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Dicembre 2014

“La Giustizia”

Venerdì 26 Dicembre 2014 09:07

Gruppo Gesù di Nazaret: Riflessione sulle Virtù Cardinali

Volontà costante e ferma di dare a Dio e al prossimo il loro dovuto

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Proseguendo gli incontri dedicati alle 4 virtù cardinali, domenica 14 dicembre, il gruppo Gesù di Nazaret ha trattato della virtù della giustizia.

Di seguito esponiamo in sintesi ciò che è emerso dallo studio di questa virtù.

La giustizia consiste nella COSTANTE e ferma VOLONTA' di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. Essa va esercitata in maniera costante, tutti i giorni nella nostra vita quotidiana.

Alla base della giustizia vi è la volontà di volerla esercitare, non riguarda l'intelletto ma la volontà, se si ha la volontà di esercitarla la conoscenza verrà di conseguenza.

Il suo campo d'azione è la relazione con gli altri. Prima di riuscire a compiere gesti di amore bisogna esercitare la giustizia, nessuno può esercitare le virtù teologali se prima non esercita le virtù cardinali.

La giustizia ha tre caratteristiche:

  1. 1) si riferisce sempre al prossimo;
  2. 2) non è un regalo;
  3. richiede perfetta eguaglianza tra ciò che si da e ciò che si deve dare.

Essa è sempre un atto concreto che pone ordine nelle relazioni con gli altri. Non possiamo aspirare a grandi gesti d'amore se non riusciamo a esercitarla nella vita quotidiana nei rapporti con chi ci è vicino. Non possiamo cogliere il vero significato del termine Giustizia se lo consideriamo sempre in relazione ad un codice o alla legge.

La Giustizia è un problema di pareggio, di eguaglianza, di autenticità.

Dio è giusto non perchè ci giudica ma perchè è sempre fedele a se stesso, al suo progetto su di noi, allo stesso modo io sono giusto se sono fedele a quello che sono, a quello per cui Dio mi ha messo al mondo. Io sono giusto nella misura in cui gli altri vedono in me il ruolo che io ricopro. Io sono chiamato a vivere la giustizia  in un rapporto di equità che comprende me e gli altri.

Quando noi riceviamo la vita la riceviamo con delle dotazioni per viverla bene, la riceviamo da Dio, per cui io non posso basare la mia giustizia su delle mie qualità intrinseche ma su chi mi ha donato queste qualità.

Io imparo la giustizia dal mio rapporto con Dio. Io vivo la giustizia dalla contemplazione della giustizia che Dio ha nei miei riguardi. Dio è giusto con noi, non ci tratta con condiscendenza, con modi infantili, egli ci tratta con giustizia nel senso che  permette che ci accada tutto quello che la vita ci riserva.

Quando nella vita non accettiamo qualche cosa, saltano le categorie della giustizia.

Il demonio scava nell'uomo le sue ferite di ingiustizia che diventano le scusanti per la nostra ingiustizia, infatti le persone che stanno scontando delle pene si ritengono una sorta di giustiziere per riparare le ingiustizie che hanno subito.

La giustizia è un rapporto di analisi con la propria storia.

Dobbiamo essere capaci di trarre il bene da tutto quello che ci accade.

Quando si resta feriti dalle vicissitudini della vita dobbiamo avere la volontà di superare quella ferita e andare avanti. La volontà la troviamo nel rapporto con Dio, dobbiamo riconciliarci con la nostra storia. Se non superiamo queste ferite vivremo sempre nel conflitto interiore, alla ricerca di una rivalsa che nessuno ci potrà donare. L'ingiustizia subita e non superata macchierà tutti i nostri rapporti con gli altri e con noi stessi.

La giustizia è qualcosa che sboccia nella propria vita e su questo nuovo seme dobbiamo vivere la nostra vita buona. Evitiamo le piccole ingiustizie: non contrarre debiti, non solo economici, con gli altri; trattare le cose altrui come cose molto importanti, specie nella vita comunitaria; avere il senso della buona fama e del nome dell'altro; non esprimere giudizi temerari.

Affermare che tanto lo fanno tutti non riduce la nostra responsabilità, infatti è molto più facile essere associati nel male che nel bene.

Le persone vanno valutate non sulla base di antipatia o simpatia ma su un oggettivo merito.

La giustizia non è una serie di regole, dobbiamo andare oltre. La giustizia si compie quando facciamo in modo che gli altri si realizzano secondo quello per cui sono state creati.

La matrice della giustizia è stare davanti a Dio.

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