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Febbraio 2015

La Fortezza e la Temperanza

Mercoledì 11 Febbraio 2015 09:04

Gruppo Gesù di Nazaret

La Fortezza e la Temperanza

cristo_pant_sipa Gli ultimi due incontri del gruppo Gesù di Nazareth hanno avuto come argomento di studio e approfondimento due delle quattro virtù Cardinali, ovvero hanno esaminato e allargato le conoscenze sulle virtù della Fortezza e della Temperanza.

Parlare di Fortezza e Temperanza ai nostri giorni può risultare a tratti dispersivo, antiquato e vano se consideriamo il modo in cui la società contemporanea ci assilla rispetto a quanto dobbiamo essere belli, forti, grandi, egoisti, aggressivi, intraprendenti, ricchi, spudorati, scattanti, attivi; a nostro avviso, invece , le due virtù cardinali sono attuali più che mai visto che quando parliamo di fortezza e temperanza stiamo parlando di noi uomini e donne di questo mondo, di questa società con le nostre paure e i nostri atti di coraggio.

La fortezza è la virtù morale che, nelle difficoltà, assicura la fermezza e la costanza nella ricerca del bene. Essa rafforza la decisione di resistere alle tentazioni e di superare gli ostacoli e le difficoltà della vita; la fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino la paura della morte, dà il coraggio di giungere fino al sacrificio della propria vita per difendere una giusta causa. La virtù della fortezza riguarda l'esercizio della giustizia, la ricerca del bene in ogni situazione. (Catechismo della Chiesa cattolica, n. 1808).

Il campo della fortezza è molto vasto e c’è tanto bisogno di questa virtù là dove si devono superare le paure, si devono affrontare la noia, il disgusto dell'esistenza quotidiana per riuscire a mettere in atto il bene. La fortezza è una delle virtù umane, morali fondamentali, che ogni persona onesta dovrebbe vivere. Avere fortezza non significa stringere i denti, piuttosto significa prendere umilmente consapevolezza della propria debolezza e andare avanti secondo quello che Dio ci indica: <<Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno>> (Lc 12,32). Senza la fortezza non c'è giustizia sulla terra; senza la fortezza nessuno farà il bene fino in fondo e la nostra società diventerà una società di scontenti e di frustrati.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1809 definisce la temperanza quale: << virtù morale che modera l’attrazione dei piaceri>>. La Temperanza è una virtù umana e cristiana che mira a disciplinare gli istinti, stabilendo una regola che serva a dominarli. Qualcuno potrebbe dire: perché non devo seguire gli istinti della natura umana? Non c’è niente di male, fanno tutti così! Gli esseri animali seguono sempre i loro istinti perché non sono responsabili delle loro azioni; al contrario l’uomo deve sempre rispondere del suo operato. Prima di tutto a se stesso, alla sua salute, poi alla comunità, e a Dio, Il dono della Temperanza in questi casi ci viene in aiuto perché ci “assicura il dominio della volontà sugli istinti” e pertanto ci aiuta a frenare le lusinghe degli stessi piaceri.

Soprattutto ai nostri giorni i piaceri possono essere molti, svariati e prepotenti. Essi riguardano sia i sensi del corpo come anche il voler conoscere tutto, la pretesa del comandare sempre, nell’ottenere con forza e prepotenza ogni cosa. Ora se i piaceri vengono ricercati con prepotenza come se fossero degli istinti irresistibili, non solo non appagano compiutamente ma rischiano di farci soccombere. Per questo è importante che diventiamo padroni di noi stessi, e che sappiamo dire di no al momento giusto, sempre attenti a non esagerare e pronti a una giusta disciplina dei nostri istinti che nella peggiore delle ipotesi possono portare a una disfatta.

I beni che attirano l’uomo sono beni creati da Dio ma non vanno ricercati smoderatamente, bisogna essere capaci di usarli con equilibrio e farli diventare mezzi per affrontare le difficoltà della vita. anche se non crede; senza denaro non si può far nulla, è necessario alla vita ma va acquistato con onestà, amministrato con avvedutezza, usato per il bene della propria famiglia ma con il cuore aperto alle necessità del prossimo. La temperanza modera l'attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell'uso dei beni, assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell'onestà. La persona temperante orienta al bene i propri appetiti sensibili, conserva una sana discrezione, e non segue il proprio istinto e la propria forza assecondando i desideri del proprio cuore: <<Non seguire le passioni, poni un freno ai tuoi desideri>> (Sir 18,30).

Testimoni credibili del XXI secolo: "Il servo di Dio Rosario Angelo Livatino"

Mercoledì 11 Febbraio 2015 00:00
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