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Maggio 2012

Domenica 27 maggio 2012 Pentecoste

Domenica 27 Maggio 2012 09:03

pentecosteDopo l’Ascensione di Gesù, gli apostoli erano riuniti nel cenacolo con la Madre di Gesù e molti discepoli. Fino al giorno di Pentecoste. Avevano paura di uscire e predicare. Improvvisamente si udì un forte vento e lingue di fuoco si posarono su ciascuno di essi.

Furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in lingue.

In quei giorni, c’erano molti stranieri venuti a Gerusalemme da ogni parte del mondo per celebrare la festa ebraica di Pentecoste. Tutti udirono i presenti udirono parlare gli apostoli ciascuno nella propria lingua.

Tutti, da quel giorno, e non ebbero paura e se ne andarono a predicare per il mondo gli insegnamenti di Gesù. Lo Spirito Santo ha dato loro forza per la grande missione: portare la parola di Gesù a tutte le nazioni e fare discepoli e battezzare tutti gli uomini nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

E’ questo il giorno in cui la Chiesa ha iniziato a operare in quanto tale.

I segni dello Spirito Santo

Il fuoco, il vento, la colomba.

Questi simboli rivelano la forza che lo Spirito Santo ci offre: Il vento è una forza invisibile ma reale. Questo è lo Spirito Santo. Il fuoco purifica e incendia. Ad esempio, appiccare il fuoco al campo per rimuovere le erbacce e piantare semi buoni. In medicina per sterilizzare gli strumenti anticamente si usava il fuoco.

Lo Spirito Santo è una forza invisibile e potente dentro di noi e ci purifica dal nostro egoismo per dare modo di amare.

I nomi dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo ha ricevuto diversi nomi in tutto il Nuovo Testamento, lo Spirito di verità, l’Avvocato, il Paraclito, il Consolatore, lo Spirito di santità.

La promessa dello Spirito Santo

Durante l’Ultima Cena, Gesù ha promesso ai suoi apostoli: «Il Padre mio vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di Verità” (Gv 14, 16-17).

Più tardi ho detto: “Ho detto queste cose, mentre io sono con voi, ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.” (San Giovanni 14, 25-26).

Dopo cena, abbiamo di nuovo fare la stessa promessa: «…è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò… Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. ” (Gv 16, 7-14).

Nel calendario dell’anno liturgico, dopo la festa dell’Ascensione, i cinquanta giorni della risurrezione di Gesù, si celebra la festa di Pentecoste.

Napolitano: giovani, scendete in campo per cambiare l'Italia

Venerdì 25 Maggio 2012 05:55

"La mafia e le altre espressioni della criminalità organizzata restano un problema grave per la democrazia", dobbiamo proseguire la lotta "con la più grande determinazione e tenacia" sulla strada dell'esempio di Falcone e Borsellino. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

napolitano

Napolitano a Palermo ha lanciato un forte appello ai giovani: "Scendete al più presto in campo - ha detto - per rinnovare la società e la politica". "Scendete al più presto in campo, aprendo porte e finestre se vi si vuole tenere fuori, per rinnovare la politica e la società. L'Italia ne ha bisogno, l'Italia ve ne sarà grata". Così, commosso, Giorgio Napolitano ha chiuso tra gli applausi il suo intervento nell'aula bunker a Palermo. "Non escludo un ritorno allo stragismo - ha affermato il capo dello Stato - non possiamo escludere violenza di stampo stragista". ''Non ci facemmo intimidire, non lasciammo seminare paura e terrore né nel '92 ne' in altre dure stagioni sconvolgenti; tantomeno cederemo ora". Lo ha garantito Giorgio Napolitano riferendosi ai recenti attacchi terroristici e ai rigurgiti mafiosi. "Siamo preoccupati per la persistente gravità della pressione e della minaccia mafiosa, non la sottovalutiamo, ma ci sentiamo ben più forti che in quei tragici momenti del 1992 per la crescente mobilitazione di coscienze e di energie che - ha aggiunto - si è venuta realizzando nel nome di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino".

