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Febbraio 2012

Vivere la Quaresima da Veri cristiani

Mercoledì 29 Febbraio 2012 08:52

LE OPERE DELLA PENITENZA

Le opere della penitenza quaresimale devono essere compiute nella consapevolezza del loro valore di segno sacramentale (cioè di segno efficace).

  • il digiuno: anche se limitato il Mercoledì delle ceneri e al Venerdì santo e l’astinenza dalle carni il venerdì, devono esprimere l’intimo rapporto che c’è tra questo segno e la conversione interiore.
  • Sarebbe inutile astenersi dai cibi, se non ci si astenesse dal peccato. In questo modo il cristiano accetta la faticosa lotta al peccato con la mortificazione per allargare sempre di più all’iniziativa di Dio.
  • la preghiera: La Quaresima è tempo di più assidua e intensa preghiera, legata molto strettamente alla conversione, per lasciare sempre più spazio a Dio.
  • La preghiera cristiana così intesa non può essere il tentativo di accaparrarsi Dio per averlo garante dei propri progetti, ma è disponibilità piena alla sua volontà.
  • La preghiera va fatta anche comunitariamente per significare che tutta la Chiesa è comunità che prega e perciò penitente. Infine non va dimenticata la preghiera per ottenere la conversione dei peccatori.
  • la carità: La Quaresima è tempo di più forte impegno di carità verso i fratelli.  Non c’è vera conversione a Dio senza conversione all’amore fraterno.
vivere_la_quaresima

LA PASTORALE

  • è il momento per ripensare i nuclei fondamentali della vita cristiana: la conversione a Cristo e il Battesimo per cui siamo inseriti in Cristo.
  • è necessaria una valorizzazione piena della Quaresima liturgica da far celebrare mediante riti e preghiere. Si deve evitare che la Quaresima sia orientata a una Pasqua fatta solo di una confessione e di una comunione.
  • va eliminato tutto ciò che potrebbe distrarre l’attenzione dei fedeli: feste e iniziative non riconducibili allo spirito quaresimale.
  • in questo tempo hanno particolare importanza e rilievo le celebrazioni penitenziali, senza tralasciare il sacramento della Riconciliazione.
  • la pastorale della quaresima è impegnata per iniziative comunitarie che concretizzino nell’attuale contesto sociale le tipiche opere quaresimali. Deve operare perché i cristiani sappiano ritrovare il senso del digiuno cristiano.  Vanno stimolate le iniziative per la raccolta di aiuti in favore dei fratelli più bisognosi.
  • la pastorale della Quaresima dovrà curare che le verifiche sulla  conversione cristiana non avvengano solo a livello individuale, ma anche comunitario.

26 Febbraio I Domenica di Quaresima

Sabato 25 Febbraio 2012 17:42

I_quaresima_pParola - Prima lettura Gen 9, 8-15
Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: "Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi... non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio... Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell'alleanza tra me e loro".
Riflessione
Dio si comporta con noi come un padre che vuole correggere il figlio e riportarlo sulla retta via: lo richiama, lo sgrida, lo castiga; non per il gusto di vederlo soffrire, ma per salvarlo. Poi lo incoraggia e gratifica con una nuova manifestazione di affetto. Gli attributi che noi applichiamo a Dio sono sempre espressi in termini imperfetti. L'affermare che Dio è padre, che è misericordioso, dice qualcosa, ma è ancora ben lontano dall'abbracciare tutta la realtà dei suoi comportamenti verso gli uomini. Nessun padre, infatti è capace di amarci come ci ama Dio. Se possiamo ancora sperare nella sua misericordia e salvezza, dopo essere venuti meno una miriade di volte alle promesse fatte al Signore, lo dobbiamo unicamente all'infinita pazienza di Dio che, come ci suggerisce il brano della Genesi, ha appeso alle nubi il suo arco da caccia per non castigare più l'uomo, e per manifestargli la sua intenzione di amore perenne.
Parola -Seconda lettura 1Pt 3, 18-22
Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio, messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.
Riflessione
Oggi si prova una forte ripugnanza ad accettare la pena di morte, anche se inflitta da un tribunale legittimo, e a persone certamente colpevoli di orribili delitti. Molti sono disposti a firmare petizioni, affinché la pena capitale sia depennata da tutti i codici delle nazioni civili. Nessuno, però, sarebbe disposto a morire al posto di un assassino. Cristo sì. E non lo fa una volta tanto, in un momento di esaltazione, o per una persona a lui particolarmente cara; lo fa in continuazione e per tutti. Anche per noi. Dinanzi a un Dio simile dovremmo deciderci, una volta per tutte, per una scelta di generosità proporzionata alle nostre forze, ma anche degna di un amore divino così infinito e sconcertante.
Parola - Vangelo Mc 1, 12-15
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da Satana... Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo".
Riflessione
L'alleanza è dono di Dio, ma l'uomo deve impegnarsi a mantenere la sua parte del patto bilaterale. Tutti ci impegniamo a fondo per la sopravvivenza, per il successo, per il buon esito degli affari. Forse, per quanto concerne la riuscita nel settore cristiano, diamo per scontato che la cosa va da sé. Non è così: l'obbedienza al vangelo non va da sé; le forze del male non si sconfiggono lasciando loro libero il campo. Il cammino verso la pasqua eterna passa necessariamente per il deserto e la tentazione. Marco, a differenza degli altri evangelisti, non narra le tentazioni alle quali Gesù è sottoposto, proprio per significare che tutta la sua vita è una tentazione brillantemente superata. Per noi che siamo peccatori, il cammino quaresimale, oltre che fedeltà a qualche impegno particolare richiede anche conversione di tutta la nostra vita. Conversione in senso letterale, significa "rivoluzione mentale". Una rivoluzione certamente originale: si tratta, infatti, di una lotta prevalentemente interiore, e di una rivolta "contro" noi stessi.

Quaresima 2012 ...Tempo favorevole

Sabato 25 Febbraio 2012 09:05

Per comprendere la Quaresima bisogna fare riferimento ai quaranta giorni che Gesù ha trascorso nel deserto prima di compiere la sua missione. Quaranta giorni nei quali Gesù si è preparato alla lotta contro il principe delle tenebre, contro Satana: quaranta giorni di digiuno e di preghiera. Questi quaranta giorni facevano a loro volta riferimento ai quaranta anni che il popolo di Israele ha trascorso nel deserto, deserto che secondo la Sacra Scrittura è un tempo di prova ma anche un tempo di comunione con Dio, ed è comunque il passaggio verso la Terra promessa.

quaresima_tempo_favorevole

Per noi è fondamentale il significato di questi quaranta giorni che Gesù ha trascorso nel deserto vivendo nel digiuno e nella preghiera. Sono infatti proprio questi i due connotati fondamentali che ci accompagnano nella Quaresima.

Il primo connotato è la preghiera. Gesù ha trascorso quaranta giorni in intima comunione col padre, la preghiera è uno dei motivi fondamentali di tutta la vita apostolica del Signore: non solo i quaranta giorni prima della sua missione, ma anche durante tutta la sua missione Gesù ha vissuto una intensa preghiera personale, dedicando molte volte l’intera notte a pregare.  E usciva dalla preghiera trasfigurato. Questa è certamente la prima caratteristica della Quaresima, senza la quale ne perdiamo il significato. E qui sta anche la differenza fondamentale tra la Quaresima cristiana e il Ramadan musulmano. La Quaresima cristiana è prima di tutto tempo di comunione con Dio. La comunione con Dio è invece lontana mille miglia dall’islam, per cui davanti a Dio c’è solo la  sottomissione.

