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Marzo 2012

I Giovani di Racalmuto animano la Via Crucis

Venerdì 30 Marzo 2012 08:52

VENERDÌ 30 MARZO ORE 19.30
VIA CRUCIS CITTADINA
RADUNO E PARTENZA CASA DI RIPOSO

via_crucis3

La Passione del Signore

Tra i pii esercizi con cui i fedeli venerano la Passione del Signore pochi sono tanto amati quanto la Via Crucis. Attraverso il pio esercizio i fedeli ripercorrono con partecipe affetto il tratto ultimo del cammino percorso da Gesù durante la sua vita terrena: dal Monte degli Ulivi, dove nel «podere chiamato Getsemani» (Mc 14, 32) il Signore fu «in preda all’angoscia» (Lc 22, 44), fino al Monte Calvario dove fu crocifisso tra due malfattori, al giardino dove fu deposto in un sepolcro nuovo, scavato nella roccia.

Testimonianza dell’amore del popolo cristiano per il pio esercizio sono le innumerevoli Via Crucis erette nelle chiese, nei santuari, nei chiostri e anche all’aperto, in campagna o lungo la salita di una collina, alla quale le varie stazioni conferiscono una fisionomia suggestiva.

La Via Crucis è sintesi di varie devozioni sorte fin dall’alto Medioevo: il pellegrinaggio in Terra Santa, durante il quale i fedeli visitano devotamente i luoghi della Passione del Signore; la devozione alle “cadute di Cristo” sotto il peso della croce; la devozione ai “cammini dolorosi di Cristo”, che consiste nell’incedere processionale da una chiesa all’altra in memoria dei percorsi compiuti da Cristo durante la sua Passione; la devozione alle “stazioni di Cristo”, cioè ai momenti in cui Gesù si ferma lungo il cammino verso il Calvario perché costretto dai carnefici, o perché stremato dalla fatica, o perché, mosso dall’amore, cerca di stabilire un dialogo con gli uomini e le donne che assistono alla sua Passione. Nella sua forma attuale, attestata già nella prima metà del secolo XVII, la Via Crucis, diffusa soprattutto da san Leonardo da Porto Maurizio († 1751), approvata dalla Sede Apostolica ed arricchita da indulgenze, consta di quattordici stazioni.

La Via Crucis è una via tracciata dallo Spirito Santo, fuoco divino che ardeva nel petto di Cristo e lo sospinse verso il Calvario; ed è una via amata dalla Chiesa, che ha conservato memoria viva delle parole e degli avvenimenti degli ultimi giorni del suo Sposo e Signore.

Nel pio esercizio della Via Crucis confluiscono pure varie espressioni caratteristiche della spiritualità cristiana: la concezione della vita come cammino o pellegrinaggio; come passaggio, attraverso il mistero della Croce, dall’esilio terreno alla patria celeste; il desiderio di conformarsi profondamente alla Passione di Cristo; le esigenze della sequela Christi, per cui il discepolo deve camminare dietro il Maestro, portando quotidianamente la propria croce.

Per tutto ciò la Via Crucis è un esercizio di pietà particolarmente adatto al tempo di Quaresima.

Appello dei Sacerdoti di Racalmuto

Martedì 27 Marzo 2012 20:37

CONVERTITEVI… NULLA SFUGGE ALLA GIUSTIZIA DI DIO

sacerdoti

TU… nel buio della notte puoi penetrare nelle abitazioni e rubare,

TU… puoi anche appiccare il fuoco,

TU… puoi tradire… abbandonare tua moglie, tuo marito.

TU… puoi spacciare droga……….

SAPPI che c’è QUALCUNO che ti vede a cui devi rendere conto.

Anche TU… che sciupi il tuo tempo e non compi con serietà ed onestà il tuo dovere, oltre a dare conto alla SOCIETA’ devi dare CONTO A DIO.

TU… puoi covare da anni nel tuo cuore odio, rancore, vendetta…

NON ABUSARE DELLA MISERICORDIA DI DIO.

Scriveva San Paolo: “E’ meglio cadere nelle mani degli uomini e non nelle MANI DI DIO, a cui nulla sfugge”.

INVITIAMO I FEDELI

a rivolgere a Dio una preghiera riparatrice

GIOVEDI’ 29 MARZO - ore 17,00

durante la Giornata Eucaristica in Matrice,

partecipare alla Via Crucis cittadina

VENERDI’ 30 MARZO alle ore 19,30 con raduno presso la Casa di Riposo

e ad una GIORNATA DI DIGIUNO nello stesso giorno,

perché al dire di Gesù:

Certi diavoli si allontano con la preghiera e con il digiuno…”.

I Vostri Sacerdoti

Prepariamoci al pellegrinaggio in Terra Santa

Martedì 27 Marzo 2012 08:58

Una volta nella vita è necessario andare in Terra Santa!

betlemme Assieme alla bellezza e sorpresa quotidiana di paesaggi sconvolgenti, di incontri con mondi e popolazioni interessanti, con religioni diverse, assieme al fascino culturale d'uno spessore storico che si scopre ad ogni luogo archeologico visitato, per il cristiano costituisce un'avventura esigente ma indimenticabile questa di ripercorrere strade e luoghi "dove Lui è passato". Trovarsi a Nazareth, sul lago di Tiberiade, a Cafarnao, a Gerusalemme, a Betlemme... significa per il credente un "ritorno a casa", su quei posti e fatti che dentro il suo cuore fin dall'infanzia sono roccia sicura d'identità e riferimento morale.

Nella "terra d'Israele" si va anzitutto per leggere quel "quinto vangelo" costituito dalla terra, dalla storia, dall'archeologia; per radicare quindi in coordinate storico-geografiche precise quei FATTI che costituiscono il fondamento della nostra religione. Interprete di quei fatti, perché siano colti come eventi di salvezza, è la BIBBIA, che fa di quella storia di popolo una Storia di Salvezza per tutti i popoli. Nel paese della Bibbia si va per leggere la Bibbia e innamorarsene! Ne deriverà - nella FEDE - la scoperta o riscoperta di un progetto d'umanità ricco e affascinante, degno della sfida che sempre l'uomo serio e la nostra società secolarizzata pongono al Vangelo e al mistero di Dio.
Quel che qui è capitato lo sai bene!

