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Gennaio 2012

Veglia di preghiera per le Vocazioni

Domenica 29 Gennaio 2012 18:02

Speciale 50° Anniversario di ordinazione Sacerdotale Don Diego Martorana


Sarà animata dai seminaristi dell’Arcidiocesi di Agrigento la Veglia Vocazionale, che si svolgerà

Lunedì 30 Gennaio alle ore 20.00 nella Chiesa del Carmelo

I SACERDOTI SONO FRUTTO DELLA PREGHIERA

don_diego Cristo ha scelto gli Apostoli perché fossero sacerdoti; li ha prima chiamati ad un noviziato di tre anni ed è nel Cenacolo che conferisce loro il sacerdozio…Il cenacolo non è tanto un luogo quanto una spiritualità: quella del cuore di Cristo, che deve essere tale anche per la Chiesa, per i sacerdoti, per ciascuno di noi… E’ sempre nel Cenacolo che l’amore di Cristo diventa confidenza profonda: “Vi ho chiamato amici”...amore che diventa addirittura tenerezza, quando Gesù li chiama “figlioli”

Dagli scritti di Giovanni Paolo II

“Siamo nati dall’Eucaristia...Non esiste Eucaristia senza Sacerdozio, come non esiste Sacerdozio senza Eucaristia. Il ministero ordinato, che mai può ridursi al solo aspetto funzionale, perché si pone sul piano dell’essere, abilita il presbitero ad agire in persona Christi e culmina nel momento in cui egli consacra il pane e il vino, ripetendo i gesti e le parole di Gesù nell’Ultima Cena. Dinanzi a questa straordinaria realtà rimaniamo attoniti e sbalorditi: tanta è l’umiltà condiscendente con cui Dio ha voluto così legarsi all’uomo! . Il sacerdozio ministeriale! Noi tutti ne siamo partecipi, ed oggi vogliamo elevare a Dio un corale rendimento di grazie per questo straordinario dono. Dono per tutti i tempi e per gli uomini di ogni razza e cultura. Dono che si rinnova nella Chiesa grazie all’immutabile misericordia divina e alla generosa e fedele risposta di tanti fragili uomini… Prega anche tu per noi, caro popolo cristiano...Tu sei popolo regale, stirpe sacerdotale, assemblea santa...Tu popolo sacerdotale, rendi grazie con noi al tuo e nostro Signore...Lode a Te, o Cristo, per il dono del sacerdozio! Fa’ che la Chiesa possa contare sull’opera generosa di numerosi e santi sacerdoti!

Quarantore Parrocchia Madonna del Carmelo

Domenica 29 Gennaio 2012 14:59

IL PROGRAMMA

madonna_carmelo

Domenica 29 gennaio

Ore 11.15 Santa Messa e Processione verso la casa di riposo

Ore 15.30 Ragazzi Scout (lupetti)

Ore 16.30 Adorazione libera

Ore 17.30 S. Rosario

Ore 18.00 Vespri e S. Messa

Lunedì 30 gennaio

Ore 09.30   Santa Messa

Ore 10.30 Adorazione CEFAS

Ore 12.00 Ora Media e Angelus

Ore 13-15 Turni di adorazione

Ore 15.30 Bambini Sc. Primaria I° II° III° (Elem.)

Ore 16.30 Bambini Sc. Primaria IV° e V°  (Elem.)

Ore 17.30 Vespri

Ore 18.00 I° II° III°  Sc. Secondaria I° gr.  (Media)

Ore 19.00 RnS

Ore 20.00 Veglia  Vocazionale Interparrocchiale

Ragazzi I° e II° Superiore con i genitori

Tutti i gruppi e i movimenti

Martedì 31 gennaio

Ore 09.30    Santa Messa

Ore 10.30 Adorazione Gruppo biblico e Terz’ordine

Ore 12.00 Ora Media e Angelus

Ore 13.00 Turni di Adorazione

Ore 15.30  ACR  di Scuola Primaria

Ore 16.15  ACR di Scuola Secondaria

Ore 17.00 Rosario  - Vespri  -   Reposizione.

Quarantore Chiesa San Pasquale

Domenica 29 Gennaio 2012 14:59

IL PROGRAMMA

Giovedì 2 febbraioeucarestia

Ore 09.30 Santa Messa ed Esposizione

Ore 12.00 Angelus e Reposizione

Ore 15.15 Adorazione libera

Ore 15.45 S. Rosario

Ore 17.00 Veglia di preghiera

Ore 17.45 Vespri e S. Messa

Venerdì 3 febbraio

Ore 09.30  Santa Messa ed Esposizione

Ore 12.00 Angelus e Reposizione

Ore 15.30 Adorazione

Ore 15.45 S. Rosario

Ore 17.00 Veglia di preghiera

Ore 17.45 Vespri e Benedizione

Sabato 4 febbraio

Ore 10.00  Esposizione

Ore 12.00 Angelus e Reposizione

Ore 15.30 Esposizione

Ore 17.00 Veglia di preghiera animata dai missionari della parrocchia

Ore 18.15 Vespri e S. Messa

28 Gennaio 2012 - IV Domenica del Tempo ordinario

Sabato 28 Gennaio 2012 14:49

IV_domenicaParola - Prima lettura Dt 18, 15-20

Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò.

Riflessione

E' sempre in agguato in noi il rischio della deresponsabilizzazione. Sentiamo parlare della missione profetica, e subito facciamo riferimento a Mosè, a Geremia, al magistero ecclesiale... Il battesimo ci ha costituiti profeti; questa è la nostra vocazione all'interno del popolo di Dio. Non possiamo gettare sulle spalle di altri quest'onore e questa responsabilità. Confrontiamoci piuttosto con il testo del Deuteronomio e cerchiamo di trane sagge linee operative.

Parola - Seconda lettura 1Cor 7, 32-35

Fratelli,... chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!.

Riflessione

La scelta di fondo del cristiano è Gesù. Il matrimonio e la verginità costituiscono scelte autenticamente cristiane solamente se sono un "segno" di questa opzione fondamentale. Il matrimonio è segno, se i coniugati si impegnano ad amare e ad amarsi come Cristo ama la sua chiesa; la consacrazione è segno, se i vergini per il regno di Dio amano Cristo e i fratelli con cuore indiviso. Se alla base dello stato di vita non vi è la scelta di fondo di Cristo, sia il matrimonio sia la consacrazione verginale si caricano esclusivamente di preoccupazioni mondane, e non possono piacere al Signore.