L’altro aspetto fondamentale della Quaresima è il digiuno: fin dai primi tempi i cristiani hanno digiunato il mercoledì e il venerdì, duramente. Poi, il digiuno più rigido a pane e acqua è continuato nella storia della Chiesa soprattuto nel tempo di Quaresima, di Avvento, e così via. Il popolo cristiano ha digiunato fino a qualche decennio fa in modo sostanzialmente serio. Non soltanto nel tempo di Quaresima ma ogni volta che si doveva fare la comunione, si era digiuni dalla mezzanotte. Abbiamo perso sicuramente qualcosa perdendo il digiuno. In tempi recenti la Chiesa ha tentato di ristabilirlo, ma a questo riguardo dobbiamo dire che la vera svolta è venuta dalle apparizioni di Medjugorje: è vero, devono essere ancora riconosciute dalla Chiesa, ma il loro aspetto pastorale lo abbiamo tutti davanti agli occhi.

La Madonna fin da 30 anni fa ha introdotto un digiuno che adesso ha rinvigorito tutta la Chiesa, il digiuno a pane e acqua il mercoledì e venerdì con finalità ben precise: Oltre alla conversione personale c’è anche una finalità di carattere storico sociale: Gesù ha detto che certi demoni si cacciano con la preghiera e il digiuno; così la Madonna per il demonio dell’odio e della guerra, che vuole distruggere il mondo, ha chiesto la preghiera del santo rosario e il digiuno a pane e acqua mercoledì e venerdì.

La Passione del Signore

Giovedì 23 Febbraio 2012 22:38

La Via Crucis

via_crucis Tra i pii esercizi con cui i fedeli venerano la Passione del Signore pochi sono tanto amati quanto la Via Crucis. Attraverso il pio esercizio i fedeli ripercorrono con partecipe affetto il tratto ultimo del cammino percorso da Gesù durante la sua vita terrena: dal Monte degli Ulivi, dove nel «podere chiamato Getsemani» (Mc 14, 32) il Signore fu «in preda all’angoscia» (Lc 22, 44), fino al Monte Calvario dove fu crocifisso tra due malfattori, al giardino dove fu deposto in un sepolcro nuovo, scavato nella roccia.

La Via Crucis è una via tracciata dallo Spirito Santo, fuoco divino che ardeva nel petto di Cristo e lo sospinse verso il Calvario; ed è una via amata dalla Chiesa, che ha conservato memoria viva delle parole e degli avvenimenti degli ultimi giorni del suo Sposo e Signore.

Nel pio esercizio della Via Crucis confluiscono pure varie espressioni caratteristiche della spiritualità cristiana: la concezione della vita come cammino o pellegrinaggio; come passaggio, attraverso il mistero della Croce, dall’esilio terreno alla patria celeste; il desiderio di conformarsi profondamente alla Passione di Cristo; le esigenze della sequela Christi, per cui il discepolo deve camminare dietro il Maestro, portando quotidianamente la propria croce.

Per tutto ciò la Via Crucis è un esercizio di pietà particolarmente adatto al tempo di Quaresima.

 

Gli orari nelle Chiese

LA VIA CRUCIS

Ogni Venerdi dal 24 Febbraio -  e per tutta la Quaresima

  • Chiesa Madre ore 17:30 dopo la S. Messa
  • Madonna del Carmelo ore 8:30 dopo la S. Messa e - ore 19:00
  • Madonna della Rocca ore 9:00
  • San Giuliano ore 10:00
  • Maria SS. del Monte ore 17:30 dopo la S. Messa

Le Sacre Ceneri

Martedì 21 Febbraio 2012 19:01

Mercoledì 22 febbraio - S. Messa ed imposizione delle Ceneri

LE FUNZIONI NELLE NOSTRE CHIESE

  • Madonna del Carmelo ore 8,30 Casa di Riposoceneri1
  • Madonna della Rocca ore 9,00
  • San Giuseppe ore 10,00
  • San Giuliano ore 10,00
  • San Giuseppe ore 17,00
  • Maria SS. del Monte ore 17,30
  • Madonna del Carmelo ore 19,00

IL DIGIUNO E L'ASTINENZA

Senso e scopo del digiuno quaresimale

Il digiuno rituale della quaresima

Il digiuno è segno del nostro vivere la Parola di Dio. Non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio, sull'esempio di Cristo, che disse: "Mio cibo è fare la volontà del Padre"; Nutrirsi vuol dire poi viverla….
Esso è segno della nostra volontà di espiazione: "Non digiuniamo per la Pasqua, né per la croce, ma per i nostri peccati, ... " afferma san Giovanni Crisostomo; Espiare vuol dire rimediare al nostro male con il bene.
È anche segno della nostra astinenza dal peccato: come dice il vescovo sant'Agostino: "Il digiuno veramente grande, quello che impegna tutti gli uomini, è l'astinenza dalle iniquità, dai peccati e dai piaceri illeciti del mondo, ...".
In sintesi: la mortificazione del corpo (“mortificare” vuol dire dominare il corpo) è segno della conversione dello spirito.

ceneri2 Indicazioni pratiche del digiuno e dell'astinenza

il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo sono giorni di digiuno dal cibo e di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi.

venerdì di Quaresima sono giorni di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi.

negli altri venerdì dell’anno, i fedeli possono sostituire l'astinenza dalla carne con altre opere (cioè azioni) di carattere penitenziale.

al digiuno sono tenuti i fedeli dai diciotto anni compiuti ai sessanta incominciati; all'astinenza dalla carne i fedeli che hanno compiuto i quattordicianni.

anche coloro che non sono tenuti all'osservanza del digiuno, i bambini e i ragazzi, vanno formati al genuino senso della penitenza cristiana.

Quaresima 2012 – Visita alle Famiglie

Lunedì 20 Febbraio 2012 09:10

I missionari si preparano. “Riflessioni sul Credo”

Dopo il sussidio sul “Padre nostro” consegnato ai missionari e alle comunità durante il periodo di Avvento L’Ufficio Diocesano per la Pastorale, sta incontrando tutti i missionari delle foranie per diffondere il documento che contiene alcune riflessioni sul “Credo”.

forania

Nella Forania di Racalmuto, che comprende pure i comuni di Grotte e Castrofilippo, la presentazione è stata curata dal Direttore della Caritas Diocesana Valerio Landri che ha sottolineato ai numerosi, missionari presenti: “Il presente sussidio non vuole essere un sunto del Credo, ma semplicemente uno strumento destinato a suscitare interesse nei confronti del tesoro della nostra fede e desiderio che altri, a seguito del nostro annuncio, conoscano, celebrino e agiscano”.

Il documento diviso, in modo semplice (e speriamo utile) in tre parti:

  • nella prima il Credo è spiegato da un punto di vista catechetico riprendendo alcuni passaggi concettuali necessari alla conoscenza delle singole espressioni;
  • la seconda è un aiuto liturgico che cerca di coniugare la liturgia della Parola di ogni domenica di Quaresima (con spunti omiletici), l’invito a valorizzare qualche momento o segno della celebrazione e qualche suggerimento per la testimonianza;
  • la terza ed ultima parte continua la proposta che stiamo facendo sui nuovi stili di vita e, in particolare, il rapporto con le persone. Conoscere, celebrare, agire diventano, così, i verbi di questo sussidio e, speriamo, del nostro agire cristiano.