L'uomo cercava da sempre Dio, "come a tentoni nel buio" (At 17,27). S'era fatto di Lui immagini a volte affascinanti, a volte terribili; la storia delle grandi religioni (dal Buddismo a Maometto) è lì a documentarle. Ma sono tutte e solo delle ipotesi, come l'essere arrivati solo fino al citofono di Casa Trinità.

Un giorno qualcuno incominciò a scoprire che per primo Dio cercava l'uomo e lo voleva incontrare. Israele se n'accorse quando si sentì liberato dalla schiavitù del Faraone; Mosè ed Elia ne provarono l'intimità in esperienze mistiche altissime al Sinai; i Profeti lessero tutta la vicenda dell'Antica Alleanza come una storia d'amore sponsale tra Dio e il suo popolo. E alla fine qualcuno incontrò questo Dio in carne ed ossa, nella persona di quel Gesù di Nazaret che dichiarò: "Chi vede me, vede il Padre, perché io e il Padre siamo una cosa sola". E dimostrò di essere il Dio invisibile venuto nella storia a incontrare l'uomo. "Nessuno mai ha visto Dio; il Figlio Unigenito che era nel seno del Padre, lui lo ha rivelato" (Gv 1,18). Finalmente s'era aperta la porta di Casa Trinità e Dio in persona era venuto a rivelarci la sua 'privacy', chi è veramente e che cosa sogna di noi!

Con il Cristo la storia ha fatto una svolta decisiva: l'uomo s'è trovato avviato ad un destino diverso. Va' anche tu in Israele con questa voglia di incontrare la verità di te stesso!

Si dice da noi che andare in Terra Santa è compiere il più bel corso di Esercizi Spirituali, ma nella bellezza d'una avventura turistica! Ci accompagna, nella sua efficacia misteriosa, la forza di quello SPIRITO di Cristo che accostiamo con docile disponibilità interiore nelle Liturgie Eucaristiche che segnano i punti chiave di questo itinerario. In questi momenti Cristo si rende presente coi suoi stessi atti di allora per comunicarcene tutto il frutto. La Messa invera in un modo impensabile l'incontro con Cristo, ben oltre la memoria dei luoghi e delle parole, coinvolgendoci nel suo mistero di salvezza con la grazia trasformante dello Spirito santo.

25 marzo 2012 - V Domenica di Quaresima

Domenica 25 Marzo 2012 09:48

Alcuni greci chiesero a Filippo e ad Andrea di vedere Gesù. Quando ciò gli viene riferito, il Signore esplode di gioia ringraziando Dio perché...

v_quaresima1 Lettura - Dal Libro del Profeta Geremìa (Ger 31, 31-34)

Geremia, nello Spirito Santo, vede che un giorno le alleanze fatte fi no ad allora tra Dio e il suo popolo saranno sostituite da un’altra defi nitiva alleanza. La futura alleanza sarà fondata su una intimità divina profonda, che coinvolgerà tutto l’essere umano che vi aderisce. Non sarà più un’alleanza basata su ordini, ma su una comunione d’amore tra Dio e l’uomo. Sarà Dio che muove l’uomo attraendolo con amore. Questa nuova ed eterna alleanza l’ha attuata Cristo Gesù, Figlio di Dio che si è fatto uomo. Il momento supremo in cui è stata stipulata è il suo sacrificio sulla croce. Ha iniziato un mondo nuovo non fatto di ordini ma di comunione che ci fa essere un tutt’uno con Gesù. Come è bello vedere uomini e donne che non si limitano a fare qualcosa per il Signore, ma sono talmente nell’amore di Gesù che tutto ciò che fanno esprime ciò che sono.

Salmo 50 (51) - Crea in me, o Dio, un cuore puro.

2 Lettura - Dalla lettera agli Ebrei (Eb 5, 7-9)

Nell’obbedienza Gesù si è spogliato del suo essere uguale a Dio. È diventato uno di noi, non ha usato potenza e tutti gli sono andati addosso. Lui ha patito e dopo la sofferenza ha capito l’obbedienza fino in fondo. L’obbedienza è il grande salto della vita nel Signore, nella sua pienezza, nel suo cammino, nella sua storia, nella sua beatitudine.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 12, 20-33)

Alcuni greci chiesero a Filippo e ad Andrea di vedere Gesù. Quando ciò gli viene riferito, il Signore esplode di gioia ringraziando Dio perché tale avvenimento cadeva proprio nella settimana della Passione, e disse: «Quando verrò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Perché si viene attratti da una persona? Un esempio: se siamo immersi nella falsità ed incontriamo una persona sincera totalmente, ne veniamo in qualche modo attratti perché esprime verità. Veniamo attratti da Gesù perché è verità infi nita, amore immenso e noi vorremmo essere come Lui. Egli ci dà la possibilità di liberarci dal corpo di morte, con la sua immensa grazia. Non attardiamoci sul peccato, sul male, sul limite: abbiamo Cristo che è la nostra vita. Non scoraggiamoci per il nostro peccato, mai, ma guardiamo a Cristo; vi dico e lo dico prima di tutto a me, come è detto nella lettera agli Ebrei: teniamo lo sguardo fisso in Cristo Signore! (Eb 12,2).  Allora non avrete più paura, non vi vergognerete, sarete semplici e non temerete perché chi potrà mai impedirvi di amare come ha amato Cristo?

Approfondiamo il Sacramento della riconciliazione

Sabato 24 Marzo 2012 08:31

Domande...

confessione2Bisogna confessarsi spesso?