Parola - Vangelo Mc 1, 21-28

A Cafarnao, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi... E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

Riflessione

In un recente passato circolavano spesso frasi del genere: "Il padre, il parroco, il maestro sono io; si fa come dico io e basta!". Il ruolo conferiva una certa autorità alle persone. Oggi la situazione è molto cambiata: è l'autorevolezza che dà prestigio al ruolo. Gesù ha assunto questa linea già duemila anni fa. L'autorevolezza di noi credenti ci è riconosciuta se predichiamo prima con i fatti che con le parole; se ci impegniamo lealmente a scacciare il "demonio" da noi, prima di avere la pretesa di esorcizzare gli altri.

Il giorno della memoria "La Shoah"

Venerdì 27 Gennaio 2012 08:40

giornata_memoria27 gennaio: il Giorno della Memoria. Per sapere, per non dimenticare e per scegliere la giustizia, la tolleranza e la pace. "Shoah" è un termine ebraico che significa "annientamento", "sterminio".

Esso si riferisce ad una delle più vergognose vicende della storia umana, quando i regimi dittatoriali nazi-fascisti, poco più di sessant'anni fa, stabilirono, attraverso leggi razziali, di far arrestare tutti gli Ebrei e di rinchiuderli nei campi di lavoro forzato e di sterminio, per eliminare del tutto la loro "razza", ritenuta inferiore.

La stessa sorte toccò agli zingari, agli slavi, agli handicappati, ai neri, e a tutti coloro che, secondo i nazisti e i fascisti, non appartenevano alla razza bianca ariana, considerata superiore e pura.

Oggi a noi può sembrare impossibile e incredibile che possano essere successi quei fatti e che donne, uomini e bambini di un intero popolo siano stati perseguitati, torturati e uccisi nei campi di concentramento e nelle camere a gas: ma è tutto tragicamente vero e ogni uomo appena ragionevole si vergogna ancora oggi di quello che successe.

giornata_memoria2E non dobbiamo pensare che i nazisti e i fascisti fossero tutti dei pazzi: sarebbe troppo facile liquidare lo sterminio accusando uno o due pazzi responsabili. I loro capi erano persone istruite e di normale intelligenza: sapevano quello che avevano deciso di fare. Lo sapeva Hitler e chi stava al suo fianco, lo sapeva Mussolini e il re d'Italia che firmarono le leggi razziali per perseguitare gli Ebrei italiani. Lo sapevano tutti coloro che obbedirono a quelle leggi sbagliate e crudeli.

Il "GIORNO DELLA MEMORIA" che viene celebrato ogni 27 gennaio, nella nazione e nelle scuole, serve proprio a non dimenticare le sofferenze di allora, per saper scegliere di evitare nuove sofferenze oggi, ad altri popoli e ad altre persone, in qualsiasi parte del mondo.

Ma la strada verso la giustizia e la pace è ancora lunga: basta guardare a quante guerre e persecuzioni sono ancora in atto in ogni continente del mondo. Occorre proprio l'impegno di tutti noi.

Disse Primo Levi a proposito di Anna Frank:

"Una singola Anne Frank detta più commozione delle miriadi che soffrirono come lei, la cui immagine è rimasta nell’ombra. Forse è necessario che sia così; se dovessimo e potessimo soffrire le sofferenze di tutti, non potremmo vivere".

 

La preghiera di papa Giovanni Paolo II al muro del pianto

"Dio dei nostri padri, 
tu hai scelto Abramo e i suoi discendenti 
per portare il tuo Nome fra i popoli.

Siamo profondamente rattristati per il comportamento di coloro
che nel corso della storia hanno provocato sofferenze a questi tuoi figli
e chiedendo il Tuo perdono vogliamo impegnarci 
in una fratellanza sincera con il popolo dell'Alleanza"

 

Blog Innamorati della Lode

Sante Quarantore 2012

Martedì 24 Gennaio 2012 12:00
Iniziano Mercoledì 25 Gennaio nella Chiesa di San Giuseppe e termineranno Martedì 21 febbraio nel Santuario Maria SS. del Monte le Sante Quarantore.

Questo il calendario completo:

Chiesa

Giorni

Mese

San Giuseppe

25-26-27-28

Gennaio

Madonna del Carmelo

29-30-31

Gennaio

San Pasquale

2-3-4

Febbraio

San Giuliano

5-6-7

Febbraio

Sant’Anna

9-10-11

Febbraio

Madonna della Rocca

12-13 -14

Febbraio

Matrice

16-17-18

Febbraio

Maria SS. Monte

19-20-21

Febbraio

Le ceneri

22

Febbraio

Gli orari di massima nelle Chiese e Parrocchie, compatibilmente alle attività che vi si svolgono saranno i seguenti:

  • Ore  9:30         Santa Messa ed Esposizione
  • Ore 12:00        Angelus e reposizione
  • Ore 15:15        Esposizione
  • Ore 16:30        Rosario Eucaristico  e Vespri

Ogni mercoledì le Quarantore sono nella Chiesa di San Giuseppe.

Le Quarantore alla Chiesa San Giuseppe

Martedì 24 Gennaio 2012 00:00

chiesa_san_giuseppe

Iniziano oggi 25 Gennaio nella Chiesa di San Giuseppe le Quarantore a Racalmuto.
Le funzioni si svolgeranno secondo il seguente programma giornaliero.
  • 09:30 Santa Messa ed Esposizione
  • 12:00 Angelus e reposizione
  • 15:15 Esposizione
  • 16:30 Rosario e Vespri
  • 17:30 Adorazione
  • 20:00 Rosario Eucaristico meditato

 

Domenica 22 Gennaio 2012 - III del Tempo Ordinario

Sabato 21 Gennaio 2012 23:53
III_domenica

Parola - Prima lettura Gio 3, 1-5.10

In quei giorni fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: Alzati, va' a Ninive la grande città e annunzio loro quanto ti dirò. Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore... Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta... Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Riflessione

Giona si presenta come uno strano profeta: mandato da Dio a Ninive, fugge a Tarsis; ha le sue idee e non le vuole cambiare. Dio, secondo lui, deve sterminare i pagani; in tal modo rimarrà solamente il popolo eletto, a rendere bella e felice Resistenza sulla terra. Se il Signore, invece, perdona pure agli idolatri, allora non si è in grado di distinguere i buoni dai cattivi. Giona ha studiato troppo il trattato sulla giustizia divina, e troppo poco quello sulla misericordia. Siamo sicuri che in noi non esista, almeno in miniatura, la mentalità di Giona? Impostiamo la nostra azione apostolica sulla duplice convinzione che è comportamento riprovevole ignorare il servizio di evangelizzazione ai fratelli; e che lo è anche quello di servire il prossimo secondo nostri parametri, discordanti con quelli di Dio?