Un Vescovo risponde a Celentano

Domenica 19 Febbraio 2012 21:26

Dichiarazioni di mons. Domenico Sigalini, assistente generale Ac, all'agenzia Ansa:

adriano-celentano "Celentano lo conosco bene, a lui piace fare le prediche ed è un buon predicatore: ma sappiamo come è fatto, è solito a uscite di questo tipo. Non deve credere però di essere Gesù: lui è libero di parlare e noi di rispondere". Così mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente generale dell'Azione cattolica, su Celentano a Sanremo, che tra l'altro ha accusato i preti di non parlare del paradiso. "Abbiamo solo aggiornato il linguaggio e parliamo di piena vita altrimenti i giovani non capirebbero".

"Celentano è libero di parlare, ma senza offenderci e senza pretendere di far diventare il Vangelo ciò che lui dice, come se fosse il depositario della verità", aggiunge Sigalini, che tra l'altro da assistente generale dell'Azione cattolica è a contatto con i giovani. "Cos'è il paradiso? Se mi rivolgessi ai ragazzi di oggi parlando di paradiso, non capirebbero. Se parlo a un gruppo di signore di 60 anni, parlo del paradiso e sono subito compreso. Ma i più giovani, che vivono in una cultura materialista - osserva il presule - tendono a pensare al paradiso non come la vita eterna, ma come un luogo divertente o l'insieme delle cose che ci sono negate in terra. Non è così. Per questo spesso sostituiamo a questo termine quello di vita, di pienezza della vita, di vita piena in comunione assoluta con Dio, nell'abbraccio: altrimenti non se ne percepirebbe la realtà. Quindi al catechismo, dai pulpiti nelle omelie noi sacerdoti parliamo sempre del paradiso, in questa forma. Forse anche Celentano, che ha oltre 70 anni, la cui formazione religiosa risale a oltre 50 anni fa, ha in testa un linguaggio un pò datato, su questo fronte. Noi lo abbiamo aggiornato".

19 Febbraio 2012 VII Domenica del Tempo Ordinario

Domenica 19 Febbraio 2012 00:06

VII_ordinario_pParola - Prima lettura Is 43, 18-19.21-22.24-25
Così dice il Signore: "... Ecco, faccio una cosa nuova... Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa... Tu mi hai dato molestia con i peccati, mi hai stancato con le tue iniquità. Io, io cancello i tuoi misfatti, per riguardo a me non ricordo più i tuoi peccati.
Riflessione
E' bello credere nella novità di Dio. Ci impedisce di fossilizzarci, di invecchiare spiritualmente, di adagiarci nel paralizzante concetto che "è sempre stato così, dunque...". E' pure bello credere nella gratuità del Signore. Nessuno di noi può presumere di meritare il perdono delle proprie colpe; è Dio che le distrugge con una larghezza incredibile. Lo fa solamente per "riguardo a se stesso", in altre parole in quanto è gratuità assoluta. Noi continuiamo a peccare, e lui continua a pensare ai modi più disparati per farci pervenire la sua misericordia. Si tratta di una gara inconcepibile a livello umano. Paradossale è che, di norma, alla fine vince l'amore di Dio.
Parola - Seconda lettura 2Cor 1, 18-22
Fratelli, Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è "sì" e "no". Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo predicato tra voi, io, Silvano e Timoteo, non fu "sì" e "no", ma in lui c'è stato il "sì".
Riflessione
Non è mai stato facile per l'uomo essere coerente. Lo è ancora meno oggi, quando si apprezza maggiormente la salvaguardia della propria immagine e del prestigio sociale, piuttosto che quella dei valori. Molti elogiano i furbi e gli scaltri che sanno barcamenarsi in tutte le situazioni e si orientano sempre dalla parte dove spira il vento favorevole. Non riescono a comprendere quelli che, pur di rimanere fedeli ai valori umani, spirituali, morali, pagano di persona. Ma se si trovano nella necessità di doversi confidare con qualcuno, di chiedere un consiglio assennato, sicuramente si rivolgono a questi ultimi. Noi credenti non abbiamo il compito di salire agli onori della cronaca o di attirarci a tutti i costi la simpatia del mondo. Cristo ci ha affidato la missione di essere credibili. La coerenza ci offre una buona dose di credibilità.
Parola - Vangelo Mc 2, 1-12
Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati. Erano là seduti alcuni scribi che pensavano in cuor loro: "Perché costui parla così. Bestemmia!"... Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti.
Riflessione
Ci può colpire la malafede degli scribi e dei farisei. E' proprio vero che spesso, come recita un adagio popolare, "le meraviglie si attaccano". Siamo noi pure scribi della peggiore risma, quando ci sentiamo sicuri delle nostre certezze religiose, al punto da non essere disposti ad aprire le "finestre" al continuamente nuovo di Dio; quando accettiamo di apprendere solo quanto sappiamo già; quando puntiamo il dito accusatore contro i fratelli... Riconosciamo la nostra malafede e ipocrisia; accettiamo la lezione che Gesù ci impartisce; lasciamoci perdonare e sanare da Lui; alziamoci e mettiamoci in un cammino nuovo di conversione e di coerenza.

 

Un “Giovedì delle Commari” veramente speciale

Sabato 18 Febbraio 2012 08:52

Le attività del centro Padre Cipolla, con l’impegno dei volontari.


I ragazzi del Centro, ospitati nella Casa Vincenziana di Padre Cipolla, come da tradizione, hanno condiviso con tutti gli operatori dell'Associazione Casa di Nazareth Onlus la "giornata delle Commare". Qualche anno fa, l’esigenza maggiore era quella di trovare una collocazione per queste persone per dar loro la possibilità di vivere una vita sociale e per offrire alle famiglie un sollievo nella loro assistenza, ora gli obiettivi si alzano per poter interpretare quello di cui queste persone hanno realmente bisogno per stare bene e cercare di raggiungere questo bene.

gioved_comari

Per fare tutto ciò c’è bisogno di molta inventiva, volontà, tenacia, perseveranza, ma è necessario avere anche strumenti e locali idonei. Un ringraziamento di tutto ciò, và al nostro amato Arc.te Padre Diego Martorana, grazie al suo contributo, permette a molti giovani con disabilità di vivere nella gioia la propria diversità.

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Quarantore in Matrice: 16, 17 e 18 febbraio

Venerdì 17 Febbraio 2012 10:35

Le Quarantore sono la solenne esposizione dell'Eucaristia per 40 ore continuative (ma di solito si divide in tre giorni, quindi non di continuo).