Dipende da ognuno di noi! E dai pesi che si portano. Molti si sentono veramente in difficoltà confessandosi e lo fanno raramente.
Altri ne hanno scoperto tutti i benefici spirituali e anche psicologici, e lo fanno spesso!
Se si aspira a una vita cristiana autentica, confessarsi almeno due volte l'anno è una  media accettabile!

Il sacerdote ha il diritto di farmi domande indiscrete?

Il sacerdote, come il Dio dei Vangeli, accoglie con bontà quelli che vengono a confidargli la loro vita. Il suo ruolo consiste unicamente nell'ascoltare.
Naturalmente può fare domande per rendere più chiara la vostra verità. Ma le sue parole saranno discrete e rispettose. I problemi più intimi, ad es. sulla vita coniugale, saranno affrontati solo dietro vostra richiesta.

Esistono peccati più gravi di altri?

Sì, certamente. Il furto, l'omicidio, la menzogna, sono peccati gravi. Ma ve ne sono altri che offuscano il nostro rapporto con Dio, con gli altri e con noi stessi. Spetta a ciascuno di noi valutare con onestà le conseguenze dei nostri comportamenti, e vedere se sono conformi al bene. Per questo la nostra coscienza spesso ha bisogno di essere illuminata.

confessione3Dove confessarsi?

In parrocchia, o in un centro spirituale.
Informatevi sugli orari di ricevimento dei sacerdoti. La vigilia delle grandi festività, le parrocchie organizzano, anche "veglie" o "giornate" del perdono, durante le quali viene proposto un periodo di preparazione e di celebrazione, con la possibilità di ricevere in seguito, personalmente, il sacramento di riconciliazione. Si deve essere battezzati per ricevere il sacramento del perdono. Ma nessuno vi impedisce di andare da un sacerdote e parlargli!

Si può dire tutto?

Il sacerdote non è uno psicologo! Quindi si può parlare di qualsiasi argomento, ma con pudore. Un sacerdote però deve poter comprendere tutto: vita professionale, familiare, coniugale. Vincolato dal segreto della confessione, non può rivelare nulla di quello che ascolta

Siamo in Quaresima. E se andassi a confessarmi?

Venerdì 23 Marzo 2012 09:44

confessioneNon si tratta di elencare peccati formali – anche se è un bene dire esplicitamente quali azioni, di cui si è coscienti, ci hanno allontanato da Dio – ma di dire a Dio quel che si vorrebbe cancellare, quello che ci rende inquieti.

Bisogna prendere la decisione di cambiare! Soprattutto se i peccati confessati sono gravi e provocano pesanti ripercussioni su di sé e sugli altri.

La Confessione si chiama anche “sacramento della riconciliazione” perché riconcilia l’uomo con la Chiesa alla quale egli, con il suo peccato, ha inferto una ferita. Infatti, il peccato di uno non ha solo una valenza ed un significato individuale, ma provoca anche una ricaduta collettiva, perché mette la Chiesa universale in una situazione più pesante dinanzi a Dio, secondo il principio dell’unità che si manifesta nel corpo mistico. D’altra parte ogni opera buona compiuta in grazia è una ricchezza di cui beneficia tutta la comunità cui il singolo appartiene. Quindi il vescovo ci ha invitato ad essere responsabili, a impegnarci sempre di più perché in questo modo la Chiesa viene edificata ed in essa c’è una maggiore presenza di santità e doni spirituali.

Ogni uomo che compie un peccato mortale può liberarsi immediatamente di esso con un pentimento perfetto, cioè con un pentimento che nasca dall’amore e dalla sofferenza di aver offeso Dio gravemente. In questo caso il peccato viene tolto, si ritorna ad uno stato di grazia, pur restando l’obbligo di confessarsi alla prima occasione. Esiste però anche un pentimento imperfetto, quello che scaturisce dalla paura di essere dannato e di non andare in paradiso. Il peccato, allora, non viene cancellato e occorre la Confessione per essere di nuovo uniti a Dio.

Nessun uomo può garantire che un atto di pentimento sia perfetto, quindi il Signore ha istituito il sacramento della penitenza per dare a colui che si confessa la certezza di aver ricevuto il perdono e di essere di nuovo in grazia. Per la potenza del sacramento tutti i peccati vengono rimessi, e questo è grande, importante e deve darci serenità. Non bisogna dimenticare che quando la grazia passa attraverso un atto sacramentale è più potente, forte e garantita. Dobbiamo abbandonarci a Dio: se Egli, nella sua infinita sapienza e onniscienza, ha scelto questo modo per far tornare l’uomo alla grazia, certamente è il migliore, è quello che dà maggiore sicurezza.

Il Santo Sepolcro di Cristo: meta del pellegrinaggio cristiano

Giovedì 22 Marzo 2012 10:00

In preparazione al Pellegrinaggio in Terra Santa, del prossimo mese di Agosto, organizzato in occasione del 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di Don Diego Martorana, vi proponiamo alcuni luoghi che saranno visitati. Sicuri di fornire un utile strumento di preparazione all’evento.

santo_sepolcroIl cristianesimo non è legato a nessun paese né luogo in particolare, ma si basa su una rivelazione storica e così come esiste una “storia della salvezza” esiste anche una “geografia della salvezza”: la Terra Santa.

Così la descrive Paolo VI: “Terra dove un tempo vissero i nostri padri nella fede; terra in cui risuonò la voce dei profeti, i quali parlarono in nome di Dio, di Abramo, di Isacco e di Giacobbe; e soprattutto terra che la presenza di Gesù ha reso benedetta e sacra per i cristiani e tutto il genere umano”.

Essa è “la terra di Gesù, ossia patrimonio spirituale di tutti i cristiani che desiderano visitarla almeno una volta nella vita”.

Dunque, per ogni cristiano, Gerusalemme è il cuore della Terra Santa, la sintesi dell’azione di Dio per il bene di tutta l’umanità.