Parola - Seconda lettura 1Cor 7, 29-31

Questo vi dico fratelli: il tempo ormai si è fatto breve... quelli che usano del mondo come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo.

Riflessione

Noi credenti dobbiamo intendere e vivere la seconda venuta di Cristo non come una parete che sta per calare inesorabilmente sulla scena del mondo, per porre la parola fine ad ogni cosa. Dobbiamo piuttosto viverla come un sipario che sta per aprirsi per lasciare spazio ad una divina ed eterna felicità per l'uomo divenuto in pienezza figlio di Dio.

Parola - Vangelo Mc 1, 14-20

Gesù... diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo"... Gesù disse loro: "Seguitemi!".

Riflessione

Se sapessimo con certezza di un cataclisma per gli anni tremila, continueremmo a vivere tranquilli; ben diverso il nostro comportamento se l'avvenimento dovesse accadere il prossimo anno. Gesù ci comunica che il regno di Dio è "vicino". Questa meravigliosa notizia deve orientare il nostro modo di vivere le nostre scelte di fondo. La vocazione cristiana ci sollecita a farci apostoli e annunciatori di questo messaggio ai fratelli distratti, i quali nemmeno sembrano essersi accorti che la salvezza è a portata di mano.

Giornata mondiale del Migrante

Giovedì 19 Gennaio 2012 08:51

I migranti “non sono numeri”, ma persone che cercano soltanto “un luogo dove vivere in pace”


migrantiBenedetto XVI: "Vorrei sottolineare il ruolo decisivo della guida spirituale nel cammino di fede e, in particolare, nella risposta alla vocazione di speciale consacrazione per il servizio di Dio e del suo popolo". All’Angelus il Papa ha pregato per i migranti e rifugiatI: uomini, donne, bambini, giovani e anziani “protagonisti dell’annuncio del Vangelo” nella società contemporanea. Racalmuto oggi, ha una presenza significativa di fratelli extracomunitari, qual’è il nostro atteggiamento nei loro confronti? Riusciamo a rispondere ai nostri doveri di cristiani? “Ero forestiero e mi ha ospitato”.

Cari fratelli e sorelle!

Nelle Letture bibliche di questa domenica – la seconda del Tempo Ordinario – emerge il tema della vocazione: nel Vangelo è la chiamata dei primi discepoli da parte di Gesù; nella prima Lettura è la chiamata del profeta Samuele. In entrambi i racconti risalta l’importanza della figura che svolge il ruolo di mediatore, aiutando le persone chiamate a riconoscere la voce di Dio e a seguirla. Nel caso di Samuele, si tratta di Eli, sacerdote del tempio di Silo, dove era custodita anticamente l’arca dell’alleanza, prima di essere trasportata a Gerusalemme. Una notte Samuele, che era ancora un ragazzo e fin da piccolo viveva al servizio del tempio, per tre volte di seguito si sentì chiamare nel sonno e corse da Eli. Ma non era lui a chiamarlo. Alla terza volta Eli capì, e disse a Samuele: Se ti chiamerà ancora, rispondi: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta” (1 Sam 3,9).

Così avvenne, e da allora in poi Samuele imparò a riconoscere le parole di Dio e divenne il suo fedele profeta. Nel caso dei discepoli di Gesù, la figura mediatrice è quella di Giovanni Battista. In effetti, Giovanni aveva una vasta cerchia di discepoli, e tra questi vi erano anche le due coppie di fratelli Simone e Andrea, Giovanni e Giacomo, pescatori della Galilea. Proprio a due di questi il Battista indicò Gesù, il giorno dopo il suo battesimo nel fiume Giordano. Lo indicò loro dicendo: “Ecco l’agnello di Dio!” (Gv 1,36), che equivaleva a dire: Ecco il Messia. E quei due seguirono Gesù, rimasero a lungo con Lui e si convinsero che era veramente il Cristo. Subito lo dissero agli altri, e così si formò il primo nucleo di quello che sarebbe diventato il collegio degli Apostoli.

Alla luce di questi due testi, vorrei sottolineare il ruolo decisivo della guida spirituale nel cammino di fede e, in particolare, nella risposta alla vocazione di speciale consacrazione per il servizio di Dio e del suo popolo. Già la stessa fede cristiana, di per sé, presuppone l’annuncio e la testimonianza: infatti essa consiste nell’adesione alla buona notizia che Gesù di Nazaret è morto e risorto, che è Dio. E così anche la chiamata a seguire Gesù più da vicino, rinunciando a formare una propria famiglia per dedicarsi alla grande famiglia della Chiesa, passa normalmente attraverso la testimonianza e la proposta di un “fratello maggiore”, di solito un sacerdote. Questo senza dimenticare il ruolo fondamentale dei genitori, che con la loro fede genuina e gioiosa e il loro amore coniugale mostrano ai figli che è bello ed è possibile costruire tutta la vita sull’amore di Dio.

Cari amici, preghiamo la Vergine Maria per tutti gli educatori, specialmente i sacerdoti e i genitori, perché abbiano piena consapevolezza dell’importanza del loro ruolo spirituale, per favorire nei giovani, oltre alla crescita umana, la risposta alla chiamata di Dio, a dire: “Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta”.

Dopo l'Angelus:

Cari fratelli e sorelle,

celebriamo oggi la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Milioni di persone sono coinvolte nel fenomeno delle migrazioni, ma esse non sono numeri! Sono uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace.

Nel mio Messaggio per questa Giornata del Migrante e del Rifugiato ho richiamato l’attenzione sul tema “Migrazioni e nuova evangelizzazione”, sottolineando che i migranti sono non soltanto destinatari, ma anche protagonisti dell’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo. In questo contesto sono lieto di rivolgere un cordiale saluto ai rappresentanti delle comunità migranti di Roma, oggi presenti in Piazza San Pietro. Benvenuti!