Il significato originario delle Quarant’Ore è quello di onorare Gesù Cristo durante le quaranta ore in cui giacque nel sepolcro durante la Settimana Santa.

quarantore_matrice

IL PROGRAMMA

Giovedì 16 febbraio

Ore 09.30 Santa Messa

Ore 10.30 Adorazione

Ore 12.00 Ora Media, Angelus e Reposizione

Ore 15.30 Esposizione

Ore 16.15 S. Rosario Animato dal gruppo di Padre Pio

Ore 17.00 Vespri e Benedizione Eucaristica

Venerdì 17 febbraio

Ore 09.30 Santa Messa

Ore 10.30 Adorazione Centri di Ascolto, Coordinatori di zona, Messaggeri

Ore 12.00 Ora Media, Angelus e Reposizione

Dalle 13.00 alle 15.30 Turni di adorazione

Ore 15.30 Bambini Scuola Primaria (Elementare)

Ore 16.15 Ragazzi Scuola Sec. I° gr (Media)

Ore 17.00 Rosario e Vespri

Ore 18.00 Adorazione

Ore 19.30 Veglia vocazionale interparrocchiale Ragazzi I° e II° Superiore con i genitori Tutti i gruppi e i movimenti

Sabato 18 febbraio

Ore 09.30 Santa Messa

Ore 10.30 Adorazione

Ore 12.00 Ora Media, Angelus e Reposizione

Ore 15.30 Esposizione

Ore 17.00 Vespri e Te Deum

Ore 17.30 S. Messa prefestiva

Festa di San Giovanni Bosco a Racalmuto

Giovedì 16 Febbraio 2012 21:07

don_giuseppe Lo scorso 31 gennaio si è svolto nella Chiesa Madre un momento di preghiera per ricordare la figura di San Giovanni Bosco, il sacerdote piemontese che dedicò tutta la sua vita all’educazione degli adolescenti, fondando la Società Salesiana e, con la collaborazione di santa Maria Domenica Mazzarello, l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, per la formazione della gioventù al lavoro e alla vita cristiana.

San Giovanni Bosco, più comunemente conosciuto come Don Bosco, nacque il 16 agosto 1815 a Castelnuovo d’Asti e morì il 31 gennaio 1888 a Torino. Fu proclamato Santo da Papa Pio XI  l’ 1 aprile 1934 ed il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù.

A questo momento di preghiera hanno partecipato numerosi adulti, giovani e bambini appartenenti ai vari gruppi parrocchiali del paese, quali l’oratorio San Luigi Gonzaga, l’Azione Cattolica Madonna del Carmelo e Maria SS. Annunziata, i cresimandi ed altri. A seguire, c’è stata una piccola festa nel salone della Chiesa Madre con la condivisione di torte, dolci ed altre leccornie che i vari gruppi e i genitori dei ragazzi hanno portato.

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Bagnasco: diventiamo più pensosi circa la nostra finitezza

Mercoledì 15 Febbraio 2012 23:34

Presieduta dal presidente della CEI la S. Messa in suffragio dei naufraghi della CONCORDIA


bagnasco “Nel momento in cui l’intera Nazione fa pubblica memoria, e si stringe nella fede a quanti sono segnati dalla sciagura, non vogliamo dimenticare coloro che hanno fatto il proprio dovere in modo ammirevole per competenza e dedizione”. Il cardianle Angelo Bagnasco, presidente della CEI ha concluso con queste parole la celebrazione della messa che questa mattina è stata celebrata nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in suffragio delle vittime del naufragio della Costa Concordia.E’ stato monsignor Crociata a celebrare la Messa per le vittime della Costa Concordia nella Basilica romana di Santa Maria degli Angeli questa mattina. Il mal tempo ha bloccato a Genova il presidente della CEI cardinale Angelo Bagnasco che è arrivato al momento della comunione.

Nei primi banchi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che al sua arrivo ha salutato ad uno ad uno i familiari delle vittime. Tra le autorità il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, il responsabile dello Sviluppo, Corrado Passera, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, il sottosegretario De Mistura e il viceministro Martone . Presente anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e, tra i leader politici, Pierferdinando Casini. Assente, sempre perchè bloccato a Venezia per il mal tempo, il ministro dell’ ambiente Clini. La messa è stata trasmessa in diretta da Rai 1 come ogni domenica alle 11.00. Bagnasco ha ringraziato in primo luogo gli abitanti dell’Isola del Giglio. “A tutti - ha detto- l’Italia guarda con stima e gratitudine: in loro riconosciamo l’anima profonda del nostro popolo, ricco di intelligenza e di cuore, sempre capace di grandi cose senza perdersi d’animo. Che la luce del Signore aiuti a fare verità e giustizia, a sanare le ferite, a rafforzare la fiducia e – insieme - il coraggio per il futuro. E’ possibile e doveroso. “

Commentando il Vangelo proposto nelle letture di oggi il cardinale ha detto: “ Il mistero, e a volte il tormento che siamo, sospinge lo sguardo dell’umanità verso l’alto, si fa voce e – come il lebbroso del Vangelo – invoca la salvezza, e quella felicità che cerchiamo disperatamente senza riuscire a trovarla appieno e per sempre.” E ha concluso : “siamo qui per pregare per quanti sono segnati dalla sciagura; ma anche per riflettere e diventare più pensosi circa l’ umana condizione, la nostra finitezza, e così crescere nella sapienza del cuore e della vita.”
Scritto da Angela Ambrogetti

In Sicilia un matrimonio su tre fallisce

Lunedì 13 Febbraio 2012 21:26

vescovi Il dato emerso dalla Conferenza dei Vescovi Siciliani. La Chiesa: “C’è nei giovani una diffusa mentalità divorzista. Serve una rinnovata pastorale matrimoniale”.

Il dato prima o poi doveva arrivare. Un dato sconfortante per chi crede e per chi frequenta la Chiesa. Un dato che emerge dal documento conclusivo della sessione invernale della Conferenza episcopale siciliana, riunitasi nei giorni scorsi a Palermo.

Praticamente in Sicilia un matrimonio su tre fallisce. Proprio così: soprattutto le giovani coppie, dopo tanti soldi spesi (e spesso sdebitandosi) e dopo magari aver messo al mondo dei figli, decide di scegliere la strada del divorzio. E soprattutto dopo aver deciso di far celebrare il rito davanti l’altare.

Il presidente del Tribunale Ecclesiastico regionale, monsignor Ludovico Puma, si è detto preoccupato “per la diffusione della mentalità divorzista che investe sempre più vaste fasce della nostra gente di Sicilia, soprattutto dei giovani. Non può non provocare viva apprensione – ha detto – il crescente numero di riserve opposte contro la procreazione, che è aumentato nei processi in percentuale di quasi 3 volte rispetto al 2000″. Per i vescovi siciliani è “urgente una rinnovata pastorale matrimoniale, che si faccia carico, attraverso appositi itinerari, di un effettivo accompagnamento al matrimonio e a vivere la vita coniugale e, anche, ad affrontare e superare le crisi che sempre più frequentemente affliggono e mortificano una larga parte degli sposati”. Nel corso dei lavori i vescovi, accogliendo le dimissioni di monsignor Puma, vicario giudiziale, hanno provveduto alla nomina del nuovo presidente del Tribunale: don Vincenzo Murgano della Diocesi di Piazza Armerina.

Quarantore Parrocchia Madonna della Rocca

Domenica 12 Febbraio 2012 17:25

padre_mattina Arrivano le S. Quarantore, anche nella Chiesa Madonna della Rocca, come un dono provvidenziale, come un'occasione da non perdere per nessun motivo. Ma come ogni anno chiediamoci che cosa sono e a che cosa devono servire?