Lo esprime con parole piene di emozione Giovanni Paolo II: “Quanti ricordi, quante immagini, quanta passione e che gran mistero avvolge la parola Gerusalemme!

Per noi cristiani rappresenta il punto geografico dell’unione fra Dio e gli uomini, fra l’eternità e la storia.

La predicazione, la passione e la resurrezione di Gesù, l’ultima Cena, il dono dello Spirito alla Chiesa, le fondamenta della nostra fede sono impiantate per sempre, come rocce, sulle colline luminose della Città Santa.

Quante volte il suo nome riecheggia nei libri storici, nei Salmi, nei Profeti, nei Vangeli! Gerusalemme, sempre amata e desiderata, denigrata e pianta, calpestata e risuscitata, rimproverata, consolata e glorificata. Davvero una città unica al mondo!”

Pellegrinaggio in Terra Santa dal 17 al 24 Agosto.

Per maggiori informazioni potete rivolgervi a Don Diego Martorana o contattare Leonardo Picone 3202394324 o mandare email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

World Down Syndrome Day

Mercoledì 21 Marzo 2012 09:27

IL 21 MARZO SARÀ RICONOSCIUTO DALL’ONU GIORNATA MONDIALE SULLA SINDROME DI DOWN

world_down_syndrome_day Il World Down Syndrome Day ha finalmente ottenuto il sostegno della Terza Commissione e la risoluzione sarà approvata entro dicembre dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Significativo l’accento posto sulla “consapevolezza” della sindrome di Down.

Da diversi anni, in Italia e in molti Paesi del mondo, il 21 marzo si celebra il World Down Syndrome Day, ovvero la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, un importante appuntamento per informare, sensibilizzare e promuovere la collaborazione tra le diverse associazioni mondiali che si occupano di tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down.

Perché è stata scelta proprio questa data? Perché il 21 è il numero della coppia cromosomica, presente all'interno delle cellule, che caratterizza la sindrome di Down e marzo è il terzo mese dell’anno, proprio come il terzo cromosoma in più - tre invece di due - all’interno della coppia.

Lo scorso ottobre l’organizzazione DSI (Down Syndrome International - Improving Life for People with Down Syndrome, nata in Gran Bretagna nel 1993) aveva lanciato una petizione internazionale, sostenuta anche dalle associazioni italiane, per spingere le Nazioni Unite a riconoscere il 21 marzo come Giornata Mondiale di Consapevolezza sulla Sindrome di Down.

Fino a pochi anni fa la maggior parte delle persone si riferiva alle persone con sindrome di Down chiamandole mongoloidi e l’idea più diffusa era quella di persone ritardate mentalmente, che sarebbero state per sempre dipendenti dai loro genitori.

Oggi anche a Racalmuto è possibile incontrare ragazzi con sindrome di Down nelle scuole, nelle palestre, in parrocchia, ragazzi con sindrome di Down che si muovono accompagnati dai familiari e dai volontari, fuori casa per incontrare i loro amici partecipare alle attività ricreative, centri di aggregazione, attività sportive. Per fortuna qualcosa sta cambiando. Ma c’è ancora tanto da fare.

Cercare la radici a Gerusalemme

Martedì 20 Marzo 2012 12:49

Perché un pellegrinaggio in Terra Santa?

terra_santa2Il pellegrinaggio è la visita ai luoghi di Dio e a quegli spazi da Lui scelti per deporre la sua tenda in mezzo a noi, perché gli uomini abbiano un incontro diretto con il Signore.

Per questo motivo, la Terra Santa è per il pellegrino il pezzo di terra più caro in assoluto.

Il pellegrinaggio è il percorso personale del credente sulle orme del cammino Salvifico del Calvario: un esercizio di ascesi attiva, di pentimento da parte della debolezza umana, di vigilanza costante alla quale la nostra fragilità ci costringe, e di preparazione interiore al cambiamento del nostro cuore.

Questo vale, in particolar modo, per l’uomo moderno, perso nella moltitudine di problemi legati alla quotidianità e che per questa stessa ragione ha più bisogno di rincontrare se stesso.

Ma per fare ciò, si ha bisogno di riflessione, di meditazione, di preghiera, di silenzio e di esami di coscienza, per fare del viaggio fisico un “cammino dell’anima”.

Per tornare, dunque, alle proprie origini nonché alle radici della propria fede.

La nostra comunità in terra Santa dal 17 al 24 Agosto prenotazioni entro il 10/04/2012

Per maggiori informazioni potete rivolgervi a Don Diego Martorana o contattare Leonardo Picone 3202394324 o mandare email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Buon compleanno Don Diego

Lunedì 19 Marzo 2012 08:39

19 MARZO 2012 Don Diego Giuseppe Martorana festeggia il compleanno e l’onomastico.

Una ricorrenza che ricade in un anno straordinario, siamo ormai prossimi al 25 Aprile 2012, giorno in cui festeggeremo solennemente il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale.

In questo giorno particolare del suo compleanno e del suo onomastico, la redazione del sito ecclesiaracalmuto, la comunità ecclesiale,  i consigli pastorali i gruppi e le associazioni, Le rinnovano la stima ed il riconoscimento per il suo grande impegno pastorale, che lo vede impegnato nella nostra Comunità.

Le auguriamo di continuare ad essere pastore coraggioso, buono, umile, accogliente e disinteressato.

Nel libro dei Salmi è scritto:

“Insegnaci Signore a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore” (Sal 90,12) e noi, tutti insieme ai nostri visitatori, vogliamo “contare” e festeggiare i suoi 27.010 giorni di vita, a breve i suoi 18.650 giorni del suo ministero presbiterale, perché ricordare un anniversario  è anzitutto fare una festa “eucaristica” in cui si annuncia e si rievoca il passato, si proclama e si celebra il presente, si augura e si attende con fiducia e vigilanza il futuro!