Poi desidero ricordare che dal 18 al 25 di questo mese di gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Invito tutti, a livello personale e comunitario, ad unirsi spiritualmente e, dove possibile, anche praticamente, per invocare da Dio il dono della piena unità tra i discepoli di Cristo.

Essere coppia

Mercoledì 18 Gennaio 2012 08:28

coppia Mentre i nostri Giovani fidanzati, si preparano con il cammino di fede, al matrimonio, a noi piace proporre ai nostri visitatori alcune riflessioni sul matrimonio cristiano. Oggi troviamo sempre meno tempo per leggere riflettere e meditare. Il rapporto di coppia, va sostenuto alimentato e coltivato, non solo nel corpo ma anche nello spirito.

La maturità della coppia è una maturità che non si trova, ma che si costruisce, quando due si incontrano subito sono convinti di andare bene, ma quell'andare bene è legato a sensazioni, emozioni, quell'andare bene è l'innamoramento, che vuol dire investimento emotivo... ma la capacità di stare bene insieme è legato al tempo ed al lavoro che si fa assieme.

Il matrimonio è la più grande, completa, unica, perpetua ed esclusiva donazione.

La maturità della coppia è una maturità che non si trova, ma che si costruisce, quando due si incontrano subito sono convinti di andare bene, ma quell'andare bene è legato a sensazioni, emozioni, quell'andare bene è l'innamoramento, che vuol dire investimento emotivo... ma la capacità di stare bene insieme è legato al tempo ed al lavoro che si fa assieme.

Si possono dare quattro suggerimenti per conservare l'amore che nasce, spontaneo, tra due.

Ecco il primo suggerimento: all'inizio una coppia si piace e non esige di più. In seguito l'uno impara a conoscere l'altro sino a che giunge ad un punto nel quale ritiene di poter dire: "Io ti conosco". Tuttavia io ti conosco come sei oggi e non come sarai domani. La maturità avviene attraverso il tempo, esige continuamente una nuova comprensione, l'uomo e la donna sono chiamati a conoscersi l'un altro per tutta la vita! Una conoscenza ferma nel tempo è rischiosa perché rischia di fermarsi a come è una persona in un determinato momento, all'idea della persona in un determinato momento, mentre l'individuo è in continua trasformazione e l'amore esige sempre che si esca da se stessi per giungere all'altro. La conoscenza quindi deve essere continuamente rinnovata, in continua trasformazione. E' necessario che l'uomo e la donna raccontino continuamente all'altro la propria vita in modo che questi lo possa comprendere, capire, accogliere, continuamente. Allora l'amore sarà continuamente stupore, meraviglia, scoperta dell'unicità ed identità dell'altro della bellezza e profondità del suo cuore.

Il secondo suggerimento è questo: se la conoscenza deve essere dinamica anche l'uomo e la donna debbono esserlo. La persona non può essere dinamica, statica, ma deve continuamente sforzarsi di crescere, di migliorare il suo mondo interiore per poter continuamente offrire all'altro un giardino sempre diverso, un mosaico che continuamente si compone, si amplia, mette a frutto appieno le sue qualità, i tesori piccoli e grandi del suo animo, del suo carattere. Così si sconfigge la monotonia, la noia. Se non si è sempre nuovi, vitali lo spirito dell'uomo muore e con lui l'amore.

Il terzo suggerimento è questo: difendete l'amore. L'amore umano è fragile e mai come oggi è continuamente in pericolo. E' necessario essere prudenti, intelligenti, vigilanti per non dover mai dire: non so come è capitato. E' facile lasciarsi trasportare dalle emozioni che sanno di novità, di avventura e poi accorgersi di aver perso qualche cosa di grande. Dite, gridate, sono fragile e devo stare attento. Dire all'altro non ti sento più, non sei più attento, il mio cuore si stacca da te, aiutami! Difendiamo l'amore da tutte le invasioni, da tutti i pericoli, da tutte le stupidità. Siamo forti e fragili, anche un bicchiere forte, trasparente, puro, se cade a terra si rompe. Anche l'amore può rompersi.

Quarto suggerimento: l'amore, l'affetto va chiesto! Ma l'affetto non è un sentimento spontaneo? Sì, ma con il nostro egoismo a volte questo sentimento tende ad avere a non a dare. Ormai i coniugi non si baciano più: troppi baci prima del matrimonio e troppo pochi dopo. Il coniuge che chiede all'altro un amore nuovo esprime le carenze all'altro e si impegna ad amare di più. A volte basta un sorriso, una carezza, basta una verifica fatta insieme di una settimana per far capire all'altro di aver vissuto male quella giornata, quella settimana perché l'altro non c'è stato, non era presente, non ha fatto sentire la sua ricchezza, la sua luce.

Tratto liberamente dal sito turrisEburnea.it

Il Giubileo di ordinazione sacerdotale di Don Diego

Lunedì 16 Gennaio 2012 08:06

don_diego Il  prossimo, 25 Aprile, La comunità ecclesiale, unitamente a tutti i cittadini racalmutesi, festeggerà il 50° anniversario del sacerdozio dell’Arc. Mons. Don Diego Martorana. A festeggiare l'anniversario, ci sarà anche l’Arcivescovo della diocesi di Agrigento, Monsignor Don Franco Montenegro che officerà la Santa Messa solenne di ringraziamento per il Giubileo Sacerdotale di don Diego.

Il 50° anniversario di sacerdozio di don Diego è occasione per ringraziare il Signore e per invocare "grazie divine" sulla nostra Comunità. Ci prepariamo a questa celebrazione con fede grande, speranza certa e carità immensa.

Stringiamoci intorno a don Diego per invocare per lui santità di vita, grande spirito e fervore apostolico tra la nostra gente. La Comunità ecclesiale spera di condividere la gioia con quanti in 50 anni si sono avvalsi del suo ministero sacerdotale.