  1. Le S. Quarantore sono innanzitutto "un esercizio di ascolto";
  2. Le S. Quarantore sono anche  “un esercizio di discernimento, di domanda”; proviamo a farci tre domande semplicissime:
    • in questi giorni che cosa cerco, cosa mi piacerebbe ottenere, quale frutto?
    • che cosa temo? Che cosa mi potrebbe disturbare, distrarre? C'è qualcosa nella mia vita che mi pesa come un sasso?
    • che cosa è veramente importante nella mia vita? Nel silenzio della preghiera o qualche domanda verrebbe molto salutare. Che cosa è veramente decisivo? Le relazioni o gli affari? Il silenzio o la preghiera, l'attendere o il fare?
  3. Da ultimo le S. Quarantore ovviamente sono "un esercizio di preghiera"; ciò che conterà di più in quei giorni saranno i momenti di preghiera silenziosa, di adorazione e anche di preghiera comunitaria. La vera esperienza da fare è quella di ascoltare Dio e la sua volontà nel silenzio della preghiera personale nel silenzio dell'adorazione eucaristica. Ci sarà sempre la tentazione di considerare la preghiera tempo perso e qualsiasi altra cosa ci sembrerà preferibile alla preghiera.

madonna_della_rocca

E allora ben vengano le S. Quarantore se ci consentiranno di sostare un po' davanti al Signore per tenere fisso il nostro sguardo su di Lui, per non smarrire mai il fine e perché non siano sempre le cose che urgono a dettare il ritmo della nostra giornata e perché non ci illudiamo che l'efficacia della nostra azione educativa e pastorale dipenda solo dal nostro fare.

PROGRAMMA

Domenica  12 febbraio

Ore 10.00 Santa Messa e d Esposizione

Ore 11 .00 Preghiera Eucaristica con i ragazzi del catechismo

Ore 12 .00 Angelus e Reposizione

Ore 15.30  Esposizione

Ore 16.30 Rosario

Ore 17.00 Veglia di preghiera

Ore 18.00 Vespri  e S. Messa

Lunedì 13 febbraio

Ore 9.30    S. Messa ed Esposizione

Ore 12.00  Angelus e Reposizione

Ore 15.30  Esposizione

Ore 16.30  Rosario

Ore 17.00  Vespri

Ore 19.30 Veglia Vocazionale interparrocchiale. Animata da Don Gioacchino Scimè.

Martedì 14 febbraio

Ore 9.30   S. Messa ed Esposizione

Ore 12.00 Angelus

Ore 12.15-16 orario continuato di adorazione

Preghiera per la pace e la santificazione delle famiglie

Ore 16.00 Rosario

Ore 17.00 Veglia di preghiera con la partecipazione dei giovani e degli

Anziani dell’Oratorio S.Luigi

Ore 18 Vespri e Benedizione

 

12 Febbraio 2012 VI Domenica del Tempo Ordinario

Sabato 11 Febbraio 2012 23:02

VI_ordinario_p

Parola: Prima Lettura Lec.13, 1-2.45-46
Il lebbroso colpito dalla lebbra porterà vesti strappate e il capo scoperto, si coprirà la barba e andrà gridando: Immondo! Sarà immondo finché avrà la piaga; è immondo, se ne starà solo, abiterà fuori dall'accampamento..

Riflessione
Il lebbroso doveva riconoscere di essere immondo, ed era tenuto a gridarlo a tutti con le parole e con gesti caratteristici; in tal modo il contagio poteva essere contenuto. anche il peccatore, in particolare quello pubblico, dovrebbe riconoscere e ammettere di esserlo e la comunità dei credenti, a livello oggettivo, dovrebbe giudicarlo come tale. Se, invece, ignorando il suggerimento del Levitico, il pubblico peccatore ritiene normale il suo comportamento, fino al punto di ostentarlo e di vantarsene, agevola il propagarsi di una mentalità amorale che contagerà anche il credente il quale finirà per scusarsi a sua volta con le tipiche espressioni: "Che male c'è? Fanno tutti così".
Parola - Seconda lettura 1Cor 10, 31-11,1
Non date motivo di scandalo né ai giudei, né ai greci, né alla chiesa di Dio; come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare l'utile mio, ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
Riflessione
Il cristiano non è tanto una persona che si impegna a evitare ciò che è proibito e osservare le norme essenziali per tacitare la propria coscienza, ma uno che punta in tutto all'imitazione di Cristo. Solo questo lo rende credibile agli occhi di tutti. Paolo stesso sollecita i Corinzi a imitare i suoi atteggiamenti, solo se e in quanto riferibili al comportamento di Gesù.
Parola - Vangelo Mc 1, 40-45
In quel tempo, venne a Gesù un lebbroso... Mosso da compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: "Lo voglio, guarisci!". Subito la lebbra scomparve ed egli guarì... Quegli , allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto.
Riflessione
Il peccato lo riscontriamo in noi e negli altri. Questo non deve in nessun caso farci perdere la speranza della conversione, perché quello che è impossibile all'uomo non lo è a Dio. Dobbiamo solamente lasciarci "toccare" da lui con fede. Il carbone è nero e freddo: appare come l'antitesi della luce e del calore. Eppure, se si lascia toccare e impregnare dal fuoco, diventa fuoco a sua volta, e produce luce e calore. Permettiamo a Cristo di "toccarci" ogni giorno. Diventeremo, come il carbone ardente, fuoco capace di sprizzare scintille, atte ad agevolare i fratelli ad intravedere il regno di Dio.

11 FEBBRAIO 2012 Festa della Madonna di Lourdes

Sabato 11 Febbraio 2012 08:52

L’11 febbraio, memoria liturgica delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes, celebreremo

il 20° anniversario dell’iniziativa voluta da Giovanni Paolo II.

LA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

SAM_0530 “Un momento forte di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il Santo Volto di Cristo che, soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell’umanità”. Lo scriveva vent’anni fa Giovanni Paolo II nella Lettera di istituzione della Giornata Mondiale del Malato, da lui fortemente voluta, che da allora si celebra, ogni anno, l’11 febbraio. Il pontefice sottolineava di considerare “quanto mai opportuno estendere a tutta la Comunità ecclesiale una iniziativa che, già in atto in alcuni Paesi e regioni, ha dato frutti pastorali veramente preziosi” e ricordava che la Chiesa “ha sempre avvertito, nel corso dei secoli, il dovere del servizio ai malati e ai sofferenti come parte integrante della sua missione” e “non cessa di sottolineare l’indole salvifica dell’offerta della sofferenza, che, vissuta in comunione con Cristo, appartiene all’essenza stessa della redenzione”.

SABATO 11 FEBBRAIO ALLE ORE 10.00

CASA DI RIPOSO  RACALMUTO

CELEBRAZIONE DELLA S. MESSA DEL MALATO

Con la partecipazione di tutti i missionari che hanno fatto le visite agli ammalati delle Parrocchie.

Intraprendere è un verbo

Giovedì 09 Febbraio 2012 21:13

I giovani sono pieni di talenti che chiedono solo di essere scoperti e utilizzati.


Imparate dalla vita.

giovani1 Proprio in mezzo ad una strada, un mattino, comparve una grossa pietra. Era decisamente visibile e ingombrante: gli automobilisti cominciarono a girarle intorno per evitarla. Dovevano frenare, mettersi in coda, ma lo facevano brontolando e suonando il clacson. Alle undici del mattino si era già formato un corteo di cittadini che protestavano davanti al municipio, a mezzogiorno i sindacati annunciarono uno sciopero di tre giorni e tutti gli studenti scesero in piazza per dimostrare. Alle quattro del pomeriggio gli indignati occuparono la piazza principale e Striscialanotizia mandò i suoi inviati a casa dell’assessore.

Nacque immediatamente il movimento “No Sass”.

Alle diciotto, passò sulla strada un venditore ambulante di verdura con il suo camioncino sgangherato. Si fermò a lato della strada con i lampeggianti accesi e collocò diligentemente il triangolo rosso a distanza di sicurezza per avvertire gli automobilisti.