AUGURI DON DIEGO!!

don_diego

I falò e la tavola di San Giuseppe

Domenica 18 Marzo 2012 14:45

san_giuseppe1 Nella tradizione popolare, San Giuseppe, sposo della Vergine Maria, è il santo protettore dei poveri e dei derelitti In questo giorno, si ricorda la sacra coppia di sposi, in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, che si videro rifiutata alla richiesta di un riparo per il parto.

Questo atto, che viola due sacri sentimenti: l'ospitalità e l'amore familiare, viene ricordato, con l'allestimento di un banchetto speciale. Così, il 19 marzo di ogni anno, si usava invitare i poveri al banchetto di San Giuseppe. In questa occasione, il sacerdote benediva la tavola, ed i poveri erano serviti di abbondanti pietanze, preparate a casa da tutti coloro che ne avevano fatto il voto.

Oggi la Festa a Racalmuto, risalta maggiormente, l’aspetto religioso, nelle sue forme, ma non viene trascurata la Festa esterna, che ogni anno il 18 e il 19 Marzo si celebra nel nostro comune.

san_giuseppe2 san_giuseppe3

Per la festa di San Giuseppe, a Racalmuto si accende il falò devozionale, memoria di antichi usi e costumi rivissuti oggi dalle comunità in un clima di festa e allegria. Il falò è per tradizione parte di un rituale di purificazione e di consacrazione. Riti silvestri pagani, avevano il significato di celebrare l'arrivo della primavera e l'invocazione di una buona annata per la raccolta nei campi.

Ecco il programma:

Domenica 18 Marzo 2012 - IV Quaresima

Sabato 17 Marzo 2012 14:49
quaresima_iv_domenica Parola - Prima lettura 2Cr 36, 14-16.19-23
In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà... si beffarono dei messaggi di Dio... I suoi nemici incendiarono il tempio, demolirono le mura di Gerusalemme... Il re deportò in Babilonia gli scampati alla spada... Il Signore suscitò lo spirito di Ciro: "... Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il suo Dio sia con lui e parta!".
Riflessione
Politicamente il popolo d'Israele diviene schiavo dei babilonesi, nel momento in cui Gerusalemme è occupata. Moralmente la schiavitù inizia molto tempo prima: nel momento in cui i capi, i sacerdoti e il popolo tutto si prendono gioco della parola dei profeti a loro inviati da Dio. Preferiscono le tenebre alla luce, le catene delle più basse passioni al giogo leggero e liberante della legge di Dio. La situazione si ripete oggi in modo impressionante. Esercitiamo a oltranza il diritto di parola, ma non siamo liberi di pensare perché altri si prendono la briga di farlo al nostro posto. crediamo di essere ancorati a valori autentici, e invece si tratta di pseudo valori, dal momento che sono esattamente agli antipodi da quelli veri, a noi offerti dal Creatore. In questo modo, anche se le "mura" delle nostre città sembrano reggere all'urto del nemico, possiamo trovarci ugualmente schiavi all'interno dei nostri palazzi e delle nostre chiese. Ci scuota almeno la preoccupazione dei "pagani" che ci circondano, e che ci chiedono, in modo esplicito o anonimo, di testimoniare loro se è vero che esiste un Dio in "Israele".
Parola - Seconda lettura Ef 2, 4-10
Fratelli, Dio, ricco di misericordia... ci ha fatti rivivere con Cristo... Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù.
Riflessione
Quando siamo in vena di conversione, possiamo chiedere con un certo sussiego: "Che cosa devo fare, Signore?". Paolo ci sollecita a contemplare, anzitutto, quello che il Signore ha compiuto in noi. La conversione richiede una nostra personale risposta, ma l'iniziativa rimane sempre di Dio. Quando ci invita a fare qualcosa, lui stesso ha già portato a buon punto l'opera; ci prega solo di condurla a termine, con il suo aiuto. Il prendere atto delle meraviglie che il Signore ha già compiuto in noi, ci spinge a collaborare sempre con maggiore entusiasmo, gioia e profitto.
Parola - Vangelo Gv 3, 14-21
In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: "... Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna".
Riflessione
Significativa è la pazienza di Gesù nell'accogliere Nicodemo di notte, perché non ha il coraggio di presentarsi apertamente come suo discepolo. Cristo parla alle moltitudini e opera miracoli collettivi, ma avalla solo le conversioni individuali. Se la nostra partecipazione all'eucaristia rimane una celebrazione esclusivamente collettiva, se l'ascolto della Parola si riduce a un fatto anonimo, potranno far nascere in noi una certa ammirazione e un non meglio qualificato amore romantico; ma difficilmente ci indurranno a conversione. Nella celebrazione il Signore parla ad ognuno di noi, chiamandoci per nome; con il suo amore abbraccia tutti i partecipanti, ma nel medesimo tempo penetra con il suo sguardo nel cuore dei singoli. Solo se percepiamo il palpito personale dell'amore del Signore, potranno succedere fra noi e lui cose meravigliose.

Pellegrinaggio in Terra Santa

Mercoledì 14 Marzo 2012 10:00

Lo stupore della Fede:

Dio uno di noi!

17 – 24 Agosto 2012

“Andiamo in Terra Santa per rinnovare lo stupore della fede”

Con questa motivazione, la nostra Unità Pastorale  in occasione del 50° Anniversario di ordinazione Sacerdodale dell’Arc. Don Diego Martorana, organizza per Agosto il Pellegrinaggio in Israele. Ciò che è avvenuto, in quei giorni e in quei luoghi, ha trasformato il corso della storia del mondo. La proposta è aperta a tutti: a chi ci è già stato ed ha nostalgia di quella terra, a chi, cogliendo l'occasione, desidera vivere un'esperienza di fede toccando con mano i luoghi in cui ha vissuto il Signore.