L'amatissimo parroco, nato a Racalmuto il 19 Marzo del 1938, fu ordinato sacerdote il 24 aprile 1962 subito dopo l’ordinazione è stato segretario particolare del Vescovo Mons. Peruzzo per sei mesi. Nel mesi di Ottobre del 1962 riceve l’incarico di Vice parroco, nella Chiesa Madre di Racalmuto a fianco di Mons Giovanni Casuccio.  L’1 Gennaio del 1965 fu nominato parroco della Parrocchia Madonna del Carmelo, ha lanciato i primi semi di una grandiosa missione che ha poi continuato dal 01 Aprile 2008 quale Arciprete della Chiesa Madre e Parroco della Chiesa Madonna del Carmelo, tracciando la strada per dare i primi passi a una grande esperienza comunitaria “L’Unità Pastorale”.

Da allora ha iniziato un cammino di fede coinvolgendo migliaia di laici, giovani ed adulti e mettendo in moto una serie d’incredibili ed incessanti iniziative che hanno contribuito ad arricchire il grado di spiritualità della Comunità.

La Comunità parrocchiale per don Diego è sempre una grande famiglia, dove egli esercitata il suo eccezionale carisma a vantaggio di tutte le persone, soprattutto dei poveri e degli emarginati.

Con avviso successivo, sarà reso noto il programma di tutte le iniziative che sono state programmate in preparazione alla celebrazione dell’evento.

Il Consiglio Pastorale Interparrocchiale

Domenica 15 Gennaio 2012 - II Tempo Ordinario

Domenica 15 Gennaio 2012 09:14

II_domenica Parola - Prima lettura 1Sam 3, 3-10.19

Samuele rispose: "Eccomi", poi corse da Eli... Samuele acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò cadere a vuoto una sola delle sue parole.

Riflessione

Samuele confonde la voce di Dio con quella di Eli, anche perché il Signore è così buono che, per farsi intender e accettare dall'uomo , scende nella sua storia; adotta il suo linguaggio al punto da confondersi con uno di essi. Samuele è chiamato più volte, a significare una chiamata permanete da parte di Dio. Questo comportamento divino si afferra in tutta la sua pienezza, se si accetta che la vocazione non è qualcosa di "esterno" alla persona, ma che la persona stessa è "vocazione". Dio ci chiama in continuità, perché vuole condurci alla perfetta realizzazione di noi stessi. Genitori, educatori, dovrebbero possedere la medesima intelligenza pedagogica di Eli: orientare i minori alla scoperta e alla sequela di Cristo, e non avere la presunzione di occupare il suo posto.

Parola - Seconda lettura 1Cor 6, 13-15.17-20

Fratelli, il corpo non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo... O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi?

Riflessione

Paolo ci ricorda che il corpo è per il Signore e indica a noi un'applicazione molto pratica: glorificare Dio anche nei nostri corpi. Noi siamo liberi di fare la scelta religiosa oppure no. La ragionevolezza ci impone, se optiamo per la prima modalità, di avere come punto di riferimento il Dio liberamente scelto. Anche per quanto concerne i comportamenti morali, dobbiamo avere come orientamento non la mentalità del mondo, ma le chiare e motivate norme fornite dal Signore. Si richiede particolare attenzione oggi, dal momento che sono molto gettonati il relativismo e soggettivismo morale.

Parola - Vangelo Gv 1, 35-42

E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: "Che cercate?"... E quel giorno si fermarono presso di lui... Gesù, fissando lo sguardo su di lui disse: "Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa".

Riflessione

I due discepoli chiedono a Gesù dove egli abiti. Poco dopo l'evangelista afferma che essi si fermarono presso di "lui", con l'intenzione di farci comprendere che il "luogo" ove noi credenti dobbiamo fissare la nostra dimora non è una casa di pietra, oppure una tenda, ma Gesù stesso. Se entriamo semplicemente in un "luogo sacro", prima o poi potremmo assecondare la tentazione di uscire, per vedere che cosa si può trovare di interessante all'esterno della fede o della vita religiosa. Se fissiamo la dimora in "lui", abbiamo tutto e non l'abbandoniamo più.

L'annuncio del giorno di Pasqua 2012

Giovedì 12 Gennaio 2012 09:18

Nella solennità dell'Epifania del Signore, dopo la lettura del Vangelo, il diacono o il sacerdote, o anche un cantore, ha dato l'annunzio del giorno della Pasqua.

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.

Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l'anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua l'8 aprile 2012.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

  • Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 22 febbraio 2012
  • L'Ascensione del Signore, il 20 maggio 2012
  • La Pentecoste, il 27 maggio 2012
  • La prima domenica di Avvento, il 2 dicembre 2012.

Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli Apostoli, dei Santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. Amen.

Natale alla Chiesa Madonna del Carmelo

Martedì 10 Gennaio 2012 10:20

natale È stata celebrata da Don Angelo Martorana la S. Messa della Notte di Natale nella Parrocchia Madonna del Carmelo. Questa è stata la prima Messa di Natale, presieduto da Don Angelo a Racalmuto. Preceduta dalla Veglia di Natale, alla S. Messa hanno partecipato numerosi fedeli. Quasi tutti presenti i componenti del Consiglio Pastorale. La liturgia è stata animata dai Giovani del Coro Parrocchiale, che sono riusciti a coinvolgere tutta l’assemblea che ha preso parte attivamente ai vari momenti della Celebrazione della Liturgia.

presepe Alla Fine della S. Messa, e durante tutto il periodo Natalizio, in Parrocchia numerosi fedeli, hanno avuto modo di apprezzare il Presepe posto accanto all’altare centrale, realizzato ormai da parecchi anni da Calogero Lo Giudice, con la preziosa collaborazione del figlio, di Salvatore Matteliano, Andrea Sciascia Vincenzo Castelli, Gaetano Tona e numerosi giovani, che con passione hanno realizzato un’opera, che comprende luoghi di Racalmuto, in una ambientazione bucolica con personaggi, che meccanicamente si muovevano mostrando le loro arti e mestieri dentro il presepe.

Di seguito potete ammirare alcuni particolari del Presepe e i momenti della S. Messa della Notte e del Giorno di Natale.