Poi cominciò a tentare di rimuovere il masso. Dopo molta fatica e sudore riuscì finalmente a muovere la pietra spostandola al bordo della strada.

Mentre tornava verso il suo camioncino notò che c’era una grossa busta attaccata alla pietra, sul lato che prima poggiava sull’asfalto.

La busta conteneva un grosso assegno e una lettera con l’intestazione della più importante industria del Paese che diceva che l’assegno era per la persona che avesse rimosso la pietra dalla strada, con annessa l’offerta per l’incarico di vicepresidente esecutivo della Compagnia.

Questo mondo è pieno di gente che aspetta. Aspetta e se la prende con il resto del mondo perché le cose non cambiano.

Il venditore ambulante imparò quello che molti oggi neanche comprendono: “Tutti gli ostacoli e le crisi sono un’opportunità per migliorare la nostra condizione”.

giovani2 Il filosofo Arthur Schopenhauer diceva: «La gente comune si preoccupa unicamente di passare il tempo, chi ha un qualche talento pensa invece a utilizzarlo». Dunque, è ora di mettersi all’opera: i giovani sono pieni di talenti che chiedono solo di essere scoperti e utilizzati.

Ora è il tempo dei creativi, che non sono i buffi inventori di roba strampalata, ma le persone serie che hanno una visione e creano lavoro per sé e per gli altri. Nonostante tutte le difficoltà.

Nella sala d’ingresso di un’industria vinicola famosa in tutto il mondo sono esposte alcune rocce.

«Cosa sono?» ho domandato. «Sono pezzi del calcare che costituisce il terreno della zona», mi hanno risposto con orgoglio. «Per poter sopravvi-vere in un terreno ghiaioso, le radici delle viti devono faticare molto per raggiungere l’acqua; di conseguenza i grappoli hanno un sapore più intenso e, come ogni produttore sa bene, un buon vino inizia da una buona uva.»

Lo stress non è piacevole, ma sono convinto che la forza che agisce sulle viti possa scatenare la medesima alchimia anche su un’intera generazione di giovani professionisti.

BRUNO FERRERO

La Candelora 2012 a Racalmuto

Mercoledì 08 Febbraio 2012 20:20

Anche quest'anno la cerimonia della candelora ci ha avvolto di una luce speciale, nelle chiese di Racalmuto, in tantissimi si sono presentati, ognuno con le sue candele da benedire, ognuno con la propria preghiera, un energia forte di calore era presente, la giornata è dedicata alla presentazione del piccolo Gesù al tempio di Gerusalemme, come si usava una volta, e lì la profetessa Anna e il Vecchio Simeone lo riconoscono.

Seguiamo la luce d'amore che Lui ci ha indicato.

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Fotogallery

Il Commovente saluto a Don Michele

Mercoledì 08 Febbraio 2012 12:07

Riceviamo e pubblichiamo

Caro Leonardo, la presente per inviare le foto scattate in occasione del commiato di don Michele da Racalmuto l'8 ottobre scorso. Dalle immagini si evince chiaramente il forte legame che si era venuto a creare fra don Michele e la comunità racalmutese: la gioiosa, umile e sempre profonda attività pastorale del prete armoniosamente unita alla capacità di ascolto ed alla grande disponibilità di una comunità - quella racalmutese - da sempre distintasi per la profonda fede e per la generosità d'animo.

saluto_don_Michele

Qualità, queste, che chi scrive conosce benissimo visto che hanno concorso alla personale maturazione socio-culturale, tanto da considerarsi un racalmutese acquisito a tutti gli effetti, avendo lasciato a Racalmuto una parte del proprio cuore. Un affettuoso saluto a te, dunque, e, per tuo tramite, a tutti i cari amici racalmutesi.

Gaetano Scorsone.

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Appuntamenti Foraniali

Lunedì 06 Febbraio 2012 07:34

RACALMUTO - GROTTE - CASTROFILIPPO


appuntamenti_foraniali RACALMUTO MARTEDÌ 7 febbraio 2012

SALONE CASA DI RIPOSO ore 19,00

PRESIEDE VALERIO LANDRI

Dipartimento Pastorale

Presentazione delle schede del Credo nelle Foranie.

I destinatari: SACERDOTI E DIACONI, RELIGIOSI E RELIGIOSE, MISSIONARI E OPERATORI PASTORALI.

5 Febbraio V Domenica del Tempo Ordinario

Domenica 05 Febbraio 2012 08:29

V_domenicaParola - Prima lettura Gb 1-4.6-7

Giobbe parlò e disse: "Non ha forse un duro destino l'uomo sulla terra e i suoi giorno non sono come quelli di un mercenario?... I miei giorni sono stati più veloci di una spada, sono finiti senza speranza. Ricordati che un soffio è la mia vita: il mio occhio non rivedrà più il bene".

Riflessione

Un giorno si incendiò una casa di povera gente. Tutti riuscirono a mettersi in salvo, tranne il più piccolo dei figli, il quale si sporse dalla finestra piangendo. Il padre intuì subito che non vi era altra possibilità di salvezza se non quella che si fosse gettato in fretta di sotto. L'uomo lo incitava, affermando che l'avrebbe afferrato al volo; ma il figlioletto obiettava a causa del fuoco e del fumo: "Non ti vedo!". E il padre: "Ti vedo io, e questo basta!". Nel momento della prova riflettiamo che Dio si comporta con noi nel medesimo modo: ci vede, anche se noi non riusciamo a scorgere lui, e ci tende le braccia per salvarci.

Parola - Seconda lettura 1Cor 9, 16-19.22-23

Fratelli, non è per me un vanto predicare il vangelo; è per me un dovere: guai a me se non predicassi il vangelo!... Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.

Riflessione

Paolo giunge alla decisione di predicare gratuitamente il vangelo, riflettendo su quello che Dio gratuitamente ha fatto per lui. Per acquisire lo spirito di donazione assoluta, è indispensabile guardare in alto. Uno sguardo puramente orizzontale ci conferma sempre più nella dinamica del dare e del ricevere. Uno sguardo verticale a Dio ci permette di scoprire l'assoluta liberalità da lui usata con noi, poveri ed incalliti peccatori senza diritti. Non si può contemplare il modo di agire di Dio e non sentirsi spronati ad una conseguente generosità di risposta.

Parola - Vangelo Mc 1, 29-39

In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga... Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò... Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni... Al mattino si alzò quando era ancora buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava... Egli disse loro: "Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché predichi anche là; per questo infatti sono venuto".

Riflessione

Noi, forse, abbiamo risolto il problema apostolico in modo più semplice. Lasciamo che le persone si trascinino le loro febbriciattole materiali e spirituali; non ci sogniamo nemmeno di avvicinare "gli indemoniati" e di predicare il vangelo a quanti sono ostili alla chiesa. Curiamo il nostro orticello, coltiviamo buone relazioni con i membri meno scorbutici dei nostri gruppi ecclesiali e, per tranquillizzarci in coscienza, parliamo almeno qualche volta di problemi pastorali, anche se quasi sempre ci scappa la critica e la mormorazione. Se ci ritroviamo più o meno in questo spaccato, interroghiamoci se l'inizio e il termine della nostra giornata siano scanditi dall'autentica preghiera, oppure dal primo telegiornale del mattino e dall'ultimo film della sera.