Per maggiori informazioni potete contattare Leonardo Picone 3202394324 o mandare email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

terra_santa 1° giorno: Palermo – Tel Aviv – Nazareth

Raduno dei pellegrini presso la Parrocchia e spostamento in Bus G.T. all'aeroporto Falcone e Borsellino di Punta Raisi (PA). Check-in e partenza con volo diretto per Tel-Aviv. Giunti in Israele, operazioni di sbarco e trasferimento in Hotel a Nazareth con Pullman GT. Appena arrivati sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.

2° giorno: Nazareth – Haifa – Cana

Colazione in hotel. Durante la mattinata visita del Santuario dell'Annunciazione e della Chiesa di S. Giuseppe. Proseguimento per il Monte Carmelo e visita del Santuario Stella Maris, celebrazione della S. Messa. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio proseguimento per il Monte Tabor e visita del Santuario della Trasfigurazione. Si prosegue per Cana con sosta a Nain. A Cana visita della chiesa francescana e rinnovazione delle promesse matrimoniali. Rientro a Nazareth per la visita della Fontana della Vergine. Rientro in albergo per la cena e il pernottamento.

3° giorno: Nazareth – Tiberiade – Cafarnao – Tabga

Colazione in hotel e partenza per Tiberiade. In prima mattina imbarco sul battello per la traversata del lago. Celebrazione della S. Messa. Proseguimento per la visita al Monte delle Beatitudini. Proseguimento per Tabgha e visita del Santuario della moltiplicazione dei pani e del primato di Pietro. Si continua per Cafarnao: visita della casa di Pietro e della sinagoga. Pranzo in ristorante nei pressi di Cafarnao. Nel pomeriggio visita al Kibbutz Yardenit per il rinnovo delle promesse battesimali sul Giordano. Rientro in albergo per la cena e il pernottamento.

4° giorno: Nazareth – Qumran – Gerusalemme

Colazione in hotel e partenza per Qumran attraverso la valle del Giordano. Lungo il percorso sosta a Gerico. Proseguimento per visita di Qumran, dove sono stati scoperti i più antichi manoscritti della bibbia. Pranzo a Qumran. Dopo il pranzo possibilità di fare il bagno nel mar morto nella struttura attrezzata di Kalia beach. Si comincia la salita verso Gerusalemme attraversando il deserto di Giuda. Celebrazione della S. Messa. In serata arrivo in albergo a Gerusalemme. Sistemazione nelle camere, cena e pernottamento.

5° giorno: Bethlemme – Gerusalemme: Monte Sion

Colazione in hotel e partenza per Bethlemme. Celebrazione della S. Messa a Beit Zahur nel campo dei pastori. Visita alla Basilica della Natività, le grotte di S. Girolamo e la Grotta del latte. Pranzo in ristorante a Bethlemme. Nel pomeriggio visita al monte Sion: la chiesa della Dormizione di Maria, il Cenacolo, la Tomba di Davide, S. Pietro Gallicantu. Rientro in albergo per la cena e pernottamento.

6° giorno: Gerusalemme: Via dolorosa – Ein Karem

Al mattino, dopo la colazione, celebrazione della S. Messa nel S. Sepolcro davanti la tomba vuota di Gesù. Si prosegue per la visita al Muro del pianto e alla Spianata delle Moschee dentro la città vecchia di Gerusalemme. A seguire visita della chiesa crociata di S. Anna e della piscina probatica. Si prosegue nella Via Dolorosa per la celebrazione della Via Crucis. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio proseguimento per Ein Karem per la visita al santuario di San Giovanni Battista. Rientro in albergo per la cena e il pernottamento.

7° giorno: Gerusalemme: Monte degli Ulivi

Dopo la colazione salita in pullman al Monte degli Ulivi. Visita di Bethfage e celebrazione della S. Messa. Proseguimento per la visita dell’edicola dell’Ascensione, il Pater noster, il Dominus Flevit, la Tomba di Maria, la Grotta del Gethsemani. Pranzo. Pomeriggio libero. Cena in hotel e pernottamento.

8° giorno: Gerusalemme – Tel Aviv – Palermo

Colazione in hotel e partenza per l’Aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv per il rientro a Palermo. Appena giunti, sistemazione in pullman GT e rientro presso la Parrocchia.

Tesseramento ministranti

Martedì 13 Marzo 2012 12:02

Dopo la “Vestizione” di Chiara e Angelo, avvenuta lo scorso 29 gennaio alla presenza di Don Diego Martorana, gli undici ragazzi  del Gruppo Ministranti “San Domenico Savio” della Parrocchia Madonna del Carmelo:  Salvatore Tona, Silvia Grillo, Calogero Matteliano, Valentina Montante, Aurora Sferrazza, Carmelo Agrò, Calogero Esposto, Gaetano Grillo, Chiara Agrò, Angelo Mulè ed Eleonora Caico, lo scorso 26 Febbraio, durante la Messa delle 9,30, alla presenza di Don Angelo, con il rito del “Tesseramento” hanno assunto solenne impegno davanti a tutta la comunità di servire all’altare del Signore con gioia e dedizione.

ministranti

La presenza di questi ragazzi sull’altare è la testimonianza che Dio chiama sempre,  chiama  tutti,  chiama ad ogni età.

A noi la libertà, e perché no, anche il coraggio  di rispondere.

Ai  ragazzi del "Gruppo Ministranti San Domenico Savio", gli auguri di tutta la Comunità , che Dio li sostenga nel loro impegno e nel loro entusiasmo,  Sia davanti a loro per guidarli, Dietro di loro per sostenerli, Sopra di loro per custodirli e Dentro di loro per benedirli.

Fotogallery

Consegna del Credo

Martedì 13 Marzo 2012 08:54

La consegna del Credo nell’anno della missione

L'Arcivescovo, S.E. Mons. Francesco Montenegro, incontra i ragazzi di terza media per la consegna del Credo a livello diocesano, e li invia missionari tra i suoi coetanei.

