Nello stesso tempo egli radica il suo agire in una profonda relazione di amore e di fiducia nei confronti del Padre. Per questo cerca con determinazione degli spazi e dei tempi di solitudine per stare davanti a Dio in assoluta gratuità e discernere la sua volontà sulla propria vita: anche in questo caso «sale sul monte a pregare, in disparte».

Venuta la sera egli è ancora solo, mentre la barca dei discepoli è in mare aperto in balìa del vento contrario e delle onde: l’evangelista già intravede il cammino della fragile barca della chiesa nella storia, sballottata tra avversità e tensioni comunitarie… Essa però non è abbandonata dal Signore Gesù, il quale non solo prega per la sua comunità, ma si fa anche misericordiosamente presente ai suoi discepoli, lui che «è con loro tutti i giorni fino alla fine della storia» (cf. Mt 28,20): ecco infatti che sul far del mattino «viene verso di loro camminando sul mare». Sì, Gesù è l’Emmanuele, il Dio-con-noi, colui che ci è sempre accanto quando le onde si gonfiano in mezzo alla tempesta (cf. Sal 46,4), colui che passa sul mare con orme invisibili per guidarci (cf. Sal 77,20-21) e condurci al porto sospirato (cf. Sal 107,23-30). Ma noi sappiamo riconoscere la sua presenza e mettere in lui la nostra fede?

I discepoli erano con Gesù in mezzo al mare la notte in cui egli aveva placato la violenta tempesta con la sua parola (cf. Mt 8,23-27); eppure ora vedendolo avanzare sulle acque sono turbati e, assaliti dalla paura, gridano: «È un fantasma!». Subito però Gesù li rassicura con poche, straordinarie parole, che vogliono placare il loro sconvolgimento interiore e infondere nei loro cuori la fiducia: «Coraggio, Io Sono» – il Nome impronunciabile di Dio rivelato a Mosè (cf. Es 3,14) – «non abbiate paura!». Numerose sono le paure che ci abitano, tutte generate dalla «paura madre», quella della morte: ma Dio da sempre esorta i credenti a non temere, a dimorare sicuri in lui, come ci testimoniano con abbondanza le Scritture, dalla Genesi (cf. Gen 15,1) fino all’Apocalisse (cf. Ap 2,10). E questo invito è particolarmente frequente sulle labbra di Gesù, fino ad essere rivolto dal Risorto alle donne nell’alba della resurrezione (cf. Mt 28,10), l’evento che segna la vittoria definitiva dell’amore sulla morte.

Festa della Madonna del Carmelo

Venerdì 05 Agosto 2011 09:50

Festa della Madonna del Carmelo

Mercoledì 03 Agosto 2011 07:30

Mercoledì 03 Agosto Giornata del Terz'ordine Carmelitano

LO SCAPOLARE DELLA MADONNA DEL CARMELO

LA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMINE PER CHI PORTA "L'ABITINO"


madonna_carmelo La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell'Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L'aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare -detto comunemente «Abitino»- così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRÀ RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRÀ II FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».

Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».

scapolareLa Madonna, dunque, con la Sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà e porterà per sempre l'Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà anche difeso in vita dai pericoli.

Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell'uomo l'intenzione di assicurarsi il Paradiso, conti­nuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l'Abitino fino in punto di morte.

Avvicendamenti di parroci e nuove nomine

Lunedì 01 Agosto 2011 19:35

Notizie dall’Arcidiocesi di Agrigento


ecclesie “Bisogna restituire al Vangelo la sua sovranità, il suo primato su tutto e su tutti”. La Chiesa c’è per annunziare il Vangelo e per essere essa stessa Vangelo vivente. Una Chiesa evangelica diventa missionaria e pertanto necessità di presbiteri e di operatori pastorali votati alla missione. La disponibilità del presbitero agli avvicendamenti pastorali è sinonimo di una chiesa viva desiderosa di realizzare la volontà di Dio senza inutili e dannosi condizionamenti” (Documento Assemblea Diocesana del Clero 2010)

Un sentito ringraziamento e un caloroso augurio a tutti i presbiteri che con grande gioia e disponibilità hanno accolto il trasferimento nelle nuove comunità e si preparano ad iniziare il nuovo anno pastorale, dedicato alla Missione, per annunziare il Vangelo che libera e salva.

Un augurio e un auspicio a tutte le comunità interessate al cambiamento dei parroci perché accolgano con fede i nuovi pastori, pronti a collaborare con loro per creare comunità missionarie.

Ecco un primo elenco delle nuove nomine. Quanto prima daremo l’elenco completo.

+  Francesco Montenegro, Arcivescovo

COMUNE

PARROCCHIA

TITOLARE

Agrigento S. Lucia Mons. Calogero Lupo
Agrigento SS. Crocifisso Sac. Rino Lauricella
Agrigento B.M.V. Immacolata (co-parroco) Sac. Giuseppe Matraxia
Agrigento Rettoria S. Nicola Sac. Lillo Argento
Bivona S. Rosalia Sac. Michele Termine
Calamonaci S. Vincenzo Ferreri Sac. Mario Di Nolfo
Cammarata S. Domenica (amministratore) Sac. Giuseppe Colli
Castrofilippo Maria SS. Del Rosario Sac. Giuseppe Costanza
Cianciana SS. Trinità Sac. Antonello Martorana
Favara B.M.V. delle Grazie Sac. Sergio Sanfilippo
Ioppolo S. Francesco di Paola Sac. Angelo Portella
Licata SS. Antonio e Vincenzo Sac. Angelo Fraccica
Licata S. Barbara Sac. Gerlando Montana L.
Palma Mont. Maria SS. Del Rosario Mons. Antonio Catsronovo
Racalmuto Unità Pastorale Sac. Angelo Martorana
Ravanusa S. Michele+Matrice (vice-parroco) Sac. Salvatore Attardo
Realmonte S. Domenico Sac. Pino Agozzino
Ribera Maria SS. Immacolata Sac. Antonio Nuara
Ribera S. Domenico Savio Sac. Salvatore Fiore
S. Stefano Quisquina B.M.B del Carmelo Sac. Antonio Cipolla
Sciacca B.M.V. del Perpetuo Soccorso Sac. Giuseppe Tagliareni
Siculiana B.M.V. Immacolata Sac. Leo Argento
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