In un passaggio di un suo discorso a Palermo in occasione del ventennale della strage di Capaci, ricordando la figura e le azioni di Falcone e Borsellino, il capo dello Stato ha richiamato la magistratura al loro esempio fondato "anzitutto sulla fedeltà alla Costituzione, come robusta e responsabile capacità di porsi al servizio del cittadino" e rimanendo "al di fuori di una irreale pretesa di onniscienza". Secondo Napolitano, infatti, "l'autonomia e l'indipendenza che a Falcone erano care, si esprimevano nella sua libertà di giudizio e nel rispetto per le istituzioni, in una inequivoca distanza da posizioni di partito".

Fonte: quotidiano l’Avvenire

Racalmuto dice "NO alle mafie"

Domenica 20 Maggio 2012 09:26

Appuntamento stasera alle 20,15 nel piazzale della Chiesa del Monte

Racalmuto abbraccia Brindisi, le vittime e i loro familiari

Melissa

Ciao Melissa, anche se non ti conosciamo di persona, ti siamo vicini e ti pensiamo: potevi essere la compagna di banco, la figlia o la nipote, l'amica, la fidanzata di ciascuno di noi. Colpendo te, infatti, è come se avessero colpito al cuore ciascuno di noi. Ma non ci rassegneremo a vivere in un mondo così, lo cambieremo, anche per te.

Di seguito articolo tratto liberamente da: regalpetraliberaracalmuto

"No alle mafie. No alla violenza!". Uno spirito, una convinzione che sta scuotendo il Paese intero.

no_mafiaDopo l'attentato di Brindisi e la morte della studentessa sedicenne Melissa Bassi, dopo le prove "tecniche" di ieri - quando una cinquantina di racalmutesi si sono ritrovati nel piazzale antistante alla chiesa Madre, intenzionati a dare un "segnale" forte, inequivocabile - questa sera alle 20,15, Racalmuto risponde a voce alta. O almeno ci proverà. Proverà ad esprimere orrore e sdegno contro l'attentato dinanzi alla scuola "Morvillo-Falcone", dimostrando anche di avere una memoria solidale.

Scendere in strada, manifestare, pregare, per Racalmuto ha un significato in più.

Racalmuto ha vissuto la guerra di mafia degli anni Novanta ed ancor oggi ne paga, ed a caro prezzo, le conseguenze. Racalmuto, oggi, con il corteo spontaneo, che partirà dal piazzale antistante alla chiesa di Maria Santissima del Monte e si snoderà, lungo la via Sciascia (ex Regina Margherita), fino al Municipio dove la bandiera italiana sarà a mezz'asta, è intenzionata a condannare, platealmente, ogni attentato, qualunque sia lo stampo, che tocca i nostri figli.

Perché Racalmuto sa reagire. Perché Racalmuto è un paese che vive nel solco della legalità ed è un paese stanco di essere frettolosamente, stupidamente, etichettato come paese di mafia.

Appuntamento, dunque, alle 20,15 nel piazzale della chiesa del Monte, subito dopo la santa messa.

Concetta Rizzo

Maria Regina della Famiglia

Domenica 20 Maggio 2012 07:44

MariaLa famiglia oggi, più che immagine e testimonianza viva dell' Amore Trinitario, è terreno di scontro, di rivalsa, di sfogo delle proprie frustrazioni, di rancore, ricatto, odio represso e manifesto. Invece di essere luogo di amore reciproco, servizio, condivisione e perdono è luogo di consumo dei propri egoismi. Per questo, Maria, regina della famiglia, prega per le nostre famiglie tormentate, sofferenti, deluse, chiuse nei propri egoismi; prega affinché i coniugi riscoprano uno nell'altro una testimonianza credibile del Cristo risorto; perché i figli siano avviati alla carità cristiana dall'esempio luminoso dei genitori; perché gli anziani siano assistiti con pazienza e amore caritatevole e perché sia vissuto concretamente ogni giorno il valore sacramentale del matrimonio. Maria, regina della famiglia, prega per noi.