Ore 9,30 accoglienza

Ore 10,30 S. Messa

PORTO EMPEDOCLE, 18 marzo 2012

Presso: PalaMONCADA - Porto Empedocle – Agrigento  - (ZONA EX MONTEDISON)

Invitiamo i ragazzi, (qualche giorno prima, ad accostarsi al sacramento della Riconciliazione, ciascuno nella propria parrocchia).

Un dono di solidarietà: Raccogliere anticipatamente 1 € a ragazzo per vivere insieme la ”Quaresima".

consegna_credo

11 Marzo III Domenica di Quaresima

Domenica 11 Marzo 2012 05:11

III_quaresimaParola - Prima lettura Es 20, 1-7
In quei giorni Dio pronunziò tutte queste parole: "Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me... Non pronunzierai invano il nome del Signore... Ricordati del giorno di sabato per santificarlo... Onora tuo padre e tua madre... Non uccidere... Non commettere adulterio... Non rubare... Non pronunziare falsa testimonianza... Non desiderare la casa... la moglie del tuo prossimo".

Riflessione
Due modi caratteristici per renderci schiavi sono: lasciarsi incatenare dalle cose terrene, anziché servirsene semplicemente; vivere di fantasia, al punto di essere totalmente disancorati dalla realtà. Le dieci parole di Dio hanno lo scopo di aiutarci a evitare ambedue le forme di schiavitù. Servire Dio è regnare; servire le cose è abdicare alla propria dignità. Peccare significa essere fuori dalla realtà perché gli idoli, di qualsiasi genere, non esistono e, soprattutto, non concedono mai quello che sembrano promettere.

Parola - Seconda lettura 1Cor 1, 22-25
Fratelli, mentre i giudei chiedono i miracoli e i greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia giudei che greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.

Riflessione
Cristo avrebbe potuto, secondi i dettami della sapienza greca, conservare intatto il suo corpo; era sufficiente che non si scontrasse apertamente con i potenti capi religiosi. L'avrebbe potuto fare anche ricorrendo, secondo le esigenze miracolistiche dei giudie, alla sua potenza divina. Invece accetta liberamente che il suo tempio sia distrutto, in obbedienza totale al Padre, il quale glielo riedificherà per sempre, risuscitandolo dai morti. Noi pure, come i giudei, a volte pretendiamo da Dio ilmiracolo: il nostro utile, subito e a buon mercato; come i greci, chiediamo la sapienza: quello che è logico, comprensibile, che non supera le nostre capacità intellettuali e volitive. Come credenti, dovremmo cercare Cristo crocifisso, mistero di obbedienza al Padre; per questo sacramento di salvezza e manifestazione della potenza di Dio. Ancora una volta, la Parola ci invita a una profonda conversione di mentalità e di vita.

Parola - Vangelo Gv 2, 13-25
Trovò nel tempio gente che vendeva... Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio. Rispose loro Gesù: "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere"... Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

Riflessione
Il tempio deve essere, anche per noi, casa di preghiera e non di traffici. Riflettiamo con calma e, con tutta probabilità scopriremo di essere, almeno qualche volta, mercanti del sacro. Traffichiamo nella casa del Signore quando patteggiamo con Dio nella preghiera; quando ci rechiamo alla messa per pagare la tassa settimanale, e così sentirci giusti presso l'Altissimo, quando vantiamo dei "diritti" con Dio; quando facciamo della chiesa un "covo" per poterci nascondere nel nostro intimismo, ed evitare in tal modo lo stressante servizio ai fratelli. Non limitiamoci a contemplare Gesù che scaccia i mercanti dal tempio, come se la cosa non ci riguardasse: potremmo cadere sotto la sferza di Gesù. Nemmeno dentro di noi dobbiamo compiere azioni di brigantaggio: dissacrerebbero la dignità battesimale di re, sacerdoti e profeti.

VIA CRUCIS CITTADINA

Venerdì 09 Marzo 2012 08:17

Comunità Ecclesiale di Racalmuto

VENERDÌ 9 MARZO 2012

VIA CRUCIS CITTADINA

RADUNO E PARTENZA CHIESA MADRE ORE19:00

via_crucis1

via_crucis2«Se uno vedesse da lontano la patria e ci fosse di mezzo il mare, egli vedrebbe dove arrivare, ma non avrebbe come arrivarvi. Così è di noi... Scorgiamo la meta da raggiungere, tuttavia c’è di mezzo il mare di questo secolo... Ora, affinché avessimo anche il mezzo per andare, è venuto di là colui al quale noi volevamo andare... e ci ha procurato il legno con cui attraversare il mare. Nessuno, infatti, può attraversare il mare di questo secolo, se non è portato dalla croce di Cristo... Non abbandonare [dunque] la croce, e la croce ti porterà».

Queste parole di sant’Agostino, tratte dal Commento al vangelo di Giovanni (2, 2), c’introducono alla preghiera della Via Crucis.

La Via Crucis, infatti, vuol ravvivare in noi questo gesto di aggrapparci al legno della Croce di Cristo lungo il mare dell’esistenza. La Via Crucis non è dunque una semplice pratica di devozione popolare con venatura sentimentale; essa esprime l’essenza dell’esperienza cristiana: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mc 8, 34).

04 Marzo 2012 II Domenica di Quaresima

Domenica 04 Marzo 2012 09:07

II_quaresimaParola - Prima lettura Gen 22, 1-2.9-13.15-18
In quel giorno, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: "... Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va' nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò". Abramo si mise in viaggio... L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio".

Riflessione E' facile ammettere la professione di fede, la domenica , nel solenne contesto della liturgia eucaristica, in un tempio illuminato a festa. E' difficile, invece, vivere e testimoniare la fede, quando attorno a noi calano le fitte tenebre del dubbio e della tentazione; quando Dio stesso sembra essere in contraddizione con quanto aveva solennemente promesso. Se riusciremo, come Abramo, a rimanere fedeli in simili situazioni, allora potremo dire di "temere Dio" e di possedere una fede autentica. Sperimenteremo pure che, quando comincia l'impossibile per l'uomo, allora può manifestarsi in pienezza l'impossibile per Dio.