Il Canonico Don Calogero Curto e le Quarantore a San Giuliano

Sabato 04 Febbraio 2012 18:00

padre_curto Il canonico Sac.  Don Calogero Curto ha avuto modo, ancora una volta di ringraziare il Signore per il dono della salute, che ancora oggi il Signore gli concede per vivere momenti di gioia e allegria tra la sua gente.

Un ricordo indimenticabile la  giornata del 20 novembre 2011 quando l’Arcivescovo Francesco Montenegro gli ha dato l’investitura di canonicato come dono del  50° anno di servizio Sacerdotale nella chiesa Agrigentina, alla presenza del commissario straordinario del Comune di Racalmuto, il Dott. Giuseppe Petralia  del Comandante Dei Carabinieri Maresciallo Giuseppe DellaQueva, del Segretario Comunale la Dott.ssa Letizia Scibetta e del Maresciallo della Guardia di Finanza Federico Taibi, del Clero, del vicariato di racalmuto Sac. Diego Martorana dei  parenti dei parrocchiani e del popolo.

Padre Curto nel Natale trascorso ha voluto visitare tante famiglie, ammalate e bisognose, con anziani a casa e ragazzi diversamente abili. Ha visitato durante la novena  i bambini dell’asilo, della scuola elementare, della scuola media, delle scuole superiori. Ha parlato con loro dei doveri del lavoro dello studio e dell’equilibrio dei divertimenti, alla presenza dei professori e dei dirigenti scolastici. Ha incontro  i circoli, del Mutuo Soccorso e dei combattenti trattando il tema dell’epifania e la lettera di san paolo ai corinzi sulla carità.

Domenica prossima le quarantore nella Chiesa di San Giuliano. Il Canonico Don Calogero Curto invita tutti a partecipare e a prendere parte ai omenti di adorazione secondo il programma che di seguito vi proponiamo.

 

IL PROGRAMMA

Domenica 5 febbraio

Ore 10.00 Santa Messa e Benedizione dei bambini

a seguire Esposizione

Ore 12.00 Reposizione del Santissimo

Ore 16.00 Esposizione

Ore 17.00 Vespri e S. Messa

Lunedì 6 febbraio

Ore 09.30 Esposizione

Ore 11.00 Ora Santa

Ore 12.00 Reposizione del Santissimo

Ore 16.00 Esposizione

Ore 16.30 S. Rosario

Ore 17.00 Vespri e Benedizione

Martedì 7 febbraio

Ore 09.30 Esposizione

Ore 11.00 Ora Santa

Ore 12.00 Reposizione del Santissimo

Ore 16.00 Esposizione e Veglia Vocazionale

I furbetti della fiction che falsifica la Chiesa

Venerdì 03 Febbraio 2012 21:07

Carissimi visitatori, ci piace sottoporre alla vostra attenzione alcune riflessioni, su come la Chiesa viene presentata in televisione con rappresentazioni televisive che hanno dell’inverosimile.

Si tratta di “Il tredicesimo apostolo – Il prescelto”. È una produzione di genere fantasy, cioè costruita su eventi, situazioni, fatti e personaggi di pura fantasia. In quanto tale, si connota a priori come racconto poco attendibile, eppure l’uso sapiente e un po’ furbetto delle tecniche narrative ispirate alle logiche della verosimiglianza ne ha fatto un prodotto capace di riscuotere un discreto successo di pubblico.

13_apostoloÈ una produzione di genere fantasy, cioè costruita su eventi, situazioni, fatti e personaggi di pura fantasia. In quanto tale, si connota a priori come racconto poco attendibile e tantomeno credibile. Eppure l’uso sapiente e un po’ furbetto delle tecniche narrative ispirate alle logiche della verosimiglianza ne ha fatto un prodotto capace di riscuotere un discreto successo di pubblico e di scuotere la coscienza di più di uno spettatore.

Si tratta di “Il tredicesimo apostolo – Il prescelto”, nuova produzione in onda su Canale 5 (mercoledì ore 21.10) che ha per protagonisti Claudio Gioè e Claudia Pandolfi. Lui interpreta padre Gabriel Antinori, giovane prete e professore universitario di teologia che collabora con la Congregazione della Verità, un’istituzione ecclesiastica che indaga su eventi razionalmente inspiegabili. Lei fa la parte di Claudia Munari, psicologa dall’atteggiamento scettico, che crede più nelle potenzialità della mente umana che nel divino. Nelle ambizioni degli autori “la loro collaborazione creerà un’alchimia speciale, che può nascere soltanto dal seducente confronto tra razionalità e fede, tra scienza e spiritualità”. E i due “insieme scopriranno nuove prospettive per spiegare i misteri che incontreranno sul loro cammino”. Gabriel è quasi ossessionato dall’idea di “esplorare i confini fra scienza e fede studiando il mondo dei fenomeni paranormali”. Destinato a una brillante carriera ecclesiastica, si trova tormentato dalla scelta impossibile fra i voti cui ha giurato fedeltà e l’attrazione verso Claudia. In più, deve fare i conti con un passato inquietante, di cui non ha memoria ma che nasconde la chiave per comprendere il suo presente e le usare al meglio capacità paranormali grazie alle quali può andare al di là del confine tra la vita e la morte. Ad aggiungere ulteriore pepe e un po’ di suspense, c’è l’attività carbonara di un’organizzazione segreta che sta mettendo in atto un misterioso piano imperniato su una antica profezia.

Come si vede, ci sono tutti gli ingredienti del classico thriller in cui elementi verosimili infarciscono sapientemente una narrazione completamente fantastica, riuscendo a renderla efficace e accattivante per il pubblico di bocca buona. La miniserie è ispirata – molto liberamente – al libro Il tredicesimo apostolo di Michel Benoit (edizioni Piemme Bestseller), che ha per protagonista padre Nil, amico di padre Andrei, ucciso in circostanze oscure sul treno che lo conduceva a Parigi dal Vaticano, dove era stato convocato dalla Congregazione per la Fede in ragione delle sue ricerche per “svelare” l’enigma del tredicesimo apostolo. Seguendo le sue orme, padre Nil si mette in cerca della presunta verità su questo fantomatico personaggio. Nella produzione di Taodue per Canale 5 si spinge l’acceleratore sull’effetto che eventi dalle cause ignote o difficilmente spiegabili possono provocare nel telespettatore. Si racconta di bambini che levitano, di ragazze che lacrimano sangue, di strane visioni che anticipano il futuro.

Si guadagna così la curiosità del pubblico in cerca non tanto di risposte quanto di domande, sfruttando il filone del dei fenomeni paranormali che già in altre trasmissioni (“Vite straordinarie”, “Miracoli”) sono stati trattati con ambigui riferimenti alla Chiesa e al soprannaturale. L’idea di fondo dei produttori è che per conquistare il pubblico italiano più che la fantascienza serva la religione. La cultura cristiana è ricca di episodi spiegabili soltanto attraverso la fede o da interpretare secondo finalità esemplari. A questi temi attinge la sceneggiatura di “Il tredicesimo apostolo”, rimestando soprattutto nelle zone di confine fra realtà e verosimiglianza. A rendere ancora il tutto più intrigante, si aggiunge la tensione affettivo-sessuale fra Gabriel e Claudia, due anime tanto lontane quanto vicine, due opposti che si attraggono quasi inevitabilmente. Entrambi sono segnati da un passato con cui hanno un conto aperto e che li rende vulnerabili dal punto di vista personale, tanto quanto sono efficaci sotto il profilo professionale. Lui ha perso i genitori da bambino ed è stato cresciuto da mons. Antinori, uno zio che gli ha fatto da padre. Lei, nata da una madre giovane e da un padre non gradito ai nonni materni, è stata affidata alle cure di un collegio cattolico.