“Famiglia, diventa ciò che sei… comunità di vita e di amore... riflesso vivo dell’amore di Dio per l’umanità.”
(Giovanni Paolo II)

Chiediamo a Maria di aiutarci a realizzare il sogno di Dio sulla Famiglia:

Essere il segno visibile dell’AMORE che unisce le Persone della SS. Trinità, prima ed eterna “Famiglia” Imitare la Sacra Famiglia di Nazareth

La luce di Dio, per intercessione di Maria, brilli nella vita di ogni famiglia!


PARROCCHIA  MADONNA DEL CARMELO

Ci riuniamo nei quartieri per affidare a Maria, con la preghiera del S. Rosario, tutte le famiglie.

CALENDARIO

MERCOLEDÌ 16 MAGGIO ORE 19.00 Quartiere Padre Elia Lauricella (Ex Piedi di Zichi)

GIOVEDÌ 17 MAGGIO ORE 19.00 Piazzale di fronte alla Fondazione Sciascia

MERCOLEDÌ 23 MAGGIO ORE 10.00 C.da Stazione - abitazione Maria Santangelo

ORE 16.00 Via D’Asaro - abitazione Concetta Spalanca

GIOVEDÌ 24 MAGGIO ORE 10.00 Casa di Riposo

LUNEDÌ 28 MAGGIO ORE 19.00 C.da Bovo - Via F.Macaluso vicino Patronato ACAI

MERCOLEDÌ 30 ORE 19.00 Via Sturzo - abitazione Leonardo Picone

Dal 18-5 al 26-5 ore 19.00 Madonna del Carmelo NOVENA DI PENTECOSTE


PARROCCHIA MATRICE

Ci riuniamo nei quartieri per affidare a Maria, con la preghiera del S. Rosario, tutte le famiglie.

CALENDARIO

GIOVEDÌ 24 MAGGIO ORE 18.00 Villa Comunale presso la statua di San Pio

VENERDÌ 25 MAGGIO ORE 18.00 Via Canonico Parisi di fronte Fam. Ricottone - Merulla

LUNEDÌ 28 MAGGIO ORE 18.00 Via Sold. Cipolla di fronte fam. Agrò - Zucchetto

MARTEDÌ 29 MAGGIO ORE 17.00 Case popolari di Viale Hamilton

MERCOLEDÌ 30 MAGGIO ORE 17.00 Collegio di Maria

VENERDÌ 1 GIUGNO ORE 19.00 Via G. Buscarino spazio di fronte fam. Morgante
Inaugurazione dell’edicola dedicata a Santa Teresa del Bambino Gesù

La Festa della Divina Misericordia a Racalmuto

Mercoledì 16 Maggio 2012 07:24

La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che "elargirà grazie di ogni genere" (Q. II, p. 294).

divina_misericordia1

Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:
  • che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;
  • che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.
"Sì, - ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta" (Q. II, p. 278).

Fotogallery

Cari visitatori, attraverso questo racconto fotografico, vi vogliamo fare partecipare alla Festa della Divina Misericordia, che è stata organizzata a Racalmuto dai Coniugi Castelli.