Parola - Seconda lettura Rm 8, 31-34
Fratelli, che diremo? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?

Riflessione Abramo ottiene da Dio la grazia di risparmiare il figlio Isacco perché, nell'Antico Testamento, sacerdote e vittima sono distinti. Dio, invece, non risparmia il proprio Figlio e lo dà per tutti gli uomini perché, nel Nuovo Testamento, sacerdote e vittima si identificano. Oggi è di moda promettere favori a tutti i livelli, offrire facilitazioni e sconti spesso fasulli. Dio è di una lealtà ammirevole. Anche a noi dice, con assoluta chiarezza, che se vogliamo salvare la nostra vita, dobbiamo prendere sulle spalle la tribolazione quotidiana e viverla con la fede stessa di suo figlio Gesù. Non concede sconti: dobbiamo essere sacerdoti e vittime. Alla fine ci darà il premio promesso. Di un Dio così leale, ci possiamo veramente fidare; tanto più che assieme al Figlio, è disposto a donarci i mezzi necessari per riuscire a portare la nostra croce quotidiana.

Parola - Vangelo Mc 9, 2-10
In quel tempo, Gesù... Si trasfigurò davanti a loro... Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende...". Non sapeva infatti che cosa dire.

Riflessione Succede spesso anche a noi di trovarci nella situazione dei tre apostoli sul Tabor. Dopo un corso di spiritualità, una celebrazione eucaristica ben vissuta, un momento ben riuscito di preghiera, ci rincresce scendere di nuovo nel quotidiano. Eppure è proprio "laggiù" che vive la gente che dobbiamo evangelizzare. Il momento privilegiato dell'intimità con Dio è finalizzato all'essere credibili presso i fratelli. La luce di quella visione non possiamo tenerla esclusivamente per noi, ma dobbiamo irradiarla sugli altri. Il compito è molto difficile. Pe questo, in genere, facciamo più fatica a scendere verso i fratelli che salire verso il monte santo di Dio. E' la nostra croce che ci permetterà di slanciarci verso il Tabor definitivo al termine dei nostri giorni vissuti apostolicamente.

La morte di Lucio Dalla

Venerdì 02 Marzo 2012 10:04

Il suo rapporto con la fede: intervista con padre Bertuzzi

lucio_dallaLutto nel mondo della musica per la scomparsa di Lucio Dalla, morto per un attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava per una serie di concerti. Musicista e poeta, l’artista bolognese avrebbe compiuto il 4 marzo 69 anni. Innumerevoli i suoi brani di successo, a partire da “4 marzo 1943”, a “Caruso”, inciso in una trentina di versioni in tutto il mondo, a “Come è profondo il mare”, a “Futura”, alla filastrocca “Attenti al lupo” record assoluto di vendite. Personalità eclettica e profonda, cosi come emerge in questa intervista realizzata nel 2000 da padre Vito Magno, dove Lucio Dalla parla del suo rapporto con le fede:

R. – Io sono cristiano, sono cattolico, credo in Dio e professo la mia fede continuamente, nel senso che è uno dei miei punti fermi e una delle poche certezze che ho, che non mi proibisce di immaginare, di sperimentare anche possibilità che non contrastano con la mia certezza religiosa, ma che fanno parte della mia struttura di uomo contemporaneo.

D. – Considerando le sue canzoni degli ultimi anni i critici parlano di un Dalla diverso e anche un po’ convertito…

R. – Non sono un convertito, perché credo in Dio da quando sono bambino e credo che siano valori assolutamente umani. La ricerca della libertà, la ricerca dell’equilibrio e la ricerca della ricerca, il continuo meccanismo di credere, è quello che fa la differenza tra l’uomo e le macchine. Per cui io credo nella libertà, nella tolleranza, nel riconoscimento di tutte le confessioni, perché credo che sia importante e che una società come la nostra, che va verso una società più complessa, più enigmatica, come quella delle macchine, abbia bisogno di fede. Naturalmente credo in Dio perché è il mio Dio, è il Dio che riconosco negli uomini, nell’umanità, è il Dio che riconosco nei poveri, nella gente che ha bisogno di aiuto, e che io considero gli uomini del domani. Rispetto con grande fascino la decisione di Cristo di nascere povero, di nascere in mezzo alla gente diseredata, perché è la gente del futuro. Io credo che dopo 2000 anni, anche oggi, la gente diseredata, i migranti, la gente del Terzo Mondo, sia la gente del futuro.

D. – Tempo fa lei ha cantato alcuni Salmi. Cosa la colpisce di questi componimenti poetici dell’Antico Testamento?

R. - La cosa che mi ha colpito dei Salmi è la grande forza dirompente delle parole. Noi abbiamo oggi, in una società che si sta trasformando praticamente da società della parola a società dell’immagine, uno scadimento della forza protettiva della parola e credo che i Salmi siano l’opposto di questa mancanza di energia. Nei Salmi la parola è dinamite pura, è proprio costruzione, la fondazione della parola stessa. Quindi mi sono avvicinato ai Salmi in maniera laica, da artista, per avere la conferma della grandissima esistenza, a livello di comunicazione, della forza del credere.

D. - E’ interessante addentrarsi nella Sacra Scrittura. Lei teme di farlo?

R. – Mi manca la conoscenza teologica e storica per farlo. Però sento con l’intensità dell’artista o comunque dell’uomo che è abituato a guardare anche cosa c’è sotto i sassi, per intuire le cose che si muovono sopra la nostra testa e dentro la nostra anima, che il mistero è ancora un mistero. Per cui mi sembra che in un’epoca di computer, di macchine, di conoscenza umana che sempre più, con un’escalation e con un’accelerazione impressionante, va diventando totale, questo mistero sia un mistero destinato a scoprirlo solamente chi viaggia nell’anima e non nella conoscenza scientifica. (bf)

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