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Riprendono gli incontri dei nubendi

Lunedì 09 Gennaio 2012 08:38

LUNEDÌ ORE 20:30 SALONE CASA DI RIPOSO

Riprendono,  con la consueta cadenza settimanale gli incontri del gruppo dei nubendi, che hanno completato, con la consegna della Sacra scrittura la prima tappa prima delle Feste del Santo Natale. Ci piace augurare loro un Buon proseguimento dei lavori, con la riflessione che ha fatto il Papa, rivolgendosi ai fidanzati, al culmine del Congresso Eucaristico Nazionale.

papa IL PAPA AI FIDANZATI: ''L'AMORE VIVE DI GRATUITÀ', DI SACRIFICIO DI SE', DI PERDONO E DI RISPETTO DELL'ALTRO''

Non pensate che la convivenza sia garanzia per il futuro: bruciare le tappe finisce per ''bruciare'' l'amore, che invece ha bisogno di rispettare i tempi; ha bisogno di dare spazio a Cristo, che rende un amore umano fedele, felice e indissolubile.

di Benedetto XVI

Cari fidanzati!

….. Cari giovani, non abbiate paura di affrontare queste sfide! Non perdete mai la speranza. Abbiate coraggio, anche nelle difficoltà, rimanendo saldi nella fede. Siate certi che, in ogni circostanza, siete amati e custoditi dall'amore di Dio, che è la nostra forza. Dio è buono. Per questo è importante che l'incontro con Dio, soprattutto nella preghiera personale e comunitaria, sia costante, fedele, proprio come è il cammino del vostro amore: amare Dio e sentire che Lui mi ama. Nulla ci può separare dall'amore di Dio! Siate certi, poi, che anche la Chiesa vi è vicina, vi sostiene, non cessa di guardare a voi con grande fiducia. Essa sa che avete sete di valori, quelli veri, su cui vale la pena di costruire la vostra casa! Il valore della fede, della persona, della famiglia, delle relazioni umane, della giustizia. Non scoraggiatevi davanti alle carenze che sembrano spegnere la gioia sulla mensa della vita. Alle nozze di Cana, quando venne a mancare il vino, Maria invitò i servi a rivolgersi a Gesù e diede loro un'indicazione precisa: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela" (Gv 2,5). Fate tesoro di queste parole, le ultime di Maria riportate nei Vangeli, quasi un suo testamento spirituale, e avrete sempre la gioia della festa: Gesù è il vino della festa!

nubendi

Come fidanzati vi trovate a vivere una stagione unica, che apre alla meraviglia dell'incontro e fa scoprire la bellezza di esistere e di essere preziosi per qualcuno, di potervi dire reciprocamente: tu sei importante per me. Vivete con intensità, gradualità e verità questo cammino. Non rinunciate a perseguire un ideale alto di amore, riflesso e testimonianza dell'amore di Dio! Ma come vivere questa fase della vostra vita, testimoniare l'amore nella comunità? Vorrei dirvi anzitutto di evitare di chiudervi in rapporti intimistici, falsamente rassicuranti; fate piuttosto che la vostra relazione diventi lievito di una presenza attiva e responsabile nella comunità. Non dimenticate, poi, che, per essere autentico, anche l'amore richiede un cammino di maturazione: a partire dall'attrazione iniziale e dal "sentirsi bene" con l'altro, educatevi a "volere bene" all'altro, a "volere il bene" dell'altro. L'amore vive di gratuità, di sacrificio di sé, di perdono e di rispetto dell'altro.

Domenica 8 Gennaio 2012: Battesimo del Signore - Anno B - (Mc 1,7-11)

Domenica 08 Gennaio 2012 09:55

Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento

di Padre Mariano Pellegrini


battesimo Oggi celebriamo la festa del Battesimo del Signore. Questa festa è stata collocata dopo quella dell'Epifania perché è sempre stata considerata come la manifestazione di Gesù, Figlio prediletto del Padre. Dopo aver ricevuto il Battesimo, Gesù «vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba» (Mc 1,10). Inoltre venne una voce dal cielo, la voce del Padre, che disse: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Mc 1,11).

Ciò che sorprende è come mai il Figlio di Dio abbia voluto ricevere il Battesimo da Giovanni. Non furono certamente le acque a santificare Gesù, ma, al contrario, fu Lui a santificarle e a renderle poi materia del Sacramento del Battesimo. Gesù si assoggettò al Battesimo di Giovanni per dare a noi un esempio di umiltà e per farci comprendere che siamo noi ad aver estremo bisogno di purificazione. Egli è stato come un genitore che, per invogliare il figlio a prendere una medicina amara, per primo l'ha assunta.

Vi è inoltre una grande differenza tra il Battesimo di Giovanni e il Sacramento istituito da Gesù. Il primo fu solamente un segno di penitenza che richiamava il fedele all'impegno nel mutare condotta di vita. Esso era una gesto simbolico di umiltà da parte dell'uomo che si riconosceva peccatore e prova di un grande desiderio di purificazione e di rinnovamento. Il Battesimo di Gesù, invece, è il Sacramento che ci toglie il peccato originale, il peccato di Adamo ed Eva che abbiamo ereditato dai nostri Progenitori, ed è il Sacramento che ci rende figli adottivi di Dio.

Si racconta che quando san Leonida, che fu un Martire dei primi secoli, fece battezzare il suo primogenito, subito dopo il rito prese il bambino tra le braccia e lo baciò sul cuore, dicendo che Dio, grazie al Battesimo, abitava ora in quel piccolo bambino. Ed è vero. Quando, dopo il Battesimo, i genitori stringono tra le braccia il loro bambino, essi possono essere certi che Dio abita in lui come in un tempio.

Ogni battezzato è tempio di Dio. Questa presenza è una delle più belle realtà della vita umana qui su questa terra. Il pensiero che Dio è dentro di noi deve rafforzarci nel momento della prova e consolarci nell'ora del dolore. Questa presenza silenziosa ma reale è stabile e solo il peccato la può purtroppo distruggere. Infatti, come sappiamo dal Catechismo, il peccato mortale allontana Dio dal nostro cuore e noi diventiamo preda del demonio.

Questa festa del Battesimo ci ricorda pertanto la necessità di vivere sempre come figli di Dio, di custodire gelosamente questa dolce presenza di Dio in noi, e di ricorrere al più presto alla Confessione se ci cogliesse la sventura di perdere il Signore con il peccato mortale.