Pellegrinaggio in Terra Santa: 17 – 24 Agosto 2012

Lunedì 14 Maggio 2012 07:32

“Andiamo in Terra Santa per rinnovare lo stupore della fede”

Per maggiori informazioni potete contattareLeonardo Picone 3202394324 o mandare email a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Solo 9 posti disponibili, è ancora possibile prenotare entro il 31 maggio fino ad esaurimento dei posti.

terra_santa

In occasione della ricorrenza del 50° anniversario di ordinazione presbiterale di Don Diego Martorana 40 pellegrini, si il prossimo mese di Agosto, con Don Diego si recheranno in Terra Santa per provare le straordinarie emozioni, nel percorre i luoghi Seguendo,  le orme di Cristo, per avvicinarsi di più a lui e scoprire le radici della fede cristiana. Andare in Terra Santa è momento fondamentale nel cammino di fede di ogni cristiano perché è visitare una terra ricca di storia, di tradizioni e di verità... che non può lasciare indifferenti soprattutto chi, come il cristiano, è chiamato a trasmettere un messaggio che ha come centro Gesù di Nazareth. Giustamente la Terra Santa è stata definita "il Quinto Vangelo".

Trovarsi a Nazareth nella Grotta dell'Annunciazione, dove l'Angelo Gabriele annunziò a Maria la sua prossima maternità "per opera dello Spirito Santo"; inginocchiarsi nella Grotta della Natività a Betlemme, dove è nato Gesù; sentire risuonare ai nostri orecchi il salvifico "Discorso delle Beatitudini" in uno stupendo scenario di mare e di monti; percorrere in barca il Mare di Galilea dove Gesù comandò al vento e alle onde e poi rimproverò gli Apostoli come "Gente di poca fede..."; toccare la roccia del Golgota, dove è stato crocifisso il nostro Signore; pregare con le braccia e la fronte letteralmente "incollate" sulla pietra che copre il vero sepolcro di Gesù morto e da dove Egli è "risorto glorioso e trionfante"; "fissare lo sguardo in alto" come Maria e gli Apostoli sul Monte dell'Ascensione quando Gesù sale al Padre e va a preparare un posto per noi, ecc... sono esperienze che ci aiutano a leggere e a gustare con sapore più intenso le Scritture e i Vangeli in particolare. Ecco perché meditare là dove Gesù parlò alle folle e ai suoi discepoli, pregare dove si raccoglieva la prima Chiesa sarà, per tutti, una cosa unica e straordinaria.

Il 13 Maggio apparve Maria

Sabato 12 Maggio 2012 19:37

La prima apparizione, 13 maggio 1917

madonna_fatima

Era la domenica 13 maggio 1917; i tre cuginetti dopo aver assistito alla Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Fatima, tornarono ad Aljustrel per prepararsi a condurre al pascolo le loro pecore.

Il tempo primaverile era splendido e quindi decisero di andare questa volta fino alla Cova da Iria, una grande radura a forma di anfiteatro, delimitata verso nord da una piccola altura.   
Mentre allegri giocavano, nel cielo apparve un bagliore come lampi di fulmini, per cui preoccupati per un possibile temporale in arrivo, decisero di ridiscendere la collina per portare il gregge al riparo.   
A metà strada dal pendio, vicino ad un leccio, la luce sfolgorò ancora e pochi passi più avanti videro una bella Signora vestita di bianco ritta sopra il leccio, era tutta luminosa, emanante una luce sfolgorante; si trovavano a poco più di un metro e i tre ragazzi rimasero stupiti a contemplarla; mentre per la prima volta la dolce Signora parlò rassicurandoli: “Non abbiate paura, non vi farò del male”.    
Il suo vestito fatto di luce e bianco come la neve, aveva per cintura un cordone d’oro; un velo merlettato d’oro le copriva il capo e le spalle, scendendo fino ai piedi come un vestito; dalle sue dita portate sul petto in un atteggiamento di preghiera, penzolava il Rosario luccicante con una croce d’argento, sui piedi erano poggiate due rose.     
A questo punto la più grande di loro, Lucia, chiese alla Signora “Da dove venite?” “Vengo dal Cielo” e Lucia “Dal cielo! E perché è venuta Lei fin qui?”, “Per chiedervi che veniate qui durante i prossimi sei mesi ogni giorno 13 a questa stessa ora; in seguito vi dirò chi sono e cosa desidero, ritornerò poi ancora qui una settima volta”.   
E Lucia, “E anch’io andrò in cielo?”, “Si”, e “Giacinta?”, “anche lei”, “e Francesco?”, “anche lui, ma dovrà dire il suo rosario”.
La Vergine poi chiese: “Volete offrire a Dio tutte le sofferenze che Egli desidera mandarvi, in riparazione dei peccati dai quali Egli è offeso, e per domandare la conversione dei peccatori?”. “Si lo vogliamo” rispose Lucia, “Allora dovrete soffrire molto, ma la Grazia di Dio sarà il vostro conforto”.          
E dopo avere raccomandato ai bambini di recitare il rosario tutti i giorni, per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra, la Signora cominciò ad elevarsi e sparì nel cielo.          
Lucia durante tutte le apparizioni, sarà quella che converserà con la Signora, Giacinta la vedrà e udirà le sue parole ma senza parlarle, Francesco non l’udirà, ma la vedrà solamente, accettando di sapere dalle due bambine, quello che la Signora diceva.