Il risultato è narrativamente spiazzante, anche in forza di un sapiente uso degli effetti speciali che le moderne tecnologie di ripresa e di trattamento delle immagini rendono sempre più spettacolari e ad alto impatto emotivo. Le forzature sono nel dare per certo l’incerto, nel presentare un’immagine di Chiesa rigida e integralista, nel confondere il piano della fede con quello della superstizione, nell’ammantare di tinte fosche anche il dettaglio apparentemente più insignificante. Il che induce, una volta di più, a inquadrare questa produzione per quello che è: pura fiction, ovvero finzione immaginifica su argomenti di facile presa popolare. Cercare una lettura più profonda e più coerente nei suoi contenuti e nelle modalità espressive scelte rischia di essere una forzatura alla ricerca di un’attendibilità che non ha senso pretendere da una simile produzione.

Resta l’amarezza per un’immagine di Chiesa, veicolata in questa fiction e in troppe altre produzioni contemporanee (non soltanto televisive), che è fortemente riduttiva e spesso evidentemente falsata, ma che purtroppo fa presa su un pubblico sempre più disorientato e sempre meno capace di discernimento critico. Le modalità narrative spettacolari, accattivanti e truffaldine al contempo, sono in questo senso delle aggravanti.

(Attualità) Gennaio 2012autore: Marco Deriu

La Candelora 2012

Giovedì 02 Febbraio 2012 09:42

candelora1 Il 2 febbraio, ogni anno la Chiesa ricorda la presentazione al Tempio di Gesù, chiamata popolarmente festa della Candelora, in quanto durante questa giornata vengono benedette le candele che rappresentano il simbolo di Gesù ovvero luce per illuminare le genti, come Gesù bambino venne chiamato Simeone il vecchio al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, prescritta dalla Legge giudaica per i maschi primogeniti.

La festa è anche definita della Purificazione di Maria, in quanto, secondo alcune usanze ebraiche, una donna veniva considerata impura per 40 giorni dopo il parto di un figlio maschio e doveva recarsi al Tempio per purificarsi: la data del 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il Natale, giorno della nascita di Gesù.

Anticamente questa festa si celebrava il 14 febbraio (40 giorni dopo l'Epifania), e la prima testimonianza al riguardo deriva da Egeria nel suo Itinerarium Egeriae. Il nome di "Candelora" data alla festa è collegabile dalla somiglianza del rito del Lucernare. Ma la somiglianza più significativa tra le due celebrazioni si ha nell'idea della purificazione.

candelora2Le celebrazioni a Racalmuto

2 febbraio Candelora

Presentazione di Gesù al tempio

S. Messa con la  Benedizione delle candele e di tutti i bambini battezzati dal 2 febbraio 2011

Matrice  ore 17.30

San  Pasquale  ore 18.00

Madonna del Carmelo ore 19.00

Missione agli ammalati e nei luoghi di sofferenza a Racalmuto

Mercoledì 01 Febbraio 2012 20:31

Inizia la missione agli ammalati e ai luoghi della sofferenza.

La missione principale di Gesù è incontrarsi con la gente che ha bisogno di guarigioni fisiche e spirituali. Lui prende sulle sue spalle i nostri dolori per dirci che ci vuol bene e ci invita a fare altrettanto. In questo contesto l’idea delle visite agli ammalati che in queste settimane saranno effettuate. Gesù è anche il Buon Pastore, va sempre in cerca di pascoli buoni, è sempre in movimento alla ricerca anche di qualche pecorella che si smarrisce.

missione1 L’Immagine del Pastore mette in evidenza quale dovrebbe essere le caratteristiche del cristiano: essere sole, luce lievito… essere la voce di Dio, i piedi di Dio, le mani di Dio, Lui ci ha fatto dono della vita per donarla sull’esempio di Gesù che ha dato tutto se stesso.

Nella Nostra comunità oltre 130 missionari si sono preparati, per visitare 280 sofferenti che vivono nel dolore (ammalati, anziani, diversamente abili, famiglie colpite dal lutto…). A due a due saranno mandati per svolgere questa straordinaria missione. Potete rivolgervi nelle parrocchie, per chiedere la visita dei missionari per un vostro parente, amico, conoscente. Nelle bacheche delle Parrocchie potete trovare gli elenchi dei visitatori e degli ammalati.

Arc. Don Diego Martorana

Di seguito vi proponiamo una sintesi della lettera del Vicario della Pastorale Don Baldo Reina inviata a tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi.

«Alzati e và, la tua fede ti ha salvato». Con questo invito di Gesù rivolto al paralitico e che la Chiesa italiana ha scelto come tema per la prossima giornata del malato (11 Febbraio) iniziamo la missione rivolta al mondo della sofferenza. Dopo una fase di preparazione attraverso le riflessioni sul “Padre nostro” i missionari saranno chiamati a vivere una prima esperienza di annuncio dal prossimo 15 gennaio fino all’11 Febbraio. Ci è sembrato opportuno ripercorrere la pedagogia del Maestro che nella sua vita pubblica ha dedicato la maggior parte del suo tempo all’incontro con quanti erano nel dolore (paralitici, ciechi, indemoniati, vedove, zoppi, lebbrosi…) al punto che quando le prime comunità hanno tentato di fare sintesi sul suo ministero pubblico hanno affermato: “Egli passò sanando e beneficando tutti”. Alle nostre comunità, attraverso i missionari, chiediamo di rimettere al centro il mondo della sofferenza attraverso un’attenzione costante che sia fatta di presenza, di annuncio e di testimonianza.

missione2

Qui ci sembra utile ribadire il fatto che la missione tende a creare una mentalità ecclesiale (e perciò comunitaria) in cui la cura di chi soffre non è “affare” di pochi ma interesse amorevole di tutti. Nei mesi scorsi abbiamo chiesto un’attenta lettura del territorio proprio per conoscere meglio le realtà di dolore (molte volte nascoste e vissute con un certo pudore) presenti fra le strade delle nostre parrocchie. Chiediamo, altresì, che si faccia attenzione ai luoghi della sofferenza (ospedali, case di cura, case di riposo per anziani, istituti di riabilitazione…); con estrema delicatezza vorremmo che anche lì i nostri missionari si rendessero presenti per portare Cristo, nostra unica speranza e per dire che in Lui Dio si è fatto vicino. Di fronte allo scandalo della malattia, qualche volta vera pietra d’inciampo per l’uomo che crede, non abbiamo teorie da offrire o formule da presentare ma lo scandalo della Croce e del Crocifisso, di Dio che si è fatto uomo e che per amore dell’uomo non si è sottratto alla sofferenza ma l’ha vissuta in pieno affinchè, da quel momento in avanti, chiunque si fosse trovato o si trovi a vivere nel dolore non dica: “Dio mi ha abbandonato” ma nella fede provasse a dire: “Signore, non so perché mi ha chiamato a vivere quest’ora durissima di dolore, a volte non lo capisco e altre volte non lo accetto però, ti prego, Signore, tu che hai portato la croce e sai bene cosa si prova e come si sta, non mi lasciare solo, sostienimi nella lotta affinchè possa fare sempre la tua volontà e come te dire: «Padre, nelle tue mani consegno la mia vita».

don Baldo Reina

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