Natale al Centro Padre Cipolla

Sabato 07 Gennaio 2012 10:27

I ragazzi del Centro  protagonisti del Presepe vivente


Sono stati i ragazzi del Centro Padre Cipolla, i protagonisti del Presepe Vivente, che è stato realizzato lo scorso 27 Dicembre nella sede dell’Associazione. Il Centro ormai operativo da quattro anni oggi è il fiore all’occhiello della nostra comunità. Ringraziamo, il Signore per il prezioso impegno dei volontari che, in questi anni, hanno reso un prezioso e attento servizio presso la struttura sita nella sede (ex Abitazione del Sacerdote Cipolla). Dopo la suggestiva ed emozionante rappresentazione, il clima gioioso è rimasto appagato da un momento conviviale e dallo scambio di Auguri, oltre che per il Santo Natale anche per questo traguardo raggiunto.

centro_cipolla

Presente l’Arc. Don Diego Martorana e Don Angelo Martorana, e tutti i familiari che hanno espresso sentimenti di soddisfazione e ringraziamento nei confronti della preziosa disponibilità di tempo che i volontari mettono a servizio di una nobile causa. Di seguito vi proponiamo un mini foto racconto della rappresentazione e dei personaggi impegnati.

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Il Papa: l'Epifania è mistero di luce e di gioia

Venerdì 06 Gennaio 2012 09:59

papa Prima udienza del 2012 per Benedetto XVI che in una atmosfera ancora natalizia ha spiegatoli significato della Solennità dell’ Epifania. “Nata come festa in Oriente- ha detto il Papa- indica un fatto, ma soprattutto un aspetto del Mistero: Dio si rivela nella natura umana di Cristo”. Nella sala delle udienze di nuovo affollata dopo le festività, il Papa ha illustrato attraverso le Sacre Scritture il senso del “farsi visibile” di Dio in Cristo.

“Anzitutto, ci domandiamo: qual è la prima reazione davanti a questa straordinaria azione di Dio che si fa bambino, si fa uomo? E’ la gioia.” E, dice il Papa “Natale è il punto in cui Cielo e terra si uniscono.” E la teologia del Natale lo spiega: “Il Verbo ha assunto la nostra umanità e, in cambio, la natura umana è stata elevata alla dignità divina.”

epifaniaE c’è poi un secondo atto dello scambio: “la nostra reale ed intima partecipazione alla divina natura del Verbo.” Nella liturgia tutto questo viene simboleggiato dalla luce: “Avvolti dalla luce di Cristo, siamo invitati con insistenza dalla liturgia natalizia a farci illuminare la mente e il cuore dal Dio che ha mostrato il fulgore del suo Volto.”

E da qui ecco la riflessione del Papa basata sul testo conciliare Lumen Gentium: “La Chiesa non è la luce, ma riceve la luce di Cristo, la accoglie per esserne illuminata e per diffonderla in tutto il suo splendore. E questo deve avvenire anche nella nostra vita personale.”

L’augurio finale del Papa è che “Cristo Signore, per vivere della sua stessa vita, per far sì che i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue azioni, siano i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre azioni”. Tra i gruppi presenti anche un Gruppo musicale tedesco Musikkapelle aus Kimratshofen di Allgaeu che ha allietato anche le strade nei pressi del Vaticano arrivando di buon ora all’ Aula delle udienze.

Scritto da Angela Ambrogetti

Ma voi chi dite che io sia?

Giovedì 05 Gennaio 2012 09:18

Gruppo Gesù di Nazaret: Presentato il libro del Papa


libro-papa Lo scorzo 3 dicembre presso la Fondazione Sciascia è stato magistralmente presentato da Don Baldo Reina il libro “GESÙ DI NAZARET: dall’Ingresso in Gerusalemme fino alla Risurrezione”  di Papa Benedetto XVI.

Con  questo secondo volume Benedetto XVI  intende presentare un’opera completa della figura e del messaggio di Gesù, proseguendo il lavoro iniziato nel 2007 con il I Volume  GESÙ DI NAZARET: dal Battesimo all’ingresso a Gerusalemme”.

È proposito dell’autore scandire lentamente gli ultimi giorni della vita pubblica di Gesù, quelli che vanno dall’ingresso a Gerusalemme  fino alla Sua risurrezione, per offrirli all’attenzione del lettore perché quei fatti rivelano chi realmente sia il “Figlio del falegname”.

Trattandosi di uno studio del Testo Sacro, particolare importanza riveste il metodo, alquanto innovativo,  utilizzato da Benedetto XVI nella stesura  del libro: non si è limitato a studiare il testo indagando sulle sue origini o sulle sue fonti ma ha utilizzato, quale metodo di studio del Testo Sacro, l’“ermeneutica teologica”: ha, cioè, interpretato il testo che ci arriva dal passato spiegandolo nella sua ricchezza letteraria, storica e teologica così che il lettore provi a chiedersi quale sia il contenuto “Teologico” di quel testo,  che  cosa Dio abbia voluto dire attraverso quelle righe.

Il libro si presenta, quindi, come una occasione preziosa per tutti coloro che vogliono tentare di conoscere quanto più possibile cosa sia avvenuto negli istanti conclusivi della vita di Gesù  provando a sentirsi contemporanei di quei fatti e avvicinandosi ad essi.

La lettura del libro è una sfida per tutti quei credenti che vogliono cercare di dare una risposta alla provocazione che Gesù  rivolge ad ognuno di noi “Ma voi chi dite che io sia?”.

Per chiunque volesse approfondire, in gruppo, la lettura del Libro, si terranno degli incontri ogni 1° e 3° domenica del mese, alle ore 19,00, presso la parrocchia Madonna del Carmelo (primo incontro il prossimo 18 dicembre).

L’arciprete don Alfonso Puma

Mercoledì 04 Gennaio 2012 09:37

Ricordato il IV anniversario della morte


È stato ricordato durante la S. Messa delle ore 17.00 nella Chiesa Madre, dal suo successore Arc. Don Diego Martorana. Una preghiera, per un uomo, un Sacerdote, che ha tanto dato per la comunità e per il suo paese.

Noi lo ricordiamo con una breve Biografia scritta da Salvatore Picone

La sua vita dedicata interamente al servizio degli altri
Fu anche poeta e pittore e cultore della storia locale.

padre_pumaAlfonso Puma è nato a Racalmuto il 21 novembre 1926.

Viene ordinato sacerdote  ad Agrigento  il 29 giugno 1950 dal Vescovo Giovanni Battista Peruzzo e nominato vice parroco della Parrocchia Matrice come collaboratore dell’arciprete Giovanni Casuccio.