13 Maggio 2012 VI Domenica dopo Pasqua

Sabato 12 Maggio 2012 18:39

Parola - Vangelo Gv 15, 9-17

Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore... perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena... Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga.
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Riflessione
Afferma Pronzato che l'unico modello di amore al quale il cristiano si deve ispirare, è quello indicato da Gesù: amare come il padre ha amato Gesù, e come lui ha amato noi. Noi, invece, siamo tentati di amare se e quando vogliamo, chi vogliamo, senza scomodarci troppo e senza rinunciare a troppe cose alle quali siamo attaccati. Molte volte il nostro amore è egoismo verniciato di buoni sentimenti. La Trinità ama tutto e tutti. Non c'è posto nell'amore e nella missione ecclesiale per i ghetti, i gruppuscoli, le sette. Hanno diritto di cittadinanza i gruppi, le associazioni, i movimenti, purché il loro ritrovarsi assieme a pregare e a programmare sia preludio di azione missionaria orientata a favore della comunità parrocchiale, diocesana, universale. Nemmeno la famiglia può essere cristiana, se non è missionaria. Non dobbiamo nutrire la pretesa che "gli altri" si decidano a sedersi alla nostra mensa prima di essere andati noi ad "abitare" dove di fatto essi vivono. La realizzazione di un simile programma non si presenta facile; un apologo ci può indicare un utile orientamento . Si narra che una notte Bonifacio VIII fece uno strano sogno. Vide una campana grande quanto il mondo la quale, però, non aveva il batacchio. Jacopone da Todi, interpellata dal papa sul significato del sogno, rispose: "Santità, la campana rappresenta l'evangelizzazione che la chiesa deve fare su tutta la terra; il batacchio che manca, dovrebbe essere la sua carità e la testimonianza". L'episodio non necessita di spiegazione; piuttosto richiede da noi una seria riflessione.

I ministranti di Racalmuto al Convegno Diocesano

Lunedì 07 Maggio 2012 10:47

“Se hai un cuore grande …” è stato il tema del 58° Convegno Diocesano dei Ministranti  che si è svolto lo scorso 25 Aprile presso il Seminario di Agrigento.

convegno_ministranti

Tra canti, balli e giochi, breve ma incisiva è stata l’omelia del Vescovo:
“Compito del Ministrante è servire all’altare dove Gesù, da pane e vino, si trasforma in Corpo e Sangue per noi.  Essere così vicini a Gesù mentre si trasforma in Corpo e Sangue significa essere suoi amici. Un’amicizia che si misura con il cuore e che si sa accogliere solo se si ha … Un Cuore grande…

Il Ministrante, ha concluso il Vescovo nella sua omelia, è un Amico di Gesù che ha un

  • Coraggio
  • Umiltà
  • Ottimismo
  • Riconoscenza
  • Entusiamo

GRANDE

Il Santino del 50° di ordinazione sacerdotale

Mercoledì 02 Maggio 2012 22:20
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