Svolse la sua attività sacerdotale come assistente dell’Azione cattolica “Virtus”. In qualità di prete operaio si dedicò alla cura spirituale dei minatori delle miniere di sale e zolfo. Difese, tra gli anni ottanta e novanta, i diritti degli operai della miniera di salgemma.

La sua opera pastorale è stata preziosa presso la parrocchia del Carmelo dal 1962 al 1966. Il Vescovo Giuseppe Petralia, succeduto a Mons. Peruzzo, nel dicembre del 1966, nominava don Alfonso Parroco-Arciprete della Matrice di Racalmuto, e l’ammetteva a far parte del Consiglio Presbiterale diocesano e membro della commissione di Arte sacra, essendo lui stesso pittore.

È stato insegnante di religione nelle scuole elementari, medie e superiori.

Amante dell’arte e del bello, fece restaurare le tele del “monoculus racalmutensis” Pietro D’Asaro e organizzò, nel 1984, assieme a Leonardo Sciascia, suo amico e parente, la mostra dei quadri del Monocolo.

Molto legato agli emigrati, si recò più di una volta ad Hamilton, città canadese dove vivono migliaia di  racalmutesi. “Nipù”, diceva a tutti. Tutti nipoti. “Perché un po’ si sentiva lo zio di un intero paese perché tanti – come ha scritto Gaetano Savatteri sul giornale “Malgrado tutto” ricordando Padre Puma – ne aveva battezzato, cresimato, sposato e moltissimi altri aveva accompagnato laggiù, all’ultimo indirizzo”.

Per oltre quarant’anni è stato arciprete di quelle Parrocchie sciasciane. Fu poeta, ricercatore e cultore della storia locale; e pittore. Nella sua pittura non poteva non esserci la presenza della religiosità. Dipingeva, come hanno scritto, “la natura delle cose”. Nelle sue tele (e nei disegni, nelle pirografie) l’artista non si allontana mai dal concetto uomo, dalla vita, dalla presenza del Divino e della Provvidenza di manzoniana memoria.

Dalle osservazioni delle pale d’altare del seicentesco concittadino Pietro D’Asaro, il pittore-sacerdote Puma prende coscienza del valore del “ritratto”: assai presente in quelle opere legate ai suoi familiari, ai compaesani illustri. Ma c’è, in prevalenza, la natura e la vita. Il mistero della vita. Come c’è il vangelo, il messaggio che quotidianamente, da uomo di Chiesa, ha lanciato dagli altari.

ACR - Auguri di Natale

Lunedì 02 Gennaio 2012 10:30

In occasione delle festività natalizie gli accierrini della parrocchia Madonna del Carmelo hanno preparato uno spettacolo, è stato un momento davvero bello che ha visto coinvolgere tutti i ragazzi  a presentare la famiglia di oggi, lontana da quella della famiglia di Nazareth, con canti e balli che hanno fatto da scenografia.

Tutto questo si è reso possibile grazie all’impegno degli animatori che hanno seguito con cura ogni particolare ai quali va il mio grazie più sincero.

acr-natale

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Domenica 1 Gennaio 2012

Domenica 01 Gennaio 2012 12:47

Maria Ss. Madre di Dio

1-gennaioParola - Prima lettura Nm 6,22-27 Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda la pace.

Riflessione La scoperta del volto di Dio induce alla riscoperta della realtà dell'uomo: se figlio di Dio, creato a sua immagine e somiglianza, non può che avere un volto simile a quello di Dio. Tutti gli uomini sono creati ad immagine di Dio, con un medesimo destino e una medesima dignità. Il rispetto di questa realtà costituisce il fondamento er una pace vera e universale. Maria è invocata come regina della pace, perché ha scoperto il vero volto di Dio, il suo, quello dei fratelli e si è comportata in modo conseguente.

Parola - Seconda lettura Gal 4,4-7 Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli.

Riflessione Gesù è la benedizione più grande che Dio possa inviare agli uomini sulla terra, in quanto apre l'umanità a Dio, fa di ciascun uomo un figlio di Dio e un suo erede. Si tratta di una realtà meravigliosa, alla quale, purtroppo, facciamo facilmente l'abitudine e, di conseguenza, non suscita più in noi meraviglia o stupore. Maria si presenta come modello per ogni credente che desideri vivere veramente da figlio di Dio. In lei per nove mesi ha abitato la seconda persona della Trinità; la Madonna le ha offerto debita accoglienza. In noi, per tutta la vita, abitano tutte e tre le divine persone. Quale accoglienza prestiamo loro?

Parola - Vangelo Lc 2,16-21 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

Riflessione In questo periodo le previsioni per il nuovo anno si sprecano ad ogni livello. Nel corso del nuovo anno, vi saranno avvenimenti che non dipenderanno da noi, ma da Dio o da fattori sui quali non potremo interferire; è facile, allora, comprendere come oroscopi, interviste ai maghi siano comportamenti poco seri per ogni uomo e per un cristiano in particolare. Altri avvenimenti dipenderanno da noi. Dovremmo, anziché aspettarci tutto dalle "stelle", darci da fare per viverli in modo conveniente e utile a noi e ai fratelli. E' anche tempo di auguri. Moltissimi sono quelli che riceviamo e offriamo. Facciamo poca fatica a porgere auguri di buon anno a tutti quelli che incontriamo. Se un amico o parente, al quale li abbiamo porti, nel corso dell'anno si venisse a trovare in difficoltà e ci chiedesse aiuto, quale soccorso saremmo disposti ad offrirgli? La benedizione viene da Dio e non dagli oroscopi o dai maghi. E se ci facessimo porgere gli auguri da Dio? Porgere auguri a qualcuno, augurargli felicità, benedirlo, significa riconoscere che la vita umana non ha in sé il segreto del suo essere, ma che dipende dalla benevolenza di "Qualcuno". Nella Bibbia la benedizione è conferita con l'imposizione delle mani, per significare che avviene la "realizzazione" dell'augurio da parte di Dio. Unica condizione, per la sua efficacia reale, è che l'uomo accetti il Dio benedicente. Accettare il Dio benedicente, significa fidarsi di lui, credere che, di là dalle vicende umane, ci ha preparato una gioia più certa e più grande. Anche in questo Maria si presenta come modello perfetto e illuminante.

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